Report, ovvero la voglia di stupire

di L. Annunziata - Peccato che, nell'ansia di fare lo scoop, la trasmissione di Rai3 incappi nel più classico degli errori. Ovvero fare sensazionalismo su argomenti che avrebbero bisogno di maggiore attenzione da parte del pubblico

Roma – La puntata di Report andata in onda ieri sera su Rai3, condotta come di consueto da Milena Gabanelli, non è stata il miglior esempio di giornalismo di inchiesta a cui la redazione del programma ha abituato il suo pubblico. Non è questione di sentire invaso il proprio campo, da addetti ai lavori, è questione di approccio: l’approccio di Report è stato drammatico e sensazionalista , tutto il contrario di quello che sarebbe stato utile per portare all’attenzione del pubblico televisivo – tendenzialmente un pubblico diverso e meno alfabetizzato digitalmente di quello che frequenta con assiduità la Rete – problematiche come quelle relative alla privacy e i nuovi modelli di business del gratis a tutti i costi.

È bene chiarirlo: se lo scopo dei giornalisti di Report era di sollevare un vespaio, di certo ci sono riusciti. Peccato che, siamo proprio nel peggiore dei casi, si sia finiti tutti a guardare il dito che indica invece della Luna : ma la responsabilità, per molti motivi, è del linguaggio e dell’approccio scelti per realizzare il servizio. Non che i problemi legati alla privacy e alla gestione della profilazione da parte di search engine e social network non esistano: su Punto Informatico se ne parla da anni, e non sono argomenti che possano essere liquidati come ininfluenti rispetto allo sviluppo della civiltà digitale. Ma, proprio per questo, il risultato del tritacarne televisivo è stato lacunoso.

Nel complesso, è positivo che in TV siano passati 75 minuti di avvertenze sui rischi dell’utilizzo spregiudicato della Rete. Il problema è che, a oggi, neppure gli addetti ai lavori sanno esattamente quali siano le soluzioni a questioni come il diritto all’oblio, spam, la gestione della privacy su servizi che hanno sede legale in paesi con legislazioni diverse (a volte molto diverse) dalla propria, sulla responsabilità dei fornitori dei servizi stessi alla luce di discipline nazionali, comunitarie, internazionali. Limitarsi a liquidare la questione con un “noi contro voi” è un errore, così come relegare in coda la più centrale questione di come in Italia si vuole e si sta legiferando in materia di Internet.

Prendiamo un esempio su tutti: quello della mamma che ha visto il video di sua figlia, poco più che neonata, messo in onda in TV in prima serata. È un colpo duro per la mamma, ed è giusto che sia indignata: soprattutto perché chi ha usato quel video prelevandolo forzosamente dal Web, ovvero Mediaset, è la stessa azienda che fa causa a Google per le clip del Grande Fratello su YouTube. Ma, e l’errore a giudizio di chi scrive è tutto qui, Report ne fa un problema di privacy partendo dal lato sbagliato: l’errore è sì di chi prende il video senza chiedere il permesso, ma anche di chi mette il video su YouTube senza curarsi di renderlo privato , senza conoscere quindi adeguatamente lo strumento che utilizza per sfruttarlo al meglio.

Altro esempio di curiosa interpretazione dei fatti, che per chi non è addetto ai lavori diventa l’unica fonte di informazione, è la vicenda Vividown : Google punita perché non ha fatto il controllo preventivo del video? Tecnicamente è impossibile, checché ne dica un giudice. È per questo che la sentenza che ha condannato tre dirigenti Google, per questioni relative alla gestione della privacy, ha fatto ridere mezzo mondo : la Gabanelli, commentando il pezzo del servizio appena andato in onda, dice che la sentenza è stata raccontata male, ma allo stesso modo lei pecca di competenza sull’analisi del contesto in cui essa è maturata e sulle conseguenze che avrà. La questione, sul caso Vividown, è tutt’altro che chiusa.

Il grosso problema, per il quale non si può liquidare il Report di ieri come un semplice prodotto generalista andato in onda su una rete generalista, è il tentativo di far passare Google, Facebook come entità che sono pronte a regolare e determinare l’esito delle nostre vite a prescindere dal nostro comportamento . Più corretto, e più lungimirante, sarebbe ricordare come siano l’alfabetizzazione digitale e la diffusione della conoscenza (anche tramite Internet) lo strumento adeguato a prevenire che situazioni sgradevoli – come trovarsi pubblicati annunci pseudo-pubblicitari in bacheca, come lamentava una signora a un certo punto – possano ripetersi, come sia la dimestichezza con gli strumenti anche complessi che si vanno a utilizzare a prevenire conseguenze indesiderate.

Non ce la si può prendere con Internet se non la si utilizza con saggezza, se si inserisce al suo interno materiale di cui un giorno potremmo pentirci: Internet è uno strumento, come un martello, una spada. Non ce la si può prendere con Internet, coi social network, se un ragazzino di 13 anni o meno si mette a chattare con chiunque su Facebook senza la supervisione di un adulto . Non si capisce per quale motivo Google, che è un’azienda enorme rispetto al contesto in cui opera, dovrebbe avere un rapporto con il singolo cliente assolutamente personale e corretto come non hanno le multinazionali dell’universo “fisico” e molti più anni di lavoro sulle spalle: è materialmente impossibile, in una realtà di risorse scarse, riuscire a garantire a tutti, sempre, il miglior comportamento e atteggiamento possibile.

Il risultato dell’operazione di ieri, in un contesto come quello della prima serata di una rete nazionale, è stato di trasmettere inquietudine rispetto a Internet : un posto fatto di pericoli che si annidano dietro ogni angolo, che ti può costare denaro, il posto di lavoro, la tranquillità e la serenità. Per cavarsela con un paradosso, è come se si dicesse che ogni volta che si esce di casa c’è il rischio di essere investiti o derubati: è vero, è statisticamente possibile, ma è un’eventualità remota così come lo è beccarsi un virus in Rete o farsi fregare le credenziali dell’email. Se si va in giro per luoghi malfrequentati, in Rete e nel mondo, si aumentano queste probabilità: ma non c’è un rischio immediato per chi naviga, così come non c’è quando si va al supermercato a comprare il latte.

Infine, la questione del modello di business: è indubbio che il freemium , il gratuito, le valute virtuali, la monetizzazione di questi servizi siano un punto interrogativo enorme che pende sul futuro di queste imprese. Ma non si può trascurare il fatto che queste aziende si muovano in una zona grigia, che non è ancora stata battuta dai legislatori, e nella quale si muovono come meglio ritengono sia per i propri obiettivi: se questo viola la legge, possono essere denunciati (con le suddette problematiche di foro e legislazione competente, visto che spesso risiedono in nazioni diverse dall’utente); se quanto fanno non incontra il favore del pubblico, il pubblico può boicottarle o fargli comunque mancare il supporto dei numeri di cui hanno bisogno di per sopravvivere. È, per l’appunto, libero mercato .

Internet, come abbiamo ripetuto in diverse occasioni, è ormai oggi soprattutto un terreno di caccia per nuovi affari. Dimenticarselo crea un doppio problema: trascurare l’importanza del “vil denaro” in tutte le questioni, e per tenere accesi i datacenter il denaro ci vuole, e penalizzare l’eventuale nascita e crescita di nuove forme di imprenditoria, che creino sviluppo e ricchezza. Se i cittadini italiani non vanno su Internet perché hanno paura dei virus , allora non ci sarà alcuna speranza di digitalizzare e rendere più efficiente la macchina dello Stato; altre nazioni, meno spaventate, creeranno fiorenti ecosistemi digitali che ci lasceranno indietro, relegandoci a paesi di seconda fascia nella nuova economia.

Luca Annunziata

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  • noid scrive:
    4 lustri
    L'avevo implementato in C, qualcosa come 4 lustri fa, almeno quel tanto che serviva a parlare con un Monarch. Ricordo solo che era complesso...
  • Orfheo scrive:
    Nostalgia.
    Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro? Chi li ricorda? Magari usati insieme al caro vecchio Telix, rigorosamente sotto Dos 3.30 e con un modem a 2400 bauds? ;-)Orfheo.
    • hermanhesse scrive:
      Re: Nostalgia.
      Dì, hai visto questo?http://www.telix.com/delta/deltacom/tfd/index.html
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: hermanhesse
        Dì, hai visto questo?

        http://www.telix.com/delta/deltacom/tfd/index.htmlLa versione 3.51 e' l'ultima che ho usato e chee' ancora in giro sulle mie macchine.Possiedo ancora qualche modem, non si puo' mai dire ;-)Orfheo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 aprile 2011 11.11-----------------------------------------------------------
    • hp sucks scrive:
      Re: Nostalgia.
      oltre tutto ancora oggi ci son cose che si possono fare solo col kermit!entro in una macchina A, su cui faccio un telnet su una macchina B che fa da ponte per uscire dall'intranet e finire su una macchina C su di un altra intranet ... e per finire vado sulla macchina D che + quella mi interessa!come trasferisco da D ad A? 3 ftp (D

      C

      B

      A) è scomodo e bisogna vedere se sono aperte le porte. SSH? idemcol kermit si fà tutto alla grande: è nato proprio per questo genere di trasferimenti!
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: hp sucks
        oltre tutto ancora oggi ci son cose che si
        possono fare solo col
        kermit!
        entro in una macchina A, su cui faccio un telnet
        su una macchina B che fa da ponte per uscire
        dall'intranet e finire su una macchina C su di un
        altra intranet ... e per finire vado sulla
        macchina D che + quella mi
        interessa!
        come trasferisco da D ad A? 3 ftp (D

        C

        B

        A) è
        scomodo e bisogna vedere se sono aperte le porte.
        SSH?
        idem

        col kermit si fà tutto alla grande: è nato
        proprio per questo genere di
        trasferimenti!Quando si presenta questa situazione, avendo la fortuna di avere un IP reale con la porta 22 aperta, mi limito ad aprire un "tunnel rovesciato" verso la mia macchina.Una vera fortuna ;-)Orfheo.
      • uno scrive:
        Re: Nostalgia.
        Con SSH non è difficile, basta "portarsi dietro" un tunnel ogni volta che ti colleghi alla macchina successiva, ad esempio con un'alias del comando ssh.
    • IgaRyu scrive:
      Re: Nostalgia.
      - Scritto da: Orfheo
      Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro? Chi li
      ricorda? Magari usati insieme al caro vecchio
      Telix, rigorosamente sotto Dos 3.30 e con un
      modem a 2400 bauds?
      ;-)

      Orfheo.Il mio ricordo di Kermit risale ad un telefono con modem integrato 1200/75 .... eh eh eh mitico !JC
      • ruppolo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: IgaRyu
        Il mio ricordo di Kermit risale ad un telefono
        con modem integrato 1200/75 .... eh eh eh mitico
        !

        JCIdem.Il mio era bianco.Ricordo che usavo Kermit, ma con Apple II.Poi però mi sono preso uno della Mar Computer di Venezia, con protocollo Hayes, che componeva il numero di telefono da solo :)
    • pacca scrive:
      Re: Nostalgia.
      Ahh... che nostalgia...frammenti di una vita dimenticata.
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: pacca
        Ahh... che nostalgia...frammenti di una vita
        dimenticata.Dimenticata? Piu' che dimenticata direi misconosciuta.Per ovvi motivi di obsolescenza generazionale ;-)Orfheo.
    • Axel scrive:
      Re: Nostalgia.
      - Scritto da: Orfheo
      Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro? fantascientifico! ZModem aveva anche le finestre di trasferimento, un protocollo complesso descritto in ben 30 pagine...io inizierei col citare: Xmodem e Ymodem le cui specifiche erano di sole 2, 8 pagine.
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: Axel
        - Scritto da: Orfheo

        Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro?

        fantascientifico! ZModem aveva anche le finestre
        di trasferimento, un protocollo complesso
        descritto in ben 30 pagine...io inizierei col
        citare: Xmodem e Ymodem le cui specifiche erano
        di sole 2, 8
        pagine.Si', il primo che ho utilizzato, nei lontani anni '80, e' stato proprio XModem, con i PBX americani, a cui ci connettevamo di "straforo" via la rete ISDN di ITAPAC.Poi alla fine ... si raggiungeva Internet, ai primi suoi vagiti, scaricando UUCP, gzip, bash e via dicendo dalle aree GNU.Una "storia" che varrebbe la pena di raccontare.Le informazioni si "centellinavano" con il contagocce, i programmi si "scambiavano" copiando dischetti da 5.25" a casa degli amici ... e dovevi proprio andarci di persona, attraversando mezza Roma ;-)Non si potevano trasferire 10Mb con modem a 1200/2400 baud, ci voleva una notte intera ... ho "avuto" amici che avevano la pazienda di farlo.E le "BBS" fatte in casa in modo artigianale? Chi le ricorda?Devo ancora avere un backup da qualche parte ;-)Orfheo.
        • Homo Vetustus scrive:
          Re: Nostalgia.

          Le informazioni si "centellinavano" con il
          contagocce, i programmi si "scambiavano" copiando
          dischetti da 5.25" a casa degli amici ... e
          dovevi proprio andarci di persona, attraversando
          mezza Roma
          ;-)
          a sei-sette anni attraversavo in bicicletta i campi intorno a Como per portare messaggi e informazioni. E dovevo stare attento alle mine, alle pattuglie dei Tedeschi e ai bombardamenti degli Inglesi, altro che bit, baud e floppy!Grazie a Dio i tempi cambiano.
          • Orfheo scrive:
            Re: Nostalgia.
            - Scritto da: Homo Vetustus

            Le informazioni si "centellinavano" con il

            contagocce, i programmi si "scambiavano"
            copiando

            dischetti da 5.25" a casa degli amici ... e

            dovevi proprio andarci di persona, attraversando

            mezza Roma

            ;-)



            a sei-sette anni attraversavo in bicicletta i
            campi intorno a Como per portare messaggi e
            informazioni. E dovevo stare attento alle mine,
            alle pattuglie dei Tedeschi e ai bombardamenti
            degli Inglesi, altro che bit, baud e
            floppy!

            Grazie a Dio i tempi cambiano.Non sempre in meglio, quindi accontentiamoci di quello che abbiamo ;-)Tanto di cappello e rispetto per chi ha avuto il coraggio di rischiare per un ideale la propria pelle. Io gia' mi lamentavo per aver dovuto "attraversare Roma". Oddio. Non e' che poi sia meno rischioso ;-)Orfheo.
        • jfk scrive:
          Re: Nostalgia.
          - Scritto da: Orfheo
          E le "BBS" fatte in casa in modo artigianale? Chi
          le
          ricorda?Remote Access, Binkley term, fossil, opus :-DEh, bei ricordi, anche per le telco pero' :-)
    • pippo75 scrive:
      Re: Nostalgia.
      - Scritto da: Orfheo
      Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro? Chi li
      ricorda? Magari usati insieme al caro vecchio
      Telix, rigorosamente sotto Dos 3.30 e con un
      modem a 2400 bauds?
      ;-)mi ricordo con telix: ATDT 0........ con il modem più veloce di quelli della zona: 2400 bps preso per 150klire di seconda mano. Potrei ancora averlo in giro.qualcuno ha mai avuto un 300bps?
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: pippo75
        - Scritto da: Orfheo

        Il Kermit, o lo Zmodem? Chi erano costoro? Chi
        li

        ricorda? Magari usati insieme al caro vecchio

        Telix, rigorosamente sotto Dos 3.30 e con un

        modem a 2400 bauds?

        ;-)


        mi ricordo con telix: ATDT 0........ ATDT? La mia linea i "toni", nel 1987, non sapeva neppure cosa fossero.Rigorosamente ATDP ;-) Ricordo il mio stupore guardando, credo, "I tre giorni del Condor", dove R. Redford chiamava un numero da un telefono pubblico, mediante il "play" della registrazione di un numero telefonico composto in toni ;-)Orfheo.

        con il modem più veloce di quelli della zona:
        2400 bps preso per 150klire di seconda mano.
        Potrei ancora averlo in
        giro.

        qualcuno ha mai avuto un 300bps?
        • pippo75 scrive:
          Re: Nostalgia.

          ATDT? La mia linea i "toni", nel 1987, non sapeva
          neppure cosa
          fossero.

          Rigorosamente ATDP ;-) inizialmente se non ricordo male usavo anche io atdp per poi passare ad atdt, parlo inizio anni 90 ( posso confondere ).ricordo che ho dovuto litigare varie volte con il comando AT per togliere il riconoscimento del Carrier ( correzione ) "no dialtone" ( segnale che in Italia non esiste ) ( ora non ricordo il comando, forse AT0 )Quando per le BBS bisognava chiamare a 100km ed oltre di distanza, 100kb in circa 7 minuti ( e rispetto a tanti altri erano tempi bassi ).Una BBS di milano: galactica.Poi quando si beccava la linea occupata :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 aprile 2011 21.57-----------------------------------------------------------
          • panda rossa scrive:
            Re: Nostalgia.
            - Scritto da: pippo75

            ATDT? La mia linea i "toni", nel 1987, non
            sapeva

            neppure cosa

            fossero.



            Rigorosamente ATDP ;-)

            inizialmente se non ricordo male usavo anche io
            atdp per poi passare ad atdt, parlo inizio anni
            90 ( posso confondere
            ).

            ricordo che ho dovuto litigare varie volte con il
            comando AT per togliere il riconoscimento del
            Carrier ( correzione ) "no dialtone" (
            segnale che in Italia non esiste ) ( ora non
            ricordo il comando, forse AT0
            )ATX0
            Quando per le BBS bisognava chiamare a 100km ed
            oltre di distanza, 100kb in circa 7 minuti ( e
            rispetto a tanti altri erano tempi bassi
            ).

            Una BBS di milano: galactica.

            Poi quando si beccava la linea occupata :)Tu la beccavi occupata perche' la stavo occupando io ;)
          • Ken scrive:
            Re: Nostalgia.
            - Scritto da: panda rossa

            ricordo che ho dovuto litigare varie volte con
            il

            comando AT per togliere il riconoscimento del

            Carrier ( correzione ) "no dialtone" (

            segnale che in Italia non esiste ) ( ora non

            ricordo il comando, forse AT0

            )

            ATX0Non era mica ATX3 per chiamare ignorando il segnale di presenza linea "DIALTONE" ? " AT X Abilita/disabilita la rilevazione dei toni. 1 = ignora tono libero ed occupato, 2 = rileva il tono di libero, 3 = rileva il tono di occupato (per le attuali linee italiane), 4 = rileva sia il tono di libero che quello di occupato.N.B. Il segnale di libero è normalmente quello U.S.A. che è diverso dal nostro! e genera il messaggio di errore: NO DIALTONE.Quindi il settaggio da effettuare TASSATIVAMENTE è AT X3. "
          • panda rossa scrive:
            Re: Nostalgia.
            - Scritto da: Ken
            - Scritto da: panda rossa



            ricordo che ho dovuto litigare varie volte con

            il


            comando AT per togliere il riconoscimento
            del


            Carrier ( correzione ) "no dialtone" (


            segnale che in Italia non esiste ) ( ora non


            ricordo il comando, forse AT0


            )



            ATX0

            Non era mica ATX3 per chiamare ignorando il
            segnale di presenza linea "DIALTONE" ?


            " AT X Abilita/disabilita la rilevazione dei
            toni. 1 = ignora tono libero ed occupato, 2 =
            rileva il tono di libero, 3 = rileva il tono di
            occupato (per le attuali linee italiane), 4 =
            rileva sia il tono di libero che quello di
            occupato.N.B. Il segnale di libero è normalmente
            quello U.S.A. che è diverso dal nostro! e genera
            il messaggio di errore: NO DIALTONE.Quindi il
            settaggio da effettuare TASSATIVAMENTE è AT X3.
            "Mah... con ATX0 disabilitava tutto.ATX3 non era ancora implementato sui primi modem.E poi a volte non riconosceva correttamente neanche l'occupato, oltre al libero.Per le chiamate manuali, dove il riconoscimento avveniva ad orecchio, io mettevo sempre ATX0.Sono passati lustri...
      • Riketto scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: pippo75
        qualcuno ha mai avuto un 300bps?io mi ricordo di averne avuto uno in un armadio in una ditta per cui lavoravo 12 anni fa... pesava pure molto (velocita' inversamenteproporzionale al peso???)
      • panda rossa scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: pippo75
        qualcuno ha mai avuto un 300bps?Io, io!!!Accoppiatore acustico da 300 baud, una specie di cuffia per la cornetta dei vecchi telefoni a rotella.
        • ech3l0n scrive:
          Re: Nostalgia.
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: pippo75


          qualcuno ha mai avuto un 300bps?

          Io, io!!!
          Accoppiatore acustico da 300 baud, una specie di
          cuffia per la cornetta dei vecchi telefoni a
          rotella.Tipo questo?http://www.youtube.com/watch?v=X9dpXHnJXaE
          • panda rossa scrive:
            Re: Nostalgia.
            - Scritto da: ech3l0n
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: pippo75




            qualcuno ha mai avuto un 300bps?



            Io, io!!!

            Accoppiatore acustico da 300 baud, una specie di

            cuffia per la cornetta dei vecchi telefoni a

            rotella.

            Tipo questo?

            http://www.youtube.com/watch?v=X9dpXHnJXaEWow, quello e' veramente un oggetto antidiluviano.No, quello con cui ho avuto a che fare era un po' meno ingombrante.Solo le due "cuffie" dove appoggiare la cornetta, e un cavo seriale dall'altra parte che entrava nel PC.
      • nome e cognome scrive:
        Re: Nostalgia.

        qualcuno ha mai avuto un 300bps?Io, con accoppiatore acustico e senza correzione di errore: se si parlava ad alta voce nella stanza vedevi le spurie sul terminale.Purtroppo anni funestati dalla tariffa urbana a tempo e da interurbane da rapina: dopo 300K lire di bolletta ho dovuto rinunciare al modem per mesi.
    • jfk scrive:
      Re: Nostalgia.
      - Scritto da: Orfheo
      Telix, rigorosamente sotto Dos 3.30 e con un
      modem a 2400 bauds?300 e con accoppiatore acustico :-)
    • rik scrive:
      Re: Nostalgia.
      Quante volte ho visto Zmodem e Kermit configurando modem e configurandoli senza forse mai nemmeno sapere cosa fossero in realtà.La verità è che ogni volta che vedevo scritto kermit a me veniva in mente questohttp://www.letterefilosofia.it/wp-content/uploads/2011/03/kermit-the-frog.jpg
    • Mimmus scrive:
      Re: Nostalgia.
      Ci trasferivo i file scaricati da Internet su una Sun dell'Università a cui mi collegavo via modem con un account rubato ad un prof...
    • Francesco scrive:
      Re: Nostalgia.
      2400? Tse! Megalomane!Il primo accoppiatore acustico che ho posseduto (guai ad attaccare un modem alla linea, il grande occhio della SIP era li pronto ad incenerirti se solo avessi osato!) aveva un commutatorino tra 300 baud e mi sembra 110.bye
      • Orfheo scrive:
        Re: Nostalgia.
        - Scritto da: Francesco
        2400? Tse! Megalomane!

        Il primo accoppiatore acustico che ho posseduto
        (guai ad attaccare un modem alla linea, il grande
        occhio della SIP era li pronto ad incenerirti se
        solo avessi osato!) aveva un commutatorino tra
        300 baud e mi sembra
        110.

        byeAvevo un amico che lavorava in Telecom, allora SIP ;-)Orfheo.
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