Quasi video on demand per Hollywood

Le grandi case di produzione cinematografica americane stanno preparando il lancio di nuovi servizi online che permetteranno di acquistare i film da vedere sul computer


Hollywood (USA) – Le maggiori aziende del cinema americano stanno per lanciare un nuovo servizio di video on demand su Internet che sarà accessibile a quanti sfruttano connessioni a banda larga. Una novità a metà che questa volta, però, sembra sul punto di concretizzarsi davvero.

A farsi strada in questo nuovo mercato c’è un consorzio formato da Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, Sony Pictures Entertainment, Universal Studios and Warner Bros. Disney ha invece fatto sapere che lancerà nei prossimi giorni un proprio progetto di video on demand.

Per quanto non siano ancora noti né i nomi dei servizi né tantomeno i prezzi con cui verranno offerti i film, si sa che sarà possibile vederli direttamente online ad orari prestabiliti, un po’ come succede per la televisione via satellite a pagamento. Secondo alcuni i prezzi potrebbero essere simili a quelli praticati dai negozi che affittano film in videocassetta.

Mel Harris, presidente e COO di Sony Pictures Entertainment, ha detto: “L’introduzione di questo servizio rappresenta un significativo passo avanti nella realizzazione di una Internet intesa come medium per l’intrattenimento. Nell?analisi dei numeri, notiamo che gli utenti preferiscono Internet a banda larga, che può divenire un nuovo canale per accedere all’intrattenimento”. Una visione di Internet che sembra aver messo radici nei piani dei tycoon di mezzo mondo.

Il servizio sarà reso con le ultime tecnologie per la protezione del copyright. Yair Landau, presidente di Sony Pictures Digital Entertainment ha detto in proposito: “Ritengo che la maggioranza dei consumatori crede che il copyright ha un valore e che se hanno a disposizione un veicolo per guardare film a pagamento attraverso Internet, pagheranno. Vogliamo dare alla gente onesta, un’onesta alternativa”, riferendosi ai sistemi di file sharing dove si possono trovare film anche recentissimi.

Infine, Jack Waterman, presidente della televisione a pagamento del Paramount Television Group, ha ammesso: “Per essere davvero onesti, non abbiamo idea” di quanti potranno essere gli utenti dei nuovi servizi di video on demand. Quello che si sa è che gli utenti che hanno un accesso a banda larga a Internet hanno da poco raggiunto i dieci milioni negli Stati Uniti, una soglia che gli analisti definiscono critica per lo sviluppo di un?offerta a pagamento.

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  • Anonimo scrive:
    Che bisogno c'e' di M$ ???
    Sono convinto che la tecnologia offra ora enormi possibilita' per il commercio elettronico.Questa iniziativa di M$ va nella direzione giusta.Mi domando pero' se e' giusto che una impresa commerciale detenga il governo del commercio elettronico del futuro.In pratica, perche' questo deve passare inevitabilmente per M$ ???Un parallelo: in uno stato dove vige il commercio per scambio di beni, arriva un singolo che comincia a coniare monete (e a garantirne il cambio in beni). Il progresso e' evidente, ma che potere avra' questa persona. Non dovrebbe essere lo stato a detenere certi poteri ???Gia' mi sembra ingiusto che si debba pendere dalle labbra di un americano (idem se russo o cinese) per far funzionare i PC di una intera nazione. L'informatica e' patrimonio dell'umanita', come la scrittura. Non la si puo' brevettare o richiedere royalties per il suo utilizzo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che bisogno c'e' di M$ ???
      Microsoft ha avuto (o copiato e migliorato) delle grandi idee, e non vedo perchè non debba trarre vantaggio da questo...Magari domani nascerà una piccola softwarehouse, che fra vent'anni oscurerà M$, ma non bisogna forzare le cose....
      • Anonimo scrive:
        Re: Che bisogno c'e' di M$ ???
        - Scritto da: simone
        Microsoft ha avuto (o copiato e migliorato)
        delle grandi idee, ha avuto grandi idee "copiandole"?tradisci una certa difficoltà logica...
        e non vedo perchè non
        debba trarre vantaggio da questo...purché non AFFOSSI i concorrenti una volta che questi abbiano idee e capacità paragonabili.M$ ha fatto (e fa) proprio questo: distrugge la sola possibilità che si possa concorrere on essa.
        Magari domani nascerà una piccola
        softwarehouse, che fra vent'anni oscureràsì, magari, ma per ora m$ le sta facendo tutte (e scorrette) per rimandare al prossimo millennio questa possibilità. M$ va limitata.
        M$, ma non bisogna forzare le cose....col cavolo!i monopoli vanno LIMITATI o REGOLATI, soprattutto quando siano evidenti le manovre anti-mercato messe in atto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che bisogno c'e' di M$ ???
        - Scritto da: simone
        Microsoft ha avuto (o copiato e migliorato)
        delle grandi idee, e non vedo perchè non[...]Molte delle innovazioni di MS derivano da acquisizioni di aziende piu' piccole, ma dinamiche e con idee.Per quanto riguarda Passport, dovresti capire le implicazioni di passare tutti per un'unica porta, quando andremo ad operare su Internet. E secondo me, pochi hanno letto bene la licenza d'uso del servizio, come ho gia' scritto in un altro post.Se puo' interessare, questo documento fa una buona analisi tecnica:http://avirubin.com/passport.html
  • Anonimo scrive:
    Pivacy? Puzza.....
    Tanto di semplice barriera protezionistica.Come al solito la vecchia Europa tenta di innalzare barriere protezionistiche,questa volta come direttiva a protezione della privacy, per burocratizzare all'europea i mercati.Come si potrebbe definire una direttiva, in base alla quale ogni ditta Usa che voglia avere clienti via web in Europa per essere in regola deve sostenere ingenti spese per poter essere in linea con tale direttiva? Solo organizzazioni di vendita potenti economicamente possono sostenerle, tante altre si accontenteranno dei clienti non Europei, che quindi vedranno ridotte le loro possibilita' di acquisto in Usa.Peggio per noi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Pivacy? Puzza.....
      Erigere barriere no, tutelarsi si'.Comincia a leggerti la licenza d'uso di Passport, poi ci risentiamo.- Scritto da: NeurO
      Tanto di semplice barriera protezionistica.
      Come al solito la vecchia Europa tenta di
      innalzare barriere protezionistiche,questa
      volta come direttiva a protezione della
      privacy, per burocratizzare all'europea i
      mercati.
      Come si potrebbe definire una direttiva, in
      base alla quale ogni ditta Usa che voglia
      avere clienti via web in Europa per essere
      in regola deve sostenere ingenti spese per
      poter essere in linea con tale direttiva?
      Solo organizzazioni di vendita potenti
      economicamente possono sostenerle, tante
      altre si accontenteranno dei clienti non
      Europei, che quindi vedranno ridotte le loro
      possibilita' di acquisto in Usa.

      Peggio per noi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Pivacy? Puzza.....

      Come al solito la vecchia Europa tenta di
      innalzare barriere protezionistiche,questa
      volta come direttiva a protezione della
      privacy, per burocratizzare all'europea i
      mercati.No, la verita' e' che [MESSAGGIO INTERCETTATO E CENSURATO DA ECHELON]
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