Red Hat Linux 8.0 frulla Gnome con KDE

Fra le novità più importanti della nuova distribuzione di Red Hat c'è una nuova interfaccia grafica che unifica il look and feel di Gnome e KDE fondendoli insieme. Piacerà lo zabaione di Red Hat?
Fra le novità più importanti della nuova distribuzione di Red Hat c'è una nuova interfaccia grafica che unifica il look and feel di Gnome e KDE fondendoli insieme. Piacerà lo zabaione di Red Hat?


Releigh (USA) – Con il rilascio della sua nuova versione di Red Hat Linux , la società dal cappello rosso tenta di far leva sulla sua posizione di leadership per mettere l’ultima parola sul look and feel di un sistema operativo che, ormai da diversi anni, è rappresentato sostanzialmente dai due ambienti desktop KDE e Gnome.

Red Hat, che in passato è stata fra i pochi distributori di Linux ad aver scelto Gnome come interfaccia standard per i suoi sistemi operativi, sembra ora decisa ad appianare le differenze fra i due desktop environment e mettere d’accordo una volta per tutte i fan di entrambi i software.

La “ricetta” di Red Hat si chiama Bluecurve, un’interfaccia grafica utente (GUI) che combina diversi elementi di Gnome e KDE amalgamandoli in un nuovo look unificato per entrambi gli ambienti desktop. Questo significa che indipendentemente dal fatto che l’utente scelga di lavorare con Gnome o KDE, la nuova Red Hat 9.0 proporrà – se non altrimenti specificato – lo stesso look and feel (colori, icone, controlli, menù, toolbar, file manager) di Bluecurve.

“Non stiamo tentando di creare una terza interfaccia utente”, ha commentato Erik Troan, direttore del product marketing di Red Hat. “Semplicemente non vogliamo scontentare né gli utenti di Gnome né quelli di KDE: per far questo, abbiamo scelto di combinare le due interfacce e far contenti tutti”.

Meno contento sembra però essere Bernhard Rosenkraenzer, uno sviluppatore del KDE che ha lasciato recentemente il suo posto in Red Hat proprio in seguito alle politiche dell’azienda riguardanti KDE. Rosenkraenzer sostiene che la scelta di unificare le due interfacce grafiche non deve assolutamente compromettere l’integrità funzionale delle stesse.

“Non voglio lavorare con un KDE mutilato”, ha commentato Rosenkraenzer.

Red Hat si difende sostenendo che i cambiamenti apportati sono in larga parte di carattere estetico e che il software originale non è stato rimosso: in soldoni, gli utenti che scelgono KDE avranno ancora a disposizione tutti gli strumenti e le applicazioni che accompagnano una classica distribuzione di KDE.

L’azienda dal cappello rosso sostiene che oggi è di fondamentale importanza, per Linux, poter contare su di un look and feel omogeneo, come quelli che caratterizzano Windows e Mac OS: questo potrebbe facilitare la sua penetrazione sul mercato desktop, specie in quello aziendale.

La parola passa ora agli utenti, coloro che potranno realmente determinare il successo o il fiasco di Bluecurve.

Come tradizione, oltre alla versione “ISO” scaricabile dal sito, Red Hat 8.0 può essere acquistata su CD o DVD in edizione Personal, dal costo di 39,95$, o in versione Professional, dal costo di 149,95 dollari.

Entrambe le edizioni sono basate sul kernel 2.4.18 ed integrano una lunga sfilza di pacchetti aggiornati, fra cui Apache 2.0, Ximian Evolution 1.0.8, Gnome 2.0, KDE 3.0.3, Mozilla 1.0.1, XFree86 4.2.0 CUPS 1.1.15 e gcc 3.2.

Come la nuova Mandrake 9.0 Professional, uscita pochi giorni fa , anche Red Hat Linux 8.0 ha ottenuto la certificazione LSB 1.2 della Linux Standard Base.

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30 09 2002
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