Ricarichi il telefonino? Paga la royalty

Freedom Wireless ora possiede ben due brevetti che negli USA consentono all'azienda di reclamare royalties da tutti i servizi di pre-pagato wireless. Sono già 400 le aziende contattate. C'è un premio per chi scoprirà come controbattere
Freedom Wireless ora possiede ben due brevetti che negli USA consentono all'azienda di reclamare royalties da tutti i servizi di pre-pagato wireless. Sono già 400 le aziende contattate. C'è un premio per chi scoprirà come controbattere


New York (USA) – Nella giungla dei brevetti nella quale da tempo gli Stati Uniti si dibattono c’è una nuova inquietante novità. Freedom Wireless, che ha appena ottenuto la seconda di due licenze in merito, ha denunciato 400 aziende del settore della telefonia mobile perché usano servizi di prepagato e ricarica wireless.

L’azienda, che già possedeva un brevetto sui servizi prepagati wireless, ha ora ottenuto il brevetto sulle ricariche, cioè sul ropristino del credito disponibile da dispositivi wireless, telefonini in primis. E con questi due brevetti in mano intende iniziare a riscuotere.

Una lettera di diffida, e relativa richiesta danni, per violazione del primo brevetto si è trasformata in denuncia contro Verizon Wireless, AT&T Wireless, Cingular e CellularOne, alcuni dei maggiori operatori americani del settore. Scopo della denuncia è ottenere ingenti somme per l’uso che queste aziende fanno di servizi che, secondo Freedom Wireless, sono suoi brevetti.

La battaglia era quindi già iniziata all’epoca del primo brevetto che aveva scosso il settore, ma ora pare destinata a infuocarsi in modo molto più deciso. Sono mesi che si dibatte sulla possibilità per i carrier americani di consentire il prepagamento dei servizi di telefonia mobile e ora, nel dibattito, si inserisce anche la ricarica. Freedom Wireless ha sottolineato, però, che “ancora deve decidere” se procedere alla denuncia anche per le ricariche. Ma è chiaro che questo secondo brevetto rafforza notevolmente la sua posizione.

Le conseguenze sono enormi. Se gli operatori mobili non troveranno un accordo con Freedom Wireless, o non riusciranno a superare il problema in tribunale, molti servizi cadranno perché non sarebbe pensabile obbligare il cliente a sottoscrivere un nuovo contratto con un nuovo numero di telefono ogni volta che deve ricaricare il proprio telefonino (!).

Nella citazione inviata a circa 400 aziende del settore che si sono già costituite al processo che sta per avviarsi, Freedom Wireless spiega: “Riteniamo che coloro che offrono certi servizi wireless prepagati, oltre a quelli già identificati nella denuncia, dovrebbero essere interessati ad ottenere una licenza e noi siamo disponibili ad offrire licenze a condizioni ragionevoli a qualsiasi imprese interessata”.

Che la situazione sia difficile lo dimostra anche il fatto che Boston Communications Group, che guida le imprese denunciate, dopo aver affermato inizialmente che quei brevetti non sono violati dagli operatori ora ha annunciato un premio di 60mila dollari per chiunque fornirà suggerimenti atti a “demolire” i brevetti riconosciuti a Freedom Wireless…

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24 05 2001
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