Renault, Nissan e Mitsubishi scelgono Android

Stretta di mano tra Google e la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance per portare la tecnologia di Android su milioni di vetture a partire dal 2021.

Renault, Nissan e Mitsubishi scelgono Android

Il raggio d’azione del robottino verde made in Google si estende ormai ben oltre i confini del territorio mobile, raggiungendo tra gli altri anche quello automotive. Ne è l’ennesima dimostrazione l’annuncio diramato oggi e che riguarda da vicino il gruppo di Mountain View, con un comunicato affidato alle pagine del Wall Street Journal che ufficializza l’accordo siglato con la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance per portare la tecnologia di Android nei veicoli dei tre marchi.

Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance

Fondata nel 1999, l’alleanza riunisce l’automaker francese e quelli giapponesi, creando complessivamente la realtà con il maggior numero di veicoli commercializzati ogni anno a livello globale (5,5 milioni nei primi sei mesi del 2018). Basta questo a capire quale sia l’importanza della partnership siglata da Alphabet-Google, che assicura così l’espansione del proprio sistema operativo nel mondo delle quattro ruote.

Ci sarà però da attendere prima di poter vedere in strada i primi modelli che ne beneficeranno, almeno fino al 2021. Tra le feature a cui si fa riferimento, tutte quelle già ben note a chi ha avuto modo di provare Android Auto: accesso diretto a Maps per la navigazione, al download delle applicazioni da uno store ufficiale e un assistente vocale per l’interazione con la dashboard.

Le app, elemento chiave

I dirigenti dell’alleanza hanno dichiarato alla redazione del Wall Street Journal che la decisione è stata presa anche sulla base dei feedback ricevuti dai clienti, molti dei quali hanno affermato di essere ormai avvezzi all’utilizzo di Google Maps per giungere a destinazione in tempi rapidi e seguendo il tragitto migliore. Chi guida desidera dunque ritrovare anche sul cruscotto le stesse applicazioni a cui è abituato sullo smartphone, anziché doversi affidare a software differenti, proprietari e sviluppati dagli automaker, spesso non altrettanto completi o versatili.

La stretta di mano solleva legittime domande in merito a un eventuale impiego dei dati raccolti durante la guida da parte del gruppo di Mountain View. Kal Mos, VP della divisione Connected Car all’interno dell’alleanza, ha assicurato che bigG avrà accesso alle informazioni generate dalle app durante gli spostamenti solo ed esclusivamente previo esplicito consenso fornito dagli utenti.

Google e la parent company Alphabet, che con la piattaforma Android Auto hanno già raggiunto parecchi marchi nel corso degli ultimi anni, mettono così a segno un buon colpo nei confronti di quello che anche in questo caso costituisce uno dei suoi principali competitor: Apple, con il suo sistema CarPlay. Con l’avvento di una forma sempre più connessa e intelligente della mobilità le stesse dinamiche di mercato che nell’ultimo decennio hanno interessato il territorio mobile andranno a manifestarsi sempre più anche nel mondo delle quattro ruote.

Fonte: TechCrunch

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