Pubblicità ingannevole in ChatGPT?

Pubblicità ingannevole in ChatGPT?

Un senatore statunitense ha chiesto a OpenAI informazioni sulla pubblicità in ChatGPT e le misure adottate per proteggere gli utenti più giovani.
Pubblicità ingannevole in ChatGPT?
Un senatore statunitense ha chiesto a OpenAI informazioni sulla pubblicità in ChatGPT e le misure adottate per proteggere gli utenti più giovani.

OpenAI ha annunciato l’arrivo delle inserzioni in ChatGPT. Un senatore statunitense ha evidenziato i possibili rischi associati all’inserimento della pubblicità all’interno delle conversazioni, chiedendo all’azienda guidata da Sam Altman e ai concorrenti maggiori informazioni su questa novità. Intanto circolano dubbi sulla sopravvivenza di OpenAI.

Pubblicità ingannevole in ChatGPT?

Il senatore democratico Edward J. Markey ha inviato una lettera (PDF) al CEO di OpenAI per manifestare le sue preoccupazioni in merito all’arrivo della pubblicità in ChatGPT (versione gratuita e abbonamento Go). L’inserimento delle inserzioni potrebbe rappresentare un rischio per sicurezza e privacy degli utenti, soprattutto i più giovani, in quanto potrebbero ingannarli sfruttando la connessione emotiva con il chatbot.

Il senatore sottolinea che gli annunci pubblicitari mostrati durante una conversazione potrebbero apparire identici alle risposte del chatbot (OpenAI ha specificato che verranno indicate in modo chiaro) e manipolare le decisioni dell’utente. La pubblicità di un prodotto potrebbe essere anche scambiato per il suggerimento di un amico (come viene considerato ChatGPT da molti utenti). Inoltre, l’uso delle conversazioni più intime per inserzioni personalizzate potrebbe essere un rischio per la privacy.

Il senatore chiede a OpenAI di fornire diverse informazioni entro il 12 febbraio, tra cui come intende evitare l’uso di informazioni sensibili a scopo pubblicitario e se ha sottoscritto accordi commerciali per mostrare i prodotti nelle conversazioni. Una simile lettera è stata inviata alle altre aziende che sviluppano chatbot (Anthropic, Google, Meta, Microsoft, Snap e xAI). Google ha già comunicato che non inserirà la pubblicità in Gemini.

OpenAI in bancarotta nel 2027?

OpenAI ottiene profitti unicamente dagli abbonamenti. Ecco perché deve mostrare inserzioni in ChatGPT. L’azienda californiana ha recentemente comunicato che i ricavi nel 2025 sono circa 20 miliardi di dollari. I costi associati alla costruzione di nuovi data center sono molto più alti.

Secondo alcune fonti, OpenAI spenderà circa 17 miliardi di dollari solo nel 2025. La cifra aumenterà notevolmente nei prossimi anni (fino a 115 miliardi nel 2029). Diversi esperti del settore hanno previsto che l’azienda finirà i soldi entro 18 mesi. Senza cospicui finanziamenti rischia la bancarotta nel 2027.

A differenza dei concorrenti (Google, Meta, Microsoft) non ha altre fonti di entrate. La situazione potrebbe aggravarsi in caso di sconfitta in tribunale contro Elon Musk. Secondo il New York Times, OpenAI verrebbe quasi certamente “assorbita” da Microsoft.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
23 gen 2026
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