Punto.com chiude. Salon pure?

Il nuovo editore di Punto.com decide tra le polemiche di non foraggiare ulteriormente uno dei netpaper italiani più seguiti e apprezzati. Salon, intanto, sembra davvero vicino alla chiusura. Un virus implacabile?


Roma – Settimane tristi e dure queste per l’editoria on e off line. Dopo il drastico ridimensionamento di CWW.it, un tempo sito specializzato del network di Affari Italiani che ha tentato e fallito l’avventura dell’informazione a pagamento, arriva la conferma della già temuta chiusura di Punto.com.

Punto.com, quotidiano della comunicazione che aveva saputo fondere rete e carta, ora sul proprio sito non lascia molto spazio alle speranze dei tanti che fin dal febbraio 2001 hanno seguito le sue molteplici offerte informative. Sull’edizione cartacea la chiusura è ufficialmente attribuita all’inattesa contrazione dei ricavi pubblicitari. Non tutti credono però a quelle motivazioni. Su Quinto Stato un interessante intervento dell'”ex” Marco Barbieri disegna uno spaccato della vicenda del “netpaper” che tanti consensi aveva saputo raccogliere. “Amarezza” è stata espressa per la chiusura di Punto.com dal sindacato dei giornalisti e da altre associazioni professionali.

Ma a far rumore in queste ore non è solo l’editoria online italiana perché sull’orlo della chiusura sarebbe anche Salon.com , magazine online di grande richiamo e di enorme celebrità che ha al suo attivo la bellezza di 47.300 sottoscrittori, utenti cioè che pagano per leggere gli articoli pubblicati su web.

Salon, probabilmente la prima tra le ezine più celebri e pioniere della rete a tentare la via dell’informazione online per abbonamento, non è più in grado di pagare l’affitto della propria sede né le utenze. La sua situazione finanziaria, così come è stata presentata alla Securities and Exchange Commission statunitense, è desolante al punto che si teme che con marzo Salon abbandonerà le pubblicazioni e il suo folto pubblico.

Non stiamo parlando di bruscolini: negli ultimi tre mesi del 2002 Salon ha perso qualcosa come 1,2 milioni di dollari, portando il suo rosso addirittura a 81 milioni di dollari…

Una situazione che, proprio in virtù delle decine di migliaia di abbonati conquistati dall’azienda, è destinata a imporre nuove riflessioni a molte iniziative editoriali condotte online.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Ma la diff. fra il blog e la pagina web?
    L'unica differenza è la notorietà, quindi direi di si, il blog è per narcisisti.
  • Anonimo scrive:
    blogger?
    magari spiegare che roba e' il blogger no ?
    • Anonimo scrive:
      Re: blogger?
      sei un alieno?
    • Anonimo scrive:
      Re: blogger?

      tutti parlano di tutto, a casaccio...oddio che qualunquismo figlio dell'ignoranza e di un certo snobismo
      • Anonimo scrive:
        Re: blogger?
        - Scritto da: Anonimo

        tutti parlano di tutto, a casaccio...

        oddio che qualunquismo
        figlio dell'ignoranza e di un certo snobismoNon mi sembra proprio ignorante uno che cita Pareyson. La gente al massimo conosce Eco, e come "romanziere" più che semiologo.A parte questo, ignoranti sono quelli che pensano di aver diritto di metter bocca su qualsiasi cosa, sempre comunque e quantunque anche se non ne sanno mezza..... per il semplice fatto che si può digitare qualsiasi cosa gratis, facilmente, senza alcun controllo e senza assunzione di responsabilità intellettuale.Non ha torto il tipo, per niente. Chiunque può metter su la sua bella paginetta e sparare c@zzate a 360°, anzi 365°.... se non è qualunquismo e ignoranza questo !
        • Anonimo scrive:
          Re: blogger?
          e' piu' facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che per un istruito aprire il proprio cuore
          • Anonimo scrive:
            Re: blogger?
            - Scritto da: Anonimo
            e' piu' facile che un cammello passi
            attraverso la cruna di un ago che per un
            istruito aprire il proprio cuoreConcordo appieno, visto che i BLOG servono proprio ad aprirsi agli altri prima di tutto, anche per chi non ne sa mezza di html
        • Anonimo scrive:
          Re: blogger?

          Chiunque
          può metter su la sua bella paginetta e
          sparare c@zzate a 360°, anzi 365°.... se non
          è qualunquismo e ignoranza questo !Pensala come vuoi, ma nel mio paese blogger viene usato per mantenere una sorta di giornale locale, completo di commenti, notizie e appuntamenti. La gente lo usa e per i gruppi locali è una pacchia.Salutoni,sua maestà, dalla piccola plebe.
    • Anonimo scrive:
      Re: blogger?

      NO. GRANDISSIMO!!!! :)))))Mi sei piaciuto!
    • Anonimo scrive:
      Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
      - Scritto da: avvelenato
      io vedo un analisi
      interessante, per carità nulla di
      eccezionale, ma comunque interessante
      nell'articolo. Se tu invece lo trovi vuoto..
      spiegami perchè, senza generalizzare.La questione *E'* generale, dunque la tua richiesta è già un'antinomia. E' il concetto stesso che è deprecabile, non i dettagli o l'articoletto.

      Fenomeno già ampiamente analizzato

      dal grande Pareyson, ad esempio, ed in
      parte

      dal suo allievo Eco e da Baudrillard.
      scusa l'ignoranza, ma questi non li conosco.
      Non è che ti stai macchiando dello stesso
      crimine che stai denunciando? almeno
      l'autore della notizia però qualche link lo
      ha messo. Dove stiamo andando ? Si deve arrivare a "mettere un link" anche quando si cita Dante Alighieri o William Shakespeare, Kant o Aristotele ? Questi signori, a differenza degli autori dei blog, sono qualcuno ed hanno fatto qualcosa di sensato ed universalmente valido. Sono degli insigni studiosi, hanno scritto testi fondamentali, si studiano all'Università, le loro idee fanno testo, possiedono luoghi di pensiero forti. Se tu non conosci un Mario Rossi qualsiasi la questione è irrilevante, non c'è motivo per conoscerlo; se non conosci Pareyson o Baudrillard, forse è il caso di fare un salto in biblioteca. Come fanno tutti, dalla notte dei tempi, quando inciampano in qualche nome noto che ancora non conoscono. Old good style, altro che "mettere un link": questa è l'essenza della differenza tra la Cultura e l'ammasso di nozioni, più o meno internettarde.
      un altro spaziale sillogismo da parte tua:

      il mio amico narciso ha deciso di scrivere
      un blog -
      il risultato che ne ricava è un
      pappone di pensieri insulsi eccetera -

      tutti i blog sono pensieri insulsi eccetera.

      davvero ammirabile la tua retoricaLa retorica non c'entra un beneamato. Il ragionamento in questo caso procede per categorie, non certo partendo da qualche banale esempio. Vedo che i tuoi meccanismi nel passaggio dal particolare al generale sono fortemente inficiati da una mancanza di metodo e di capacità d'astrazione. Andy Warhol (mai sentito ?) ebbe a dire "Tutti possono avere il loro quarto d'ora di gloria, e milioni di coloro che non hanno mai combinato niente hanno finito per aspettarsi questa gloria come un diritto divino" (eccoti un bel link di carta: citato in W. A. Henry III, "In difesa dell'elitarismo", Longanesi). La fenomenologia del blog rientra pienamente in quest'ambito, tutto qui.
      ebbene, tra questi ci sarà pure qualcuno che
      dirà qualcosa d'interessante... o forse
      pretendi che il web sia riempito solamente
      da chi ne ha l'autorizzazione previo
      documentata motivazione?E' assolutamente lecito pretendere che quando si parla pubblicamente di qualcosa se ne abbia titolo, per studi, esperienza, capacità e (condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente) una robusta dose di passione. Il che non prevede un'espressa approvazione da parte della comunità scientifica (non in tutti i campi, quantomeno), ma almeno un riconoscimento qualitativo. Il quale, cosa fondamentale che spesso sfugge a molti, deriva dall'opinione unanime di altre persone "che se ne intendono", non certo da autoattribuzione o dall'ammirazione di amici, parenti e passanti casuali. In caso contrario, conviene seguire strettamente l'ottimo consiglio di Wittgenstein. La mancanza della percezione dei propri limiti, soprattutto in relazione agli standard imposti dalle capacità altrui, è un difetto pericoloso la cui sintomatologia è strettamente associata allo sprezzo del ridicolo.
      • avvelenato scrive:
        Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
        - Scritto da: Anonimo

        La questione *E'* generale, dunque la tua
        richiesta è già un'antinomia. E' il concetto
        stesso che è deprecabile, non i dettagli o
        l'articoletto.il concetto di che? dei blog tanto ferocemente criticati, presumo.Io ripeto che la questione non è generale.Tu invece affermi che qualsiasi Mario Rossi che scriva su un blog inevitabilmente scrivera cazzate che non interessano a nessuno. Se non è una generalizzazione questa....

        Dove stiamo andando ? Si deve arrivare a
        "mettere un link" anche quando si cita Dante
        Alighieri o William Shakespeare, Kant o
        Aristotele ?
        Questi signori, a differenza degli autori
        dei blog, sono qualcuno ed hanno fatto
        qualcosa di sensato ed universalmente
        valido. Sono degli insigni studiosi, hanno
        scritto testi fondamentali, si studiano
        all'Università, le loro idee fanno testo,
        possiedono luoghi di pensiero forti. eh eh, sono abbastanza giovane allor ada potermi permetter e certe ignoranze ^_^
        Se tu
        non conosci un Mario Rossi qualsiasi la
        questione è irrilevante, non c'è motivo per
        conoscerlo; se non conosci Pareyson o
        Baudrillard, forse è il caso di fare un
        salto in biblioteca. Come fanno tutti, dalla
        notte dei tempi, quando inciampano in
        qualche nome noto che ancora non conoscono.
        Old good style, altro che "mettere un link":
        questa è l'essenza della differenza tra la
        Cultura e l'ammasso di nozioni, più o meno
        internettarde. guarda, ritorni sempre sullo stesso punto, dimostrando la tua "presunzione" (non prenderla come un offesa, ok?) probabilmente legata alla consapevolezza della tua cultura (devo ammettere elevata).Su Internet Possono Scrivere Tutti(ed essere facilmente rintracciabili). E' naturale che troverai con più facilità stupidaggini: non sai quanti siti amatoriali schifidi mi sono dovuto sorbire grazie agli amici. tranne 2, guarda caso persone che avevano qualcosa da dire. E' inutile che per questo sminuisci l'utilità di un medium che ha un sacco di vantaggi. La biblioteca ha tutto un approccio differente, ma sicuramente il Mario Rossi non ce lo vedrai là dentro. Però, tu non saprai mai cosa ha da dirti mario rossi (che tanto scalpita per poter esternarsi a qualcuno), se non leggi qualcosina di lui. E chissà, magari ha pure da dirti cose interessanti..
        La retorica non c'entra un beneamato. Il
        ragionamento in questo caso procede per
        categorie, non certo partendo da qualche
        banale esempio. l'esempio citato mi sembra tutt'altro che banale, non vedo perchè debba esserlo.
        Vedo che i tuoi meccanismi nel passaggio dal
        particolare al generale sono fortemente
        inficiati da una mancanza di metodo e di
        capacità d'astrazione. queste sono tue considerazioni personali, io continuo a pensarti presuntuoso nel tuo saperti colto e non voler ammettere la possibilità a pincopalla di dire le str*****e che vuole (e se poi c'è qualcuno che lo legge, bon x lui)

        Andy Warhol (mai sentito ?) cos'è, sfotti? ^_^
        ebbe a dire
        "Tutti possono avere il loro quarto d'ora di
        gloria, e milioni di coloro che non hanno
        mai combinato niente hanno finito per
        aspettarsi questa gloria come un diritto
        divino" (eccoti un bel link di carta: citato
        in W. A. Henry III, "In difesa
        dell'elitarismo", Longanesi). La
        fenomenologia del blog rientra pienamente in
        quest'ambito, tutto qui.prima o poi me lo fanno arrivare in biblioteca. terrai a bada il forum?


        ebbene, tra questi ci sarà pure qualcuno
        che

        dirà qualcosa d'interessante... o forse

        pretendi che il web sia riempito solamente

        da chi ne ha l'autorizzazione previo

        documentata motivazione?

        E' assolutamente lecito pretendere che
        quando si parla pubblicamente di qualcosa se
        ne abbia titolo, per studi, esperienza,
        capacità e (condizione necessaria ma
        assolutamente non sufficiente) una robusta
        dose di passione. non è lecito pretendere nulla. Ti piace il web incasinato e pieno di inutilità così com'è? bene. Non ti piace? bene lo stesso, sopravvivi.
        Il che non prevede un'espressa approvazione
        da parte della comunità scientifica (non in
        tutti i campi, quantomeno), ma almeno un
        riconoscimento qualitativo. Il quale, cosa
        fondamentale che spesso sfugge a molti,
        deriva dall'opinione unanime di altre
        persone "che se ne intendono"vediamo... nel caso di un blog, immagino che un link da una persona "che se ne intende" verso un'altra persona, conferisce al blog di quest'ultima di una qualche dignità...
        , non certo da
        autoattribuzione o dall'ammirazione di
        amici, parenti e passanti casuali.
        In caso contrario, conviene seguire
        strettamente l'ottimo consiglio di
        Wittgenstein.
        La mancanza della percezione dei propri
        limiti, soprattutto in relazione agli
        standard imposti dalle capacità altrui, è un
        difetto pericoloso la cui sintomatologia è
        strettamente associata allo sprezzo del
        ridicolo.guarda è proprio qua che i tuoi discorsi mi alterano, perchè mi toccano sul personale, ti spiego:imho il problema tipico delle persone non è il vedere limiti "oltre" le loro capacità, e dunque offrirsi al pubblico ludibrio (ma chi l'ha detto poi?) con i loro goffi tentativi di apparire superiori. Credo invece che le persone non abbiano alcuna consapevolezza dei loro limiti, e perciò tendenzialmente cercheranno di non esporsi troppo.Se ho capito bene per te è un bene. Per me no Come cacchio fanno le persone a scoprire i loro limiti, se non si espongono almeno un poco? e se i loro limiti fossero ben oltre la media? ora unesempio di persona che ha compreso il suo limite:Somoggihttp://digilander.libero.it/somoggi/ha scoperto di non essere un fumettista. Però è simpa dai, e i suoi fumetti mi hanno strappato ben + di una risata ;)(volevo aggiungere un altro esempio, ann beccamorti, che ha scoperto di non essere tagliata per la poesia, ma non trovo il link ^_^ cmq anche lei è simpa)secondo te tutti i siti amatoriali andrebbero rimossi? o possono "fare schifo" rimanendo lì dove sono senza che la gente rompa troppo le scatole? se non la pensi così, non riesco a capire cosa davvero proponi te.avvelenato
        • Anonimo scrive:
          Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
          - Scritto da: avvelenatoIntanto v'è da premettere che non stiamo discutendo di una questione facilmente dirimibile, del tipo "a me piace il gelato alla crema, ma tu preferisci il pistacchio che invece a me fa schifo". Qui c'è in ballo una intera Weltanschauung, una concezione della conoscenza e della Cultura che richiede anni di elaborazione ed esperienza, e certo trascende i limiti della banale questione "blog" (ed anche i limiti di spazio e di espressività del forum, in realtà: qui andremo ignobilmente condensando e sintetizzando).Cominciamo dunque dalla fine, tanto per gradire.
          se non la pensi
          così, non riesco a capire cosa davvero
          proponi te.Io non propongo, né vendo alcunché. Mi limito ad osservare un degrado culturale che ha radici profonde, e provo altrettanto profonda, insanabile nostalgia per quando internet, ben prima dell'era HTML, era solamente una rete accademica."Lo studio della mediocrità, qualunque sia la sua origine, genera mediocrità" per dirla con l'ottimo Harold Bloom (la cui ultima fatica, "Il genio", ti consiglio caldamente in luogo dei fumetti). Di scrittura, scrittori e scribacchini, il signore se ne intende assai più di noi, questo è poco ma sicuro.
          Su Internet Possono Scrivere Tutti La proposizione è riferita ad una possibilità operativa: chiunque, dotato di un PC, può facilmente pubblicare un suo testo su internet. Tuttavia, questa nuova possibilità tecnica (come opposta ad un passato fatto di bozze, lastre tipografiche, rilegature, vaglio critico degli editori e quant'altro) non cambia di un picogrammo le capacità "letterarie" ed espressive sensu lato dell'umanità intera. Vale a dire, persone in grado di produrre solo insulse bischerate sulla carta stampata o nelle normali conversazioni, non diventano improvvisamente dei geni della parola perché "su internet possono scrivere tutti". Altrimenti si fa passare l'idea che "alle olimpiadi possono partecipare tutti", anche quelli che fanno i 110 a ostacoli in tre minuti, o "in F1 può correre chiunque" e via discorrendo, il che è palesemente improponibile.L'espressione va dunque completata, secondo i casi, con "tutti quelli che hanno qualcosa di sensato da dire" o "tutti quelli che SANNO scrivere". In termini più burosaurici, potersi esprimere per iscritto è un diritto, ma sotteso al dovere (di farlo in modo intelligibile) ed alla necessità (avere qualcosa di sensato da dire), nonché (lapalissiano) al rispetto del prossimo.A scanso di equivoci, per "sensato" (lungi dai limiti del culturalmente interessante, che sono ben più alti) in questa sede s'intende "meramente dotato di senso" e d'interesse per persone diverse dallo scrivente, nonché lessicograficamente compiuto (ben tristi lidi abbiamo toccato, se c'è da specificare perfino questo).Dunque, laddove non ci sono pressanti vincoli economici e tecnici (come quelli dell'industria della carta stampata), ci vorrebbe almeno il buonsenso - o ci si potrebbe contentare, quantomeno, del senso del ridicolo - ad impedire a chiunque di "scrivere" tanto per riempire un po' gli HD del suo provider preferito. Questo è, semplicemente, il mio punto di vista sulla questione. Esiste da sempre un limite qualitativo (inferiore) che caratterizza la produzione culturale e l'espressività umana, e non esiste ragione per cui internet debba fare eccezione, vista anche la sua caratteristica orizzontalità (scarsamente gradita, ma tant'è).
          guarda è proprio qua che i tuoi discorsi mi
          alterano, perchè mi toccano sul personale,
          ti spiego:Non se ne fa certo una questione personale.
          Credo invece che le
          persone non abbiano alcuna consapevolezza
          dei loro limiti, e perciò tendenzialmente
          cercheranno di non esporsi troppo.
          Se ho capito bene per te è un bene.Esatto. Fino a ieri nessuno veniva ad infilarmi scritti insulsi o dimostrazioni sbagliate nella cassetta delle lettere, né riduceva in coriandoli le schede della mia biblioteca costringendomi a razzolare ore per trovare qualcosa di significativo in mezzo all'immondizia. Internet oggi è l'equivalente di simili (e peggiori) comportamenti, un non-luogo nel quale il rumore supera ormai di diversi ordini di grandezza ogni segnale utile. Se è vero, come è vero, ciò che asserisce il grande matematico René Thom ("Troppo ordine è la pace dei cimiteri"), è anche vero che troppo caos fa perdere la pazienza, ed anche qualche buona occasione. Almeno alle persone mentalmente ordinate ed abituate al semplice ma fondamentale concetto che chi non ha niente da dire fa sempre meglio a stare zitto.
          Come cacchio fanno le persone a scoprire i
          loro limiti, se non si espongono almeno un
          poco? Nel modo più semplice, normale ed efficace che esiste dai tempi di Sumeri e Babilonesi: leggendo e confrontandosi con le opere di chi è venuto prima, tanto per iniziare a capire la differenza tra un suonatore ambulante d'organetto e Rachmaninov, tra un graffitaro di borgata e Klimt, tra uno stornellatore da osteria e Leopardi, tra un bamboccio che copia script e D. E. Knuth. Conoscere meglio i grandi, rendersi conto di cosa significa "essere uno scrittore" (o musicista o pittore o filoso o matematico...), toccare con mano gli standard ed i limiti d'ingresso nelle varie forme espressive e discipline, ma anche in molti hobbies, toglierebbe da subito tante velleità ai piccoli Eco in trentaduesimo e ai Paganini di provincia. Le idee (ed i talenti) son merce così rara...
          • Anonimo scrive:
            Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
            [...]
            Esatto. Fino a ieri nessuno veniva ad
            infilarmi scritti insulsi o dimostrazioni
            sbagliate nella cassetta delle lettere, né
            riduceva in coriandoli le schede della mia
            biblioteca costringendomi a razzolare ore
            per trovare qualcosa di significativo in
            mezzo all'immondizia. Internet oggi è
            l'equivalente di simili (e peggiori)
            comportamenti,[...]Non sara' solo che non sai usare un motore di ricerca? ;-)ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
            - Scritto da: Anonimo

            Non sara' solo che non sai usare un motore
            di ricerca? ;-)Sì, ci mancava un commento arguto come questo... :-D
          • Anonimo scrive:
            Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
            -Avevo scritto un post lungo e dettagliato ma un improvviso click all'indietro lo ha fatto svanire... proverò comuqnue a sintetizzare i contenuti:secondo me sbagli nel non cogliere uno degli aspetti fondamentali di internet, che è proprio la distruzione di quell'elitarismo di cui sei, non so se volontariamente o meno, esasperato promotore.Un tempo per scrivere un pensiero e proporlo all'attenzione di altri, non della famiglia e dei 4 vicini di casa, ma di milioni di altri, almeno potenzialmente, si doveva nel migliore dei casi sgobbare una vita, diventare uno scrittore di fama e talento, o un personaggio famoso, ed avere accesso al gotha dell'informazione, stato di grazie che riguarda i pochi fortunati nel pianeta che entrano in tale elite. Nel peggiore dei casi, invece, fare un favore, avere lo stesso cognome del caporedattore, o magari essere amico dell'editore. Sappiamo tutti che i mezzi di informazione sono gestiti da clan, non stiamo scoprendo nulla qui. Tali clan sono autoreferenziali, perlopiù, e dunque hanno le proprie regole di ammissione, e dunque le proprie regole di non ammissione, tra qui ovviamente quella di non andare contro gli interessi del gruppo stesso. Ecco perchè molti scrittori (ma lo stesso discorso vale anche per le altre forme di arte) del passato sono stati scoperti solo tardivamente, magari dopo che fossero già morti, quando per caso un dottorando in lettere scopriva in soffitta gli scritti del nonno mai pubblicati perchè invisi al signorotto locale o perchè politicamente o artisticamente azzardati. E chissà quante volte non li abbiamo scoperti affatto quegli scritti, perchè finiti bruciati o distrutti o persi o semplicemente dimenticati! E tu vuoi sostenere che solo chi ha talento deve poter scrivere? E chi decide chi ha talento o no? Gli editori? E se quel talento va contro gli interessi degli editori come andranno le cose secondo te? Lo decide il pubblico? Neanche, perchè altrimenti avremmo solo una cultura populistica e non una marginale o di nicchia. Chi lo decide insomma? Gli intellettuali colti come te? No grazie, altrimenti avremmo splendidi contenuti prodotti dalle accademie (anche loro clan con le loro regole e chiusure) rivolti unicamente a se stesse!! Insomma è questo il punto: chi decide cosa vale e cosa no? Ora, il punto del tuo ragionamento sul quale proprio non concordo, è rpoprio quello del rimpianto della cultura accademica, quando internet era aperta solo agli universitari. E' vero, certo, magnifici contenuti, ma quanta esclusione. Internet in fondo ci offre (a chi ha pc e un po di tempo e buona volontà) questa opportunità. Ma non la offre solo ai ricchi piuttosto che ai meno ricchi, o solo ai bianchi piuttosto che ai neri, o solo ai nobili e non ai contadini, o solo ai cristiani e non ai giudei: la offre a tutti, punto e basta. Quello che mi sorprende nei tuoi post, è che tu combatti proprio questo aspetto di internet, che non è uno dei tanti vantaggi di un protocollo di trasmissione chiamato TCP/IP, ma è l'Elemento Principe della rivoluzionarietà della rete. E' l'aspetto piu importante. Il Fondamentale. non so come dire, vedi non sono uno scrittore io. ^_^Ed è un elemento che già abbiamo assaggiato nei rivolgimenti storici del secolo scorso, e nell'affermarsi della attuale, controversa e discussa, ma tuttora insuperata, forma di governo: la democrazia. Non ho tempo ora di entrare in questo argomento, e sarei anche OT, ma in linea generale voglio ricordarti solo che gli stessi elementi di evoluzione da una forma di governo di pochi autoreferenziati verso una forma basata sul consenso delle masse, che ho esposto a proposito di Internet, si applicano, fatte le dovute traslazioni, alla democrazia. La Massa è il soggetto protagonista del secolo che si è appena chiuso. Nel bene e nel male. Certo viviamo una evoluzione che ci perterà altrove, ma non indietro, al ricordo nostalgico di un passato che fu bello (per pochi) e che non fu proprio per molti altri.Concludo azzardando una conclusione: secondo me da quello che dici tu appartieni a una elite, e non stai lottando per esprimerti, perchè già ne hai la possibilità. Senza volontà di offendere e senza che questo significhi qualcosa di negativo, per carità.. Sbaglio? ^_^
        • Anonimo scrive:
          Re: generalizzazioni e luoghi comuni 2.

          secondo te tutti i siti amatoriali
          andrebbero rimossi? o possono "fare schifo"
          rimanendo lì dove sonoQui occorre una solida distinzione: ci sono siti semplicemente inutili, nei quali perfetti sconosciuti espongono animali domestici, suocere grinzose, foto delle vacanze, centrini a punto erba, souvenir etnici, banalità quotidiane perfettamente anonime, e quant'altro (mai visto "La cena dei cretini" ? Monsieur Chignon ed i suoi modelli fatti con i fiammiferi sono un esempio apoftegmatico...). Un ludibrio esibizionistico amatoriale iniziato negli anni '70 con la diffusione delle polaroid e continuato, in un climax ascendente apparentemente inarrestabile, in un tripudio di giocattoli tecnologici sempre meno costosi, handycam webcam telefonini MMS..., sempre più inutili quanto più simili alla TV-spazzatura nella quale il pubblico, e dunque l'anomimo insignificante, diventa protagonista, acclamato in una autoreferenza degna di Ionesco da un pubblico di suoi simili. A proposito della TV, di nuovo Baudrillard: "Invece di trasformare la massa in energia, si limita a produrre sempre più massa inconsapevole".Poi vi sono siti nei quali, con una lepidezza incosciente ed irresponsabile, si spacciano per vere e buone idiozie di ogni ordine e grado, in sfumature varie dall'imbecille pallido al turlupinatorio intenso. Questi veri e propri templi della leggenda metropolitana e della parascientificità, o paratecnologia, queste capitali dell'effetto Eliza sono doppiamente perniciose per il povero ignorante che vi inciampi nel tentativo vano di trovare spiegazioni, risposte ai suoi dubbi. Perché l'uomo comune non ha la sana abitudine metodologica di confrontare le fonti, e quand'anche lo facesse è enorme la sproporzione numerica tra i siti pieni di imbecillità incontrollate ed i siti "seri" (per quanto possa esserlo un organo non ufficiale e non soggetto a peer review, ma almeno rispettoso del buonsenso). Inutile domandarsi "ma perché non si cercano le spiegazioni sui libri, santa polenta ?", gli italioti leggono MENO DI UN LIBRO all'anno nel 61% dei casi. Secondo motivo, più diabolicamente sottile, le spiegazioni semplificate (ma false) attecchiscono e si diffondono molto meglio delle spiegazioni vere, che a volte (quasi sempre) richiedono un background decisamente superiore alla media per essere comprese fino in fondo. Quasi superfluo dire che radere al suolo siti del genere (e rimandare a scuola gli asini dei loro autori) sarebbe moralmente obbligatorio. Cancellare un'imbecillità (es. "La forza di gravità non esiste") non è certo "censura", è un dovere scientifico. Scrivere idiozie apodittiche del genere travalica qualsiasi diritto d'opinione e d'espressione. Qui non si parla di questioni banalmente optative, di cronaca, di opinioni sociopolitiche o produzioni "artistiche", bensì di affermazioni incomplete, strampalate o palesemente errate in ambito tecnico e scientifico, assurde negazioni di verità oggettive o reinterpretazioni ingiustificate di concetti ben noti. In due parole, qualità delle nozioni e rispetto di completezza e correttezza rispetto alla letteratura esistente ed alle metodologie assodate.Dunque, se i siti amatoriali del primo tipo sono semplicemente ridicoli, ma tollerabili con un beau geste (e magari anche con qualche grassa risata, vedasi appunto il signor Chignon), i propalatori più o meno consapevoli di menzogne, imbecillità ed inesattezze sono responsabili - oltre che del definitivo affossamento di sè stessi in termini di spessore e credibilità - di danni culturali enormi, a diffusione virale, nei confronti dei soggetti più deboli ed indifesi, cioè proprio di coloro che hanno più bisogno d'informazioni corrette, in quanto privi degli strumenti necessari a distinguere una "patacca" informativa da una verità plausibile, una mezza verità da uno sguardo d'insieme con una prospettiva superiore.
          • avvelenato scrive:
            Re: generalizzazioni e luoghi comuni.
            senti io in onestà dovrei dire una cosa tipo "ok non ho più nulla da ribattere mi hai totalmente stracciato con le tue idee e mi hai straconvinto" ma in realtà non è così, ma è disonesto; ma io lo fò, a dirti "no senti io non credo a buona parte delle tue opinioni e credo alle mie, ma temo di non avere sufficienti capacità dialettiche per poterlo dimostrare".(comunque la storia di spacciare x verità cazzate scientiste è veramente triste. http://www.xmx.it/ che bel sito. chissà, magari c'è pure qualche mezza verità là dentro.)senti io ti voglio dire però una cosa. l'amatore può essere una mezza sega come può essere un futuro Eco. adesso potrei farmi figo facendo una breve ricerca su google o quant'altro di artisti che erano dei mendicanti straccioni pezzenti ma le cui opere poi furono rivalutate, ma manifesto la mia ignoranza di quasi diplomato al liceo scientifico quasi diplomato all'itis perito informatico....insomma un fallito... non citando nulla ma prendendo per buona il fatto che statisticamente la cosa non è improbabile; il mezzo democratico per eccellenza come la strada, dove ci si può esprimere tutti (anche a corso di organizzare cacofonie e spazzaturai) è aperto anche per i futuri grandi.lo stesso si può dire del web. per esempio:se tu c'hai fede che a me le tue idee m'interessano, perchè non ti fidi di me e ci fai un bel blog? senza la pretenziosità di volerlo aggiornare vita natural durante, ci scrivi quello che ci devi scrivere (hai specificato te che l'argomento è davvero vasto e intrattabile solamente in codesto loco) e quindi io te lo leggo, se mi lasci il link, anche in PI box (che così verifico se funzia, dato che qua nessuno mi caca. forse risulto poco interessante, qua su pi, immagino... mah )sai se lo fai rischi di salvare un potenziale suicida, che non commetterà l'ultimo gesto d'amore verso sè stesso, per la curiosità nel leggere il prossimo tuo post. cazzo! ti rendi conto che responsabilità??magari lo leggo e m'invoglio a diventare acculturato come te per poter ribattere con lo stesso fervore ma anche con la stessa capacità di citare fonti e pareri dotti ahh sarebbe davvero tosto....senti scusa il tono davvero informale e le parolaccie di sfogo alla fine del post, ma sono davvero sfatto e distrutto, ed è bello così d'altronde come ci si fa altrimenti a godere dell'inconsapevolezza dei diciannove anni?l'ho detto per fare pena perchè mi faccio pena. Alcuni di voi diranno che questa è solo autocommiserazione(sono fortunati a non sapere quanto è vera)Altri capiranno solo la sofferenza. (sarah kane, Psicosi delle 4,48. (uscito nel volume "tutto il teatro" di s.kane edito dalla einaudi))avvelenato che sta smaltendo la seconda sbronza della sua vitaps: cazzo culo tette figa merda piscia come on die young
  • Anonimo scrive:
    Ma che vendono questi?
    Blogger.Il bidone aspiratutto ?una nuova marca di gomme da masticare?non capisco
  • Anonimo scrive:
    Va bene, solo una cosa, pero`...
    Che Google non faccia l'errore fatto da Yahoo acquistando WebRing.orgOvvero quando una cosa funziona, LASCIALA STARE.Non cambiare l'interfaccia, il layout, a cui molti visitatori si sono affezionati, non fare cose del genere nell'ambito di un tentativo di integrare blogger con l'attuale intefaccia di navigazione di Google. Potrebbe sfasciarsi tutto... come e` successo a WebRing.
    • Anonimo scrive:
      Re: Va bene, solo una cosa, pero`...
      LOL
    • KerNivore scrive:
      Re: Va bene, solo una cosa, pero`...
      - Scritto da: Alex¸tg
      Che Google non faccia l'errore fatto da
      Yahoo acquistando WebRing.org

      Ovvero quando una cosa funziona, LASCIALA
      STARE.Beh, quando google ha comprato deja.com funzionava, ma aveva un'interfaccia inusabile !!! Oggi invece la ricerca sui gruppi, grazie alle modifiche di google, e' diventata una scheggia !Ciao !
    • Giambo scrive:
      Re: Va bene, solo una cosa, pero`...
      - Scritto da: Alex¸tg
      Non cambiare l'interfaccia, il layout, a cui
      molti visitatori si sono affezionatiCome PI 8.0.0 ?Mi sono abituato in fretta alla nuova versione, pero il "virgolette" e' meno visibile e a volte me lo perdo :-(Non e' che c'e' un archivio ?
  • Anonimo scrive:
    azz mi bloggo anche io!
    :-)
  • TieFighter scrive:
    Google e Orwell
    A me Google sta molto ma molto simpatico credo che abbia dato una spallata ad una certa ingessatura di molti servizi web. Pero' attenzione: Google registra quello che diciamo su Usenet, registra quello che scriviamo sui Blog, registra le nostre pagine web. E' inquietante
    • gerry scrive:
      Re: Google e Orwell
      - Scritto da: TieFighter
      A me Google sta molto ma molto simpatico
      credo che abbia dato una spallata ad una
      certa ingessatura di molti servizi web.
      Pero' attenzione: Google registra quello che
      diciamo su Usenet, registra quello che
      scriviamo sui Blog, registra le nostre
      pagine web. E' inquietanteDirei di no: siti web, newsgroup e blog sono pubblici per definizione.Il problema non è registrare queste cose che sono dichiaratamente pubbliche, è quando non esistono più cose che non siano pubbliche.
    • malex scrive:
      Re: Google e Orwell
      - Scritto da: TieFighter
      Pero' attenzione: Google registra quello che
      diciamo su Usenet, registra quello che
      scriviamo sui Blog, registra le nostre
      pagine web. E' inquietanteGoogle non è il soto a registrare tutto. C'è Internet Archive che registra tutto e nel tempo. Vuoi vedere com'era punto informatico qualche tempo fa'? Prova questo URL:http://web.archive.org/web/*/http://punto-informatico.it/
      • Anonimo scrive:
        Re: Google e Orwell
        - Scritto da: malex

        - Scritto da: TieFighter


        Pero' attenzione: Google registra quello
        che

        diciamo su Usenet, registra quello che

        scriviamo sui Blog, registra le nostre

        pagine web. E' inquietante

        Google non è il soto a registrare tutto. C'è
        Internet Archive che registra tutto e nel
        tempo. Vuoi vedere com'era punto informatico
        qualche tempo fa'? Prova questo URL:
        http://web.archive.org/web/*/http://punto-infSi' pero' non siamo fatti per avere memoria di ogni cosa
        • lordauberon scrive:
          Re: Google e Orwell

          http://web.archive.org/web/*/http://punto-inf

          Si' pero' non siamo fatti per avere memoria
          di ogni cosaE' un bug dell'essere umano, non una feature. Altrimenti la gente si ricorderebbe che una decina di anni fa,l'Iraq era un alleato degli stati Uniti contro il regime Iraniano e Komeini. E che una ventina di anni fa, l'Iran era alleato degli stati uniti, infatti gli vendevano i caccia F14 e i missili phoenix (ogni missile costava negli anni 80, un milione di dollari!).E' un bug, perche' senno' la gente si ricorderebbe dei rimpasti della classe dei politici.
          • Anonimo scrive:
            Re: Google e Orwell
            - Scritto da: lordauberon
            E' un bug dell'essere umano, non una
            feature. Ma parla come mangi....che tristezza questo linguaggio :(
    • Anonimo scrive:
      Re: Google e Orwell
      LOL
  • Anonimo scrive:
    ma cos'e' un weblog ?
    non l'ho mica capito ..... qualcuno me lo potrebbe spiegare ?grazie mille :-)
    • TieFighter scrive:
      Re: ma cos'e' un weblog ?
      - Scritto da: Anonimo
      non l'ho mica capito ..... qualcuno me lo
      potrebbe spiegare ?

      grazie mille :-)Se seguivi il link nell'articolo lo vedevi da solo. E' uno spazio personale dove pubblicare opinioni e altro e poter ricevere commenti, e' interazione con altri utenti ecc... Nell'archivio di pi ci sono diversi articoli sull'argomento. Non e' poi tutta questa novita' eh...
      • Anonimo scrive:
        Re: ma cos'e' un weblog ?
        - Scritto da: TieFighter

        - Scritto da: Anonimo

        non l'ho mica capito ..... qualcuno me lo

        potrebbe spiegare ?



        grazie mille :-)

        Se seguivi il link nell'articolo lo vedevi
        da solo. E' uno spazio personale dove
        pubblicare opinioni e altro e poter ricevere
        commenti, e' interazione con altri utenti
        ecc... Nell'archivio di pi ci sono diversi
        articoli sull'argomento. Non e' poi tutta
        questa novita' eh...Classica risposta da "utonto" windows......la cortesia da te non e' di casa,vero?
        • Anonimo scrive:
          Re: ma cos'e' un weblog ?
          Ma che pizza..pure per i weblog devono esserci i troll che fan partire i soliti flame su linux e win..dalla sua risposta hai capito anche di che razza/religione/sesso e'? Non potevi insultarlo e basta? (tra l'altro io tutta sta maleducazione non l'ho vista)E per favore non rispondete, altrimenti parte davvero il flame..- Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: TieFighter



          - Scritto da: Anonimo


          non l'ho mica capito ..... qualcuno me
          lo


          potrebbe spiegare ?





          grazie mille :-)



          Se seguivi il link nell'articolo lo vedevi

          da solo. E' uno spazio personale dove

          pubblicare opinioni e altro e poter
          ricevere

          commenti, e' interazione con altri utenti

          ecc... Nell'archivio di pi ci sono diversi

          articoli sull'argomento. Non e' poi tutta

          questa novita' eh...
          Classica risposta da "utonto" windows...
          ...la cortesia da te non e' di casa,vero?
          • avvelenato scrive:
            [ot] Re: ma cos'e' un weblog ?
            - Scritto da: Anonimo
            Ma che pizza..pure per i weblog devono
            esserci i troll che fan partire i soliti
            flame su linux e win..dalla sua risposta hai
            capito anche di che razza/religione/sesso
            e'? Non potevi insultarlo e basta? posso insultarlo e basta io?^_^
    • Anonimo scrive:
      Re: ma cos'e' un weblog ?
      ci sono cento altre persone che te lo potrebbero spiegare meglio di me, ma visto che non ti ha ancora risposto nessuno me la tento io.Un weblog è una specie di diario su internet dove il proprietario annota fati e vicende personali e/o di interesse pubblico... vedi manteblog.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma cos'e' un weblog ?
      è uno spazio per egocentrici autoesaltati che si sentono in ditritto di fare i predicatori, gli storici, i reporter, i giornalisti e gli esperti su qualcosa. In generale un "blog" è uno spazio che permette ad un coglione qualunque di avere il suo momento di notorietà con qualche amico (altrettanto sfigato).
      • Anonimo scrive:
        Re: ma cos'e' un weblog ?
        - Scritto da: Anonimo
        È uno spazio per egocentrici autoesaltati
        che si sentono in ditritto di fare i
        predicatori, gli storici, i reporter, i
        giornalisti e gli esperti su qualcosa. In
        generale un "blog" è uno spazio che permette
        ad un coglione qualunque di avere il suo
        momento di notorietà con qualche amico
        (altrettanto sfigato).nessuno ti obbliga ad andarci e sinceramente in tutta la mia esistenza internettiana mi è capitato di imbattermici solo una volta: chi sei tu per giudicare?
Chiudi i commenti