Quei drive Seagate che bisticciano con Linux

Alcuni lamentano una incompatibilità fra gli ultimi modelli di hard disk esterni Seagate e Linux, in particolare sul fronte del risparmio energetico. C'è chi ha già proposto un workaround

Roma – I più recenti modelli di hard disk esterni Free Agent di Seagate non sembrano andare molto d’accordo con Linux, o quanto meno con molte distribuzioni di questa celebre piattaforma open source. A rivelarlo è The Inquirer , secondo cui il nuovo sistema di risparmio energetico di Seagate non è del tutto compatibile con Linux .

L’ezine spiega come le impostazioni di power management utilizzate dai dischi Free Agent facciano sì che questi, dopo un certo tempo di inattività, entrino in uno stato di stand-by: quando ciò accade, il sistema operativo disconnette l’interfaccia USB del drive per poi riconnetterla automaticamente quando il disco viene nuovamente utilizzato. Il problema, sotto Linux, è che alla riaccensione del drive, questo viene riconosciuto come una periferica USB 1.1 , con la conseguente riduzione della velocità massima del trasferimento dati a 12 Mbps (contro i 480 Mbps di USB 2.0).

C’è anche chi spiega che lo spegnimento automatico del disco può causare, sotto certi sistemi operativi, la generazione di messaggi di errore: il file-system, infatti, va in time out prima che il drive sia nuovamente attivo e pronto a leggere/scrivere i dati.

Seagate Free Agent Desktop Secondo The Inquirer , gli stessi problemi potrebbero verificarsi anche con Mac OS X , seppure al momento non ci siano conferme precise. Per altro, non tutti gli utenti di Linux lamentano l’inconveniente: alcuni sostengono infatti di aver utilizzato tali dischi senza sperimentare problemi. Per chi non è altrettanto fortunato, esiste un workaround : utilizzare il tool open source sdparm per modificare i parametri dell’hard disk e disattivare la modalità stand-by .

Chi dispone di un modello Pro di Free Agent può anche scegliere di collegare il drive al computer mediante le porte FireWire o eSATA , che stando alle testimonianze degli utenti sembrano funzionare bene anche con il power management attivato.

Per il momento Seagate non ha rilasciato alcun commento in merito al problema : risulta pertanto difficile dire se e quando l’azienda sistemerà questa incompatibilità con Linux. Fra l’altro Engagdet fa notare che il supporto tecnico di Seagate, se interrogato sulla questione, risponde che “non forniamo supporto per prodotti Personal / External Storage (e/o accessori) utilizzati in ambiente Linux”. Gli utenti del Pinguino sono avvisati.

Che i Free Agent siano stati pensati specificamente per l’utilizzo sotto Windows lo rivela anche il fatto che arrivano pre-formattati con NTFS , un file-system che Linux supporta in modo affidabile solo da poco tempo, e che ancor oggi certe distribuzioni non supportano affatto (almeno non di default).

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