È capitato a tutti. Una riunione tesa, dove ogni parola sembra una mina pronta a esplodere. Un messaggio delicato che si riscrive venti volte. Quel momento in cui il cervello si blocca e resta solo il vuoto. In situazioni del genere, spesso tutto quello che serve è trovare le parole giuste, capire cosa fare, prendere la decisione giusta. Al momento giusto.
Il “prompt ancora” serve a sbloccarsi quando la pressione è alta e la mente annebbiata. Invece di chiedere all’AI altre idee che confondono solo di più, si chiede qualcosa di concreto: un concetto chiave da tenere a mente, una regola semplice da seguire, un punto fermo a cui aggrapparsi.
Il “prompt ancora” per prendere decisioni difficili con l’AI
La maggior parte dei consigli, sia che provengano da persone o da chatbot AI come ChatGPT o Gemini, cerca di risolvere tutto in una volta. Ma quando si è bloccati, il cervello non riesce a gestire troppe informazioni. Troppi input = paralisi decisionale.
Il prompt ancora invece, è pensato per fare bene una sola cosa: dare un’idea chiara da ricordare quando si è sotto stress e non si vuole finire in una spirale infinita di pensieri. Ecco la richiesta: Sono bloccato in questa situazione: [descrizione breve]. Dammi un concetto chiave chiaro da ricordare, una regola semplice da seguire e una frase che potrei effettivamente dire ad alta voce.
Quando si è molto stressati, non si ha voglia di spiegare ogni dettaglio della situazione per avere un consiglio. Magari si è in ansia semplicemente non si ha tempo. Ciò di cui si ha bisogno in quel momento è qualcosa di semplice a cui aggrapparsi.
Questo prompt costringe l’AI a fare qualcosa che molti prompt non fanno: tagliare. Invece di considerare ogni possibile punto di vista, deve scartare i consigli accessori e concentrarsi su ciò che aiuta subito, in una situazione reale.
L’AI così non ragiona più per completezza, ma per utilità, mette in ordine le priorità e trasforma le idee astratte in parole e regole che possono essere usate davvero, mentre si parla con qualcuno o si prende una decisione sotto pressione.
Questo prompt interrompe il flusso di pensieri confusi e riporta l’attenzione sull’essenziale. Proprio come in quei film in cui uno schiaffo serve a far tornare qualcuno presente a sé stesso, qui l’effetto non è risolvere tutto, ma superare il blocco mentale.
L’obiettivo non è costruire una strategia completa o trovare la risposta perfetta. È ottenere un punto di partenza: cosa pensare, cosa fare o cosa dire adesso. Ed è proprio questa chiarezza istantanea che rende il consiglio utile nel momento in cui serve davvero.
Esempio 1: Riunione di lavoro tesa
Si deve respingere un’idea senza sembrare difensivi o aggressivi. La tensione è alta, le persone sono frustrate, ogni parola pesa.
Il prompt: Sono bloccato in questa situazione: devo rifiutare una proposta di un collega senza risultare sulla difensiva, ma anche senza cedere solo per evitare un conflitto. Dammi un concetto chiave da tenere a mente, una regola semplice da seguire e una frase concreta che potrei dire.
Esempio 2: Messaggio imbarazzante
Si sta riscrivendo un messaggio all’infinito, ma ogni versione sembra sbagliata: troppo aggressiva, troppo compiacente, troppo verbosa, troppo vaga.
Il prompt: Sono bloccato: devo rispondere a messaggio che percepisco irrispettoso, ma non voglio generare un’escalation. Ogni bozza sembra sbagliata. Suggerisci un concetto chiave, una regola, una frase.
Esempio 3: Conversazione difficile imminente
Si deve sostenere una conversazione difficile con qualcuno, per un feedback critico, una richiesta scomoda, una discussione conflittuale inevitabile.
Il prompt: Devo dire a [persona] che [spiegare il problema]. Temo la sua reazione negativa. Proponi un concetto chiave, una regola, una frase di apertura.
La filosofia dietro il prompt ancora: chiarezza immediata quando serve davvero
Questo metodo non nasce per scrivere codice migliore o ottimizzare campagne marketing. Nasce per quei momenti in cui la mente va in tilt e hai bisogno di qualcosa di solido a cui aggrapparsi. Situazioni lavorative dove la pressione sale a livelli insostenibili, conversazioni personali che rischiano di esplodere, decisioni che si devono prendere adesso senza il lusso di rifletterci sopra per ore. L’approccio funziona proprio perché rinuncia a tutto il superfluo e va dritto al punto: cosa devo pensare, come devo agire, cosa devo dire. In questo preciso istante.
La differenza essenziale rispetto agli altri metodi sta in tre caratteristiche che possono sembrare limiti, ma che sono in realtà la forza del sistema. Prima di tutto, non si salvano le risposte. Si usano, servono in quel momento, e poi si lasciano andare. Non c’è un archivio da consultare, niente biblioteca di prompt salvati per il futuro. Il valore sta nell’immediatezza: se si riesce a ricordare quella singola frase quando conta davvero, il prompt ha già fatto il suo lavoro. Poi c’è il focus immediato: non prepara per domani, non costruisce strategie a lungo termine. Dà quello che serve adesso, in tempo reale, mentre la situazione si sta svolgendo. Terzo elemento, se si dimentica tutto il resto ma si sa ancora cosa fare o dire nei prossimi trenta secondi, il metodo ha funzionato.
Il principio fondamentale è che l’intelligenza artificiale diventa davvero utile quando aiuta a tagliare tutto il rumore di fondo e offre qualcosa di concreto. Non piani perfetti che richiedono settimane di implementazione, non analisi complete da studiare, non cinquanta opzioni diverse tra cui scegliere mentre il panico sale. Solo tre cose: cosa pensare per non perdere lucidità, come agire senza paralizzarsi nell’indecisione, cosa dire per non fare danni irreparabili. Adesso. Non tra dieci minuti, non dopo averci dormito sopra. Ora.