Rivoluzione domini .it nella nebbia

Chi non ha Partita IVA ora può registrare un solo dominio. Chi ce l'ha, in un mese ne ha fatto incetta. Tutte le polemiche e la classifica di chi ha comprato più domini .it da dicembre ad oggi


Web (internet) – Attese da tempo sono finalmente arrivate dalla Naming Authority italiana le nuove regole per la registrazione dei domini. Ufficialmente si chiamano Regole di Naming Versione 3.2 e introducono finalmente la possibilità di registrazione di domini .it anche ai soggetti senza Partita IVA.

Come si ricorderà, infatti, fino ad oggi soltanto chi possedeva la Partita IVA era autorizzato a chiedere la registrazione di un dominio. Dal 15 dicembre, poi, è partita la prima fase della liberalizzazione che ha consentito alle Partite IVA di registrare migliaia di nuovi domini .it.

Una rivoluzione di pensiero e libertà dunque? No. L’attesa liberalizzazione è stata condotta inevitabilmente all’italiana mettendo davanti gli interessi del business e in secondo piano quelli della libera comunicazione in rete sotto i domini .it. Se infatti dal 15 dicembre le Partite IVA hanno iniziato a registrare quantità inverosimili di domini, dal 15 gennaio chi non ha Partita IVA ne può registrare uno, uno solo. Già. Difficile pensare che ad essere privilegiato sia stato il diritto uguale per tutti.

Questo significa che un individuo “qualsiasi”, una associazione culturale, un gruppo di studio o altro non può che rassegnarsi ad avere un unico proprio dominio. Non solo, è probabile, se il soggetto è conosciuto, che tra il 15 dicembre e il 15 gennaio “il suo dominio” sia già stato registrato dai tanti che in queste settimane stanno speculando in questo senso. Non ci sono infatti leggi che impediscono ad una Partita IVA di impadronirsi di un dominio di un soggetto non autorizzato a registrarlo per sé, anche se il suo nome e quel dominio sono del tutto “coincidenti”.

Ha poco senso dare colpa di una situazione così imbarazzante alla Naming Authority, che è composta fondamentalmente da chi fa della rete un business. La NA ha fatto quello che ci si aspettava, quello che le è stato richiesto. Né ha senso prendersela con chi, nella classifica pubblicata più avanti in questo articolo, ha approfittato delle possibilità delle registrazioni elitarie. Ce la si può invece prendere con la totale assenza della politica dalla rete, qualche volta peraltro del tutto auspicabile, che ha reso però i domini .it un terreno di caccia dove a vincere è il più forte e dove il diritto non è che un fastidioso neo che si cerca di dimenticare.

Venendo a ciò che a questo punto non può essere che secondario, ovvero agli altri contenuti delle nuove Regole di Naming, va evidenziato che la persona fisica intenzionata a registrare l’unico dominio possibile per sé, dovrà indicare il proprio codice fiscale e inviare questa lettera via fax (050.570.385) alle autorità di registrazione per ottenere il proprio dominio, a meno che non sia già stato registrato da una qualche Partita IVA. La ricezione di questi fax, cioè il loro immediato inoltro, è però garantito soltanto dalle 10 alle 14 dei giorni feriali sabato escluso.


Com’era ovvio, dal 15 dicembre ad oggi si è assistito ad una vera e propria corsa alla registrazione di nuovi nomi di dominio .it grazie alla prima fase della liberalizzazione, quella che consentiva a chi aveva Partita IVA di registrare un numero qualsiasi di domini.

Nonostante gli scaglionamenti che la Naming Authority ha attivato per fare fronte ad una richiesta enorme, dovuta con ogni probabilità alle restrizioni che hanno di fatto rallentato per anni lo sviluppo dei nuovi domini italiani, si è arrivati ad una situazione di notevole confusione che ora pare migliorare.

Ma chi, in queste settimane, ha registrato più domini di tutti? Prima della classifica complessiva che risale a tre giorni fa alcune considerazioni che possono aiutare nella “lettura”.

Tiscali è balzata al terzo posto tra coloro che hanno registrato nuovi domini .it con più o meno 2mila nuovi nomi in meno di un mese, portando il totale del proprio “bottino” a 4170 nomi di dominio. Jacobacci Perani, celebre studio di consulenza specializzato in marchi e brevetti, si è conquistato il decimo posto della classifica acquisendo fino ad oggi 1682 domini, ovvero 1675 domini in più rispetto a quelli che aveva il 31 dicembre 1999. Si tratta di un vero record tra le operazioni di speculazione sui domini.

Ma anche altre aziende hanno ottenuto nelle prime due settimane di gennaio risultati sorprendenti. Si pensi a MarcheOnline, al 15esimo posto della classifica generale, che possiede oggi 919 domini contro i circa 70 del 31 dicembre 1999. O ad ExpoServer, al 16esimo posto, che dispone di 888 domini contro i 38 registrati al 31 dicembre 1999.

Da notare, nella foga delle registrazioni, le “chicche”. Come la registrazione di canale5.it da parte di Silvano Bellandi, titolare di Partita IVA, o come quella di rete4.it, registrato nientemeno che da CNN.it . Da segnalare ancora, prima della classifica vera e propria, che tutti i più attivi sono anche mantainer, ovvero aziende che hanno già contatti privilegiati con le autorità di registrazione italiane.


I primi tre posti sono occupati da Interbusiness con 9865 domini, Inet con 5526, Tiscali con 4170. Ed ecco gli altri:

Flashnet 3564; Iunet 2447; Atslink 2444; Nettuno 2000; RA-GEO 2097; Itnet 1950; Jacobacciperani 1682; Dada 1573; 9Netavenue 1564; Stt 1320; Comm200 1151; Marcheonline 919; Exposerver 888; Numerica 812; Alicom 808; Unisource 766; TIN 674; Galactica 651; McLink 635; BNS 632; CPR 631; Village 628; DNET 624; WNT 608; Itaweb 594; GARR 544; Changing 551; Webusiness 542; DSnet 485; ItaliaCOM 483; Leonet 421; Tips-eng 410; Pronet 400.

Dal 36esimo “classificato” in poi si fanno notare: Albacom con 288 domini, Agorà con 277 domini, Intesa con 164 domini, Worldcom (121) e Cnn (119).

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