Psicopatologia dei troll

Un nuovo studio metterebbe in luce come i provocatori del Web non sono altro che persone frustrate come ce ne sono anche fuori dalla Rete. Ma la ricerca potrebbe essere stata trollata
Un nuovo studio metterebbe in luce come i provocatori del Web non sono altro che persone frustrate come ce ne sono anche fuori dalla Rete. Ma la ricerca potrebbe essere stata trollata

Le personalità dei cosiddetti troll, gli utenti di forum, chat e social network che amano provocare, creare discussioni e cercare di far arrabbiare gli altri commentatori, sono fortemente correlate al sadismo.

A dirlo è un nuovo studio guidato da Erin Buckels della University of Manitoba: esso si è svolto attraverso interviste condotte online su 1215 persone .

Tali indagini hanno mostrato – secondo i ricercatori – che è un troll un utente online su venti e che questi hanno in comune con i sadici l’interesse a provocare l’angoscia negli altri .

Certo, il sondaggio si è svolto proprio su Internet e gli stessi ricercatori universitari non smentiscono la possibilità che circa il cinque per cento delle risposte ricevute possano essere state “trollate” degli utenti, date appositamente per provocare .

Se è quindi lecito soffermarsi a soppesare la validità dello studio, secondo i ricercatori universitari l’atteggiamento, le parole ed in generale le azioni e gli scopi dei troll denotano in ogni caso tre tratti comportamentali definiti “la triade oscura”: narcisismo, machiavellismo e psicopatia .

Se lo studio sembra essere manna dal cielo per le polemiche che vedono nella Rete un ricettacolo di pericoli, esso può essere letto anche in un altro verso: i temibili troll che imperversano sulla Rete terrorizzando genitori preoccupati e allarmate autorità, hanno un profilo psicologico già riscontrato ben prima dell’esistenza di Internet. Persone che – magari – prima di navigare sfogavano in altro modo tale pulsioni: sempre secondo lo studio – d’altra parte – più si passa tempo connessi più possibilità ci sono di sviluppare questi comportamenti.

Claudio Tamburrino

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