Radiochip, Benetton ci ripensa

Con un secco dietrofront Benetton decide di sospendere i suoi piani rigurdanti l'adozione di radiochip per tracciare i propri capi d'abbigliamento. La decisione sembra motivata dalle preoccupazioni relative alla privacy


Roma – Sui radiochip Benetton fa marcia indietro. A circa un mese dall’ annuncio con cui rendeva nota la propria intenzione di avvalersi di etichette radio per l’identificazione dei propri capi d’abbigliamento, l’azienda ha reso noto di aver accantonato, almeno per il momento, il progetto.

Come si ricorderà, dietro ai radiochip c’è la tecnologia RFId (Radio Frequency Identification), la stessa con cui Benetton prevedeva di ottimizzare la gestione dei propri magazzini, tenere traccia di tutti gli spostamenti dei capi d’abbigliamento e aprire eventualmente la strada a nuove forme di addebito della merce ai clienti.

Alla base di questa decisione, che manda a monte un accordo con Philips per l’acquisto di 15 milioni di chippetti wireless, sembrano esserci le preoccupazioni sulla privacy provenienti dal mondo dei consumatori: da più parti, infatti, si sostiene che le tecnologie wireless applicate al tracciamento dei prodotti potrebbero essere utilizzate per spiare il comportamento e i gusti dei singoli clienti o per altri scopi più o meno illegittimi.

A nulla sono valse, in tal senso, le assicurazioni di Philips. Il colosso ha infatti ricordato che il raggio d’azione dei suoi radiochip è di circa un metro e mezzo, una caratteristica che, a suo avviso, li rende del tutto inadatti per sorvegliare a distanza una persona.

Benetton sembra tuttavia decisa, se non ad abbandonare completamente l’idea, almeno a prendersi una pausa di riflessione e valutare attentamente i pro e i contro di una tecnologia su cui gravano ancora troppi dubbi.

La mossa di Benetton potrebbe in parte scombussolare i piani di Merloni Elettrodomestici che, proprio pochi giorni fa ha annunciato una nuova linea di lavatrici in grado di leggere i radiochip applicati agli indumenti.

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  • Anonimo scrive:
    Verrà il giorno...
    ....in cui non potrò parlare al telefono in dialetto, altrimenti l'FBI potrebbe non capire quello che dico.....
    • Anonimo scrive:
      Piu' che
      Piu' che in lingua locale mi sa che non si potra' parlare in italiano (il che sarebbe finalmente un bene vista l'immondizia che e' la lingua italiana)
      • Anonimo scrive:
        Re: Piu' che
        Ma tu che ne sai che l'italiano è immondizia? Non sei nemmeno riuscito ad impararlo, minorato encefalico
      • Anonimo scrive:
        Re: Piu' che
        Allora comincia a parlare solo turkmeno e non rompere il razzo.Sarà bello l'inglese poi,con la suacomplessità lessicale uguale alla musicalità dei suoi suoni,cioè 0FuThWo
    • Anonimo scrive:
      Re: Verrà il giorno...
      Sicuramente l'FBI quel giorno avrà anche i traduttori per il tuo e mio dialetto.Comunque la cosa è già successa. Alcuni miei parenti, diversi anni fa andarono a Mosca, quando ancora esisteva l'URSS... volendo fare una telefonata in Italia dall'albergo, fu chiesto loro in quale lingua avrebbero parlato e loro dissero, naturalmente, l'italiano. La telefonata si protrasse per alcuni minuti quando ad un certo punto ad uno dei due interlocutori scappò una battuta in dialetto... la telefonata fu immediatamente troncata, evidentemente da chi era in ascolto...Commenti:1. Riportando il problema su Internet, secondo Voi, egregi lettori di PI, una persona è tenuta a giustificare ogni singolo byte che trasmette sulla Rete?2. Se sì, allora la crittografia diventerebbe inutilizzabile ("Ah, lei cripta i suoi messaggi... bene... allora o ci dà accesso ai contenuti oppure la arrestiamo... tutto questo per la sicurezza, naturalmente!")3. Se no... allora sulla crittografia forte c'è qualcosa che FBI e agenzie similari sanno, che noi non sappiamo...Ingenuo 2001- Scritto da: Anonimo
      ....in cui non potrò parlare al telefono in
      dialetto, altrimenti l'FBI potrebbe non
      capire quello che dico.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Verrà il giorno...
        Beh, mi auguro solo che non si arrivi a situazioni pari a quella della "fu" URSS.Nel qual caso, ci sarà sempre una testa capace di trovare il modo per aggirare gli ostacoli. Com'è sempre successo.Peccato solo che i politici non lo vogliano capire e pretendano il controllo. Ah, a nostre spese, ovviamente (e in tutti i sensi)...Spero solo di non smettere mai di essere ottimista....
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