Quando il tessuto è una fotocamera

Ricercatori del MIT sono riusciti a carpire immagini da una maglia di tessuto foto-sensibile, senza lenti e grazie alle nanotecnologie. Si intravedono applicazioni militari

Roma – Al Massachusetts Institute of Technology sono riusciti nell’ennesima impresa, vale a dire trasformare quello che all’apparenza è semplice tessuto in un sistema di “raccolta immagini” capace di scattare istantanee, senza però l’utilizzo di lenti. Merito delle nanotecnologie e dei materiali semiconduttori con cui sono state create le fibre del suddetto tessuto.

Tali fibre sono sensibili alla luce, potendo assorbire particolari frequenze dello spettro elettromagnetico , e producendo segnali digitali che se amplificati e raccolti da un sistema informatico producono le immagini tanto agognate. Ogni fibra misura meno di un millimetro di diametro, ed è composta da due gusci cilindrici semiconduttori connessi al mondo esterno attraverso quattro elettrodi integrati.

“Questa è la prima volta che qualcuno sia riuscito a dimostrare come una singola superficie fatta di fibre possa raccogliere immagini proprio come una macchina fotografica ma senza lenti” ha detto il professore associato di scienze dei materiali del MIT Yoel Fink, che assieme ai colleghi ha lavorato al progetto e lo ha pubblicato sul magazine Nano Letters .

Oltre a sottolineare l’importanza del nuovo avanzamento, dal MIT suggeriscono anche delle possibili implementazioni una volta raffinata la tecnologia, utilizzi che non potevano che essere di tipo militare: un soldato che indossi un’uniforme composta da maglie in fibra ottica , dicono i ricercatori, potrebbe avere a sua disposizione una visione a 360 gradi del campo di battaglia , con la relativa possibilità di avvistare nemici e pericoli dovunque essi si annidino.

Senza poi tenere conto del fatto che una maglia in “fibra” ipertecnologica risulterebbe meno suscettibile agli effetti di danneggiamenti in un singolo punto, continuando a funzionare anche in caso di ferita del portatore e di lacerazione per qualsivoglia motivo.

Alfonso Maruccia

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  • Sante Caserio scrive:
    possono attaccarsi al tram
    anche MS Encarta è fallita, uccisa da wikipedia; il futuro appartiene all'acXXXXX libero. e i profitti provengono dagli inserzionisti. Chi si vorrà far pagare direttamente dai lettori è un suicida a meno che (forse) non si limiti a rivolgersi ad una utenza molto di nicchia, professionale e danarosa, quindi esigente, alla quale offrire un servizio di altissimo livello senza compromessi. Ma fuori di questa nicchia con le nuove tecnologie che rendono facile la circolazione dei contenuti si è definitivamente aperto il vaso di Pandora e non ci sarà mai più un modo di richiuderlo. E per i giornali, visto che il copyright sulle notizie non esiste, è molto peggio che per i discografici e i produttori di Hollywood.Dovevate pensarci prima prima di venderci nastri magnetici, computer, masterizzatori, connessioni a banda larga. Ora è troppo tardi: cambiare o soccombere.
  • Sante Caserio scrive:
    possono attaccarsi al tram
    anche MS Encarta è fallita, uccisa da wikipedia; il futuro appartiene all'acXXXXX libero. e i profitti provengono dagli inserzionisti. Chi si vorrà far pagare direttamente dai lettori è un suicida a meno che (forse) non si limiti a rivolgersi ad una utenza molto di nicchia, professionale e danarosa, quindi esigente, alla quale offrire un servizio di altissimo livello senza compromessi. Ma fuori di questa nicchia con le nuove tecnologie che rendono facile la circolazione dei contenuti si è definitivamente aperto il vaso di Pandora e non ci sarà mai più un modo di richiuderlo. E per i giornali, visto che il copyright sulle notizie non esiste, è molto peggio che per i discografici e i produttori di Hollywood.Dovevate pensarci prima prima di venderci nastri magnetici, computer, masterizzatori, connessioni a banda larga. Ora è troppo tardi: cambiare o soccombere.
  • red panda scrive:
    obiettivamente...
    Che me ne frega di pagare il New York Times o il Corriere per sapere quello che succede in Cina, quando posso aprire 2.000.000 di blog, siti, twitterz e aggregatori vari in italiano, inglese o altre lingue per saperlo aggratis?Specie considerando che il giornalismo in tutti questi anni ha fatto il possibile e anche di più per affossare la propria stessa credibilità...
    • matro scrive:
      Re: obiettivamente...
      non è così semplice: è la qualità dei contenuti che conta. se la qualità è alta, probabilmente sarei disposto a pagare.d'altronde, se da una parte i giornali vanno male perché il giornalismo è peggiorato e la gente non legge, dall'altra senza soldi i giornalisti non possono fare molto, oltre a copia-incollare notizie da internet.
      • red panda scrive:
        Re: obiettivamente...
        - Scritto da: matro
        non è così semplice: è la qualità dei contenuti
        che conta. se la qualità è alta, probabilmente
        sarei disposto a
        pagare.E allora che sia diino da fare per la qualità.Oggi Repubblica e Corriere dovrebbero essere loro a farsi pagare.Viceversa, un buon blogger che faccia informazione, magari dall'estero, e che quindi abbia un certo traffico può ragranellare qualche soldino tramite advertising.
        d'altronde, se da una parte i giornali vanno male
        perché il giornalismo è peggiorato e la gente non
        legge, dall'altra senza soldi i giornalisti non
        possono fare molto, oltre a copia-incollare
        notizie da
        internet.Dipende quanti soldi.Prova a informarti su quanto si prende un "giornalista" per scrivere quattro XXXXXXcce sulla prima pagina del Corriere, XXXXXXcce scritte in meno di mezz'ora e magari persino piene di errori d'italiano.E' come con l'industria musicale.Ci sono rendite di posizione formatesi nei decenni, per cui chi è in cima alla piramide viene strapagato pur producendo pezzi di qualità mediocre se non scarsa solo perché è sostenuto da elefantiache macchine editoriali.Internet sta scardinando tutto questo, e forse è la volta buona che costringerà i vecchi dinosauri a muovere il XXXX per produrre qualità e per livellare i compensi che, ai piani alti, sono assolutamente sproporzionati rispetto al servizio offerto.
  • All Your Base Are Belong To Us scrive:
    Manager senza immaginazione
    La Rete è una sorgente di opportunità, anche per l'editoria. Ed è paradossale che l'informazione globale metta in crisi proprio l'informazione. Se ciò avviene è perché i manager mancano di immaginazione, conoscenza, competenza e lungimiranza. Far pagare le notizie sarebbe un vero suicidio, quindi... Avanti così, Murdoch! :-)
  • Nome e cognome scrive:
    sborsare no, grazie
    del resto questi quotidiani vivono anche grazie alla pubblicità (banners) e agli sponsors, come PI. E' un modello di business universale per i contenuti sul web, dalle notizie ai giochi online. Inoltre le notizie di cronaca debbono essere alla portata anche di chi non può pagare oltre al proprio canone adsl.
  • Eretico scrive:
    Ovvio !
    C.D.O.
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