Remailer anonimi sotto attacco

Se ne parla da qualche tempo e dopo le ultime levate di scudi contro anonimato e cifratura il Progetto Winston Smith lancia l'allarme. In corso un'aggressione condotta con mezzi illegali. Chi ha paura del flusso libero delle informazioni?
Se ne parla da qualche tempo e dopo le ultime levate di scudi contro anonimato e cifratura il Progetto Winston Smith lancia l'allarme. In corso un'aggressione condotta con mezzi illegali. Chi ha paura del flusso libero delle informazioni?


Roma – Sono scomodi, sono diffusi, trasportano informazioni anonime e consentono di trasmetterle via email senza che il mittente sia individuabile. Sono gli anonymous remailer, una rete di ambienti di anonimizzazione che da anni provoca Legge e Ordine offrendo ai propri utenti alcune delle più rivoluzionarie possibilità offerte da internet. E ora sono sotto attacco.

Basta poco a verificare lo stato critico in cui si trovano i remailer, ed in rete da qualche tempo girano voci di un possibile boicottaggio organizzato contro questi sistemi, da sempre malvisti in molti paesi e talvolta perseguiti anche sul piano legale. Ora il Progetto Winston Smith , ispiratore di progetti pro-privacy che prende il nome dal protagonista del più celebre romanzo di Orwell (1984), lancia l’allarme: i remailer sono sotto attacco e l’aggressione è pilotata.

Secondo Winston, dopo le direttive europee sul copyright, la diffusione dei sistemi di digital rights management e il contestato TCPA, “la privacy sta subendo da alcune settimane un altro tipo di attacco, questa volta condotto in campo aperto e con metodi illegali”.

In una nota diffusa ieri, il Progetto afferma che da circa quattro settimane la rete dei remailer è “in stato di semi paralisi a causa di un attacco di tipo ‘Denial of servicè ottenuto tramite l’invio di decine di migliaia di messaggi maligni”. Un attacco di questo tipo può essere studiato da chi lo compie per rendere di fatto inutilizzabile il sistema, colpito da enormi quantità di richieste fittizie.

“Per vari motivi (non solo di tipo tecnico) – continua Winston – questa azione non è stata fino ad adesso efficacemente contrastata; il risultato è che il servizio offerto da questi remailer, di alto valore civile anche se poco utilizzato, non è praticamente più disponibile per nessuno”.

Il timore del Progetto Winston Smith, da tempo motore di numerose iniziative per la difesa della privacy online (vedi: Winston Smith: siamo noi Big Brother ), è che molti amministratori di remailer anonimi non abbiano la volontà di reagire a questo attacco strutturato. “La finalità principale del Progetto Winston Smith – continua la nota – è quella di favorire la creazione di nuove risorse per la privacy, quali appunto gli anonymous remailer; ci troviamo invece nella necessità non solo di reiterare l’invito alla creazione di nuove risorse ma anche di esortare i gestori delle risorse già esistenti a difenderle e a non abbandonarle al loro destino”.

La speranza del Progetto è che, a questo punto, da parte degli amministratori dei remailer vi sia la disponibilità a riprendere in mano le redini di sistemi tanto invisi a talune autorità quanto importanti per le libertà digitali, che gli utenti acquisiscano “una maggiore diffusione della conoscenza e dell’uso degli anonymous remailer ed in generale dei mezzi informatici per la difesa della privacy” e, ancora di più, che si dia vita a nuovi anonymous remailer, basati sulla versione sperimentale di tipo III ( Mixminion ), una tecnologia “ancora in fase di sperimentazione” che “possiede proprietà che la rendono molto meno attaccabile di quella dei remailer di tipo II (Mixmaster) o di tipo I (Cypherpunks)”.

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02 07 2003
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