Random031/ Favorisca la patente

Un test verifica la conoscenza del più diffuso tra i pacchetti software, vale a dire MS Office. Questo nonostante nel programma ufficiale dell'Università di Salerno non vengano mai citati né Microsoft né i suoi programmi
Un test verifica la conoscenza del più diffuso tra i pacchetti software, vale a dire MS Office. Questo nonostante nel programma ufficiale dell'Università di Salerno non vengano mai citati né Microsoft né i suoi programmi


Web – Qualcuno forse ricorderà più che il racconto pirandelliano la sua trasposizione sullo schermo, con un grande Totò che cercava insistentemente di ottenere “la patente” di jettatore da una autorità pubblica che sancisse ufficialmente quello che era il comune sentire dei suoi concittadini.

Chissà perché è quello che mi è venuto in mente leggendo la notizia che l’Università di Salerno ha attivato un “Corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale in: multimedialità e patente europea del computer” che è partito l’11 gennaio scorso. Lo scopo del corso (a numero chiuso) è quello “di fornire le conoscenze di base per poter utilizzare un PC multimediale in modo personale ed autonomo e per affrontare il test per il Conseguimento della Patente Europea del
Computer (ECDL)
“. Il corso è diviso in due parti, una – obbligatoria – che dovrebbe preparare agli esami della ECDL ed una – facoltativa – dedicata alla “Comunicazione multimediale e progettazione di documenti multimediali”. Il costo è di 1,5 milioni di lire per la prima parte e di 600 mila lire aggiuntive per la seconda.

L’Università campana comunque non è la prima ad interessarsi della ECDL in quanto già diversi altri atenei italiani hanno inserito, sebbene in modi diversi, la “patente” all’interno delle loro attività istituzionali.

A Bologna (sede di Cesena) sono attivati dei corsi di alfabetizzazione informatica, riservati alle matricole, dove viene insegnato l’uso di Windows e della suite della Microsoft per “offrire agli studenti neo-iscritti la possibilità di certificare dette conoscenze tramite l’acquisizione della patente europea del computer (ECDL)”; a Venezia, dove l’ECDL viene ribattezzata “patente europea di informatica” sono parte integrante dei corsi di laurea; a Milano (Statale) fanno corsi a prezzo scontato ed a numero chiuso, ed alla Bocconi richiedono ai laureandi di sostenere un esame che certifichi le loro conoscenze “riguardo al sistema operativo Microsoft Windows, agli applicativi del pacchetto Microsoft
Office e a Internet. La didattica, inoltre, è organizzata in modo tale da coprire gli argomenti richiesti dalla ECDL (European Computer Driving Licence: la “Patente europea di computer”), offrendo così agli studenti dell’Ateneo la possibilità di conseguire l’attestato.”

E questi sono solo alcuni esempi ma si potrebbe continuare citando le Università di Firenze, di Urbino, del Piemonte, di Trento, e via dicendo.

L’ECDL viene di solito presentato come un attestato che dovrebbe certificare la capacità di usare un personal computer ed alcuni dei programmi di più comune utilizzo. In realtà, leggendo i programmi proposti, si tratta di un test di verifica della conoscenza del più diffuso tra i pacchetti software, vale a dire “Office”. Questo nonostante nel programma ufficiale dell’ECDL non vengano mai citati né la Microsoft né i suoi programmi.

Del resto, anche nella Relazione dell’ AICA (Associazione Italiana di Calcolo Automatico), il maggiore sponsor della “patente”, presentata in occasione della “Conferenza Nazionale su Il Piano di Azione per lo Sviluppo della Società dell’Informazione” si leggeva chiaramente: “L’ECDL è un vero e proprio standard perché è indipendente dai fornitori di hardware e software, dai cui prodotti prescinde”; ma le cose non stanno proprio così e basta uno sguardo ai programmi pubblicati su web dagli organizzatori dei corsi, sia pubblici che privati, per rendersene conto: per la preparazione si fa riferimento sempre e solo ai soliti programmi.

Paradossalmente, ma non troppo, una persona capace di programmare in linguaggio macchina o in grado di amministrare reti geografiche, ma che non sappia creare un campo in Access o impostare uno sfondo in Power Point rischia di venire impietosamente bocciata all’esame di “guida europea” per computer.

Certo, i programmi in questione sono sicuramente quelli maggiormente diffusi, ma, allora, perché il tutto continua invece ad essere presentato in modo apparentemente neutrale?

Giuseppe

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09 02 2001
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