Pubblica un video folle online, denunciato

Succede ad un utente italiano di Google Video che aveva reso disponibile in rete la pazza corsa di un motociclista sull'autostrada A7. La Polizia lo ha individuato e denunciato

Alessandria – Sono incerti i destini di un utente di Google Video Italia che pochi giorni fa, il 18, aveva pubblicato in rete sul portale video un corto di 17 minuti che riprendeva una folle corsa in motocicletta sull’autostrada A7.

La Polizia Stradale ha individuato il filmato, che mentre scriviamo risulta disattivato , le cui riprese sembrano essere state effettuate da una cam montata sul cruscotto del motoveicolo.

A quanto pare le riprese hanno messo in luce una guida spericolata e una velocità inaudita nel tratto compreso tra Vignole-Bolzaneto e Bolzaneto-Serravalle. Nei commenti al video lasciati dagli utenti del portale piovono in queste ore numerose accuse contro l’uomo. Scrive giovi : “certo che sei tanto sveglio in moto, ma per il resto sei un po’ scemotto…..non lo sai che si viene rintracciati? Per mettere i video bisogna registrarsi. Buona fortuna per il processo che ti attende.”

La Polizia ha infatti identificato l’utente che ha pubblicato il video, che ha però negato di averlo girato o tantomeno di esserne l’autore. Denunciato all’autorità giudiziaria per attentato alla sicurezza dei trasporti e competizione sportiva su strada, l’uomo deteneva una moto Honda CBR1000 nonché una telecamera dotata di un dispositivo di sostegno che, secondo gli inquirenti, ben si adatta ad essere montata sulla moto.

Ad aggravare la sua posizione il fatto che in passato era già stato segnalato per guida pericolosa. Gli accertamenti sono in corso.

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  • aniel haziel scrive:
    roba da cinesi
    Non per razzismo, ma questa notizia riguarda la classica"roba da cinesi" non c'è da farsene caso.
  • Anonimo scrive:
    Siete tutti dei pazzi furiosi
    Tutti i commentatori che ho letto... ma che state a scrive??? Avviate il PES6 e fatevi una partitella... :|
  • Anonimo scrive:
    i filocattolici applaudono
    per ottenere voti e avviare l'italia verso la nuova età sessuofobica
    • Anonimo scrive:
      Re: i filocattolici applaudono
      cosa hai contro i cattolici, piumato?
      • Anonimo scrive:
        Re: i filocattolici applaudono
        - Scritto da:
        cosa hai contro i cattolici, piumato?nulla, solo contro i filo-cattolici
      • soulista scrive:
        Re: i filocattolici applaudono
        - Scritto da:
        cosa hai contro i cattolici, piumato?Hanno sparso odio, intolleranza, morte ed infelicità nel mondo. Sono una setta di pericolosi fanatici e la loro religione si basa su un tizio che non si é nemmeno sicuri che sia esistito... e che comunque aveva indicato altre vie, non una chiesa in legno e pietra.
        • NSA scrive:
          Re: i filocattolici applaudono
          - Scritto da: soulista

          - Scritto da:

          cosa hai contro i cattolici, piumato?

          Hanno sparso odio, intolleranza, morte ed
          infelicità nel mondo. Sono una setta di
          pericolosi fanatici e la loro religione si basa
          su un tizio che non si é nemmeno sicuri che sia
          esistito... e che comunque aveva indicato altre
          vie, non una chiesa in legno e
          pietra.Vedi Luigi Cascioli
      • aniel haziel scrive:
        Re: i filocattolici applaudono
        Essere cattolici significa essere complici in genocidio esterminio nei confronti del genere umano, complici nella distruzione psichica ed emotiva dell'essere umano, nella creazione di dipendenza emotiva, sottomissione, stupri, omicidi,degrado nella vita sociale trasformazione di persone in oggetti di possesso e chi più ne ha più ne metta..
    • Anonimo scrive:
      Re: i filocattolici applaudono
      - Scritto da:
      per ottenere voti e avviare l'italia verso la
      nuova età
      sessuofobicaGia' fatto
  • Anonimo scrive:
    Re: qualcosa ci tradisce
    - Scritto da:
    risposta è NESSUNA
    DIFFERENZA.Bene. Allora trasferisciti in Cina, visto l'economia là va a gonfie vele.Tanto non c'è NESSUNA DIFFERENZA.
    • Anonimo scrive:
      Re: qualcosa ci tradisce
      - Scritto da:
      - Scritto da:


      risposta è NESSUNA

      DIFFERENZA.

      Bene. Allora trasferisciti in Cina, visto
      l'economia là va a gonfie
      vele.
      Tanto non c'è NESSUNA DIFFERENZA.A gonfie vele per gli speculatori e gli sfruttatori
      • Anonimo scrive:
        Re: qualcosa ci tradisce
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        - Scritto da:




        risposta è NESSUNA


        DIFFERENZA.



        Bene. Allora trasferisciti in Cina, visto

        l'economia là va a gonfie

        vele.

        Tanto non c'è NESSUNA DIFFERENZA.
        A gonfie vele per gli speculatori e gli
        sfruttatoriMente in Italia l'economia va a gonfie vele per tutti eh?
    • Anonimo scrive:
      Re: qualcosa ci tradisce
      - Scritto da:
      - Scritto da:


      risposta è NESSUNA

      DIFFERENZA.

      Bene. Allora trasferisciti in Cina, visto
      l'economia là va a gonfie
      vele.
      Tanto non c'è NESSUNA DIFFERENZA.A dire il vero in Cina, superate le difficolta' linguistiche, si sta benone.
      • Anonimo scrive:
        Re: qualcosa ci tradisce
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        - Scritto da:




        risposta è NESSUNA


        DIFFERENZA.



        Bene. Allora trasferisciti in Cina, visto

        l'economia là va a gonfie

        vele.

        Tanto non c'è NESSUNA DIFFERENZA.

        A dire il vero in Cina, superate le difficolta'
        linguistiche, si sta
        benone.non credo proprio che i cinesi siano d'accordo.
  • Anonimo scrive:
    Sito?
    qual'è il sito? :D
  • Anonimo scrive:
    Ipocriti di merda.
    Gli si ritorcerà contro, una dittatura non può permettersi di precludere ai sudditi qualsiasi sfogo, alla fine la rabbia esplode e ci vuol poco a far fare a qualche matusa di gerarca comunista la fine di Ceausescu e la moglie.E i loro pretoriani saranno i primi a fuggire senza difenderli o a rivoltarglisi contro, se sentiranno girare il vento, non sono cambiati molto dal tempo di Tigellino.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ipocriti di ****.
      - Scritto da:
      Gli si ritorcerà contro, una dittatura non può
      permettersi di precludere ai sudditi qualsiasi
      sfogo, alla fine la rabbia esplode e ci vuol poco
      a far fare a qualche matusa di gerarca comunista
      la fine di Ceausescu e la
      moglie.
      E i loro pretoriani saranno i primi a fuggire
      senza difenderli o a rivoltarglisi contro, se
      sentiranno girare il vento, non sono cambiati
      molto dal tempo di
      Tigellino.Pero' per il momento, incassano di brutto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ipocriti di ****.
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Gli si ritorcerà contro, una dittatura non può

        permettersi di precludere ai sudditi qualsiasi

        sfogo, alla fine la rabbia esplode e ci vuol
        poco

        a far fare a qualche matusa di gerarca comunista

        la fine di Ceausescu e la

        moglie.

        E i loro pretoriani saranno i primi a fuggire

        senza difenderli o a rivoltarglisi contro, se

        sentiranno girare il vento, non sono cambiati

        molto dal tempo di

        Tigellino.

        Pero' per il momento, incassano di brutto.Tieni presente che effettivamente nelle grandi città e nelle campagne più fertili e ben tenute si stanno davvero arricchendo in molti, ma nelle campagne più remote e arretrate e nelle città industriali meno in vista la capitalistizzazione sta producendo poveri e sfruttati più che ai tempi del comunismo duro e puro, solo il fatto che in pieno rispetto della tradizione comunista il centralismo fa sì che la periferia sia tenuta per le OO dai grandi centri a causa dell'appena sufficienza delle infrastrutture potrebbe frenare le possibilità di insurrezione, solo perché nelle campagne più povere una rivoluzione porterebbe la carestia, come tante ve ne sono state quando l'economia era guidata secondo i dogmi più stretti dai "cervelloni" di partito.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ipocriti di ****.

          Tieni presente che effettivamente nelle grandi
          citta` e nelle campagne piu` fertili e ben tenute
          si stanno davvero arricchendo in molti, ma nelle
          campagne piu` remote e arretrate e nelle citta`...Insomma capitalismo, come al solito = male.Io ci sono stato in Cina e la situazione non e' questo medioevo capitalistico che descrivi.Anzi. Ovviamene poveri ci sono e sempre ci saranno come ce ne sono in Italia, Giappone, Canada, ecc. Ma meno di prima.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ipocriti di merda.

      Gli si ritorcerà contro, una dittatura non può
      permettersi di precludere ai sudditi qualsiasi
      sfogo, alla fine la rabbia esplode e ci vuol poco
      a far fare a qualche matusa di gerarca comunista
      la fine di Ceausescu e la
      moglie.già, che ipocriti, mentre invece se la stampa avesse titolato "blitz antipedopornografia grazie alla segnalazione del bonzo don foltunato" magari ai danni di uno poi risultato innocente ma intanto costretto a lasciare il lavoro e a spendere un sacco di soldi di avvocati, una sedicente democrazia può permetterselo ?poi il controllo sul desiderio viene solo dai matusa ?e i matusa sono solo gerarchi comunisti ? io direi che una democrazia vera solo una cosa non può permettersi, la gente che mette sullo stesso piano fatti e opinioni
  • Wakko Warner scrive:
    A Pechino
    si sono bevuto il cervello, da un pezzo oramai.La FOBIA verso il sesso di questi imbecilli ha raggiunto e oltrepassato di gran lunga qualunque livello razionale ammissibile. Rovinare la vita ad una persona per un sito porno è semplicemente ridicolo e chi lo ha condannato meriterebbe di correre a calci in cuXo lungo tutta la muraglia cinese.È una vergogna che i Paesi europei facciano ancora affari con un governo del genere che si meriterebbe l'embargo totale per violazione dei diritti umani da un bel pezzo.Vorrei ricordare, a chi compra roba cinese, che i soldi che forniscono a questi signori vanno a finanziare queste azioni, vanno a finanziare lo sfruttamento di persone e in particolare vanno a finanziare ditte che sfruttano bambini in un lavoro massacrante di almeno 10 ore al giorno per avere in cambio una ciotola di riso. E poi magari quelli che comprano le magliette cinesi a prezzi stracciati sfruttando ore e ore di duro lavoro minorile senza un minimo di assistenza nemmeno sanitaria (se si tagliano una mano pensate che li portino in pronto soccorso?) hanno anche il coraggio di fingere di indignarsi quando qualcuno si scarica gratuitamente e senza nessuno scopo di lucro immagini pornografiche di minori magari ottenute senza né violenza né coercizione.Comunque l'Italia è sulla buona strada per raggiungere il governo cinese. Già oggi con le svariate apologie di reato e i reati di opinione non è possibile trattare in modo libero, civile e onesto un sacco di tematiche e la fobia verso sesso e nudo sta dilagando a tal punto che se non siamo al livello degli imbecilli di Pechino poco ci manca. Senza contare che si comincia anche qui a permettere che il governo decida cosa possiamo o meno guardare o come possiamo o meno investire i nostri soldi (vedasi caso dei giochi online). Anzi... ora stanno facendo gli stessi discorsi che sentivo anni fa in cina sulla presunta pericolosità dei videogiochi quando semplicemente non sanno a quale altro santo votarsi.Insomma... mi spiace sinceramente per i cinesi, ma a dire il vero sono decisamente più preoccupato per quello che sta avvenendo nel Paese in cui vivo: l'Italia. Rischiamo veramente di fare la loro fine.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 novembre 2006 01.36-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: A Pechino
      :'(:'(:'(:'(:'( hai ragione
      • Wakko Warner scrive:
        Re: A Pechino
        - Scritto da:
        :'(:'(:'(:'(:'( hai ragioneFra l'altro http://punto-informatico.it/p.aspx?id=587242era il 2004... noi ora siamo più o meno lì.
    • Anonimo scrive:
      Re: A Pechino
      Wakko ti seguo sempre con estrema attenzione e sono quasi sempre d'accordo con te. Questa volta sono "quasi" d'accordo. Non è vero infatti che i soldi dati ai cinesi vanno a finanziare quei censori: certe volte può accadere, certe volte no.Quando compriamo merce cinese al mercato o nei negozi per esempio, o andiamo al ristorante cinese, diamo più soldi ai cinesi in Italia (quindi a gente assolutamente estranea al regime, che quando non fa parte di piccole mafie locali costituisce il 90% dell'immigrazione "buona" e proficua in Itaila) che ai produttori delle materie prime, che comunque essendo importate sono frutto di sfruttamento solo in una piccola percentuale.C'è anche da dire che molto spesso i cinesi non vedono come sfruttamento alcune condizioni che per noi lo sono. Un contadino che lavora 16 ore al giorno per 5 euro al mese, se trova un lavoro in una fabbrica a 10 ore al giorno senza ferie e con vitto e alloggio gratis fa i salti di gioia.Più che boicottare la merce cinese, io boicotterei solo certi prodotti, e anzi aiuterei i cinesi che si battono per la libertà, che sono tanti, anche se la loro proverbiale riservatezza non lo fa sembrare. E soprattutto bisogna spingere perché i nostri politici facciano accordi con la Cina in senso quasi ricattatorio: "vuoi l'accordo commerciale X? Va bene, ma in cambio accordate quel diritto civile Y".Infine, c'è un altro fattore da considerare: esistono molte "Cine" differenti. C'è Pechino, Shanghai, lo ShenZhen e altre zone urbane in cui i diritti ci sono, si vive bene, c'è libertà e la situazione è impensabile rispetto a quella di 10 anni fa. Ma la tendenza alla democrazia porta a un indebolimento del potere centrale, che in sé è buona cosa ma ha anche il suo lato negativo: il lasciare a funzionari corrotti carta bianca per le province rurali o quelle più remote. Da cui infatti arriva ogni genere di abuso.
      • Anonimo scrive:
        Re: A Pechino
        - Scritto da:
        Infine, c'è un altro fattore da considerare:
        esistono molte "Cine" differenti. C'è Pechino,
        Shanghai, lo ShenZhen e altre zone urbane in cui
        i diritti ci sono, si vive bene, c'è libertà e la
        situazione è impensabile rispetto a quella di 10
        anni fa. E' imparagonabile solo dal punto di vista materiale, di disponibilità di beni di consumo più o meno durevoli.Ma l'aspetto della mancanza di libertà è pressochè identico, ovviamente se lo raffrontiagli standard occidentali.Un cinese di una grande città oggi è felice di potersi permettere una tv in casa e vedersela.Un occidentale minimamente intelligente oggi soffre per il digital divide e/o per i prezzi salati delle adsl italiane, perchè della Tv così come è oggi gliene importa sempre meno.Il motivo è semplice. Sa dove c'è più liberta e quale strumento ne offre di più (non a caso i cinesi son campini di censura su internet!).
        • Anonimo scrive:
          Re: A Pechino

          E' imparagonabile solo dal punto di vista
          materiale, di disponibilità di beni di consumo
          più o meno durevoli.Ma l'aspetto della mancanza
          di libertà è pressochè identico, ovviamente se lo
          raffronti
          agli standard occidentali.
          Un cinese di una grande città oggi è felice di
          potersi permettere una tv in casa e vedersela.Questo è un pregiudizio in gran parte da sfatare. Oggi a Pechino (e io ci sono stato per molto tempo) la vita non è diversa da quella di qualsiasi altra grande metropoli occidentale. Per TV si vede la CNN, internet non ha censure, eccetera. Il regime si vede a malapena, più che altro solo perché in edicola non è facile trovare pubblicazioni che criticano aspramente il governo (ma ce ne sono molte che lo criticano, solo che costano parecchio e si vendono solo nelle grandi città, e sono soprattutto in inglese).In sostanza a Pechino c'è la libertà, ma si paga. E un cinese medio non ha accesso economico ai canali "liberi": tv via cavo, provider non censurati, eccetera.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino
            - Scritto da:


            E' imparagonabile solo dal punto di vista

            materiale, di disponibilità di beni di consumo

            più o meno durevoli.Ma l'aspetto della mancanza

            di libertà è pressochè identico, ovviamente se
            lo

            raffronti

            agli standard occidentali.

            Un cinese di una grande città oggi è felice di

            potersi permettere una tv in casa e vedersela.

            Questo è un pregiudizio in gran parte da sfatare.
            Oggi a Pechino (e io ci sono stato per molto
            tempo) la vita non è diversa da quella di
            qualsiasi altra grande metropoli occidentale. Per
            TV si vede la CNN, internet non ha censure,
            eccetera. Il regime si vede a malapena, più che
            altro solo perché in edicola non è facile trovare
            pubblicazioni che criticano aspramente il governo
            (ma ce ne sono molte che lo criticano, solo che
            costano parecchio e si vendono solo nelle grandi
            città, e sono soprattutto in
            inglese).
            In sostanza a Pechino c'è la libertà, ma si paga.
            E un cinese medio non ha accesso economico ai
            canali "liberi": tv via cavo, provider non
            censurati,
            eccetera.A Pechino accesso internet senza censure e tutti i canali satellitari ? Fantasie.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino

            A Pechino accesso internet senza censure e tutti
            i canali satellitari ?
            Fantasie.Fantasie un paio di paXXe.A Pechino ci sono stato anch'io per parecchio tempo ed è vero, non ci sono censure. Al massimo c'è qualche autocensura non più che in Italia.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino
            - Scritto da:


            A Pechino accesso internet senza censure e tutti

            i canali satellitari ?

            Fantasie.

            Fantasie un paio di paXXe.

            A Pechino ci sono stato anch'io per parecchio
            tempo ed è vero, non ci sono censure. Al massimo
            c'è qualche autocensura non più che in
            Italia.Sì, come no. Sei stato negli alberghi occidentali a cui viene concessa relativa libertà magari... Viverci è un pò diverso.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino
            - Scritto da:
            Questo è un pregiudizio in gran parte da sfatare.
            Oggi a Pechino (e io ci sono stato per molto
            tempo) la vita non è diversa da quella di
            qualsiasi altra grande metropoli occidentale. Per
            TV si vede la CNN, internet non ha censure,
            eccetera. Il regime si vede a malapena, più che
            altro solo perché in edicola non è facile trovare
            pubblicazioni che criticano aspramente il governo
            (ma ce ne sono molte che lo criticano, solo che
            costano parecchio e si vendono solo nelle grandi
            città, e sono soprattutto in
            inglese).
            In sostanza a Pechino c'è la libertà, ma si paga.
            E un cinese medio non ha accesso economico ai
            canali "liberi": tv via cavo, provider non
            censurati,
            eccetera.Ahahaha!Celto celto, qui tutto bene, popolo felice.Io cinesino che semina liso, no censula qui.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino

            Ahahaha!
            Celto celto, qui tutto bene, popolo felice.
            Io cinesino che semina liso, no censula qui.Chiedi conferma a chiunque abbia lavorato là per un po', compreso il sottoscritto.Ma come ben dice l'autore del post, Pechino NON è tutta la Cina.
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino
            - Scritto da:

            Ahahaha!

            Celto celto, qui tutto bene, popolo felice.

            Io cinesino che semina liso, no censula qui.

            Chiedi conferma a chiunque abbia lavorato là per
            un po', compreso il
            sottoscritto.No.Preferirei chiedere conferma a chiunque ci sia nato e non sia al soldo del governo e che pertanto non abbia il trattamento di riguardo che spetta agli stranieri.
      • Anonimo scrive:
        Re: A Pechino
        - Scritto da:
        Wakko ti seguo sempre con estrema attenzione e
        sono quasi sempre d'accordo con te. Questa volta
        sono "quasi" d'accordo. Non è vero infatti che i
        soldi dati ai cinesi vanno a finanziare quei
        censori: certe volte può accadere, certe volte
        no.
        Anche le aziende italiane ed europee ed americane che hanno stabilimenti in Cina, dovrebbero essere certificate da un qualche organo, invece nulla
        Quando compriamo merce cinese al mercato o nei
        negozi per esempio, o andiamo al ristorante
        cinese, diamo più soldi ai cinesi in Italia
        (quindi a gente assolutamente estranea al regime,
        che quando non fa parte di piccole mafie locali
        costituisce il 90% dell'immigrazione "buona" e
        proficua in Itaila) che ai produttori delle
        materie prime, che comunque essendo importate
        sono frutto di sfruttamento solo in una piccola
        percentuale.L'hai deciso stamattina o puoi citare qualche fonte?

        C'è anche da dire che molto spesso i cinesi non
        vedono come sfruttamento alcune condizioni che
        per noi lo sono. Un contadino che lavora 16 ore
        al giorno per 5 euro al mese, se trova un lavoro
        in una fabbrica a 10 ore al giorno senza ferie e
        con vitto e alloggio gratis fa i salti di
        gioia.Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. Chi fa lavorare una persona per 10 ore al giorno lo sta sfruttando.

        Più che boicottare la merce cinese, io
        boicotterei solo certi prodotti, e anzi aiuterei
        i cinesi che si battono per la libertà, che sono
        tanti, anche se la loro proverbiale riservatezza
        non lo fa sembrare.Come fai a scegliere?

        E soprattutto bisogna spingere perché i nostri
        politici facciano accordi con la Cina in senso
        quasi ricattatorio: "vuoi l'accordo commerciale
        X? Va bene, ma in cambio accordate quel diritto
        civile
        Y".Le mutinazionali fanno lobby e pressioni perché il governo cinese non riconosca certi diritti civili. Lo ha detto D'Alema in una interrogazione al Senato, trasmessa in rai una settimana fa

        Infine, c'è un altro fattore da considerare:
        esistono molte "Cine" differenti. C'è Pechino,
        Shanghai, lo ShenZhen e altre zone urbane in cui
        i diritti ci sono, si vive bene, c'è libertà e la
        situazione è impensabile rispetto a quella di 10
        anni fa. Ma la tendenza alla democrazia porta a
        un indebolimento del potere centrale, che in sé è
        buona cosa ma ha anche il suo lato negativo: il
        lasciare a funzionari corrotti carta bianca per
        le province rurali o quelle più remote. Da cui
        infatti arriva ogni genere di
        abuso.Chi ha soldi ha sempre diritti. La civiltà di un paese la vedi da come tratta i diritti dei poveri
        • Anonimo scrive:
          Re: A Pechino
          - Scritto da:
          Le mutinazionali fanno lobby e pressioni perché
          il governo cinese non riconosca certi diritti
          civili. Lo ha detto D'Alema in una interrogazione
          al Senato, trasmessa in rai una settimana
          faL'ha deciso quella mattina o ha citato qualche fonte? (cit.)
        • Anonimo scrive:
          Re: A Pechino
          non sono paesi così civili.Nei REGIMI invece, anche i ricchi vengono censurati e devono sottostare al regime. In Cina non solo i ricchi, ma anche la classe medio-alta si può permettere la libertà, perché può viaggiare all'estero, e vivere in quelle metropoli dove la censura non c'è e ci sono persino i sindacati (solo negli ultimi mesi ne sono nati quattro nuovi, solo a Pechino).Quindi la Cina rimane un regime, da combattere, ma è un regime che da una parte sta perdendo sempre più potere, e dall'altra sta dando qualche colpo di coda ma pur sempre mostrandosi spesso non troppo riluttante a concedere diritti. Va quindi trattato con il bastone e la carota, tenendo sempre presente che sanno tutti benissimo in Cina che prima o poi la democrazia arriverà, ma che tutti sono titubanti a un passaggio troppo brusco per non fare la fine della Russia (di rivoluzioni, culturali e no, i cinesi ne hanno piene le tasche...)
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino

            non sono paesi così
            civili.
            Nei REGIMI invece, anche i ricchi vengono
            censurati e devono sottostare al regime. In Cina
            non solo i ricchi, ma anche la classe medio-alta
            si può permettere la libertà, perché può
            viaggiare all'estero, e vivere in quelle
            metropoli dove la censura non c'è e ci sono
            persino i sindacati (solo negli ultimi mesi ne
            sono nati quattro nuovi, solo a
            Pechino).La libertà d'essere schiavi, non c'è dubbio, è anche quella una libertà. Catene d'oro o di ferro, catene sono.

            Quindi la Cina rimane un regime, da combattere,
            ma è un regime che da una parte sta perdendo
            sempre più potere, e dall'altra sta dando qualche
            colpo di coda ma pur sempre mostrandosi spesso
            non troppo riluttante a concedere diritti. Come ha detto d'Alema, a "riluttare" sono le grosse imprese (e anche le piccole credo). (E ci credo, anche se non sono comunista)Va
            quindi trattato con il bastone e la carota,Quale carota? E quale bastone? L'Italia non può far altro che accodaresi ai G7 (seguendo anche lei il bastone e la carota) e dare al massimo pacche sulle spalle a Putin e a Bush perché qualche fotografo accondiscenda ad immortalare la pantomima)
            tenendo sempre presente che sanno tutti benissimo
            in Cina che prima o poi la democrazia arriverà,
            ma che tutti sono titubanti a un passaggio troppo
            brusco per non fare la fine della Russia (di
            rivoluzioni, culturali e no, i cinesi ne hanno
            piene le
            tasche...)Rivoluzione non è sinonimo di rivoluzione comunista.
          • scribble scrive:
            Re: A Pechino

            non sono paesi così
            civili.
            Nei REGIMI invece, anche i ricchi vengono
            censurati e devono sottostare al regime. In Cina
            non solo i ricchi, ma anche la classe medio-alta
            si può permettere la libertà, perché può
            viaggiare all'estero, e vivere in quelle
            metropoli dove la censura non c'è e ci sono
            persino i sindacati (solo negli ultimi mesi ne
            sono nati quattro nuovi, solo a
            Pechino).

            Quindi la Cina rimane un regime, da combattere,
            ma è un regime che da una parte sta perdendo
            sempre più potere, e dall'altra sta dando qualche
            colpo di coda ma pur sempre mostrandosi spesso
            non troppo riluttante a concedere diritti. Va
            quindi trattato con il bastone e la carota,
            tenendo sempre presente che sanno tutti benissimo
            in Cina che prima o poi la democrazia arriverà,
            ma che tutti sono titubanti a un passaggio troppo
            brusco per non fare la fine della RussiaChe vuoi che ti dica? Spero tanto tu abbia ragione! Ma temo che invece la democrazia non arriverà mai, a meno che... rivoluzione! Sì, questa è la parola che cercavo. E quella di cui tutte le imprese hanno una gran paura. (di
            rivoluzioni, culturali e no, i cinesi ne hanno
            piene le
            tasche...)vedrai quando cominciano ad averne le tasche piene di vedere quelli che fino a poco fa erano poveri cristi come loro e adesso vanno in giro in ferrari nessuno sa perché.Spero tu abbia ragione, lo spero tanto...
          • Anonimo scrive:
            Re: A Pechino

            In Cina
            non solo i ricchi, ma anche la classe medio-alta
            si può permettere la libertà, perché può
            viaggiare all'esteroTuttavia ottenere un passaporto per un cinese e' tutt'ora molto difficile (parola di cinesi).
        • Anonimo scrive:
          Re: A Pechino
          - Scritto da:
          Le mutinazionali fanno lobby e pressioni perché
          il governo cinese non riconosca certi diritti
          civili. Lo ha detto D'Alema in una interrogazione
          al Senato, trasmessa in rai una settimana
          faChe è, la nuova favoletta che si è inventato D'Alema per fare la lotta alle multinazionali che la sinistra non controlla ? Mamma mia... D'Alema è l'ultima persona che può permettersi di uscirsene con una simile stupidaggine. Solo un pollo può credere a questa balla, come se il regime comunista cinese stesse ad ascoltare quello che dicono le multinazionali, che poi secondo il tuo amato capo '68ino sarebbero le multinazionali il regime in pratica, eh ? Ma per favore ! D'Alema dovrebbe darsi all'avanspettacolo di sinistra che imperversa in tv da anni oramai. Non sa più con che uscirsene nella sua arroganza e strafottenza per prendere per i fondelli le persone.
      • Wakko Warner scrive:
        Re: A Pechino
        - Scritto da:
        Wakko ti seguo sempre con estrema attenzione e
        sono quasi sempre d'accordo con te. Questa volta
        sono "quasi" d'accordo. Non è vero infatti che i
        soldi dati ai cinesi vanno a finanziare quei
        censori: certe volte può accadere, certe volte
        no.Sicuramente, come esistono persone oneste e disoneste ovunque.
        Quando compriamo merce cinese al mercato o nei
        negozi per esempio, o andiamo al ristorante
        cinese, diamo più soldi ai cinesi in Italia
        (quindi a gente assolutamente estranea al regime,
        che quando non fa parte di piccole mafie locali
        costituisce il 90% dell'immigrazione "buona" e
        proficua in Itaila) che ai produttori delle
        materie prime, che comunque essendo importate
        sono frutto di sfruttamento solo in una piccola
        percentuale.Quanto deve essere piccola questa percentuale per non avere valore?
        C'è anche da dire che molto spesso i cinesi non
        vedono come sfruttamento alcune condizioni che
        per noi lo sono. Un contadino che lavora 16 ore
        al giorno per 5 euro al mese, se trova un lavoro
        in una fabbrica a 10 ore al giorno senza ferie e
        con vitto e alloggio gratis fa i salti di
        gioia.Anche fra gli schiavi c'era chi doveva rompersi la schiena tutto il giorno a tirar su piramidi e chi invece doveva solo mettere l'uva in bocca al proprio padrone. Certamente gli schiavi che dovevano spaccarsi la schiena avrebbero fatto i salti di gioia potendo diventare aiutanti personali del proprio padrone... ma questo cambia in qualche modo la loro condizione di schiavi?
        Più che boicottare la merce cinese, io
        boicotterei solo certi prodotti, e anzi aiuterei
        i cinesi che si battono per la libertà, che sono
        tanti, anche se la loro proverbiale riservatezza
        non lo fa sembrare.Io non ho detto di boicottare, ho solo fatto presente una cosa molto semplice, ossia l'ipocrisia di chi grida allo sfruttamento da una parte e poi dall'altra si approfitta di sfruttamento che a mio personale parere è ben peggiore ma non ci pensa solo perché questa volta è _lui_ che fa parte della "catena di sfruttatori" (se vogliamo vederla così).È evidente poi che questi lavori, seppur siano umanamente degradanti, seppure sia crudele far lavorare un bambino 16 ore al giorno... sono comunque necessari alla _sopravvivenza_ di tale bambino. Se tu in cina impedisci ai bambini di lavorare, li stai probabilmente condannando a morte.Non c'è una distinzione netta fra bene e male, spesso le due cose sono talmente tanto intrecciate da risultare inscindibili.C'era per esempio quella pubblicità della COOP che ritraeva un bambino sfruttato che lavorava mi pare con una macchina da cucire (la mia memoria fa schifo) e a un certo punto tale macchina spariva e il bambino era felice... certo ho pensato... ora che gli hai tolto i mezzi per vivere sicuramente è più felice.
        E soprattutto bisogna spingere perché i nostri
        politici facciano accordi con la Cina in senso
        quasi ricattatorio: "vuoi l'accordo commerciale
        X? Va bene, ma in cambio accordate quel diritto
        civile
        Y".Si, si dovrebbe fare _anche_ questo. Sicuramente sarebbe un passo avanti.Grazie per l'osservazione che mi hai fatto.
    • scribble scrive:
      Re: A Pechino
      - Scritto da: Wakko Warner
      si sono bevuto il cervello, da un pezzo oramai.
      La FOBIA verso il sesso di questi imbecilli ha
      raggiunto e oltrepassato di gran lunga qualunque
      livello razionale ammissibile. Rovinare la vita
      ad una persona per un sito porno è semplicemente
      ridicolo e chi lo ha condannato meriterebbe di
      correre a calci in cuXo lungo tutta la muraglia
      cinese.
      Hai ragione, ma ho un sospetto: per me vogliono i soldi, del resto non gliene fega niente. Secondo me appena lui dice dove sono i soldi lo tirano fuori (e nessuno di noi lo saprà mai, ovviamente...)
      È una vergogna che i Paesi europei facciano
      ancora affari con un governo del genere che si
      meriterebbe l'embargo totale per violazione dei
      diritti umani da un bel
      pezzo.
      Qui dissento, almeno in parte. Prima di tutto perché se trattiamo di violazioni dei diritti umani allora non possiamo fare affari nemmeno con gli Stati Uniti che, secondo i rapporti di Amnesty International, è molto vicino alla Cina. Ma il problema è un altro: l'economia, com'è oggi, non può far finta che il 20% del mondo non esista. Sarebbe un bel sogno poter dire: "tu giochi sporco e allora non giochi più". Ma è un sogno, Wakko, non c'è verso...
      Vorrei ricordare, a chi compra roba cinese, che i
      soldi che forniscono a questi signori vanno a
      finanziare queste azioni, vanno a finanziare lo
      sfruttamento di persone e in particolare vanno a
      finanziare ditte che sfruttano bambini in un
      lavoro massacrante di almeno 10 ore al giorno per
      avere in cambio una ciotola di riso.
      E poi magari
      quelli che comprano le magliette cinesi a prezzi
      stracciati sfruttando ore e ore di duro lavoro
      minorile senza un minimo di assistenza nemmeno
      sanitaria (se si tagliano una mano pensate che li
      portino in pronto soccorso?) Non è sempre così, non in tutta la Cina. Attento che la Cina è grande, ma grande tanto... Ci sono anche tante aziende che lavorano seriamente e che danno ad un operaio cinese cose che 10 anni fa l'operaio nemmeno si immaginava esistessero. Poi magari li vedi andare in giro in un modo che per un occidentale fa schifo, ma quella è anche una questione culturale, da non giudicare. Sentissi cosa dicono i laoziani delle abitudini igieniche cinesi...
      hanno anche il
      coraggio di fingere di indignarsi quando qualcuno
      si scarica gratuitamente e senza nessuno scopo di
      lucro immagini pornografiche di minori magari
      ottenute senza né violenza né
      coercizione.
      Sì, questo è proprio ridicolo, soprattutto considerando che invece in Cina la prostituzione infantile è un reale, tristissimo problema :'(
      Comunque l'Italia è sulla buona strada per
      raggiungere il governo cinese. Già oggi con le
      svariate apologie di reato e i reati di opinione
      non è possibile trattare in modo libero, civile e
      onesto un sacco di tematiche e la fobia verso
      sesso e nudo sta dilagando a tal punto che se non
      siamo al livello degli imbecilli di Pechino poco
      ci manca. Senza contare che si comincia anche qui
      a permettere che il governo decida cosa possiamo
      o meno guardare o come possiamo o meno investire
      i nostri soldi (vedasi caso dei giochi online).
      Anzi... ora stanno facendo gli stessi discorsi
      che sentivo anni fa in cina sulla presunta
      pericolosità dei videogiochi quando semplicemente
      non sanno a quale altro santo
      votarsi.
      E qui ti quoto e insisto: appena metti il naso fuori ti rendi conto della differenza...
  • Anonimo scrive:
    Dov'è Wakko Warner?
    Dove sei? Come mai non commenti? Come mai non dici che non c'è nulla di male? Perchè sono cinesi?
    • Wakko Warner scrive:
      Re: Dov'è Wakko Warner?
      - Scritto da:
      Dove sei? Come mai non commenti? Come mai non
      dici che non c'è nulla di male? Perchè sono
      cinesi?Sono impegnato altrove, questa notizia non l'ho ancora letta... o pensi che abbia una presa LAN nella testa attraverso la quale mi scarico le news al 100Mbit al secondo? Dammi tempo dannazione...
      • Anonimo scrive:
        Re: Dov'è Wakko Warner?
        - Scritto da: Wakko Warner

        - Scritto da:

        Dove sei? Come mai non commenti? Come mai non

        dici che non c'è nulla di male? Perchè sono

        cinesi?

        Sono impegnato altrove, questa notizia non l'ho
        ancora letta... o pensi che abbia una presa LAN
        nella testa attraverso la quale mi scarico le
        news al 100Mbit al secondo? Dammi tempo
        dannazione...Posso fare delle sperimentazioni con il tuo cervello?
        • Wakko Warner scrive:
          [OT] Re: Dov'è Wakko Warner?
          - Scritto da:
          Posso fare delle sperimentazioni con il tuo
          cervello?No, è fuori garanzia, se lo rompi poi sono cazzi amari...
          • Anonimo scrive:
            Re: [OT] Re: Dov'è Wakko Warner?
            - Scritto da: Wakko Warner

            - Scritto da:

            Posso fare delle sperimentazioni con il tuo

            cervello?

            No, è fuori garanzia, se lo rompi poi sono cazzi
            amari...Te lo tratto bene, poi te lo restituisco.
  • Anonimo scrive:
    cina
    paese NON DEMOCRATICO, nel consiglio di sicurezza dell'ONU.... PUAHH... MI SCAPPA DA CAGARE.
    • soulista scrive:
      Re: cina
      - Scritto da:
      paese NON DEMOCRATICO, nel consiglio di sicurezza
      dell'ONU.... PUAHH... MI SCAPPA DA
      CAGARE.Dimmene uno di democratico... non sulla carta, possibilmente
      • NSA scrive:
        Re: cina
        - Scritto da: soulista

        - Scritto da:

        paese NON DEMOCRATICO, nel consiglio di
        sicurezza

        dell'ONU.... PUAHH... MI SCAPPA DA

        CAGARE.

        Dimmene uno di democratico... non sulla carta,
        possibilmenteDimmi che intendi per democrazia, e ti diro per chi voti.
  • Anonimo scrive:
    finiremo così anche noi
    qui in Italia odiano l'America e amano la Cina
    • Anonimo scrive:
      Re: finiremo così anche noi
      - Scritto da:
      qui in Italia odiano l'America e amano la Cinaio odio entrambi quei governi infami.
      • Anonimo scrive:
        Re: finiremo così anche noi
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        qui in Italia odiano l'America e amano la Cina

        io odio entrambi quei governi infami.vero, questi popoli barbari stranieri, che affondino.Evviva Prodi, e' cosi' sexy :)
        • Anonimo scrive:
          Re: finiremo così anche noi
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          qui in Italia odiano l'America e amano la Cina



          io odio entrambi quei governi infami.

          vero, questi popoli barbari stranieri, che
          affondino.
          Evviva Prodi, e' cosi' sexy :)casomai affondino quei governi...prodi non mi piace, non sono gay.
        • Anonimo scrive:
          Re: finiremo così anche noi
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          qui in Italia odiano l'America e amano la Cina



          io odio entrambi quei governi infami.

          vero, questi popoli barbari stranieri, che
          affondino.
          Evviva Prodi, e' cosi' sexy :)Chissà se è senza polifosfati e con tanti pistacchi :p :p :p :p :p
        • Anonimo scrive:
          Re: finiremo così anche noi

          Evviva Prodi, e' cosi' sexy :)ah, gia' e' vero in Italia si vota il piu' bello non il piu' capace....
      • NSA scrive:
        Re: finiremo così anche noi
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        qui in Italia odiano l'America e amano la Cina

        io odio entrambi quei governi infami.Odiare i governi è come odiare il male.Il tuo odio non fa una grinza, esistera per sempre.
    • Anonimo scrive:
      Re: finiremo così anche noi
      - Scritto da:
      qui in Italia odiano l'America e amano la Cinabah, non direi: dell'america piace lo stile di vita, alcune (realtive) libertà individuali etc etc ma si detesta (quando non è odio) il poco rispetto per le altre civiltà, i guerrafondai...insomma il governo.direi che si "ama" il popolo ma si odia il governo mmericano...della cina inveca, si odiano sia il popolo (per ignoranza!!!infatti sono buona gente) sia il governo (son pursempre una dittatura)...ma perdere il treno della cina solo perchè "sono comunisti" non solo è da fessi ma pure da polli itagliani...! (e tutto ciò te lo dico da sinistrotendente-se ha ancora senso parlare di dx e sx, imho oramai è tutta una palla per coprire il magna magna dei politog)
      • soulista scrive:
        Re: finiremo così anche noi
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        qui in Italia odiano l'America e amano la Cina

        bah, non direi: dell'america piace lo stile di
        vita, alcune (realtive) libertà individuali etc
        etc ma si detesta (quando non è odio) il poco
        rispetto per le altre civiltà, i
        guerrafondai...insomma il
        governo.
        direi che si "ama" il popolo ma si odia il
        governo
        mmericano...Io amo quella parte del popolo americano che non é attaccata al potere e al denaro... e che non vota repubblicano... cioé il 60% circa di americani ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: finiremo così anche noi
          - Scritto da: soulista

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          qui in Italia odiano l'America e amano la Cina



          bah, non direi: dell'america piace lo stile di

          vita, alcune (realtive) libertà individuali etc

          etc ma si detesta (quando non è odio) il poco

          rispetto per le altre civiltà, i

          guerrafondai...insomma il

          governo.

          direi che si "ama" il popolo ma si odia il

          governo

          mmericano...

          Io amo quella parte del popolo americano che non
          é attaccata al potere e al denaro... e che non
          vota repubblicano... cioé il 60% circa di
          americani
          ;)esatto!
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