RIAA: ora chiudiamo i cloni di Napster

Parte da OpenNap la corsa delle majors della musica contro i sistemi di file-sharing e file-swapping. Una corsa che vede in Gnutella l'obiettivo successivo. Da colpire con tutto quello che capita, partendo dai provider considerati complici
Parte da OpenNap la corsa delle majors della musica contro i sistemi di file-sharing e file-swapping. Una corsa che vede in Gnutella l'obiettivo successivo. Da colpire con tutto quello che capita, partendo dai provider considerati complici


New York (USA) – Dopo Napster, che ha annunciato un nuovo appello, i discografici della RIAA partono ufficialmente alla carica dei sistemi alternativi, degli ambienti non-Napster che consentono di scambiare file, non solo musicali.

Il primo obiettivo dei discografici sono i provider di servizi Internet, depositari dei server sui quali avvengono gli scambi dei servizi che fanno capo ad OpenNap, il network di server che consente agli utenti di scambiare pressoché qualsiasi genere di file.

La RIAA in queste ore sta identificando i provider che ospitano questi server e sta mandando loro una lettera di diffida affermando che potrebbero essere ritenuti responsabili di violazione del diritto d’autore. L’ufficio legale della RIAA ha spiegato di ritenere “che negli Stati Uniti ci siano tra gli 80 e 90 server ai quali stiamo dunque rapidamente inviando queste lettere”.

La rete globale di OpenNap, costruito da programmatori open source, è accessibile pressoché da tutti i “cloni di Napster”, ovvero dai software nati nel mondo del file-sharing dopo l’avvento di Napster.

La RIAA sostiene che le lettere stanno già sortendo i primi risultati: “Ogni ISP con cui abbiamo parlato ha spiegato di voler prendere provvedimenti riguardanti la situazione e già due di loro hanno chiuso un paio di server negli scorsi giorni”. Nella lettera, la RIAA spiega ai provider che si tratta di una opportunità per evitare di “essere chiamati in causa”.

Il linguaggio utilizzato dalla RIAA nella sua lettera è, come consuetudine, molto pacato: “Richiediamo l’immediata rimozione o il blocco dell’accesso ai materiali illegali offerti attraverso questo server. In più, chiediamo che venga immediatamente informato l’operatore di quel server delle sue attività illegali e che giunga per iscritto la conferma alla RIAA che queste attività sono cessate”.

Una lettera che viene messa in discussione da molti esperti. Alcuni mettono l’accento sul fatto che, in molti casi, i “server” possono essere i computer degli utenti connessi via cavo o ADSL che hanno trasformato in server una porzione delle proprie macchine. Altri, come Fred Cate, docente di legge alla “Indiana University Law School”, ritengono che la lettera costituisca una minaccia rivolta ai provider.


Non è chiaro inoltre con quale autorità la RIAA si “protenda” su OpenNap, network all’interno del quale si scambia di tutto, e non solo la musica sulla quale i discografici vantano il diritto d’autore. Dunque la “spinta” della RIAA contro i server OpenNap potrebbe produrre conseguenze che vanno ben al di là della “sua” musica.

La RIAA ha comunque intenzione di appellarsi ai cugini della Federazione internazionale dell’industria fonografica (IFPI) per le azioni contro OpenNap al di fuori dei confini USA. La IFPI è da tempo attiva su questo fronte, come dimostra la sua iniziativa ai danni di alcuni belgi utenti di Napster.

Al momento, la RIAA non rilascia commenti su Gnutella, il sistema di file-swapping che grazie a Bearshare e agli altri sviluppi dell’architettura, sta acquisendo rapidamente una grande quantità di utenti. Utenti che non utilizzano, però, server centrali e che, di conseguenza, svolgono attività ben più inafferrabili. Non c’è dubbio, dunque, che il prossimo obiettivo della RIAA, che le sta tentando tutte per limitare l’esplosivo sviluppo del file-sharing, sarà proprio Gnutella.

La RIAA confessa che da tempo esamina Gnutella ma non ha specificato né quando né come intende procedere per fermare quello che sta divenendo la più importante architettura di file-sharing, sviluppata e diffusa ormai in tutto il Mondo.

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25 02 2001
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