Ricaricami.com chiuso. Ecco come

L'intervento di IWA Italia e IWA Canada ha coinvolto anche Banca Sella: insieme si sono rivolti al provider di hosting canadese che ha deciso di sospendere la pubblicazione del sito. Ma non tutte le questioni sono risolte
L'intervento di IWA Italia e IWA Canada ha coinvolto anche Banca Sella: insieme si sono rivolti al provider di hosting canadese che ha deciso di sospendere la pubblicazione del sito. Ma non tutte le questioni sono risolte


Roma – La truffa messa in atto dagli ideatori di Ricaricami.com, di cui Punto Informatico ha parlato nei giorni scorsi, è stata per il momento bloccata. E questo lo si deve all’interessamento di IWA Italia , la divisione italiana dell’associazione internazionale dei webmaster.

“Dopo le segnalazioni – ha spiegato a Punto Informatico Roberto Scano, coordinatore di IWA Italia – abbiamo dato un’occhiata al sito e ci siamo rivolti a Banca Sella”. La banca, come si ricorderà, aveva per prima sporto denuncia contro il sito che utilizzava abusivamente il nome dell’istituto di credito per promuovere le proprie attività di “e-commerce”, ovvero la frode della falsa vendita di ricariche per cellulari organizzata per recuperare dati di carte di credito.

Ma la denuncia di Banca Sella non aveva fatto scattare alcuna indagine né richiesta al provider canadese che ospitava Ricaricami.com. “Lo abbiamo chiamato noi – ha spiegato Scano – e ci siamo fatti dire di cosa avessero bisogno per provvedere alla chiusura del sito”. Chiusura necessaria perché quel sito, per quanto pieno di “pecche”, continuava fino a pochi giorni fa a rappresentare un pericolo per gli utenti di telefonia mobile meno smaliziati.

“A quel punto – ha continuato Scano – abbiamo invitato Banca Sella ad inviare la documentazione richiesta dal provider canadese (la prova della denuncia effettuata) per arrivare alla sospensione delle pagine. IWA Italia, di concerto con la filiale canadese, si è messa in contatto con il provider, portando quindi alla sospensione del servizio”.

Inoltre ieri pomeriggio Trust Italia, affiliata di VeriSign (il cui logo era abusivamente utilizzato da ricaricami.com), in una nota ha fatto riferimento agli articoli di Punto Informatico, spiegando di aver “presentato formale denuncia-querela alla competente autorità giudiziaria” contro il sito ora fortunatamente chiuso.


Nella nota, Trust Italia precisa che “né Verisign Inc. né Trust Italia S.p.A., né altre società licenziatarie del marchio e/o di prodotti Verisign hanno mai venduto prodotti con marchio Verisign al sito internet www.ricaricami.com; né esponenti di Verisign Inc. né di Trust Italia S.p.A., né di altre società licenziatarie del marchio e/o di prodotti Verisign hanno MAI avuto contatti di qualsiasi altra natura con il sito internet www.ricaricami.com; il sito www.ricaricami.com utilizza illegittimamente il nome VeriSign con grave ed irreparabile danno per VeriSign Inc. e Trust Italia S.pA., ove si consideri che, dalle notizie apparse sulla stampa, il nome VeriSign verrebbe speso in un’attività illecita”.

“Trust Italia S.p.A., in qualità di affiliata, tutelerà e difenderà la
reputazione ed il buon nome di VeriSign Inc., da qualsiasi evento o
circostanza che possa in qualche modo pregiudicarli – ha commentato Ernesto Pascale, presidente della società – Ho presentato, pertanto, una formale denuncia alle Autorità competenti, affinché siano presi gli opportuni provvedimenti di legge al fine di evitare il protrarsi di attività illecite, con l’utilizzo fraudolento del nostro nome e del nostro marchio, quali quelle riportate dalla stampa nei giorni scorsi”.

Nel frattempo ricaricami.com è stato denunciato anche da Phonecar Group, il cui portale offre la possibilità di ricaricare online il proprio cellulare e le cui pagine erano state copiate pari pari da chi ha messo in piedi ricaricami.com.

A questo punto si può sperare che l’inchiesta giudiziaria porti alla luce il nome di colui che si cela dietro quel dominio e chiarisca come abbia sottratto la carta di credito all’italiano che risulta intestatario di quel dominio e che su queste pagine ha negato qualsiasi responsabilità. Contro i truffatori di ricaricami.com pesano ora le denunce di Banca Sella, Trust Italia e Phonecar Group.

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29 05 2001
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