Realtà virtuale, vediamoci chiaro

Ecco cosa c'è da sapere dei visori VR che cambieranno il nostro modo di osservare il mondo, quello reale e quello generato dal PC. A partire dai videogiochi

D’un tratto, tutto cambia. Divano, televisore e piante in vaso spariscono e anziché stare in un salotto accogliente ci si ritrova in un mondo misterioso, pieno di creature mostruose. Alle spalle si sente un forte ruggito: girando il capo si scorge un gigantesco, minaccioso dinosauro. Si tratta solo di un brutto sogno? No, tutto questo sarà (probabilmente) il futuro del gaming.


Il divertimento del gioco di esplorazione spaziale No Man’s Sky può essere accentuato con i visori Sony PlayStation VR.

La Realtà Virtuale (VR: Virtual Reality ) consentirà ai videogiocatori di vivere nuove esperienze. Entrando in questa realtà ricreata, gioco e giocatore si fonderanno insieme, consentendo di sfruttare appieno l’enorme potenziale dei titoli odierni. Mai prima d’ora il mondo dei giochi si è rivelato così “effervescente”, esteso e dettagliato. Ad esempio, l’universo, realizzato appositamente per No Man’s Sky mostra, grazie alla potenza di calcolo, oltre 18 trilioni di pianeti completi di flora e fauna, mentre il gioco di corse Project Cars riproduce addirittura nei minimi dettagli l’interno delle vetture e le varie collisioni che si verificano. Alla luce di tutto ciò, quasi tutti i produttori leader del settore puntano sui propri occhiali VR che dovrebbero riprodurre questi mondi in modo perfetto.


Gli occhiali VR visualizzano, per ogni occhio, un’immagine in alta definizione che offre al giocatore l’illusione di uno spazio tridimensionale

Il primo tentativo degno di nota, per fare scoprire la realtà virtuale ai gamer, risale ormai a 20 anni fa. Nintendo nel 1995 lanciò sul mercato il Virtual Boy, ma per quell’epoca questa console era troppo avveniristica. Questo voluminoso dispositivo fu un vero flop, tra l’altro, anche a causa di una scadente qualità del display a LED monocromatico. Il settore dei giochi rimase scoraggiato e per lungo tempo considerò la realtà virtuale come una specie di bestia nera.


Nel 1995 Nintendo fallì a causa delle limitazioni tecniche per quell’epoca. Il Virtual Boy presentava comunque già forti somiglianze con gli attuali occhiali VR.

La situazione cambiò con la presentazione del primo prototipo di Oculus Rift , all’E3 del 2012. John Carmack , creatore di Doom, fece conoscere il nuovo dispositivo e la successiva promozione della piattaforma per progetti creativi, che fruttò quasi 2,5 milioni di dollari: un chiaro segno che i tempi per la nuova tecnologia erano ormai maturi. Tutto questo venne “fiutato” da Facebook , che nel 2014 acquisì Oculus VR per l’incredibile cifra di 400 milioni di dollari.

Nel frattempo si è messa in luce anche la concorrenza proponendo, in parte, soluzioni addirittura tecnicamente più evolute rispetto ad Oculus Rift. Davanti a tutti i concorrenti troviamo Microsoft con i suoi occhiali HoloLens , che amalgamano la realtà virtuale e quella “autentica”, conosciuta solitamente con il nome “Realtà Aumentata”. Questa tecnica dovrebbe trovare impiego non solo per i giochi, ma anche per applicazioni professionali: ad esempio per la progettazione e modellazione di prodotti industriali. Anche gli HTC Vive , proposti da Valve , sono in grado di offrire più di quanto consentano gli Oculus Rift, rendendo possibile al giocatore muoversi liberamente nella realtà virtuale, avvertendolo addirittura di eventuali ostacoli che potrebbero essere presenti nella stanza. Gli StarVR della Starbreeze Studios , invece, saranno dotati di display 5K.

Insomma, la sfida per la conquista del mercato VR è appena cominciata e non mancheranno di certo grandi colpi di scena. È doveroso, quindi, fare un breve ma intenso excursus riepilogativo sui visori VR che nei prossimi mesi cambieranno il nostro modo di giocare, guardare film e interagire sui social network. OCULUS RIFT
A detta del produttore, gli Oculus Rift sono ormai maturi per il mercato. Rispetto ai primi prototipi, il modello definitivo offre un look elegante. Due headset integrati provvedono a diffondere un suono avvolgente durante il gioco. Per i controller Touch dovrebbe essere possibile acquistare anche i dispositivi di comando, che si integrano perfettamente con gli occhiali, ma i Rift vengono comunque commercializzati con un normale gamepad Xbox One. Windows 10 supporta i driver per gli Oculus Rift, idonei anche per la nuova interfaccia grafica DirectX 12, ma il nuovo sistema operativo Microsoft non basta. Il PC deve infatti soddisfare determinati requisiti hardware . Il produttore ha rilasciato anche un tool che aiuta a capire se il computer posseduto rispecchia le caratteristiche richieste.

DATI TECNICI
Sistema: PC Display: OLED Risoluzione: 2.160 x 1.200 pixel Refresh: 90 Hertz Campo di visuale: 110 gradi Sensori: Giroscopio, Accelerometro, Campo magnetico Prezzo: $ 599,00 Data inizio vendite: agosto 2016


Gli Oculus Rift sono i precursori dei visori VR

SONY PLAYSTATION VR
Dopo aver annunciato l’uscita dei suoi occhiali VR nel 2014 (nome in codice “Project Morpheus”), Sony ha presentato quest’anno in occasione della GDC di San Francisco la versione finale del suo casco che, al posto del tradizionale schermo LCD, offre un display OLED da 5,7 pollici ricco di contrasto. Rispetto ai prototipi precedenti, la frequenza di refresh è stata raddoppiata e la latenza dimezzata: inoltre, nove LED gestiscono ora il tracking della posizione della testa del giocatore. In questo modo i PS VR sono in grado di offrire lo stesso livello tecnico degli occhiali Rift e Vive. Tra i numerosi giochi in lavorazione, 50 sono quelli previsti entro la fine del 2016. Inoltre, la modalità Cinema consentirà la visualizzazione di contenuti video a 360 gradi: funzionalità che sarà supportata anche dall’app Netflix. Per accedere all’esperienza completa di PlayStation VR Sony consiglia l’uso di PlayStation Move e PlayStation Camera, periferiche che non saranno incluse nella confezione del visore.

DATI TECNICI
Sistema: Playstation 4 Display: 5,7 pollici OLED Risoluzione: 1.920 x 1.080 pixel Refresh: 120 Hertz – 90 Hertz Campo di visuale: 100 gradi Sensori: Accelerometro a tre assi, Giroscopio a tre assi Prezzo: € 399,99 Data inizio vendite: ottobre 2016


Tralasciando le soluzioni economiche, che prevedono l’uso di uno smartphone (come Google Cardboard e Samsung Gear VR), il Sony PlayStation VR sarà il più economico nel settore dei visori VR

HTC VIVE
HTC, produttore specializzato in smartphone, in collaborazione con Valve (gestore della piattaforma ludica online Steam) ha sviluppato il visore Vive , che offre alcune peculiarità tecniche. La maschera in plastica, che racchiude occhiali e controller, integra ben 32 sensori ottici che registrano i movimenti della testa e del corpo del giocatore per offrire un tracking preciso a 360 gradi. Affinché il sistema funzioni il giocatore dovrà posizionare attorno a sé due centraline a laser, che gli consentiranno di muoversi liberamente su una superficie di circa 20 metri quadrati e anche all’interno del gioco. Se il gamer si avvicina ad un ostacolo, due fotocamere integrate negli occhiali lo avvertono, visualizzando una griglia a reticolo nella grafica del gioco.

DATI TECNICI
Sistema: PC (Steam) Display: AMOLED Risoluzione: 2.160 x 1.200 pixel Refresh: 90 Hertz Campo di visuale: 110 gradi Sensori: Giroscopio, Laser, Acceleratore Prezzo: € 899,00 Data inizio vendite: giugno 2016


Grazie alla funzione di avvertimento degli ostacoli, gli HTC Vive offrono una straordinaria libertà di movimento: tutti i visori VR dovrebbero implementarla

STAR VR
Gli sviluppatori della Starbreeze si sono fatti conoscere con il gioco d’azione Payday 2 . L’azienda svedese si sta ora cimentando anche con l’hardware, proponendo un visore prototipo per la realtà virtuale, con peculiarità tecniche davvero convincenti. Colpisce soprattutto l’incredibile risoluzione 5K, che rende possibile un campo di visione con un’ampiezza quasi quadruplicata rispetto ad altri modelli. Tutto questo dovrebbe fornire l’illusione di trovarsi in un mondo di gioco pressoché autentico e tendenzialmente quasi indistinguibile dalla realtà. All’ E3 i tester, per motivi di sicurezza, hanno dovuto usarli seduti su una sedia dotata di rotelle. L’elevata risoluzione penalizza però la frequenza di refresh e la latenza, che risultano essere entrambi comparativamente scarsi.

DATI TECNICI
Sistema: PC Display: 5,5 Pollici LCD Risoluzione: 2.560 x 1.440 pixel per occhio (5K di definizione panoramica) Refresh: 60 Hertz Campo di visuale: 210 x 130 gradi Sensori: Giroscopio, Accelerometro, Campo magnetico Prezzo: non ancora noto Data inizio vendite: non ancora noto


Con gli Star VR anziché un controller basta tenere in mano un semplice fucile giocattolo, con cui sparare all’avversario attraverso gli occhiali VR

AVEGANT GLYPH
Avegant punta a nuovi impieghi dei dispositivi multimediali, sia che vengano utilizzati per giochi, per la visione dei film o per la musica. I Glyph, quindi, potranno essere usati anche come cuffia tradizionale per ascoltare musica, come occhiali VR tramite l’archetto di cui sono dotati, o più semplicemente per memorizzare dati (prelevandoli da PC, console e smartphone). A differenza degli occhiali Oculus Rift e affini, i Glyph non “avvolgono” completamente gli occhi, ma lasciano spazio in alto e in basso affinché l’utente possa percepire ancora la realtà attorno a sé. Con i giochi di prova questo sistema non ha sorprendentemente arrecato alcun fastidio, ma ha invece procurato un senso di sicurezza.

Data di uscita: marzo 2016 Prezzo: 699,00 dollari


Gli Avegant Glyph sono molto versatili: possono essere usati sia come visori VR sia come cuffie audio

GOOGLE CARDBOARD
Google, con il visore Cardboard , dimostra in modo convincente che gli occhiali VR non sono affatto una magia legata a tecnologie complesse. L’utente ha la possibilità di costruire , con alcune semplici operazioni, un supporto costituito da una “scatola” di cartone pre-piegata, corredata di due lenti biconvesse, due magneti e una chiusura a strappo. Come schermo può essere utilizzato un qualsiasi smartphone,su cui sia stata installata un’apposita app . Per i giochi, però, questo economico dispositivo non si rivela molto funzionale, poiché le possibilità di gestione sono molto limitate.

Data di uscita: giugno 2014 Prezzo: a partire da 15 dollari


I Google Cardboard rappresentano il primo step per saggiare il mondo della realtà virtuale senza spendere un capitale

SAMSUNG GEAR VR
Chi non vorrà applicare il proprio elegante smartphone all’economico visore Cardboard di Google, potrà ricorrere alla pregevole soluzione di Samsung (Powered by Oculus) che funziona su Galaxy S7, S7 edge, Galaxy S6, S6 edge, S6 edge+ e Note 5. Sulla parte esterna del dispositivo (disponibile solo nella colorazione bianco giaccio) sono presenti un touchpad e tasti che, pur consentendo di gestire i giochi, si rivelano però piuttosto scomodi. Il dispositivo è dotato inoltre di vari sensori di movimento (accelerometro, giroscopio, sensore di prossimità).

Data di uscita: marzo 2016 Prezzo: € 129,99


Per chi vuole avvicinarsi al mondo della realtà virtuale, i Gear VR rappresentano una soluzione più raffinata rispetto ai Google Cardboard

IMMERSIS VR
Il proiettore Fisheye di cui è dotato consente di riprodurre a 180 gradi grandiosi universi di gioco nel proprio salotto. Il gamer non viene però isolato dal proprio ambiente, ma potrà muoversi all’interno della grafica del gioco, anche assieme ad altre persone.

Data di uscita: luglio 2016 Prezzo: € 2.250,00


Il sistema Immersis VR si basa su un mega-proiettore per restituire un’esperienza immersiva nella realtà virtuale

MICROSOFT HOLOLENS
Microsoft con gli HoloLens è già un passo avanti rispetto alla concorrenza. Questi avveniristici occhiali, che gli sviluppatori possono già acquistare per 3.000 dollari, si adattano perfettamente alla forma della testa, funzionano senza cavi e si differenziano per una peculiarità estremamente interessante rispetto ad altri modelli. Grazie alle lenti trasparenti sono in grado di racchiudere il mondo reale nel gioco virtuale, creando così una realtà aumentata. Tutta questa tecnologia trova posto nell’intelaiatura degli HoloLens, che saranno gestibili senza necessità di un computer aggiuntivo. Windows 10 e le app ad hoc funzionano direttamente con l’hardware degli occhiali.

Microsoft ha presentato la tecnologia HoloLens attraverso demo di giochi che hanno mostrato come sia possibile, ad esempio, muoversi liberamente nella navicella spaziale di Halo 5, seguire gli indicatori virtuali per raggiungere il ponte di comando e partecipare ad un briefing sull’operazione militare. Si ha l’impressione che edifici, mappe geografiche e avversari compaiano dal nulla, offrendo una nitidezza estrema e colori intensi.
Nella demo di Minecraft sono presenti anche elementi interattivi, che consentiranno al gamer di giocare magicamente l’intera sessione con comandi gestuali, sul tavolino del salotto, senza isolarsi completamente dal proprio ambiente reale e impedendo l’insorgere della cosiddetta VR Motion Sickness (nausea da movimenti in VR). Infatti fino ad oggi gli utenti degli occhiali VR tradizionali si sono lamentati per l’insorgere di un’improvvisa nausea, mentre si sta giocando.

I giochi non rappresentano l’obiettivo principale degli impieghi previsti. Secondo quanto dichiarato da Satya Nadella , CEO di Microsoft, la prima versione degli HoloLens è progettata soprattutto per scopi professionali. La struttura compatta e wireless rende possibile, ad esempio, la realizzazione di locali virtuali per la vendita di prodotti pesanti o impossibili da trasportare, come immobili o yacht. La progettazione di questi occhiali, grazie a un’interazione tramite gesti, potrebbe aprire il campo a libertà creative tutte da sfruttare.


Gli Hololens consentono di fondere insieme grafica del gioco e realtà

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  • Andrea Moratti scrive:
    java
    Tutti a dare le stesse valutazioni trite e ritrite su Java che sentivo 20 anni fa e che non erano vere allora tantomeno lo sono adesso:Java è lento perchè Java non è compilato quando invece ci sono tantissimi programmi di calcolo intensivo che sfruttanola virtual machine per ottimizzare l'esecuzione, Java è pericoloso quando la stragrande maggioranza delle falle riguardano le webapp, Java è pesante etc. etc.Intanto Java è il secondo linguaggio di programmazione più utilizzato dopo il C, classifica che ha scalato negli ultimi 20 anni lasciandosi dietro linguaggi e tecnologie che sembravano il futuro e che sono fallite prima di lui: Pascal, Fortran, Visual Basic.NET, VBA, Adobe Flash ed AIR, Delphi.La Virtual machine è talmente solida che sono nati linguaggi che compilano per la Java virtual machine come ad esempio Scala e Clojure.Ciononostante c'è e ci sarà sempre chi dirà che Java sta morendo/deve morire/morirà presto, forse per smentirli Java dovrebbe scalare il TIOBE index e conquistare la prima posizione, a quel punto vorrei sentire cosa direbbero...
  • Andrea Moratti scrive:
    java
    Tutti a dare le stesse valutazioni trite e ritrite su Java che sentivo 20 anni fa e che non erano vere allora tantomeno lo sono adesso:Java è lento perchè Java non è compilato quando invece ci sono tantissimi programmi di calcolo intensivo che sfruttanola virtual machine per ottimizzare l'esecuzione, Java è pericoloso quando la stragrande maggioranza delle falle riguardano le webapp, Java è pesante etc. etc.Intanto Java è il secondo linguaggio di programmazione più utilizzato dopo il C, classifica che ha scalato negli ultimi 20 anni lasciandosi dietro linguaggi e tecnologie che sembravano il futuro e che sono fallite prima di lui: Pascal, Fortran, Visual Basic.NET, VBA, Adobe Flash ed AIR, Delphi.La Virtual machine è talmente solida che sono nati linguaggi che compilano per la Java virtual machine come ad esempio Scala e Clojure.Ciononostante c'è e ci sarà sempre chi dirà che Java sta morendo/deve morire/morirà presto, forse per smentirli Java dovrebbe scalare il TIOBE index e conquistare la prima posizione, a quel punto vorrei sentire cosa direbbero...
  • panda rossa scrive:
    Ma che senso ha un client dedicato?
    E' ora di darci un taglio a questi client dedicati.C'e' sotto MySql. E va bene.Il client deve essere web based.Non e' piu' possibile vincolarsi ad un client dedicato, anche se open source.La fatturazione e il magazzino devono essere gestibili da pc, smartphone, tablet e qualunque altra diavoleria.Siamo nel 2016, su...
    • Quotator Maximus scrive:
      Re: Ma che senso ha un client dedicato?
      - Scritto da: panda rossa
      E' ora di darci un taglio a questi client
      dedicati.

      C'e' sotto MySql. E va bene.

      Il client deve essere web based.
      Non e' piu' possibile vincolarsi ad un client
      dedicato, anche se open
      source.

      La fatturazione e il magazzino devono essere
      gestibili da pc, smartphone, tablet e qualunque
      altra
      diavoleria.
      Siamo nel 2016, su...Quoto e straquoto.
      • sentinel scrive:
        Re: Ma che senso ha un client dedicato?
        - Scritto da: Quotator Maximus
        - Scritto da: panda rossa

        E' ora di darci un taglio a questi client

        dedicati.



        C'e' sotto MySql. E va bene.



        Il client deve essere web based.

        Non e' piu' possibile vincolarsi ad un client

        dedicato, anche se open

        source.



        La fatturazione e il magazzino devono essere

        gestibili da pc, smartphone, tablet e
        qualunque

        altra

        diavoleria.

        Siamo nel 2016, su...

        Quoto e straquoto.Ok sono d'accordo anch'io, però ci sono clientiche assolutamente chiedono un programma desktopda installare, e non vogliono per i loro piùdiversi scopi una soluzione web.
        • panda rossa scrive:
          Re: Ma che senso ha un client dedicato?
          - Scritto da: sentinel
          - Scritto da: Quotator Maximus

          - Scritto da: panda rossa


          E' ora di darci un taglio a questi
          client


          dedicati.





          C'e' sotto MySql. E va bene.





          Il client deve essere web based.


          Non e' piu' possibile vincolarsi ad un
          client


          dedicato, anche se open


          source.





          La fatturazione e il magazzino devono
          essere


          gestibili da pc, smartphone, tablet e

          qualunque


          altra


          diavoleria.


          Siamo nel 2016, su...



          Quoto e straquoto.

          Ok sono d'accordo anch'io, però ci sono clienti
          che assolutamente chiedono un programma desktop
          da installare, e non vogliono per i loro più
          diversi scopi una soluzione web.Il cliente non sa quello che vuole, e se lo sa e' sbagliato.Gli si spiega al cliente che lui vuole una applicazione web based fruibile via browser.Un programma desktop e' preistoria.
  • Jules-Fall scrive:
    Lo uso da anni e ne sono soddisfato
    lo consiglio.io da anni che uso la versione Professional e ne sono contento . l assistenza è ottima per qualsiasi cosa rispondo in poco tempo.Manca solo la possibilità di poter accederci online da fuori sede.
  • Andrea scrive:
    ma che dici?!
    Programmo da 30 anni e permettimi di dirti che un programma non si giudica solo dal linguaggio utilizzato. Soprattutto quando non si sa che Java è ancora un linguaggio ultramoderno infatti con java vengono scritte le app su Android.
    • sentinel scrive:
      Re: ma che dici?!
      - Scritto da: Andrea
      Programmo da 30 anni e permettimi di dirti che un
      programma non si giudica solo dal linguaggio
      utilizzato. Soprattutto quando non si sa che Java
      è ancora un linguaggio ultramoderno infatti con
      java vengono scritte le app su
      Android.Sì quello è un altro che non sa programmare in Javae quindi lo denigra :-DDovrebbe invece correre ad impararlo...
    • Biker scrive:
      Re: ma che dici?!
      Java è fortunatamente un linguaggio morente e quindi è inutile imparalo adesso. L'altro dice bene che la PA usa Java. I software della PA li usi due volte l'anno. Installi Java, usi il programma e disinstalli Java. Per il software perditempo come quello della PA non è poi una scelta troppo sbagliata il Java.Già il fatto che le App siano in Java è uno svantaggio enorme, infatti sono lentissime ad aprirsi e consumano un botto di risorse se le confronti con un programma in C++ (o anche in C.)Il Java è vetusto e per una finestrella che si apre ti servono 100MB di librerie extra caricate in memoria. L'intero concetto di Java non ha funzionato. Invece il Python, Ruby, PHP, e altri linguaggi, nei loro rispettivi campi, hanno avuto molto più sucXXXXX. L'unico linguaggio paragonabile al Java sono quelli per la piattaforma .NET di MS, che è più performante di Java e molto meglio strutturata. Pero' ha lo svantaggio di non essere portabile (anche se i winari tirano sempre fuori "mono" che pero' fa schifo, tale e quale a ogni jvm).
      • sentinel scrive:
        Re: ma che dici?!
        - Scritto da: Biker
        Java è fortunatamente un linguaggio morente e
        quindi è inutile imparalo adesso.Ahahahahahahh che ridere! In tutte le universitàdel mondo Java è usato per far imparare davvero l'OOPai ragazzi, studia!
        L'altro dice bene che la PA usa Java. I software
        della PA li usi due volte l'anno. Installi Java,
        usi il programma e disinstalli Java. Per il
        software perditempo come quello della PA non è
        poi una scelta troppo sbagliata il
        Java.
        Già il fatto che le App siano in Java è uno
        svantaggio enorme, infatti sono lentissime ad
        aprirsi e consumano un botto di risorse se le
        confronti con un programma in C++ (o anche in
        C.)Ovvio stai confrontando programmi compilati su unapiattaforma specifica (C++), con programmi prima compilatie poi interpretati e che possono essere eseguiti su qualsiasipiattaforma del mondo (Java).
        Il Java è vetusto e per una finestrella che si
        apre ti servono 100MB di librerie extra caricate
        in memoria.
        L'intero concetto di Java non ha funzionato.Ahahahahahah questa è proprio una sparata grossa!Chissà perché la microsoft ha preso spunto da una tonnellatadi caratteristiche di Java per creare la sua versione e lanciaresul mercato .niet Studia bene il mercato informatico e le sue evoluzioni ;-)
        Invece il Python, Ruby, PHP, e altri
        linguaggi, nei loro rispettivi campi, hanno avuto
        molto più sucXXXXX.Ma forse in qualche ambito ristretto, in ambito enterprisei linguaggi che citi tu sono quasi inesistenti, perché dominadappertutto Java.
        L'unico linguaggio
        paragonabile al Java sono quelli per la
        piattaforma .NET di MS, che è più performante di
        Java e molto meglio strutturata. Pero' ha lo
        svantaggio di non essere portabile (anche se i
        winari tirano sempre fuori "mono" che pero' fa
        schifo, tale e quale a ogni jvm).Ah beh, almeno hai ammesso che mono fa schifo... ;-DE che i programmi .niet NON sono portabili, mentre iprogrammi Java lo sono. Questo ti dovrebbe far riflettereanche sulla chiusura (voluta) di una piattaforma rispetto all'altra...
  • Assenza di colore scrive:
    Fatture della strega
    fatture? quelle della strega? tutto in nero ed in contantigli sparagestionali possono cambiare lavoro in Italiaalla prossima
  • NN & CC scrive:
    roba in java?
    Ma esiste ancora roba scritta in Java? Proporre programmi in Java nel 2016 è come suggerire di provare Windows 95 : Che poi si capisce perché la maggior parte delle applicazioni dello Stato sono in Java, il software della PA è sempre stato di qualità terribile (rotfl)
    • sentinel scrive:
      Re: roba in java?
      - Scritto da: NN & CC
      Ma esiste ancora roba scritta in Java? Proporre
      programmi in Java nel 2016 è come suggerire di
      provare Windows 95 : Che poi si capisce perché
      la maggior parte delle applicazioni dello Stato
      sono in Java, il software della PA è sempre stato
      di qualità terribile
      (rotfl)Un altro che non sa programmare in Java! :-DJava è uno dei più potenti linguaggi per l'OOPesistenti al mondo, usato per e su tantissime piattaforme.Vai a studiare!
      • Biker scrive:
        Re: roba in java?
        Ma ha ragione a dire che Java è una schifezza. Sia il linguaggio che le piattaforme. Che automaticamente tutti i software sviluppati con essi, e lo dico comprese anche le jps che hanno performance terribili pure se le confronti con una ISAPI di IIS di microsoft.Meglio programmare in C++ con i wxWidget o con le Qt.Nemmeno io ho Java installato sulle mie macchine. Preferisco il software nativo, è più performante, immediato nelle risposte e consuma molta meno CPU e sopratutto meno memoria. Programmare in C++ è più semplice di quanto si pensi, ma chiaramente lo sparagestionali VB o Java si deve mettere a studiare un po' per usarlo. Comunque ne vale la pena. Invece non ne vale la pena di imparare Java se si conosce già il C++. Magari in questo caso si puo' pensare di imparare il Python come linguaggio non-nativo.
        • sentinel scrive:
          Re: roba in java?
          - Scritto da: Biker
          Ma ha ragione a dire che Java è una schifezza.Ed io ho ragione a dire che anche tu non sai programmare in Java,ed è la verità dato che tu stesso lo stai ammettendo.
          Sia il linguaggio che le piattaforme. Che
          automaticamente tutti i software sviluppati con
          essi, e lo dico comprese anche le jps che hanno
          performance terribili pure se le confronti con
          una ISAPI di IIS di
          microsoft.Chissà perché però che il server web più diffuso al mondoè Apache e non certo IIS...
          Meglio programmare in C++ con i wxWidget o con le
          Qt.
          Nemmeno io ho Java installato sulle mie macchine.
          Preferisco il software nativo, è più performante,
          immediato nelle risposte e consuma molta meno CPU
          e sopratutto meno memoria.Ovvio stai confrontando programmi compilati su unapiattaforma specifica (C++), con programmi prima compilatie poi interpretati e che possono essere eseguiti su qualsiasipiattaforma del mondo (Java).
          Programmare in C++ è
          più semplice di quanto si pensi, ma chiaramente
          lo sparagestionali VB o Java si deve mettere a
          studiare un po' per usarlo. Comunque ne vale la
          pena. Invece non ne vale la pena di imparare Java
          se si conosce già il C++.See, tu non sa i danni che può fare un programma C++se chi sta dietro non è un super esperto, bastascrivere in una locazione di memoria sbagliata chemandi in crash anche tutto il S.O.Java invece ha un meccanismo di protezione che impediscealla radice che ciò possa avvenire. Questo unito adaltre utili caratteristiche (tipo la mancanza dellapericolosa e travagliata eredità multipla, presenteinvece in C++) lo rende adattissimo anche al principiante.Non per niente tutte le università hanno adottato Javacome linguaggio principale per insegnare ai ragazzila OOP nel modo migliore.
          Magari in questo caso
          si puo' pensare di imparare il Python come
          linguaggio non-nativo.Lascia stare il Python che è il linguaggio più sopravvalutatodegli ultimi anni...
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