Provider come gli OLO: sì della Camera

Per i fornitori significa l'accesso alle reti infrastrutturali alle stesse condizioni degli operatori telefonici. La palla passa al Senato. Presto i provider potranno anche offrire flat senza dipendere dagli OLO. Più scelte per l'utente
Per i fornitori significa l'accesso alle reti infrastrutturali alle stesse condizioni degli operatori telefonici. La palla passa al Senato. Presto i provider potranno anche offrire flat senza dipendere dagli OLO. Più scelte per l'utente


Roma – Non si può ancora parlare di risultato acquisito ma di certo ieri i provider italiani hanno tirato un primo sospiro di sollievo quando la Camera ha approvato la legge che li equipara agli operatori telefonici in materia di accesso alle reti infrastrutturali. Perché il provvedimento diventi definitivo, però, dovrà passare anche al Senato.

La normativa, approvata in sede legislativa dalla Commissione Trasporti e TLC, è stata lungamente auspicata da tutte le parti politiche nella scorsa legislatura, ma la sua approvazione non è arrivata in tempo prima dello scioglimento delle Camere. Un ritardo che è costato non poco al settore, che in questi anni ha visto chiudere numerose imprese. Si tratta dunque di una legge che ora potrebbe ridare una tardiva fiducia agli ISP, duramente colpiti dalle trasformazioni del mercato telefonico e dall’esclusione nell’accesso paritario alle reti.

Stando alla legge, gli operatori “autorizzati ai servizi di trasmissione dati e accesso ad internet” hanno “diritto a fruire delle condizioni economiche applicate agli organismi di tlc titolari di licenza individuale sulla base dell’offerta di interconnessione di riferimento pubblicata da un organismo di tlc notificato quale avente significativo potere di mercato, secondo i criteri definiti dall’Autorità per le comunicazioni entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

In altri termini: entro due mesi da quando la legge, una volta passata al Senato, diverrà efficace, i provider potranno per la prima volta mettere a punto una serie di nuove offerte e rami di business in via indipendente dagli OLO. Una situazione che dovrebbe risolversi in maggiori possibilità di scelta per l’utente finale.

Secondo la normativa, inoltre, la parità di accesso vale “per ogni tipo di tariffa applicata dagli operatori autorizzati ai servizi di trasmissione dati e accesso ad internet”. Questo significa, dunque, che anche per l’offerta di accesso a canone forfetario, flat-FRIACO, i provider potranno muoversi in modo nuovo.

E mentre un ordine del giorno impegna il Governo ad un’attività di vigilanza sulla concreta attuazione del provvedimento e apre la porta ad ulteriori modifiche della normativa mano a mano che cambia lo scenario della connettività, la nuova normativa stabilisce anche un limite di tre anni alla validità alle disposizioni.

Afferma Renzo Lusetti (Margherita), componente della Commissione: “E’ un passaggio molto importante per la categoria degli internet service provider perchè viene dato loro uno spazio economico e una forza per radicarsi ulteriormente su tutto il territorio nazionale. Inoltre, gli Isp con questo provvedimento sono in grado di assistere capillarmente gli utenti di internet e in più possono consentire una formazione, la cosiddetta alfabetizzazione informatica. Il tutto all’insegna della liberalizzazione del mercato”.

Applaude anche Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni, secondo cui si apre “una nuova fase per lo sviluppo di internet”. “Il provvedimento – ha sostenuto – estende il ritorno economico per la terminazione delle chiamate dirette alla rete internet ai service provider. E’ così possibile creare le condizioni per il consolidamento, la crescita e lo sviluppo delle società che operano nel settore. E’ un atto dovuto a principi di libera concorrenza nel mercato della connettività, ma anche un sistema per consentire a chi opera in aree disagiate di identificare un business”.

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19 02 2002
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