Il Regno Unito sui vaccini COVID-19 di Bill Gates

Il governo britannico sigla tre accordi per la fornitura dei vaccini: due dei trattamenti sono stati finanziati dalla fondazione di Bill Gates.
Il governo britannico sigla tre accordi per la fornitura dei vaccini: due dei trattamenti sono stati finanziati dalla fondazione di Bill Gates.

Il Regno Unito ha intenzione di allungare le mani su almeno 90 milioni di vaccini per il coronavirus. È quanto reso noto oggi in via ufficiale, citando tra gli altri un accordo raggiunto con la tedesca BioNTech e con la statunitense Pfizer che in marzo hanno unito le loro forze con l’obiettivo comune di sviluppare un trattamento per COVID-19. Quest’ultima è una delle realtà che hanno ricevuto finanziamenti da Bill Gates per sostenere lo sviluppo di un farmaco efficace nella prevenzione del contagio.

UK, gli accordi sui vaccini per il coronavirus

Altri 60 milioni di dosi saranno fornite alla sanità pubblica UK dalla francese Valneva. Le autorità di Londra hanno inserito nel contratto con la società una clausola per acquistarne ulteriori 40 milioni nel caso in cui dovesse rivelarsi “sicuro, efficace e appropriato”.

Il quadro si completa con un altro milione di trattamenti forniti da AstraZeneca, società farmaceutica metà britannica e metà svedese, destinati a pazienti con problemi al sistema immunitario o patologie tali da non poter ricevere la somministrazione di un vaccino più tradizionale. La stessa azienda ha messo in cantiere AZD1222, vaccino anche in questo caso sostenuto economicamente dalla fondazione di Bill Gates e della moglie Melinda con un finanziamento quantificato in 750 milioni di dollari: 100 dei 300 milioni di unità che si stima potranno essere confezionate saranno eventualmente destinate al Regno Unito.

Ora c’è da affrontare la delicata fase del trial clinico per raccogliere informazioni in grado di confermare o meno la validità di quanto emerso dalle ricerche fin qui condotte. L’appello UK è rivolto a trovare 500.000 volontari entro ottobre, da reclutare attraverso un sito Web messo appositamente online dal National Health Service.

Fonte: Gov.UK
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