PSN, il punto di Sony

L'azienda prova a risollevare l'onore di PlayStation Network con una riverente conferenza stampa che aggiorna gli utenti della piattaforma attaccata. Fioccano promesse e buoni propositi

Roma – Non si scherza con l’onore dei samurai. I boss della Sony scendono in campo per inchinarsi davanti ai 75 milioni di utenti e tranquillizzare gli animi. Gli specialisti della multinazionale stanno ancora indagando sull’ attacco informatico ma i servizi PSN e Qriocity riapriranno presto, con una serie di “omaggi” riparatori.

È stato lo stesso Kaz Hirai , presidente del gruppo nipponico, ad elencare le aree che torneranno attive con l’aggiornamento scaricabile previsto nei prossimi giorni, tra gioco online, noleggio di film, lista amici e servizio chat. L’azienda ha anche sottolineato l’obbligo di un reset per la password personale, non appena verrà consentito di nuovo l’accesso alla gestione dell’account.

L’indennizzo per gli iscritti rimasti senza supporto si tradurrà in una serie di contenuti speciali scaricabili gratuitamente, ma l’offerta Welcome Back varierà a secondo della zona geografica. Il rimborso per gli account PlayStation PLUS e Qriocity, a pagamento, consisterà invece in un mese di abbonamento a costo zero. Eventuali problemi con le carte di credito legate agli account, a rischio frode, verranno gestiti caso per caso.

Come noto, i dati registrati sul network Sony sono finiti nelle mani dei misteriosi malintenzionati che hanno assaltato dall’esterno il database e, arrivati a questo punto, i consumatori potrebbero anche chiedere un risarcimento basato sulla semplice violazione della privacy.

La conferenza stampa del primo maggio ha comunque illustrato i buoni propositi per il futuro, tra sistemi di sicurezza irrobustiti e l’introduzione di una nuova figura professionale, il Chief Information Security Officer, nella gerarchia aziendale. Personaggio che si occuperà soltanto delle problematiche legate alla sicurezza. Basterà tutto questo per riconquistare la fiducia dei videogiocatori?

Roberto Pulito

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  • Luther_Blissett scrive:
    Furbo il Dr. Bose...
    In questo modo lega il MIT a doppio filo all'azienda.Meglio va l'azienda, più dividendi ci sono, più soldi prende il MIT.E guarda caso il MIT è specializzata in ricerche ad alta tecnologia.Un modo come un altro per acaparrarsi possibili, futuri brevetti?A pensar male si fa peccato...
  • came88 scrive:
    E se
    [PARANOIA ON]E se da domani le azioni cominciassero a non produrre dividenti ma a generare perdite, il MIT dovrebbe pagare senza possibilità di alienare le azioni o di intervenire sulla strategia aziendale?[PARANOIA OFF]
    • Enok scrive:
      Re: E se
      BOSE : sistemi audio = BMW : automobili
      • came88 scrive:
        Re: E se
        Il mio era un domani molto ipotetico, so che Bose è una grande marca. Ma visto che ci sono stati degli imprenditori (o detti tali) che sono riusciti a mandare in crisi grandi aziende con il futuro in discesa... Non si sa mai.È vero che l'America non è l'Italia, ma non si sa mai lo stesso...
      • ginfitz69 scrive:
        Re: E se
        OT: per gli intenditori di HI-FI Bose fa prodotti consumer dalla bassa qualità audio ( e dal prezzo stratosferico)
    • ruppolo scrive:
      Re: E se
      E se... Imparassi qualcosa sulle azioni? Le azioni non possono produrre perdite, al peggio non rendono nulla e/o perdono il loro valore fino a diventare carta straccia.
      • came88 scrive:
        Re: E se
        Ok, credevo diversamente, buono a sapersi, meglio per il MIT.
        • themac scrive:
          Re: E se
          Aggiungi, cosi' te la fai una cultura, che essendo delle "non voting shares" semplicemente non puoi gestire nulla dell'azienda.Ergo, non puoi fare danni. Si, danni, quelli che fanno i nostri migliori amministratori delegati, che NON hanno azioni, ma hanno il potere.Vedi la differenza ? E' proprio concettualeCmq non preoccuparti, ormai al MIT non ti prendono piu' ! :)TheMac
          • Enok scrive:
            Re: E se
            - Scritto da: themac
            Aggiungi, cosi' te la fai una cultura, che
            essendo delle "non voting shares" semplicemente
            non puoi gestire nulla
            dell'azienda.

            Ergo, non puoi fare danni. Si, danni, quelli che
            fanno i nostri migliori amministratori delegati,
            che NON hanno azioni, ma hanno il
            potere.

            Vedi la differenza ? E' proprio concettuale

            Cmq non preoccuparti, ormai al MIT non ti
            prendono piu' !
            :)

            TheMacA te nemmeno in un liceo.
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