Ricerca Extraterrestre 2.0

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SETI@HOME, il più affascinante e avvincente progetto che coinvolge tutta la rete, fa partire la sua seconda fase con la versione 2 del programma che cerca gli alieni nello spazio
SETI@HOME, il più affascinante e avvincente progetto che coinvolge tutta la rete, fa partire la sua seconda fase con la versione 2 del programma che cerca gli alieni nello spazio


Web (internet) – Seti@Home passa alla fase due. Il progetto che chiede agli utenti della rete di collaborare con i propri computer nell’analisi dei segnali raccolti dallo spazio profondo, si arricchisce ora di una nuova versione dello screen saver usato per l’analisi.

Seti@Home, che ha riscosso un successo ben superiore alle attese con 1,5 milioni di utenti iscritti e almeno 500.000 di utenti attivissimi nell’analisi dei segnali radio, era partito lo scorso maggio come ambizioso progetto dell’Università di Berkeley in California. L’idea di fondo è di sfruttare le CPU dei computer degli utenti quando questi non usano la propria macchina per analizzare una moltitudine di segnali. Tutti insieme i PC degli utenti rappresentano un enorme e potentissimo supercomputer continuamente al lavoro. Secondo il direttore del progetto, David Anderson, “è il più potente computer del mondo, in grado di compiere otto teraflop di operazioni ogni giorno. Un supercomputer così sarebbe costato cento milioni di dollari”.

La possibilità di sfruttare i computer degli utenti si traduce, ha spiegato Anderson a Wired, in una migliore capacità di “ascolto” dei segnali. In questo modo si possono analizzare molte più frequenze provenienti da distanze maggiori rispetto a quanto era possibile fare prima.

Anderson ha spiegato che nella versione 2.0 del sistema ci sono tre importanti novità. La prima riguarda un supporto al firewall migliorato, per integrare al meglio Seti@Home con le necessità degli utenti aziendali. La seconda è la protezione dei risultati ottenuti dai singoli partecipanti in modo tale che non via sia la possibilità che le analisi di qualcuno vengano pubblicate come appartenenti a qualcun altro.

La terza, ha affermato Anderson, è la più importante. Riguarda il fatto che la massa di utenti che collaborano al progetto non solo consente di analizzare interamente tutti i segnali ma anche di analizzare quelli accumulati nel tempo. Per sfruttare meglio questa potenza elaborativa, la versione 2.0 compie analisi più approfondite e cerca non più soltanto segnali “continuativi” ma anche segnali che “appaiono e scompaiono” improvvisamente.

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Pubblicato il
10 gen 2000
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