Rimodulazioni TIM e Vodafone, i consumatori insorgono

I due operatori annunciano nuovi piani tariffari dal prossimo autunno. Secondo Altroconsumo rischiano di tradursi in rincari che andranno da 49 a 83 euro l'anno

Roma – Non sono passate inosservate, nonostante l’annuncio in pieno periodo di ferie, le novità tariffarie previste da TIM e Vodafone per il prossimo autunno. Rimodulazioni che non sono sfuggite neppure ad Altroconsumo , che avverte i consumatori dei rincari che si prospettano a breve termine e si rivolge alle Authority competenti per chiedere la sospensione dell’introduzione delle nuove tariffe.

I due operatori telefonici hanno avvertito la propria clientela delle rimodulazioni via SMS proprio a ridosso di Ferragosto, un periodo che normalmente significa “calma piatta”. Il Codacons è però entrato in azione subito, chiedendo l’intervento della magistratura, affinché indagasse sulla decisione presa da TIM e Vodafone di modificare le condizioni contrattuali di vecchi piani tariffari definiti fuori mercato e non più attivabili. L’associazione aveva infatti prontamente segnalato, con un esposto, il comportamento di TIM e Vodafone “che in concomitanza avevano comunicato ai propri clienti la cancellazione di promozioni, sconti e abbonamenti vantaggiosi attraverso l’insidiosa modalità dell’SMS”.

Altroconsumo è andata oltre: invitando i consumatori ad attendere prima di cambiare profilo, si è rimboccata le maniche e ha effettuato un’ analisi delle nuove tariffe che le compagnie telefoniche hanno proposto ai clienti che fruiscono dei piani tariffari prossimi alla cancellazione. Rilevando una situazione pesantemente a sfavore degli utenti: “Dai nostri calcoli – spiega l’Associazione – emerge che i cambi tariffari annunciati in agosto sono sistematicamente a danno degli utenti, cosa che ci ha spinto a inviare un esposto all’ Autorità per le telecomunicazioni e all’ Antitrust affinché l’aggiornamento delle tariffe sia sospeso. In attesa della decisione delle autorità, il nostro consiglio è di mantenere il piano tariffario posseduto”.

Nell’esposto dell’associazione si denuncia l’applicazione di pratiche commerciali sleali, l’abuso di posizione dominante, la scarsa trasparenza delle due aziende nei confronti dei propri clienti, e si evidenziano rincari che mediamente si tradurranno in un aumento di spesa annua che potrà andare da 49 ad 83 euro.

Ma per un consumatore non è facile capire a cosa va incontro: “Per quanto riguarda TIM – precisa Altroconsumo – alcuni vecchi piani tariffari (Tim Club, Unica e ZeroScatti) diventeranno più cari di 0,05 centesimi, pari a 3 centesimi in più al minuto, con aumenti che mediamente oscillano tra il 10 e il 20%. Nel caso di Vodafone è impossibile ricostruire in dettaglio come cambiano tutti i piani tariffari. Le informazioni sono disponibili solo per i clienti che hanno il tipo di tariffa soggetta a modifiche. Siamo comunque riusciti a scoprire che lo scatto alla risposta è aumentato in tutti i casi a 16 centesimi, uno dei costi più alti in tutto il panorama tariffario italiano. Inoltre sono state introdotte piccole modifiche: alcune tariffe al secondo sono state convertite in tariffe a scatti e tariffe a scatti sono state convertite in tariffe con singolo scatto più costoso”.

Sulla base di queste considerazioni, Altroconsumo ha chiesto alle Autorità un rinvio della data in cui le rimodulazioni dei piani saranno effettive, “fino a che entrambi gli operatori non garantiranno un cambiamento di piano tariffario senza alcun costo per il cliente, e la possibilità di passare da un operatore all’altro in tempi ragionevoli con il proprio numero telefonico e con la garanzia di restituzione integrale del credito residuo”.

Dario Bonacina

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