Random036/ Editoria, una partita persa

Chi ha scritto la Legge in questione non ha che una pallida idea di come e quanto la comunicazione elettronica abbia profondamente modificato i tradizionali meccanismi di produzione e diffusione dell'informazione


Roma – I lettori di “Punto Informatico” probabilmente conoscono tutto della Legge 7 marzo 2001, n. 62, “Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416”, avranno letto molti commenti a proposito e si saranno già fatti una propria opinione in merito.

Mentre gli effetti del provvedimento sui siti che diffondono abitualmente informazioni in Rete sono abbastanza ovvi, restano ancora incerti alcuni dei suoi ambiti di applicazione. Qui proviamo ad occuparci di un aspetto che forse non è stato ancora discusso abbastanza ma che crediamo sia meritevole di attenzione.

Le Newsletter esistono da tempo immemorabile, sono delle vere e proprie “pubblicazioni” a periodicità più o meno fissa che vengono spedite agli indirizzi e-mail di centinaia di migliaia di utenti. A prima vista, una Newsletter sembrerebbe del tutto assimilabile ad una qualsiasi pubblicazione cartacea che viene spedita in abbonamento postale e quindi dovrebbe ricadere in pieno all’interno della norma riguardante l’obbligo di avere un direttore responsabile iscritto all’Albo. Se però ne analizziamo meglio le caratteristiche ci accorgiamo che, accanto alle somiglianze con una pubblicazione cartacea, esistono anche molte differenze, e non da poco.

Per prima cosa le riviste tradizionali vengono diffuse soprattutto in edicola, sono quindi – nel senso pieno del termine – “pubbliche” in quanto l’editore non ha alcun modo di conoscere i destinatari del suo prodotto. Un caso particolare tra le pubblicazioni a stampa riguarda però quelle diffuse all’interno di una cerchia, più o meno ampia, di persone: un club, un sindacato, un partito, un gruppo di amici. In questi casi, di solito, non si dovrebbero applicare le norme sulla stampa in quanto sarebbe come se uno di noi decidesse di spedire, anche periodicamente, ai suoi conoscenti i resoconti dei suoi viaggi o le sue riflessioni sulla politica internazionale e fosse costretto per farlo ad assumere un giornalista come direttore responsabile.

L’editore di una Newsletter ha infatti modo di sapere a quanti e quali indirizzi e-mail verrà spedita e quindi, in un certo senso, “conosce” i destinatari del file spedito, proprio come chi cura la preparazione e l’invio di un bollettino dedicato ad un gruppo di persone con i suoi stessi interessi, per esempio i fan di un gruppo musicale o gli appassionati di un determinato gioco o sport.

D’altra parte, mentre “pubblicare” su pagine web la stessa Newsletter la pone in una condizione molto simile, a parte l’aspetto economico, a quella di qualsiasi rivista esposta in edicola, la gestione – attraverso un listserver o addirittura manuale – di un elenco di indirizzi assimila del tutto la pubblicazione elettronica ad un qualsiasi bollettino fotocopiato e diffuso solo in un determinato ambito, se non addirittura ad un messaggio di posta personale.

Un secondo aspetto della nuova normativa riguarda invece le semplici pagine web, vale a dire quelle che vengono prodotte senza aver in mente un loro aggiornamento periodico, quelle legate a qualche evento particolare o quelle che su Internet nascono e muoiono con estrema velocità.

In questo caso il paragone è con i classici vecchi volantini, usati da tempo per gli scopi più diversi, da quelli pubblicitari a quelli politici. Qui l’equivalenza è totale: chiunque scriva e “pubblichi” su web anche una sola pagina in tutta la sua vita dovrebbe sottostare a tutte le incombenze previste dalla legge sulla stampa per chi distribuisce un volantino in strada.

E questo anche se la pagina non contiene notizie ma il proprio oroscopo settimanale o la ricetta degli spaghetti alle vongole, in quanto chiunque provi a diffondere in pubblico un volantino dagli stessi contenuti è tenuto ad apporvi data e luogo di stampa, nome dello stampatore ed inviare cinque copie dello stesso alle Autorità competenti.

Come è evidente, anche in questo caso, chi ha scritto la Legge in questione non ha che una pallida idea di come e quanto la comunicazione elettronica abbia profondamente modificato i tradizionali meccanismi di produzione e diffusione dell’informazione.

Infatti, lo stesso contenuto del volantino di carta o della pagina web, se trasformato in un file ascii e spedito ad una lista di indirizzi presi dalla propria rubrica, difficilmente sarebbe perseguibile come “pubblicazione clandestina”, a meno di non voler sfidare, oltre qualsiasi limite, il ridicolo.

Dall’osservazione di questi due casi, particolari ma non troppo se pensiamo alle centinaia di migliaia di pagine web “amatoriali”, viene il sospetto che più che la diffusione di informazione per via elettronica, difficile se non impossibile da controllare, si sia voluto colpire il “mezzo” web in quanto ritenuto, a torto o a ragione, l’unico a disposizione di tutte quelle più o meno piccole realtà, non legate ai grossi gruppi economici, che producono e diffondono informazione in Rete.

Certamente sarà più facile “regolamentare” le pagine web piuttosto che le Newsletter ma, da questo punto di vista, chi pensava di imbavagliare la comunicazione orizzontale ha perso la partita ancora prima di cominciarla.

Giuseppe

P.S. Le ultime dichiarazioni a proposito della “corretta” interpretazione della nuova legge, pubblicate quando questo articolo era già stato scritto, dimostrano, ancora una volta, la confusione delle idee dei politici e dei legislatori che hanno a che fare con argomenti riguardanti Internet.

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  • Anonimo scrive:
    Accostamento
    Ottimo accostamento tra filosofia olistica e Chiti-Giulietti.Condivido appieno l'articolo e anch'io mi sono stupto per la mancanza di quei link, attribuendo la cosa alla parua di sembrare complici Andate avanti cosi'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Accostamento
      - Scritto da: Manlio Minotti
      Ottimo accostamento tra filosofia olistica e
      Chiti-Giulietti.
      Condivido appieno l'articolo e anch'io mi
      sono stupto per la mancanza di quei link,
      attribuendo la cosa alla parua di sembrare
      complici
      Andate avanti cosi'.Concordo. Senza dimenticare, pero', che mentre stiamo qui a parlarne ci sono quelli che non ne parlano affatto. E parlo di giornali online!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Accostamento

        Concordo. Senza dimenticare, pero', che
        mentre stiamo qui a parlarne ci sono quelli
        che non ne parlano affatto. E parlo di
        giornali online!!Ma sei sordo? Di che cosa vuoi parlare? E' finitaaaaaaa!, non esiste censura, non esite obbligo di registrazione, non esiste la Cina, non esiste il comunismo stalinista in Italia. Devono fare delle vignette così almeno capirai anche tu?
  • Anonimo scrive:
    Maremma maiala!
    Maremma maiala, stavolta mi tocca difendere il Mantellini!Per quanto non apprezzi il suo stile un pò tronfio, al limite dell'arroganza, non posso far a meno di dire che stavolta ha ragione. Almeno quando sostiene che i siti di informazione ufficiale (quelli, per intendersi, che hanno tutto da guadagnare da questa legge sull'editoria che sembra scritta apposta proprio per loro) hanno ignorato oppure deriso la petizione di Punto Informatico.Una petizione legittima, anzi più che legittima, perchè tendeva a difendere la libera informazione su Internet. Fatta da un sito/giornale che da questo punto di vista ha fatto scuola, almeno in Italia (e forse anche all'estero).Forse il primo commento, quello così critico nei confronti di P.I., è stato scritto da un giornalista iscritto all'Ordine?
    • Anonimo scrive:
      Re: Maremma maiala!

      Forse il primo commento, quello così critico
      nei confronti di P.I., è stato scritto da un
      giornalista iscritto all'Ordine? No, e nemmeno da una persona che aveva la possibilità di appoggiare la campagna di PI e non lo ha fatto. E ho anche firmato la petizione.Ripeto: va "bene" fino a quando si diffondono notizie tendenziose e volutamente alterate (cina, cesura e cazzate varie). E' il lettore che giudica ed è il loro modo di lavorare. Ma è inaccettabile che pensi in un modo così rozzo (altro che "stile" di Matellini) di essere nel giusto tanto da dare patenti di buona informazione. PI rimane una buona e-zine di notizie di seconda mano ma non può ergersi a paladino di nessuna virtù.P.S. lascio naturalmente perdere le accuse di essersi fatto pubblicità con un evento del genere. Vista però la pubblicità che il buon giornaletto ha diffuso (a pagamento) su, per esempio, una www.mlist.it potrei ricredermi.Anzi, già l'ho fatto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Maremma maiala!

        Ripeto: va "bene" fino a quando si
        diffondono notizie tendenziose e volutamente
        alterate (cina, cesura e cazzate varie). Cazzate eh? E non saresti iscritto all'Ordine? Sei giornalista? O solo un, come si dice?... competitor?
        Ma è inaccettabile che pensi in un modo così
        rozzo (altro che "stile" di Matellini) di
        essere nel giusto tanto da dare patenti di
        buona informazione. Uhuhuh. Immagino che tu, invece, pensi di essere nello sbagliato.
        PI rimane una buona
        e-zine di notizie di seconda mano ma non può
        ergersi a paladino di nessuna virtù.Si parlava di cazzate. Anzi.. ca

        ate
        P.S. lascio naturalmente perdere le accuse
        di essersi fatto pubblicità con un evento
        del genere. Vista però la pubblicità che il
        buon giornaletto ha diffuso (a pagamento)
        su, per esempio, una www.mlist.it potrei
        ricredermi.
        Anzi, già l'ho fatto.OH! Non solo spari quelle cose di cui parli ma anche a vanvera? Dai, riprenditi, cosi' poi magari si discute sulle cose e non sull'invidia.
  • Anonimo scrive:
    Ahiahiai
    Caro Mantellini, qui esageri davvero.Un'idea della legge ce la siamo fatta tutti. La mia coincide più o meno con quella che è emersa in questi ultimi giorni: la legge è stata scritta in modo sbagliato da persone che delle dinamiche e degli assetti della rete (come dice Giuseppe nell'altro articolo) capiscono poco o niente. La censura, la Cina, il bavaglio, il bastone e la carota e tutto l'immaginario creato dai vostri articoli in questi giorni c'entrano poco. Anzi, niente.La campagna di PI, è vero, ha sbattuto in faccia a tutti il problema, ma non lo ha fatto a suon di parole, ma, per riprendere la tua metafora, a suon di pietre. Anche le interviste ai politici (pronti subito tutti a saltare sul carro dei giusti subito dopo aver voltato le spalle in Parlamento) mi sono sembrate inutili. Ma questo è il vostro modo di lavorare e vabbuò. C'è chi informa e chi infiamma, chi porta la discussione su un piano razionale per poterla dibattere e chi invece impone la propria (firma qua, linka là ecc.).Quello che però dà fastidio è il modo con cui presumete di essere "ontologicamente" nel giusto tanto da permettervi di condannare tutti coloro che il link alle vostre pagine non lo hanno messo. Ma credete veramente che la vostra sia l'unica opinione possibile? E che chi non la pensa come voi sia un "nemico"? E che costui faccia "cattiva informazione"? E che pensi solamente al "bonifico bancario"?Qui si sta dando davvero i numeri. La fine di questo articolo è semplicemente un delirio di onnipotenza di chi non ha il coraggio di guardarsi intorno e scoprire, ogni tanto, che c'è gente che (uuuuhhhh!!) la pensa in altro modo.P.S. Onore anche alle tue "chiacchiere da bar" che, come emerge da quello che scrivi, valgono come una dichiarazione parlamentare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ahiahiai
      Sono d'accordo con te, in tutto.- Scritto da: ©
      Caro Mantellini, qui esageri davvero.

      Un'idea della legge ce la siamo fatta tutti.
      La mia coincide più o meno con quella che è
      emersa in questi ultimi giorni: la legge è
      stata scritta in modo sbagliato da persone
      che delle dinamiche e degli assetti della
      rete (come dice Giuseppe nell'altro
      articolo) capiscono poco o niente. La
      censura, la Cina, il bavaglio, il bastone e
      la carota e tutto l'immaginario creato dai
      vostri articoli in questi giorni c'entrano
      poco. Anzi, niente.

      La campagna di PI, è vero, ha sbattuto in
      faccia a tutti il problema, ma non lo ha
      fatto a suon di parole, ma, per riprendere
      la tua metafora, a suon di pietre. Anche le
      interviste ai politici (pronti subito tutti
      a saltare sul carro dei giusti subito dopo
      aver voltato le spalle in Parlamento) mi
      sono sembrate inutili. Ma questo è il vostro
      modo di lavorare e vabbuò. C'è chi informa e
      chi infiamma, chi porta la discussione su un
      piano razionale per poterla dibattere e chi
      invece impone la propria (firma qua, linka
      là ecc.).

      Quello che però dà fastidio è il modo con
      cui presumete di essere "ontologicamente"
      nel giusto tanto da permettervi di
      condannare tutti coloro che il link alle
      vostre pagine non lo hanno messo. Ma credete
      veramente che la vostra sia l'unica opinione
      possibile? E che chi non la pensa come voi
      sia un "nemico"? E che costui faccia
      "cattiva informazione"? E che pensi
      solamente al "bonifico bancario"?

      Qui si sta dando davvero i numeri. La fine
      di questo articolo è semplicemente un
      delirio di onnipotenza di chi non ha il
      coraggio di guardarsi intorno e scoprire,
      ogni tanto, che c'è gente che (uuuuhhhh!!)
      la pensa in altro modo.

      P.S. Onore anche alle tue "chiacchiere da
      bar" che, come emerge da quello che scrivi,
      valgono come una dichiarazione parlamentare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ahiahiai
      - Scritto da: ©
      Caro Mantellini, qui esageri davvero.

      Un'idea della legge ce la siamo fatta tutti.
      La mia ...: la legge è stata scritta in modo
      sbagliato... La censura... c'entra...poco.
      Anzi, niente.
      La campagna di PI...ha sbattuto in
      faccia a tutti il problema, ma ...lo ha
      fatto ... a suon di pietre.
      ...C'è chi informa e chi infiamma....Io non ho firmato quella petizione, perche' non ho creduto alla volonta' censoria, ma credo che una legge che puo' essere usata per fare cose non condivisibili vada combattuta PROPRIO per come puo' essere usata.Un legislatore non puo' non preoccuparsi di questo!La parte politica che pare avra' il governo ha gia' detto e ripetuto, anche sui manifesti elettorali, che intende:- Fare scegliere al governo i libri di scuola- Far decidere al governo quali reati perseguireed ha anche indicato chiaramente con che metodi intende gestire l'informazione (vedi la satira).Come potremo opporci se decidera' di usare questa legge per fare la censura?A cosa serviranno le interpretazioni di Giulietti?POTRANNO ADDIRITTURA DIRE CHE LA LEGGE CHE APPLICANO L'ABBIAMO VOTATA NOI !!Allora combattiamo non solo perche' sia chiaro che la censura non la vogliamo, ma anche perche' i legislatori sappiano che quello che ci interessa di loro e' il loro prodotto e non le loro chiacchiere!E poi l'inferno e' lastricato di buone intenzioni..
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