Reportage/ Wii sbarca in Italia

di Raffaele Cinquegrana - L'attesa console di nuova generazione di Nintendo è finalmente arrivata anche in Italia. Al bando tecnicismi e alta definizione per dare largo spazio a divertimento e coinvolgimento

Milano – Lo scorso 6 dicembre, presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, a Milano, Nintendo ha lanciato la sua nuova console da gioco anche in Italia. Per l’occasione si è formata la classica coda di appassionati desiderosi di accaparrarsi uno dei 100 voucher che, allo scoccare della mezzanotte, davano diritto all’acquisto di Wii.

In una sala conferenze improvvisata in un angolo della libreria, Nintendo ha dato il benvenuto alla stampa con due ospiti: Andrea Persegati, Direttore Generale Nintendo Italia e Presidente AESVI, e Benedetto Vigna, Direttore Business Unit MEMS STMicroelectronics . Il direttore di Nintendo ha colto l’occasione per ribadire i numeri di Nintendo DS, le cui vendite complessive hanno superato 27 milioni di unità, un risultato che, secondo il dirigente, è stato possibile grazie a un nuovo approccio al mercato, orientato al raggiungimento di un nuovo tipo di consumatore.

È proprio il non-gamer, come specifica Persegati, l’obiettivo di Nintendo, che con Wii continua a perseguire la strategia Blue Ocean descritta nell’ omonimo libro di Kim e Mauborgne. Interrogando tutti i presenti, il direttore generale di Nintendo ha posto il problema relativo al puro avanzamento tecnologico, naturalmente fonte di migliorie tecniche, ma concettualmente sempre uguale a se stesso. “Si hanno dei miglioramenti evidenti in alcuni campi, per esempio la grafica, ma forse è necessario un cambiamento”, ha affermato Persegati, prendendo in mano Wii, una console che non si abbandona ai tecnicismi tipici dei concorrenti e che, riprendendo le parole del presidente di Nintendo, Satoru Iwata, “it’s all about the games, it’s all about the entertainment”.

Nel caso di Wii, la tecnologia ha seguito l’idea del cambiamento, una tecnologia in buona parte italiana che nasce dai laboratori brianzoli di STMicroelectronics. Vigna e la sua squadra sono stati gli inventori dei MEMS (acronimo di Micro-Electro-Mechanical Systems), i sensori di movimento su cui si basa il Wii-mote, l’originale controller di Wii.

La storia dei MEMS ha origine circa 10 anni or sono, quando in STMicroelectronics si stava studiando un sistema di rilevazione di movimento a basso costo e bassi consumi, ma è solo un paio di anni fa che Nintendo ha manifestato il proprio interesse per la tecnologia, portando così alla partnership fra le due aziende. Come descritto da Vigna, i MEMS permettono al Wii-mote di rilevare spostamenti con una notevole precisione grazie allo sfruttamento delle proprietà del silicio. In aggiunta, una barretta di una decina di centimetri da porre in corrispondenza della TV ne limita il campo d’azione, in modo che il controller possa essere utilizzato efficacemente come sistema di puntamento.

L’evento stampa si è chiuso con un brindisi a Wii e con l’ingresso del pubblico, desideroso di mettere le mani sulla console in anteprima. Il locale si è presto riempito di oltre 500 persone delle età più disparate, ma lo spazio a disposizione non è stato sufficiente per offrire asilo a tutti. Dal palco, l’animatore della serata – lo stesso assoldato per il lancio di GameCube una manciata di anni addietro – ha distribuito gadget di ogni genere mentre estraeva ulteriori 50 voucher che davano diritto all’acquisto della console. La febbre Wii è salita alle stelle, fino a quando la mezzanotte ha permesso alle casse di battere i primi scontrini consacrando il lancio della console nel Bel Paese.

Sono stati pochi gli early adopters che hanno lasciato il negozio in compagnia della sola console: Zelda si è consacrato come killer application della macchina, seguito a ruota da Wii Play, una serie di mini-giochi che sfruttano le potenzialità del controller, e da Red Steel, discusso titolo di Ubisoft. Il lancio di Wii è stato un successo e Nintendo Italia si augura di riscontrare lo stesso entusiasmo anche nei punti vendita. Un primo ostacolo da abbattere è quello delle consegne, ancora troppo contenute per soddisfare gli ordini dei rivenditori specializzati e delle grandi catene di distribuzione.

Raffaele Cinquegrana

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