Rapporto Calipari, un pdf rivela gli omissis

Nomi e cognomi, fatti ed eventi nascosti dagli americani nel Rapporto Calipari sono svelati su Internet. Ma i servizi italiani non se ne accorgono. Nel pallone l'intelligence dei due paesi. I dettagli


Roma – Un pdf sconvolge la vita dell’intelligence americana e di quella italiana: c’è voluto lo scoop di Macchianera.net per rivelare che nel bollente Rapporto Calipari diffuso dall’amministrazione americana gli omissis sono tanti ma possono tutti essere facilmente scoperti . Un pdf maldestro, dunque, che getta ombre sui servizi americani ma anche su quelli italiani, impegnati sulla questione tutt’altro che risolta di quanto accadde quando si provvide al recupero della giornalista italiana Giuliana Sgrena, una vicenda conclusasi con l’uccisione dell’agente italiano Nicola Calipari .

Oggi, infatti, è ufficialmente prevista la presentazione del rapporto degli investigatori italiani, un rapporto che però viene già descritto come “monco” in quanto gli omissis sui documenti statunitensi non avrebbero consentito un approfondito esame della questione, con molti dettagli tagliati fuori . Tra questi anche i nomi dei militari coinvolti nei drammatici eventi ed una serie di ulteriori elementi utili a ricostruire quanto successo. Come accennato, gli omissis sono in realtà del tutto virtuali.

Come inizialmente riportato da Gianluca Neri su Macchianera e successivamente ripreso altrove, da siti, blog e telegiornali, ci vuole davvero poco per levare le “pecette” nere che l’amministrazione USA ha voluto porre nel pdf di 43 pagine con cui ha diffuso le proprie indagini.
Una notizia che desta sensazione e che ieri in giornata ha iniziato a diffondersi anche sui media americani .

E’ un fatto destinato ad imbarazzare la Casa Bianca su una questione molto delicata per i rapporto Italia-USA ma che certo colpisce anche qui da noi, visto che all’imperizia americana si è aggiunto il fatto che gli investigatori italiani non si sono resi conto di quanto poco ci volesse per svelare gli omissis di quel pdf.

Come togliere le pecette? Lo spiega lo stesso Neri: “È sufficiente aprire il documento originale con la versione professionale di Acrobat (quella che permette non solo di leggere, ma anche di editare i documenti), selezionare tutto il testo e fare un copia e incolla su Word o un qualsiasi editor. Oppure, più facile ancora, aprire il file ?pdf? originale, cliccare su ?Salva come?? e scegliere un qualsiasi formato diverso dal ?pdf? (sempre Word, tanto per dirne uno). Et voilà, la pecetta nera sparisce: gli ?omissis? sono lì, nero su bianco, invece che nero su nero”.

Macchianera pubblica entrambe le versioni del pdf, con e senza pecette : in giallo vengono evidenziate le parole che il generale americano Vangjel, almeno in apparenza, aveva chiesto al proprio ufficio di nascondere.

Non c’è da dubitare che, alla luce di questa scoperta, il rapporto italiano verrà aggiornato. La Farnesina per ora ostenta un “no comment”. Ancora presto, invece, per capire quali conseguenze potrà avere negli Stati Uniti e quali sui rapporti tra i due paesi, sebbene dietro a quegli omissis qualcuno già legga un’ammissione di colpevolezza sul comportamento dei militari americani in occasione dell’uccisione di Calipari.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Il solito FUD

    Dagli interventi constato con fastidio che il
    vizio del FUD degli utenti microsoft è duro a
    morire.Premessa: a casa non uso Windows (neppure Linux e Mac OS X) perché vivo meglio così e questo è il mio primo messaggio.Un utente Microsoft però necessita di una coppia di strumenti (hardware e software) per soddisfare proprie esigenze; se ha scelto Windows avrà le sue ragioni.Magari ha più tempo da dedicare quotidianamente alla menutenzione della propria macchina.
    Ancora con questa storia dei programmatori senza
    lavoro? Ma dove vivete?Vivono in Italia! Tu invece?Purtroppo chi lavora in questo ampio comparto, da dipendente fatica a trovare un quadro di riferimento e si arrabatta tra un lavoro precario e il successivo, mentre chi esercita autonomamente fatica da una parte a trovare i clienti e dall'altra a raggiungere una dimensione imprenditoriale atta a soddisfare le esigenze di più committenti.
    Nel mondo reale (e non in quello delle vostre
    pippe mentali) il 99% dei programmatori non
    lavora in aziende che vendono...Questa è la prima del problema; nel mondo reale il 99% delle imprese vendono e queste sono quelle che impiegano il maggior numero di addetti.Nel rimanente 1% producono con pochi addetti che devono essere altamente specializzati; nessuno degli addetti di tali imprese può essere definito uno sviluppatore in senso generico.Esiste una maggiore specializzazione, ed esistono termini diversi per descrivere tali professionalità.Io non mi definirei mai in tal modo.
    E' facile verificare che per queste aziende
    lavorare su un database su licenza closed oppure
    open source non comporta grossi cambiamenti,Vero, mentre invece scelte radicali in merito al sistema operativo da utilizare comportano costi assai ben superiori per il committente.Io non riesco ad essere per uno degli schieramenti in campo; partiamo da Debian per esempio, una distribuzione Linux valida, come riconosciuto dai molti che su essa hanno costruito nuove soluzioni, come Knoppix o Ubuntu.Se chi ha scritto il codice fosse abile come chi ha localizzato l'installer ci troveremmo davanti ad un pessimo prodotto.Stranamente non è così come al tempo stesso non è neppure un caso di eccellenza.Non sono eccellenti neppure altre soluzioni, dunque ognuno trovi la più adatta alle proprie esigenze.Questo discorso applicato alle proprie quattro mura non può essere riproposto in un contesto aziendale, dove è il committente che decide.Finché si troveranno persone capaci di affermare il contrario, sarà difficile credere che si tratti di professionisti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il solito FUD
      Chiariamo la cosa: il mio post non voleva essere - in prima istanza - "contro" o "a favore".Ognuno usa il sistema che vuole.Quello che ho detto è che si deve finirla con lo spauracchio del "open source = programmatori che lavorano gratis" perché è una panzana. Che poi una migrazione comporti dei costi è ovvio e so anche benissimo quanto siano sfruttati i programmatori (o sviluppatori, per meglio dire) in Italia.Di certo una maggiore adozione dell'open source non sarebbe la venuta dell'armageddon, ma solo un cambio di piattaforma di sviluppo (con costi iniziali ovviamente) e con maggiori possibilità di crescita in futuro. Hai un idea del *fiume* di soldi che ogni anno scaturisce dai bilanci delle aziende europee per il costo delle licenze e prende pari pari la strada degli USA? (scrivo questo senza antiamericanismo).Ti è mai venuto in mente che forse le condizioni da peones con le quali vengono trattati molti programmatori derivano anche da questi costi?Open source non vuol dire "no commercio" come nei sogni bagnati di qualche aspirante no global, ma vuol dire maggiori possibilità di commercio per chi ha iniziativa e barriere d'ingresso più basse per chi vuole entrare nel business.Red Hat e Novell non sono associazioni marxiste, mi pare.L'OS non è una bacchetta magica o un olio santo come molti millantano, ma neanche una iattura da paventare.E' semplicemente una opzione.SalutiProspero
  • Anonimo scrive:
    altro che sistema comunista
    L'open source è solo un modo che hanno le aziende di risparmiare sui programmatori, altro che sistema comunista, questo è il peggiore dei sistemi contro gli operai perchè con un movimento filosofico e con la promessa di un posto di lavoro e di notorietà le aziende si mettono in tasca un programma finito senza pagare i programmatori facendolo fare agli hobbisti e pagandone uno solo per customizzarli. Visto che ci saranno in questo modo molti disoccupati tra i programmatori gli stipendi caleranno ancora di più. Gli unici che ci guadagnano sono le aziende che risparmieranno milioni di euro che erano destinati a pagare da vivere ai programmatori. Avete mai visto quella vignetta con un barbone che chiede soldi in cambio di html? Quanto è lontana dalle donazioni che chiedono i programmatori open source sui loro siti?
    • cla scrive:
      Re: altro che sistema comunista
      Hai completamente ragione, proporrei anche l'abolizione dei torni per fabbricare minuteria metallica e far fare le viti una ad una a tanti operai con una lima, altro che un milione di posti di lavoro!!!!!Saluti (tayloristi)Cla!
      • Anonimo scrive:
        Re: altro che sistema comunista
        con il tornio è semplicemente mercato che si sposta. Chi faceva le viti ora fa i torni, non diminuiscono i posti di lavoro, semplicemente si differenziano. Con l'open source invece è come se i torni comparissero dal nulla. I posti di lavoro che avrebbero creato i torni vanno semplicemente in fumo e la botta è molto più pesante. L'introduzione dei torni è l'equivalente del passaggio tra assembler a C, un solo programmatore può fare da solo il lavoro di 10 ma contemporaneamente si creano programmi più complessi che richiedono quei 10 ed i progetti diventano sempre più grandi.
        • awerellwv scrive:
          Re: altro che sistema comunista
          mentre con l'Open source puoi prendere un tornio a gratis e chiamare un meccanico che lo modifica per fare i bulloni e viti personalizzate per la tua esigenza produttiva, pagando solo la modifica e non ogni volta il tornio completo (pagato a caro prezzo)... come dirai tu, i torni si moltiplicano e la forza lavoro per farli andare su misura per ogni fabbrica aumenterano... anche questa e' una evoluzione del lavoro....
          • Anonimo scrive:
            Re: altro che sistema comunista
            ma che ti vuoi modificare, ma cosa vuoi cambiare. Quanto credi si possa customizzare una applicazione, quanto pensi che durerà. Poi a chi lo faranno fare? A te? Basterà un programmatore dove prima ne servivano di più. Chi ci guadagna sono solo le aziende tipo IBM, le altre a malapena potranno tirare a campare. Software abinato a prodotti hardware. Le grandi sempre più grandi, le piccole sempre più piccole.Non mi pare un ragionamento sbagliato. Prendi l'esempio del pane. Pane gratis, open source, si paga solo la spedizione. Un piccolo forno non potrà competere con un fornitore nazionale.
        • Anonimo scrive:
          Re: altro che sistema comunista
          - Scritto da: Anonimo
          con il tornio è semplicemente mercato che si
          sposta. Chi faceva le viti ora fa i torni, non
          diminuiscono i posti di lavoro, semplicemente si
          differenziano. Con l'open source invece è come se
          i torni comparissero dal nulla. I posti di lavoro
          che avrebbero creato i torni vanno semplicemente
          in fumo e la botta è molto più pesante.
          L'introduzione dei torni è l'equivalente del
          passaggio tra assembler a C, un solo
          programmatore può fare da solo il lavoro di 10 ma
          contemporaneamente si creano programmi più
          complessi che richiedono quei 10 ed i progetti
          diventano sempre più grandi.se è così che deve andare il mondo non ci puoi far nientevorrà dire che i programmatori invece di programmare un sistema operativo, e mille varianti della stessa cosa, studieranno nuove applicazioni e cercheranno di venderle, sennò cambieranno mestierepurtroppo è così che gira il mondo
  • Anonimo scrive:
    speriamo...
    Speriamo che gli informatici non facciano la fine dei musicisti che nel 99% dei casi suonano per puro hobby
    • cla scrive:
      Re: speriamo...
      e da quando un hobby si quota in borsa?salutiCla!
    • Anonimo scrive:
      Re: speriamo...
      - Scritto da: Anonimo
      Speriamo che gli informatici non facciano la fine
      dei musicisti che nel 99% dei casi suonano per
      puro hobbyE' vero. Io programmo per lavoro al lavoro e per le aziende che mi chiedono i loro gestionali.E per hobby a casa, ma in settori totalmente differenti...
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