Red Hat: Unix è morto e sepolto

A dirlo è un alto dirigente dell'azienda dal cappello rosso secondo cui Linux, e quello marchiato Red Hat in primis, sta facendo di Unix un sol boccone
A dirlo è un alto dirigente dell'azienda dal cappello rosso secondo cui Linux, e quello marchiato Red Hat in primis, sta facendo di Unix un sol boccone


Kuala Lumpur (Malesia) – “Unix è già morto”. E’ questa la secca dichiarazione che Gus Robertson, vice-president South Asia Pacific Operations di Red Hat, ha recentemente rilasciato durante la presentazione in Malesia del nuovo sistema operativo Red Hat Enterprise Linux 3.

Il dirigente dell’azienda dal cappello rosso sostiene che i sistemi operativi server di Red Hat stanno erodendo quote consistenti di mercato alle principali piattaforme Unix commerciali, prime fra tutte Sun Solaris , e questo in modo più veloce di quanto avessero previsto molti analisti del settore.

“La crescente popolarità di Linux ridurrà ulteriormente la richiesta, da parte delle aziende di ogni dimensione, dei sistemi Unix proprietari”, ha detto Robertson, aggiungendo poi che “un grande numero di nostri clienti sono ex utenti di Unix che hanno ritenuto più conveniente compiere il salto a Linux piuttosto che aggiornare la loro vecchia e costosa infrastruttura Unix”.

Robertson ha affermato che per il momento Red Hat sta focalizzando i propri sforzi nel corteggiare gli utenti di Unix piuttosto che quelli di Windows: la guerra fra Linux e Windows , a detta di Robertson, si sta combattendo più a parole che a quote di mercato.

Robertson sembra dunque d’accordo con quegli analisti che, interpretando i dati emersi da una recente indagine di mercato di IDC , affermano che i sistemi operativi Unix commerciali e Netware formerebbero una sorta di mercato cuscinetto che fino a questo momento ha impedito a Linux e a Windows di entrare in collisione diretta: questo spiegherebbe, a dir loro, la veloce e costante crescita sul mercato dei server di entrambe le piattaforme.

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03 11 2003
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