Rinvio a giudizio per Disco Volante

La Tv di strada aveva subìto mesi fa il sequestro degli impianti e, concluse le indagini preliminari, si arriva ad un clamoroso rinvio a giudizio


Roma – La mancata autorizzazione a trasmettere è il motivo per il quale sono stati rinviati a giudizio i responsabili della Tv Disco Volante, telestreet di Senigallia. Nei mesi scorsi, come si ricorderà, il ministero delle Comunicazioni aveva disposto il sequestro degli impianti .

In una nota, Disco Volante, già insignita del premio “Ilaria Alpi”, ha ricordato di essere una realtà nata attorno ad una associazione ARCI che si occupa di handicap e disagio sociale. “La redazione che dà vita alla piccola emittente – si legge nella nota – è composta dagli associati stessi”.

Dopo l’intervento del Ministero, la redazione non si è fermata e, sottolinea la nota, “nel giugno del 2004 un servizio filmato prodotto dalla piccola telestreet ottiene il prestigioso riconoscimento dedicato a Ilaria Alpi”. “Con l’approvazione della discussa legge Confalonieri/Gasparri – continua la nota – con il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) attivo, l’Authority che non muove un dito e il monopolio RAI/Fininvest fatto santo, si bussa alla porta di Disco Volante per chiuderlo dietro le sbarre”.

Della vicenda si parla naturalmente anche nello spazio web delle telestreet . Secondo i responsabili di Disco Volante la situazione mette in gioco la libertà di stampa prevista dalla Costituzione e con la telestreet si è schierato il senatore dei DS Guido Calvi che ne ha assunto la difesa.

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  • Anonimo scrive:
    Bloccarli tutti
    :D Bisognerebbe bloccarli tutti, non solo quelli Australiani, ...........a buon intenditore poche parole. :@Robx.
  • Anonimo scrive:
    e l'australia
    scopri' come funziona internet :D
  • Anonimo scrive:
    non ho capito bene una cosa
    Apperte che filtri e censure varie sono una cagata mostruosa, ma volevano impedire l'accesso hai siti porno? Bel paese democratico.e poi questa ABA sembra il MOIGE Australiano :Dcmq sono contento di questa cosa, dimostra che i filtri non servano a niente.poi ovviamente arriverano i troll contrari.
    • Anonimo scrive:
      Re: non ho capito bene una cosa
      condivido tutto (a parte l'h davanti ad "ai siti")
    • Anonimo scrive:
      Re: non ho capito bene una cosa
      mah...diciamo che i filtri funzionerebbero alla meno peggio in una dittatura, dove il controllo sui punti di accesso è molto stretto, cmq anche lì è una gara continua fra chi gestisce i filtri e chi cerca di bucarli.Per il resto chi cerca di imporre la morale dall'alto ha sempre fatto una triste fine.
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