Reti/Bluetooth, il personal wireless

Bluetooth è la prossima tecnologia chiave per le comunicazioni wireless fra info appliance e fra queste ed i personal computer. Una nuova era segnata dal nome di un re vichingo


Il suo nome letteralmente tradotto significa “dente blu”, ma nulla ha a che vedere con le nostre funzioni di tutti i giorni, o forse sì? Questo dipenderà molto dagli sviluppi futuri di questa nuova tecnologia ancora in uno stato di crisalide, in pieno sviluppo ma non ancora matura per essere commercializzata.

“BlueTooth”, in realtà, è il cognome di un antico re vichingo vissuto in Danimarca dal 910 al 940, un certo Harald Bluetooth, il quale portò la cristianità dove non era conosciuta e unificò le regioni norvegesi e danesi. A questo proposito è curioso sapere che la Ericsson , nel lontano 1994, decise di erigere a Lund, in Svezia, una pietra con una frase scolpita attraverso incisioni runiche per ricordare “Harald Bluetooth, che dette il suo nome ad una nuova tecnologia senza fili orientata alla comunicazione mobile…”.

Simpatica l’idea della storia di Harald Blåtand (questo il suo nome di quei tempi) e la presentazione della nuova tecnologia creata in formato Macromedia Flash dal gruppo di sviluppo, disponibile nel sito ufficiale di Bluetooth, attraverso i link “Say hello to Bluetooth” e ” Bluetooth story”.

E proprio di Ericsson stiamo parlando, capeggiata da Jaap C. Haartsen, responsabile del gruppo adibito allo sviluppo dei sistemi senza filo.
In realtà il progetto risale ad un bel po ‘ di tempo fa, più precisamente alla primavera inoltrata del 1988, sotto la sigla SIG (Special Interest Group) che coinvolgeva Ericsson, IBM , Intel , Nokia e Toshiba . A tutt’oggi il gruppo è letteralmente lievitato raggiungendo oltre 1500 aderenti e pronosticando così un futuro molto roseo per il nostro “vichingo”: “nel 2002 più di cento milioni di apparecchi presenti nelle nostre case comunicheranno tra loro completamente senza fili grazie a questa nuova tecnologia”. Realtà o fantasia?

A quanto pare alla Ericsson non stanno scherzando affatto e confermano: “La tecnologia Bluetooth è stata progettata per trasmettere dati alla velocità superiore ad 1 Mbps a oltre 10 metri di distanza, senza problemi o interferenze causate da oggetti che possano disturbare la trasmissione dei dati wireless, come oggi accade con tecnologie basate su infrarosso”.


Per alcuni versi la tecnologia Bluetooth ricorda molto da vicino il progetto Jini di Sun Microsystems, almeno per la sua interoperabilità tra le componenti, ovvero la possibilità di consentire alle apparecchiature che lavorano “insieme” di interagire, di attendere un segnale rimanendo in ascolto, di attivarsi, di capirsi, di rispondersi quando necessario…

Una delle sue caratteristiche peculiari di Bluetooth è proprio quella di poter far interagire più dispositivi fra loro senza creare problemi o disturbare le comunicazioni esterne, questo grazie ai numerosi protocolli implementati nel progetto, anche se non tutti necessitano di essere utilizzati nello stesso momento.

Bluetooth è composta da quattro strati, il primo di proprietà del SIG Bluetooth, mentre i restanti tre di uso e proprietà comune.

Primo strato – Nucleo protocollare Bluetooth: “Baseband”, Link Manager, L2cap (Logical Link Control and Adaptation Protocol).
Secondo strato – Protocollo di sostituzione dei cavi: Rfcomm, un emulatore di cavi seriali RS-232.
Terzo strato – Protocolli di controllo telefonico (TCS-BIN — Telephony Control Protocol – Binary), per controllare la telefonia mobile, fax e modem attraverso i comandi AT.
Quarto strato – I protocolli Internet come TCP-IP (Transfer Control Protocol – Internet Protocol) o PPP (Point to Point Protocol).

Bluetooth opera su di una gamma di frequenza di 2,4 GHz ed è in grado di garantire un throughput superiore ad 1 Mbps tra diversi dispositivi distanti non più di 10 metri, limite oltre il quale il flusso di dati scende bruscamente.

Questa tecnologia offre numerosi vantaggi rispetto a quella a raggi infrarossi, fra i quali la libertà di posizionamento degli apparecchi (che non dovranno più essere necessariamente visibili e allineati per comunicare) e la codifica delle trasmissioni.

Per stabilire e mantenere la comunicazione gli apparecchi utilizzano la tecnica radio detta del “salto di frequenza” (frequency hopping), il cui funzionamento abbiamo spiegato in dettaglio nell’articolo “Reti/Arrivano le LAN wireless” .

Da come si può facilmente intuire, Bluetooth sembra essere il futuro prossimo sia per tutte le tecnologie in uso che per quelle future, come ad esempio l’home networking. Più in generale, Bluetooth sarà il mezzo di comunicazione ideale per tutte le info appliance, come cellulari, palmari, portatili, macchine fotografiche digitali, cuffie, ecc.

Attualmente il gruppo di lavoro si trova a fronteggiare alcuni problemi relativi alle interferenze dovute alle radiofrequenze utilizzate, possibile fonte di disturbo di di apparecchi anche abbastanza comuni, come i forni a microonde, o le apparecchiature utilizzate all’interno degli aeroporti.


Quanto potrà incidere il signor “Dente Blu” nella nostra vita futura? Proviamo ad immaginarlo…

Anno 2020 – Un giorno come tanti

Dopo il nostro consueto giro di rappresentanza è giunto il momento di tornare in ufficio per aggiornare il nostro computer con i dati raccolti dai nostri clienti. Non servirà nemmeno estrarre il nostro palmare dalla sua custodia o dalla nostra ventiquattrore: PC e palmare si sincronizzeranno in automatico, interscambieranno dati e i file che saranno istantaneamente disponibili in entrambi i computer. Il nostro collega ha bisogno dei dati appena aggiornati? Nessun problema, un semplice comando vocale e il suo PC (o il suo portatile) sarà aggiornato!

Tornando a casa il nostro palmare cambierà automaticamente la sua configurazione da “ufficio” a “casa” e si occuperà di verificare con il nostro PC casalingo se gli appuntamenti della settimana sono stati aggiornati, avvisandoci così che la partita di tennis è stata spostata a giovedì e preparandoci, nel frattempo, un buon bagno caldo.

E per la sera? Tranquilli, mentre il nostro corpo si rigenera nel tepore del nostro meritato bagno, la televisione si sintonizza sul programma preferito che ci siamo annotati l’altro giorno sul palmare.

Questo è solo una delle tante visioni che potrebbero realizzarsi nel futuro, ma potremmo pensare a quante notti insonni in meno potranno passare tutti gli amministratori di rete che devono riprogettare e cablare la rete interna dell’azienda, alle applicazioni più nobili a favore dei disabili, a quelle più ludiche quando ci troveremo con gli amici per giocare al nostro gioco di ruolo preferito.

Il momento di HAL9000 è forse giunto? Come si dice in questi casi… “Ai posteri l’ardua sentenza!”.

Marco Trevisan

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