Random034/ I bimbi telesorvegliati

La grande iniziativa web-culturale del Global Junior Challenge incespica su un sito ispirato al grande fratello di orwelliana memoria. Un premio che lascia perplessi


Web – Che cos’è il “Global Junior Challenge”?

Riportiamo direttamente la presentazione dall’Home Page del suo sito: “Il GLOBAL JUNIOR CHALLENGE premia progetti che operano in tutti campi dell’educazione, non solo quella scolastica. Non ci sono limiti di dimensione, né di portata geografica, il CHALLENGE dà il benvenuto a tutti: dal sito web creato dai ragazzi della terza media al progetto globale per l’utilizzo delle tecnologie più avanzate per l’apprendimento online.” (…) “Il Global Junior Challenge 2000 è stato un grande successo coinvolgendo oltre 580 progetti provenienti da più di 50 nazioni! La giuria ha selezionato 90 progetti finalisti in cinque categorie e un totale di 14 Premi sono stati consegnati ai progetti dal Sindaco di Roma, Francesco Rutelli nel corso del Gala di Premiazione tenuto in Campidoglio il 4 dicembre. Oltre 50 progetti hanno partecipato alla Global Junior Challenge Exhibition & Conference a Roma dal 3 al 5 dicembre.”

A prima vista, questa si direbbe decisamente una più che lodevole iniziativa, visto anche che “Il concorso è aperto a tutti: Scuole ed Università di tutti livelli, sia pubbliche che private e di tutte le regioni del mondo; Istituzioni ed enti del settore pubblico e privato; Associazioni, cooperative ed altre organizzazioni senza fini di lucro; Imprese del settore pubblico e privato; Centri di Ricerca; Singoli cittadini di tutte le età.”

La giuria che assegna i premi è composta da professori, psicologi, pedagoghi e consulenti vari provenienti da varie parti del mondo.

Tutto bene quindi?

Sì, fino a quando non si scopre che uno dei progetti premiati è quello di “BabyNet”, come si può leggere sul suo sito: “BabyNET ha ottenuto il Premio Internazionale GLOBAL JUNIOR CHALLENGE come miglior Progetto Educativo su Internet, a livello mondiale, per i bambini di età inferiore ai 10 anni. Tra i 588 progetti presentati da 49 paesi del mondo, BabyNET è stato scelto come vincitore per le sue qualità pedagogiche.”

Il bello, si fa per dire, viene quando si scopre “quali” siano tali alte valenze “pedagogiche”: il sito di BabyNET propone un servizio, dedicato agli asili (bambini da 0 a 6 anni), la cui essenziale caratteristica è quella di permettere ai genitori di collegarsi ad una web-cam per vedere cosa stanno facendo i propri figli. Naturalmente, per evitare possibili abusi, tale accesso è protetto da una password.

Secondo BabyNET, il sistema ha, tra gli altri, questi obiettivi “educativi”: “Elimina lo stato di ansietà che colpisce i genitori quando i figli iniziano ad andare a scuola”; “aiuta a superare in modo più rapido ed efficace il periodo di adattamento al centro”; “aumenta in modo significativo la partecipazione dei genitori al processo educativo dei propri figli”; “può essere usato come strumento di lavoro dei gruppi psicopedagogici”; “permette di fare dei bambini e delle bambine dei comunicatori universali”.

Gli illustri luminari della giuria hanno quindi ritenuto valevole dal punto di vista “pedagogico” un sistema di telesorveglianza via web e, in fondo in fondo, forse non hanno tutti i torti. Allevare delle persone abituandole, fin dalla più tenera età, ad essere sottoposte, in ogni istante della loro vita, all’occhio impietoso di una telecamera ne farà certamente dei cittadini modello pronti per un mondo dove, dai luoghi di lavoro, ai supermercati, alle piazze ci sarà sempre un grande occhio che vigila su di loro.

Quello su cui invece mi sembra che ci sia da esprimere forti dubbi è sul “tipo” di società che scelte pedagogiche del genere stanno preparando; un mondo dove il controllo è totale e diffuso a tutti i livelli, un futuro davanti al quale qualsiasi altra paranoia, anche quella di Echelon, si rivela di una pochezza disarmante.

In una vignetta del 1968, Ron Cobb disegnava due “cittadini di classe B” seduti su una panchina a loro riservata mentre, sotto l’occhio vigile di una telecamera e con un carro armato della polizia di pattuglia alle loro spalle, si scambiavano questa battuta: “Beh, almeno non dobbiamo più temere l’anarchia…”

Giuseppe

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  • Anonimo scrive:
    NON PERDIAMO LA BUSSOLA!
    Da quel che leggo, la più parte non sa davvero che pesci prendere.Qualcuno la butta in ridere, qualcuno altro fa - a modo suo - gli scongiuri, perchè la tekno non cada in mani... maldestre.Ora, io vedo che il cosidetto progresso tecnologico avanza imperturbabile ed inarrestabile, spinto soprattutto dalla curiosità umana ("ma è proprio impossibile fare questa cosa?"), la quale in sè ha del positivo, certo, ma fondamentalmente non è etica; perchè l'etica è pragmatica, è costituita cioè da affermazioni che non chiedono di essere dimostrate, ma solo accolte, mentre la curiosità si fonda spesso nella messa in discussione di certezze precedentemente date per acquisite.E constato anche che, di pari passo, sembra scadere il livello del progresso sociale.E mi scervello per comprendere perchè la tecnologia "laicizza il credo", sfata le certezze e squote le fondamenta dei nostri bravi principi di comportamento.Sembra una sfrenata corsa all'oro, dove la sola regola è arrivare per primo, e poi riuscire a presidiare senza riposo e senza soste la propria conquista per difenderla dalla ingordigia altrui.Forse la reiterata esperienza che si possa riuscire a compiere quello che per secoli era stato dichiarato infattibile, ha minato la solidità di qualsiasi convinzione con il tarlo del dubbio che, forse, domani o doman l'altro, qualcuno scoprirà come si può fare anche quello che finora si è creduto impossibile: un'esperienza di questo genere provoca dei guasti irreparabili nel nostro sistema interno di certezze, perchè non c'è certezza più solida di quella che ci rassucura che alcune cose, almeno, NON possano accadere mai, in nessun caso, a nessuna condizione.Gli antichi Celti vivevano la loro vita nel continuo terrore che il cielo potesse crollargli sul capo. Ecco, la nostra certezza odierna in merito ci rassicura che questo NON ci potrà mai accadere, perchè:1- quello che credevamo essere il cielo, altro non è che una spessa nuvola di gas2- che gli astri che scorgiamo attraverso questa coltre trasparente sono troppo distanti da noi, 3- e che se mai saremmo noi a cadere su di loro, e non il contrario, perchè comunque la loro maggiore massa eserciterebbe su quella del nostro pianeta un'attrazione fatale4- e che gli oggetti volanti che vediamo trasvolare sul nostro capo da un orizzonte all'altro o sono grandi ammassi di vapore acqueo, o macchine, costruite dall'uomo o da altri esseri, ma comunque impotenti a farci crollare il cielo addosso.Ma... ma, se ci riflettiamo un attimo, con l'aiuto di Asimov o di Clarke, possiamo immaginare una fonte ancora sconosciuta di energia capace di destabilizzare questo quadro rassicurante: e, se ci deve proprio cadere addosso il cielo, oggi o domani, chissà, allora cosa contano più tutte le altre certezze "rassicuranti" sulle quali facevamo affidamento?A questo punto, cari amici, l'etica va a farsi benedire, salvo per quei coraggiosi che si rifugiano nei dogmi residui per esserne rassicurati e tirare avanti impavidi verso la fine.E così, avanti con le conquiste tecnologiche, ed indietro con le rassicuranti certezze nelle quali ci hanno educato e siamo cresciuti.Coloro che affermano di credere nel futuro sviluppo della tecnologia, forse non si rendono conto dell'ambiguità di credere in qualcosa che per sua natura demolisce tutti i "credo" che incontra, per sostituirli con tante belle formulette precise e fredde come l'acciaio.Certo, la tecnologia avanzerà, e nessuno riuscirà a fermarla.Ma non lo credo, io.Io lo temo.
    • Anonimo scrive:
      Re: NON PERDIAMO LA BUSSOLA!
      - Scritto da: alfridus@multimediaclub.org
      A questo punto, cari amici, l'etica va a
      farsi benedire, salvo per quei coraggiosi
      che si rifugiano nei dogmi residui per
      esserne rassicurati e tirare avanti impavidi
      verso la fine.Qualcuno scrisse: "E' inutile che vi agitate tanto, tanto non ne uscirete vivi". Ricordo questa frase per dire che, secondo me, c'è un grosso errore nel credere che la tecnologia possa intaccare l'etica (o la possa "rafforzare"). Non c'è bisogno di essere "coraggiosi" e neppure di "rifuggiargi nei dogmi residui". Semplicemente, per qualunque essere vivente, l'etica è indispensabile come l'ossigeno: niente ossigeno? Niente vita (escludendo batteri anaerobi). La mia visione dell'etica è ecologica e etologica (un ottimo spunto di riflessione mi pare il libro di Konrad Lorenz - L'anello di re Salomone - Oscar Mondadori) molto prima che spirituale (e escludo le religioni se significano "dogma"; io sono un libero pensatore, ma libero non significa libero di non avere un etica).
      Coloro che affermano di credere nel futuro
      sviluppo della tecnologia, come si possa tramutare la tecnologia in un "credo" è cosa che mi lascia esterefatto: tanto valeva continuare a credere che i fulmini ce li lanciava in testa Giove Tonante!
      forse non si
      rendono conto dell'ambiguità di credere in
      qualcosa che per sua natura demolisce tutti
      i "credo" che incontra, per sostituirli con
      tante belle formulette precise e fredde come
      l'acciaio.Non nella "ambiguità": ma nella assurdità LOGICA.
      Certo, la tecnologia avanzerà, e nessuno
      riuscirà a fermarla.
      Ma non lo credo, io.
      Io lo temo.Mi pare che si riproponga una antica domanda: "E' l'Uomo fatto per il Sabato, o il Sabato fatto per l'Uomo?".Secondo me, nessun essere umano può esimersi dal rispondere, in cuor suo e nei comportamenti, a questa domanda. Essa ci accompagna con la stessa cadenza del nostro respiro.Cordiali salutiSamuel
  • Anonimo scrive:
    RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
    RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      resistAnce is futile ;)- Scritto da: RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
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      RESISTENCE IS FUTILE !!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Riflessioni sparse
    Sono sempre stato un grande appassionato di fantascienza: da ragazzo perché mi piaceva sognare a occhi aperti, da adulto perché ho capito e sono convinto che gli scrittori di fantascienza appartengano ad una categoria speciale: più che scrittori sono profeti, più che inventare trame, creano mondi.Tutti gli scrittori di fantascienza più noti (escluso forse il buon vecchio Asimov) danno per scontato che l?Umanità perderà il controllo della tecnologia da noi stessi inventata. Visto che ancora non siamo tutti morti queste previsioni potrebbero sembrare abbastanza paranoiche, ma io credo che il vero scopo di tutte queste previsione apocalittiche sia cercare di avvertirci dei pericoli a cui stiamo andando incontro. Per correggere la rotta e salvarci.?se una cosa è tecnicamente possibile, non è detto che debba essere anche buona?: questo dovrebbe essere il precetto morale N. 1 Se pensiamo che lo sviluppo di una determinata tecnologia possa rappresentare, in futuro, un pericolo per la nostra specie, allora dobbiamo bloccare quel tipo di studi. Ci dovrebbe essere un organismo etico a livello mondiale che garantisca tutto ciò.Ovviamente non c?è e forse non esisterà mai, visto che gli uomini politici non seguono né l?etica né la morale ma solo il proprio tornaconto. E non diamo sempre la colpa alle multinazionali: esse fanno quello che fanno perché i governi di tutto il mondo glielo permettono! La colpa è di tutti, a cominciare da noi stessi, che votiamo un partito o un uomo politico perché magari ha promesso che, se verrà eletto, farà qualcosa per noi. E una volta eletti, i politici fanno quello che vogliono. Ma siamo noi che glielo abbiamo permesso?Voltaire 2001
    • Anonimo scrive:
      Re: Riflessioni sparse
      non condivido una riga di quello che hai scritto... non serve vietare una teconologia se questa e' dannosa... e nemmeno bisogna... da tecnologie dannose abbiamo imparato a difenderci.. da altre abbiamo sviluppato tecnologie utili.. altre ancora ci sono servite come esperienza...il vero problema e' che lo sviluppo di nuove tecnolgie, come internet qualche anno fa', sconvolge e rischia di rompere i rapporti sociali precostituiti... ora dal lato pratico questo non e' mai accaduto:qualsiasi nuova tecnologia comporta sforzi e investimenti ingenti, che possono essere operati solo da grossi "poteri"...non solo.. se per caso questa tecnologia e' a portata di tutti(o sfugge al controllo di chi l'ha creata), il potere prima la colonizza e poi la adatta ai suoi usi e alle sue esigenze (vedi internet, vedi le recinzioni in inghilterra nel '600 etc......)dal punto di vista morale o etico o altro invece questa potenziale rottura dei rapporti precostituiti ci spaventa tanto da sentirci quasi in pericolo...ma ancora una volta il lato pratico prende il sopravvento: i soliti grossi poteri guidano e incanalano questa paura non tanto per bloccare una tecnologia a loro avversa, quanto per riuscire a prenderne il controllo e sfruttarla a loro piacere....partire da un discorso abbastanza complesso, come quello che affrontava l'articolo, trarne conclusioni che portano ad assolvere le multinazionali e colpevolizzare i politici (alcuni politici sono morti proprio per mano delle tue care multinazionali) e sfociano in una morale spicciola non e', se permetti, degno di qualcuno che si firma voltaire 2001...
      • Anonimo scrive:
        Re: Riflessioni sparse
        Classica dialettica all'albertotomba...consumare la tastiera per non dire nulla.tranne che "politici sono morti per colpa delle multinazionali"mi metto le mani nei capelli!!!!aspetto da una "multinazionale" un nuovo tipo di sigaretta il cui fumo nuoccia solo ai politici!e nuoccia cosi' tanto che un semplice tiro faccia effetto a chilometri di distanza (inizierei a fumare subito) Tutte le cose nuove fanno un po' meno male di quelle che vanno a sostituire, eccezion fatta per Windows.nah!
      • Anonimo scrive:
        Re: Riflessioni sparse
        Forse non mi sono spiegato bene. Quando ho detto "non bisogna dare sempre la colpa alle multinazionali" non volevo certo difenderle, ma fare un discorso un pò più profondo. E arrivare alla conclusione che cambiare il mondo è molto ma molto più complesso di come pensano certe persone.Comunque anche io condivido poco di quello che hai scritto. Per esempio: "da tecnologie dannose abbiamo imparato a difenderci". E tutte le persone che sono morte nel frattempo? Pazienza? La prossima vittima delle nuove tecnologie potresti essere tu, caro ciupiciups...- Scritto da: ciupiciups
        non condivido una riga di quello che hai
        scritto...
        non serve vietare una teconologia se questa
        e' dannosa... e nemmeno bisogna... da
        tecnologie dannose abbiamo imparato a
        difenderci.. da altre abbiamo sviluppato
        tecnologie utili.. altre ancora ci sono
        servite come esperienza...

        il vero problema e' che lo sviluppo di nuove
        tecnolgie, come internet qualche anno fa',
        sconvolge e rischia di rompere i rapporti
        sociali precostituiti...
        ora dal lato pratico questo non e' mai
        accaduto:
        qualsiasi nuova tecnologia comporta sforzi e
        investimenti ingenti, che possono essere
        operati solo da grossi "poteri"...
        non solo.. se per caso questa tecnologia e'
        a portata di tutti(o sfugge al controllo di
        chi l'ha creata), il potere prima la
        colonizza e poi la adatta ai suoi usi e alle
        sue esigenze (vedi internet, vedi le
        recinzioni in inghilterra nel '600
        etc......)

        dal punto di vista morale o etico o altro
        invece questa potenziale rottura dei
        rapporti precostituiti ci spaventa tanto da
        sentirci quasi in pericolo...

        ma ancora una volta il lato pratico prende
        il sopravvento: i soliti grossi poteri
        guidano e incanalano questa paura non tanto
        per bloccare una tecnologia a loro avversa,
        quanto per riuscire a prenderne il controllo
        e sfruttarla a loro piacere....

        partire da un discorso abbastanza complesso,
        come quello che affrontava l'articolo,
        trarne conclusioni che portano ad assolvere
        le multinazionali e colpevolizzare i
        politici (alcuni politici sono morti proprio
        per mano delle tue care multinazionali) e
        sfociano in una morale spicciola non e', se
        permetti, degno di qualcuno che si firma
        voltaire 2001...


  • Anonimo scrive:
    ciliegina...
    Da una pubblicita' Apple del 1995:"IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI ASPETTATO""IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI 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    • Anonimo scrive:
      Re: ciliegina...
      - Scritto da: Larry
      Da una pubblicita' Apple del 1995:

      "IL FUTURO NON E' MAI COME TE LO SARESTI
      ASPETTATO" Sì, vabbé... :-)Beccati questa, allora, dal booklet di un disco di Jeff Mills del 1992:"This release is dedicated to those who realize that it is never safe to look into future with eyes of fear. IT is what we make it out to be! FUTURE=REALITY"
      • Anonimo scrive:
        Re: ciliegina...
        Pubblicità Apple nel 2010: -------------------------Ops! Fallita!
        • Anonimo scrive:
          Re: ciliegina...

          Pubblicità Apple nel 2010:
          -------------------------

          Ops! Fallita!appunto!il futuro non era come se lo aspettavano... :)
          • Anonimo scrive:
            Re: ciliegina...
            siete due di quelli che lo vanno dicendo da vent'anni?vi auguro di arrivarci al 2010....per vedere la Microsoft venduta al governo Indiano per 100 dollari e Bill Gates disintossicarsi da tutti gli hamburger di Mc Donalds che ha mangiato nella sua vita...
        • Anonimo scrive:
          Re: ciliegina...

          Ops! Fallita!
          beh staremo a vederecmq il mio bel powerbook attuale puo' durare fino (e oltre) il 2010....
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