Red Hat: Sun ha tradito l'open source

Il CEO di Red Hat paragona Sun a Microsoft per aver voluto trasfomare Star Office in un software a pagamento e conferma la propria scelta di escludere questa suite dal proprio Red Hat Linux. Problemi seri sul fronte del software aperto
Il CEO di Red Hat paragona Sun a Microsoft per aver voluto trasfomare Star Office in un software a pagamento e conferma la propria scelta di escludere questa suite dal proprio Red Hat Linux. Problemi seri sul fronte del software aperto


Redwood City (USA) – La decisione di Sun di introdurre licenze a pagamento per tutte le versioni di Star Office 6.0 e, di recente, anche per la versione 5.2 , ha generato in questi mesi un’ondata di critiche da parte di molti esponenti della comunità open source. Al coro si è ora aggiunta anche la voce del CEO di Red Hat, Matthew Szulik, che ha comparato le politiche di Sun a quelle di Microsoft.

“Con le nuove licenze di Star Office – ha commentato Szulik in una recente intervista – Sun ha adottato con gli OEM un approccio simile a quello di Microsoft”.

Una frecciata pungente, questa di Szulik, specie se si considera che Sun Microsystems è una delle più anziane rivali del colosso di Redmond. Un’accusa che, paradossalmente, arriva dal boss di un’azienda che nel passato non è stata immune ad analoghe critiche, tanto che qualcuno arrivò persino a battezzare Red Hat “la Microsoft dell’open source”.

Con queste dure osservazioni, Szulik ha voluto giustificare la propria decisione di eliminare Star Office dalla dotazione standard di applicativi inclusa in Red Hat Linux, una scelta che a suo dire avrà poco impatto sugli utenti: “in giro – ha commentato il CEO di Red Hat – vi sono diverse alternative”. Reazioni diverse sono invece arrivate da altri distributori di Linux, fra cui SuSE e Mandrake, che lo scorso mese hanno annunciato nuove versioni dei loro sistemi operativi contenenti Star Office 6.0.

Mike Rogers, general manager di Sun per il settore desktop, ha difeso le strategie della propria azienda commentando, non senza un pizzico di sarcasmo, che “l’ultima volta che ho controllato, Microsoft non aveva un Office disponibile a 76$ e non lo sviluppava in open source”.

Nel recente passato Sun ha più volte sottolineato che la decisione di rendere Star Office a pagamento è stata – a suo modo di vedere – ampiamente bilanciata dall’aver rilasciato alla comunità open source i codici sorgenti della sua suite: questo ha portato allo sviluppo di OpenOffice.org, un prodotto completamente free che ha recentemente raggiunto la versione 1.0 .

Rogers si augura che Red Hat prenda in considerazione proprio OpenOffice.org come alternativa gratuita. E del resto, se è vero – come afferma Szulik – che le alternative a Star Office sono diverse, appare altrettanto vero che potrebbe non essere facile trovare un “rimpiazzo” altrettanto maturo e completo.

Sebbene Szulik sostenga che questi diverbi non impediranno a Red Hat di continuare a collaborare proficuamente con Sun nel campo dell’open source e di Linux, diversi analisti sono convinti che il rapporto fra le due aziende potrebbe rapidamente deteriorarsi a causa dell’intenzione, da parte di Sun, di creare e supportare una propria versione del Pinguino.

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09 06 2002
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