RealNetworks usa l'open source contro MS

RealNetworks ha rilasciato la sua nuova piattaforma per lo streaming media sotto una licenza open source. L'obiettivo è quello di contrastare l'avanzata della tecnologia Windows Media di Microsoft


New York (USA) – Se fino a un anno fa RealNetworks poteva vantare una leadership quasi assoluta sul mercato della distribuzione di contenuti multimediali attraverso Internet, oggi il suo dominio è seriamente minacciato dalla veloce avanzata di Microsoft, un colosso che, grazie a Windows, gode di una posizione privilegiata per diffondere le proprie soluzioni tecnologiche: in questo caso il formato di streaming Windows Media.

La situazione ricorda un po ‘ quella che anni or sono vide Microsoft e Netscape combattere per il dominio del mercato dei browser Web: una storia la cui conclusione è ben nota a tutti.

Conscia del pericolo, RealNetworks ha deciso di dire addio alle posizioni conservatrici del passato e dare inizio ad un piano con cui poter rimettere spazio fra sé e avversari come Microsoft e Apple. Seguendo questa nuova strategia d’attacco l’azienda ha ieri annunciato una nuova piattaforma aperta, denominata Helix , per la distribuzione di contenuti digitali in grado di supportare, oltre a RealAudio/RealVideo e MPEG, anche i formati QuickTime e – a grande sorpresa – Windows Media. Sebbene l’azienda non abbia le licenze necessarie per offrire software basato sulla tecnologie di Microsoft, essa sostiene che è capace di supportare il formato Windows Media senza violare le proprietà intellettuali della rivale. Non resta che attendere i primi commenti di Microsoft in merito.

Helix rappresenta la nona generazione della piattaforma per lo streaming di RealNetworks e include le tecnologie e le interfacce applicative per la distribuzione e la creazione di contenuti multimediali in vari formati e attraverso un’ampia varietà di dispositivi.

La caratteristica saliente di Helix è quella di poggiare su un’ampia base di codice open source. Questo significa che RealNetworks pubblicherà progressivamente il codice sorgente dei componenti fondamentali che compongono la sua piattaforma sotto due distinte licenze : la RealNetworks Community Source License (RCSL) e la RealNetworks Public Source License (RPSL). Delle due, quest’ultima verrà presto sottoposta alla Open Source Initiative (OSI) per la certificazione come licenza open source.

Per evitare il destino toccato a Netscape, RealNetworks sembra paradossalmente seguirne l’esempio. Come si ricorderà, infatti, nel 1998 Netscape scelse la via dell’open source proprio con la speranza di potersi difendere da Microsoft e riaferrare un mercato che gli stava ormai rapidamente scivolando di mano: per sua sfortuna, però, l’open source non fu la panacea e non impedì il naufragio del mitico erede di Mosaic. Quella decisione consentì tuttavia la nascita del progetto Mozilla.org e con esso uno dei più completi e apprezzati browser free.


RealNetworks ovviamente non ha scelto l’open source per lasciare un testamento ai posteri ma per potersi garantire un mezzo attraverso cui catalizzare l’attenzione della comunità di sviluppatori favorendo, nell’ugual tempo, la divenuta della propria piattaforma di streaming in uno standard de facto.

Attraverso la propria licenza RPSL, RealNetworks rilascerà alla propria comunità di sviluppatori il codice dei tre componenti che costituiscono il cuore della sua piattaforma: Helix DNA client , Helix DNA server e Helix DNA encoder . Oltre a questo, RealNetworks si è impegnata a rilasciare sul canale open source altri progetti fondati su Helix e diversi brevetti da lei descritti come “essenziali” per fornire contenuti multimediali attraverso una rete.

“Chi aderirà alla licenza RPSL – ha spiegato RealNetworks – potrà sfruttare diversi brevetti liberi da royalty”, mentre chi sottoscriverà la licenza RealNetworks Community Source License (RCSL), strutturata in modo da vincolare lo sviluppo di prodotti che mantengano la compatibilità con l’interfaccia di Helix, “potrà accedere, dietro il pagamento di royalty, ad un più vasto portafoglio di brevetti”.

I primi prodotti ad appoggiarsi sulla piattaforma open source di RealNetworks sono Helix Universal Server, Helix Universal Gateway e Helix Producer: questi software, che conservano una licenza di tipo commerciale, forniscono alle aziende una soluzione per la distribuzione e la creazione di media digitali.

La possibilità che in futuro nascano alternative open source ai prodotti commerciali di RealNetworks è per ora pura speculazione: dipende in larga misura da quali brevetti l’azienda ha deciso di tenere “in cassaforte”. RealNetworks sostiene che attraverso i “milioni di linee di codice” messi a disposizione della comunità, gli sviluppatori potranno “costruire prodotti per i media digitali, come lo streaming on-demand e live e il playback locale e remoto, con la possibilità di aggiungere nuovi formati multimediali e tipi di dati”.

Come si può leggere sul sito dedicato alla comunità di sviluppatori di Helix, RealNetworks rilascerà dapprima, entro 90 giorni, i sorgenti dell’Helix DNA Client, e in seguito, entro il 31 dicembre del 2002, i codici dell’Helix DNA encoder e server.

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  • Anonimo scrive:
    Autoaffossamento?
    Ma cosi' facendo non rischiano di autoaffossarsi?Se non fanno sentire i loro pezzi chi li compra?Le radio sono un ottimo veicolo di promozione!
    • Anonimo scrive:
      Re: Autoaffossamento?
      - Scritto da: nilus
      Ma cosi' facendo non rischiano di
      autoaffossarsi?
      Se non fanno sentire i loro pezzi chi li
      compra?
      Le radio sono un ottimo veicolo di
      promozione!Ti diro' di piu', sono praticamente l'unico al di fuori delle tv musicali e delle pubblicita'... e sono anche il modo preferito per condizionare il mercato musicale: pagando (o facendo sconti sulle royalties, che e' poi uguale alla fine) per trasmettere continuamente i loro pezzi , le majors si assicurano che diventino dei "successi", con ovvie ricadute sulle vendite. Ecco perche' cercano in tutti i modi di avere sotto controllo la situazione: piccole emittenti che si sottraggano a questo sistema rischierebbero di trasmettere altri pezzi e magari di farli vendere al posto di quelli delle majors, sottraendosi ai gusti e alle tendenze da esse imposte.
    • Anonimo scrive:
      Re: Autoaffossamento?
      Vaglielo a dire tu a quei "CAPITALISTI PER ANTONOMASIA".
  • Anonimo scrive:
    Che c'e' di male? Inevitabile e prevedibile
    Tutti qui pronti a saltare addosso a chi ha l'unica colpa di voler vedere riconosciuto il proprio lavoro. Se KPIG non puo' pagare i materiali che usa.... BEH se ne vada!!!Se io vado in autostrada il pedaggio lo pago.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che c'e' di male? Inevitabile e prevedibile
      non capisci che così chi ci rimette sei solo tu?le radio finiranno in mano ai "soliti" e ci faranno ascoltare la "solita" musica...
  • Anonimo scrive:
    Ma...
    ...veramente NetRock e' saltata un bel po'...*Sigh!*
  • Anonimo scrive:
    AFFONDARE DEFINITIVAMENTE LE MAJORS
    Sono solo dei PARASSITI ruba soldi con l' autorizzazione di lobbies e di parlamenti complici alla Al Capone.
    • Anonimo scrive:
      Re: AFFONDARE DEFINITIVAMENTE LE MAJORS
      Ti ho già detto che è molto meglio se resti attaccato alle notizie Linux/Microsoft. Se esci dal semonato, ti copri di ridicolo.
      • Anonimo scrive:
        Re: AFFONDARE DEFINITIVAMENTE LE MAJORS
        Semonato = Seminato (per quanto anche semonato suoni assai bene, forse nasconde "scemonato").
    • Anonimo scrive:
      Re: AFFONDARE DEFINITIVAMENTE LE MAJORS
      - Scritto da: alien
      Sono solo dei PARASSITI ruba soldi con l'
      autorizzazione di lobbies e di parlamenti
      complici alla Al Capone.Mah! In questo caso mi sembra che siano parassiti le radio, visto che trasmettono lavoro altrui a sbafo!Per non parlare poi del fatto che non reiscano nemmeno a recuperare una somma ridicola, per un'impresa, come 3000 dollari al mese! Il vero problema di fondo mi pare che non sia tanto la presunta "ingordigia" delle major (che avranno tutti i sacrosanti diritti di decidere cosa può o non può fare la gente col PROPRIO materiale!), quanto l'assenza totale di un modello di business per reggere il sistema!
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