Propaganda russa con ChatGPT: OpenAI chiude gli account

Propaganda russa con ChatGPT: OpenAI chiude gli account

OpenAI ha chiuso gli account ChatGPT usati per generare post e commenti a favore della Russia pubblicati su X, Facebook, Telegram, Substack e LinkedIn.
Propaganda russa con ChatGPT: OpenAI chiude gli account
OpenAI ha chiuso gli account ChatGPT usati per generare post e commenti a favore della Russia pubblicati su X, Facebook, Telegram, Substack e LinkedIn.

OpenAI ha chiuso diversi account ChatGPT utilizzati per generare contenuti social a favore dell’International Burke Institute. Gli articoli pubblicati sul sito e verificati dall’azienda californiana sono quasi tutti copiati e fanno parte di una campagna di influenza avviata per manipolare l’opinione pubblica a favore della Russia. L’impatto reale sembra tuttavia molto limitato.

Propaganda russa con ChatGPT

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, OpenAI ha rilevato e bloccato varie operazioni di influenza a favore della Russia, ma l’ultima è più sofisticata. L’azienda californiana ha scoperto che gli account erano stati aperti in Russia usando una VPN, visto che ChatGPT non è disponibile. Usando il chatbot sono stati generati post e commenti (quasi tutti in inglese) pubblicati su X, Facebook, Telegram, Substack e LinkedIn.

La maggioranza dei contenuti promuoveva articoli pubblicati sul sito dell’International Burke Institute (da non confondere con l’autorevole Burke Institute) con sede in Israele. Quest’ultima è una presunta comunità di esperti che scrive articoli relativi alla sovranità dei paesi. In realtà, come evidenziato da OpenAI, il sito contiene dozzine di articoli accademici copiati o attribuiti falsamente a veri studiosi. È inoltre presente un indice di sovranità usato per elogiare la Russia e screditare i paesi occidentali.

Alcuni post sono stati pubblicati sulle piattaforme elencate direttamente da account che riportano nome e logo dell’International Burke Institute (IBI). Altri post sembrano provenire da utenti comuni (probabilmente non autentici) e contengono link agli articoli dell’IBI. ChatGPT è stato usato anche per generare commenti e risposte ai post degli utenti.

Il chatbot non è stato sfruttato per scrivere gli articoli sul sito, ma OpenAI ha trovato che 34 su 36 articoli pubblicati tra settembre 2025 e maggio 2026 sono stati copiati da altre fonti. Alcuni di essi sono stati attribuiti a noti studiosi per dare maggiore legittimità al sito.

L’impatto dell’operazione di influenza è piuttosto limitata. I post hanno ricevuto poche visualizzazioni, mentre gli account dell’IBI hanno un numero molto basso di follower. Solo i canali Telegram hanno un seguito maggiore (fino a 20.000 iscritti). OpenAI evidenzia tuttavia la complessità della campagna e il crescente uso dei tool AI per generare fake news e manipolare l’opinione pubblica.

Fonte: OpenAI
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Pubblicato il
25 ago 2026
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