Quanto porno nel computer del sindaco

La polizia ci avrebbe messo addirittura 20 ore per scansionare un computer zeppo di immagini e filmati pornografici. Il sindaco afferma: colpa dello spam


Roma – Usava il network del suo ufficio e la connessione ad internet per scaricare immagini e video pornografici dalla rete. Questa l’accusa non formalizzata in denuncia piovuta sulla testa del sindaco americano di Defiance, secondo quanto pubblicato dal quotidiano locale Toledo Blade .

Stando alle notizie di stampa, durante un controllo sui computer dell’amministrazione comunale, la polizia locale avrebbe individuato sul PC del sindaco e su quello di un altro amministratore cittadino grandi quantità di immagini pornografiche, al punto che sarebbero occorse addirittura 20 ore per scansionare i materiali contenuti nei PC.

Sebbene non siano noti i motivi che hanno spinto ad indagare nello specifico su quei computer, la notizia ha fatto sensazione a Defiance, e questo a dispetto del fatto che di materiali illeciti non se ne siano trovati.

Tanto il Sindaco quanto l’altro funzionario, che sono naturalmente sulla bocca di tutti in città, sostengono che quelle immagini sono state scaricate sui computer con l’apertura di email pornografiche spammatorie, dunque non richieste e non volute. “Questo è un incubo” – ha confessato il sindaco Fred Schultz.

Secondo Schultz non c’è stato modo nell’ultimo anno di fermare una marea di pornografia in arrivo e in aumento perché sul network comunale non sono installati i necessari filtri. “So che non sembra una cosa bella – ha dichiarato – ma tutti quelli che conosco ricevono questa roba. E’ una piaga”. Da parte loro gli investigatori pare abbiano dichiarato che la maggioranza delle email sotto accusa non contiene immagini ma soltanto link che, per portare al porno, devono essere cliccati.

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  • Anonimo scrive:
    La soluzione?
    Attivare 'sti famosi nuovi domini di primo livello, e non solo quello .eu Sono ormai 4 anni che ne parlano all'ICANN, che ci aspettano ancora? Non hanno deciso se la segretaria che dovrà battere a macchina l' RFC corrispondente dovrà indossare scarpe con o senza tacco? Logico che ci siano truffatori e/o aziende che si basano sul futuro cybersquatting, il mercato chiama e le autorità dormono...
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione?
      secondo me la soluzione non risiede tanto nelle autorità, quanto negli utenti. Quando capiranno che il cybersquatting giova solo ai registrar e che l'uomo della strada non ha mai fatto soldi col cybersquatting, forse le cose cambieranno.Meditate, gente, meditate!
  • Anonimo scrive:
    maliziosamente ICANN = RRIAA.
    Essendo stato condannato per non essere stato chiaro e non perche' ha fatto spamming o perche' tali domini non esistano, mi domando se non siano state le pressioni di ICANN intese ad affossare "concorrenti" del suo particolare settore.
    • Anonimo scrive:
      Re: maliziosamente ICANN = RRIAA.
      La penso come te: mi sembra il solito magnamagna. Tante sentenze vengono presentate come conquiste per gli utenti, in realtà stanno solo speculando sui domini senza darci niente di nuovo.Le aziende si fanno causa fra loro e vogliono farci credere che ci stanno difendendo, in realtà difendono solo il loro orticello. Ci vorrebbe un Nader anche in Italia/Europa, per fare un po' di chiarezza.
  • Anonimo scrive:
    register.it
    strano che register non abbia opinioni in merito. Non fosse altro per farsi pubblicità come al solito! @)
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