Programmatori i meno pagati

Lo sostiene l'ultima indagine Assinform sulla retribuzione nell'ICT. Volano i manager e gli esperti di sicurezza e aumentano le donne impiegate nel settore. Intanto è allo studio una proposta di legge sulle professioni Web
Lo sostiene l'ultima indagine Assinform sulla retribuzione nell'ICT. Volano i manager e gli esperti di sicurezza e aumentano le donne impiegate nel settore. Intanto è allo studio una proposta di legge sulle professioni Web


Milano – Usano il computer molto e tutti i giorni, puntano sull’azienda nella quale lavorano, non sfruttano più le dinamiche retributive della new economy, si preoccupano di conservare il proprio posto di lavoro, tendono ad essere giovani, la percentuale di donne è elevata e, soprattutto, amano quello che fanno.

Questo è il profilo di chi lavora nell’ICT italiano secondo la prima “Indagine nazionale sull’evoluzione lavorativa, retributiva e formativa delle figure professionali legate all?ICT”. L’indagine, presentata da Assinform, LineaEDP e Ictsquare, è stata condotta nel mese di giugno presso aziende produttrici e aziende utilizzatrici e ha coinvolto 540 persone, considerato un campione sufficientemente indicativo.

Il 73 per cento dei lavoratori che hanno risposto all’indagine ha un’età compresa tra i 26 e i 40 anni , con una percentuale di donne al 15 per cento , limitata ma considerata in forte crescita.

Il 60 per cento, inoltre, dispone di un titolo di studio superiore al diploma, il 35 per cento ha ricoperto lo stesso ruolo per 3-5 anni, con una permanenza nella stessa azienda segnalata in crescita rispetto agli anni scorsi.

Di interesse anche le retribuzioni dell’ICT. Il livello medio è di 39mila euro lordi all’anno. Tra i 51 e i 53mila si collocano gli specialisti di prevendita, i manager della sicurezza e gli “account manager”; tra i 39,3 e i 42,5mila invece progettisti di rete, project manager, consulenti, EDP manager. I meno pagati sono invece i product manager e i programmatori .

Le retribuzioni, comunque, si dimostrano ora più stabili rispetto ai tempi della speculazione nella new economy e più di metà degli intervistati ha dichiarato di non aver avuto aumenti di recente. Alcuni, il 9 per cento, hanno addirittura visto diminuire il proprio compenso. Di buono, comunque, c’è la generale soddisfazione per l’impiego. Più della metà di chi ha risposto si ritiene soddisfatto del lavoro e il 21 per cento parla persino di appagamento.

Inoltre, sulla mailing list Webprofession è iniziata la discussione per giungere ad una proposta di legge da sottoporre ai parlamentari di entrambi gli schieramenti perché la facciano propria, una proposta che mira ad un formale riconoscimento e tutela per le “professioni del web” . A proporla e metterla a disposizione degli utenti per la discussione e integrazione, è Roberto Scano di IWA/HWG, già autore della prima bozza della proposta di legge sull’accessibilità .

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01 10 2003
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