Robocani romani più forti di spagnoli e portoghesi

La competizione patrocinata dal Campidoglio ha visto la squadra de La Sapienza imporsi su quelle di Spagna e Portogallo. E presto competeranno ad Atlanta. Ecco com'è andata, cronaca, foto ed intervista

Roma – L’Italia ha vinto sulla Spagna e il Portogallo. O, meglio, i robot programmati dalla squadra italiana dell’università La Sapienza hanno vinto contro gli omologhi provenienti da Spagna e Portogallo. Si tratta del risultato del triangolare di Robo Soccer che è stato l’evento centrale del RomeCup2007 , il primo trofeo internazionale città di Roma di robotica.

L’evento si è svolto nella sala Protomoteca del Campidoglio, e a margine del triangolare ha visto anche gli automi progettati da istituti tecnici di tutta Italia sfidarsi in diverse discipline che ne hanno messo alla prova le peculiarità. Alcune mettevano a dura prova i sensori di movimento, altre quelli per la rilevazione e l’analisi di gas e altre quelli visivi.

Uno dei robot della competizione I robot che si sono sfidati a calcio invece sono automi a forma di cane, i modelli che fino a poco tempo fa Sony aveva in commercio, dotati di sensori visivi e di un collegamento in rete che consente loro di comunicare e coordinarsi per attuare strategie di gioco e raggiungere un obiettivo. Quattro contro quattro, i cani robot hanno occupato un campo di calcio di sei metri per quattro senza il minimo aiuto del team che li ha programmati, che era lì solo per vedere come si comportavano le proprie creature.

Questo triangolare è stata una manifestazione amichevole e promozionale messa in piedi da Fondazione Mondo Digitale , le vere gare si sono già svolte in altre sedi e hanno qualificato l’Italia (lo stesso team che ha vinto questo triangolare) ai mondiali di Robo Soccer che quest’anno si terranno ad Atlanta in America.

Punto Informatico , presente alla manifestazione, ha scambiato quattro chiacchiere con Daniele Nardi , professore di Intelligenza Artificiale presso la facoltà di Ingegneria della Sapienza, e Luca Iocchi , ricercatore e team leader della squadra vincitrice.

Punto Informatico: Questa di oggi era solo un amichevole ma tra poco partirete per l’America…
Daniele Nardi: In realtà è la squadra che stiamo organizzando da qualche anno con Ingegneria che gareggerà in America. È una squadra fatta da studenti e coordinata da me e da un collega ricercatore, mentre i dottorandi fanno da coordinatori. Ma la parte di programmazione la svolgono gli studenti dei corsi di laurea e della specialistica. Il team comprende una decina di persone.

PI: Gli studenti quindi ci lavorano nel tempo libero?
Luca Iocchi: Fa parte del loro curriculum scolastico, quindi colgono l’occasione di tesine, di corsi di progetto oppure lo fanno come stage finale di primo livello o come tesi di laurea. Si cerca insomma di portare questo lavoro all’interno delle attività accademiche anche per applicare ciò che viene insegnato nei corsi.

Il team dei vincitori PI: Come è organizzato il lavoro?
DN: Lavoriamo in un ambiente di sviluppo abbastanza sofisticato che consente di programmare sia la parte di movimento che quella di percezione e anche poi un sistema di comunicazione attraverso il quale i robot si coordinano. I limiti imposti dalle regole del torneo sono legati unicamente al fatto che si è vincolati all’utilizzo della piattaforma data. È un ambiente disponibile in rete, si chiama SDK.
LI: Ci sono varie parti del codice che vanno sviluppate e lo facciamo a gruppi, c’è chi si occupa di visione, chi di localizzazione, chi di azione. Tutto in un ambiente C++.

PI: Su cosa lavorerete tra oggi e luglio?
LI: Beh, migliorerei i comportamenti di tiro, perché spesso anche in situazioni favorevoli i robot hanno ritardato troppo a prendere decisioni.

PI: Chi sono i più forti al mondo?
DN: Dipende dal tipo di gare ma è una questione legata alla disponibilità di risorse umane e finanziarie per portare avanti i progetti di ricerca. I tedeschi e gli americani investono più in ricerca degli italiani e quindi vanno meglio ma non si può fare un paragone come nel calcio. Da noi tipicamente è più difficile fare ricerche che necessitano di un laboratorio e spese relative a materiali.
LI: I tedeschi e gli australiani. Anche perché spesso queste partite sono simili al rugby: può essere più conveniente portare la palla in porta anziché tirare da lontano, le abilità di tiro di questi robot non sono eccezionali.

PI: Qual è la parte più sofisticata di questi robot?
DN: Ci sono diverse componenti sviluppate a livello dello stato della ricerca corrente quindi non c’è una parte più difficile e una meno. Certamente, per questo tipo di robot l’aspetto di percezione è quello con i maggiori limiti. Cioè la conoscenza che il robot riesce ad avere sulle situazione del gioco e su cosa stanno facendo i compagni è la parte più complessa.
Una componente è la percezione delle immagini e poi l’altra, quella più propriamente di intelligenza artificiale consente di prendere decisioni che non siano semplicemente reazione ad uno stimolo ma che comportino una parte di analisi della situazione e scelta dell’azione da svolgere.

PI: Quali possono essere le applicazioni pratiche delle tecnologie sviluppate per queste gare?
DN: Una delle tecnologie fondamentali forse è il sistema di visione, che di sicuro è quello in cui la trasferibilità è più immediata. Può essere applicato a sistemi di sorveglianza o controllo degli ambienti.

a cura di Gabriele Niola

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  • Anonimo scrive:
    Bravo Mantellini
    Quello che dice è aspro da mandar giù, ma le medicine amare risanano. E' molto acuto il parallelo tra l'Arcadia e Internet, ed è ancora più arguto se si pensa che mentre l'Arcadia era per definizione un regno per pochi eletti, Internet conta milioni di adepti. Ma di questi milioni, quanti veramente sarebbero disposti a prepararsi gli striscioni reali, a saltare su treni reali e ad andare a manifestare in cortei reali? Credo che l'unica risposta per uscire dall'impasse indicato da Mantellini ci venga dalla Svezia e si chiami: Piratpartiet. Io credo (e l'abitudine di Punto Informatico a conservare tutti i post per gli anni a venire potrà testimoniare se sono stato buon profeta) che il futuro politico dell'Europa stia proprio in movimenti come il Piratpartiet, che potrebbero rappresentare per il nuovo secolo quello che il fenomeno dei Verdi è stato per gli anni '80 e '90. E siamo proprio noi, internauti di lungo corso che "c'eravamo" ancora prima che la rete diventasse navigabile, che abbiamo il dovere di trasformarci da virtuali in reali, e fare sentire la nostra voce nel mondo reale. Fondiamo un partito: non esiste altra via.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non credo
    "Internet nel mondo reale non conta niente al massimo se lanci un'iniziativa ti rispondono facciamo una petizione on-line... già avere dei nomi e cognomi è praticamente impossibile , figuriamoci fare altro."Nel mio caso, firmando alcune petizione, l'ho fatto con il mio nome reale" La pubblicità è un altro discorso non implica un' atteggiamento attivo basta che arrivi."Ho fatto questo esempio perchè la pubblicità implica (teoricamente) un cambiamento di abitudini, se la fanno vuol dire che c'è un riscontro" IMO chi si piega alle richieste degli utenti farebbe bene a trovarsi un buon avvocato perché tanto, fatte le dovute eccezioni, nel momento del bisogno lo molleranno li senza pensarci troppo. "Quel "fatte le dovute eccezioni" è la via per capire che può funzionare" Per inciso non facciamo i provincialotti è così in tutto il mondo, gli unici paesi in cui si riesce a combinare qualcosa sono quelli in cui l'attivismo di base già esisteva prima e per il quale internet è solo un canale di ulteriore comunicazione. "Concordo, ma l'attivismo in Italia, non è che manchi del tutto...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non credo
      - Scritto da:

      "Internet nel mondo reale non conta niente al
      massimo se lanci un'iniziativa ti rispondono
      facciamo una petizione on-line... già avere dei
      nomi e cognomi è praticamente impossibile ,
      figuriamoci fare
      altro."

      Nel mio caso, firmando alcune petizione, l'ho
      fatto con il mio nome
      reale
      Purtroppo uno non fa numero :), questo senza considerare che quando si fanno petizioni reali si chiede il documento non a caso, quello che hai sottoscritto non ha alcun valore legale né reale, quanti hanno sottoscritto usando un nome fittizio o incompleto o magari hanno usato dieci nomi diversi?
      " La pubblicità è un altro discorso non implica
      un' atteggiamento attivo basta che
      arrivi."

      Ho fatto questo esempio perchè la pubblicità
      implica (teoricamente) un cambiamento di
      abitudini, se la fanno vuol dire che c'è un
      riscontroE' come dire che chi guarda uno spot tv poi fa attivismo nella vita reale. La pubblicità è monodirezionale come la tv.
      " IMO chi si piega alle richieste degli utenti
      farebbe bene a trovarsi un buon avvocato perché
      tanto, fatte le dovute eccezioni, nel momento del
      bisogno lo molleranno li senza pensarci troppo.
      "

      Quel "fatte le dovute eccezioni" è la via per
      capire che può
      funzionareE' una dovuta precisazione per chi, come te, si comporta in modo corretto ma sui grossi numeri i dati falsi, incompleti o l'uso di pseudonimi la fa da padrone. Con una petizione online non saprai mai se Mario Rossi è veramente lui o è Paolo Bianchi, di certo Redboh o Deborah non sai chi sono :)

      " Per inciso non facciamo i provincialotti è così
      in tutto il mondo, gli unici paesi in cui si
      riesce a combinare qualcosa sono quelli in cui
      l'attivismo di base già esisteva prima e per il
      quale internet è solo un canale di ulteriore
      comunicazione.
      "

      Concordo, ma l'attivismo in Italia, non è che
      manchi del
      tutto...Vero ma non è organizzato né radicato come in altri Paesi, l' Italiano medio prima di muoversi deve esser toccato nel proprio e anche in quel caso, se c'è qualcuno che può fare il lavoro sporco al posto suo, sta buono buono ad aspettare, meglio non farsi nemici... :s :s :s :s ovviamente in questo modo i furbi prosperano.
  • alfridus scrive:
    Concordo?
    Mantellini così conclude:"Ma quasi mai al "contiamoci" che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.E questo rende gli applausi nel momento della chiusura del sipario certamente meno convincenti di quanto potrebbero essere, nell'attesa del momento in cui - e qui rubo una frase bellissima che ho sentito pronunciare a Sergio Maistrello qualche tempo fa - i "cittadini digitali" decidano di diventare semplicemente "cittadini".Qui da noi -perchè all'estero MANCA il vizietto di nascondersi nell'anonimato- sembra che la forza della Rete dipenda in buona parte dalla possibilità di sparar bordate da fortificazioni ben mimetizzate...Insomma, quest'atteggiamento di tirare i sassi e nascondere la mano la dice lunga -a mio modesto parere- sulla disponibilità a giocarsi in prima persona, da parte degli utenti della Rete.E' vero, siamo 'cittadini digitali', ma sempre un po' troppo digitali, ed un po' troppo poco cittadini. Sarà che ci percepiamo privati dei nostri diritti di partecipare al governo della Res Pubblica, sarà che dopo aver votati tanti governi inefficienti e confusionari iniziamo a sentirci un po' imbecilli (nel suo significato letterale= deboli, inefficaci). Sarà che non ci percepiamo sufficientemente tutelati dalle istituzioni, che abbiamo contribuito a corrompere, colpevolmente, con la filosofia del lasciar fare...Certo che stiamo perdendo una magnifica occasione di ESERCITARE LA DEMOCRAZIA in prima persona.Quando si ha la possibilità, in poche ore, di aggregare le forze della base, e far sentire forte la nostra voce ed il nostro dissenso, ed invece non se ne fa nulla, occorre porsi a riflettere su cosa c'è, che non funziona, nella nostra società.Questo disimpegno diffuso, che lascia campo libero a quanti prendono tutto lo spazio disponibile per se stessi, ci porta lentamente verso un'oligarchia reale, se non formale: e dovremmo rendercene conto tutti, prima che che una situazione del genere si possa realizzare.All'informazione dovrebbe seguire la formazione, altrimenti l'informazione non serve a nessuno.Aggregare le istanze in gruppi -anche virtuali, ma non per questo meno coesi- dovrebbe essere il primo passo nella direzione di riprenderci i diritti ed i poteri che abbiamo delegati a quanti non soddisfano più le nostre esigenze.Sottoporre ad altri l'esigenza di aderire alle istanze promosse dovrebbe essere la prima azione da portare avanti collettivamente.Far validare quindi le istanze che siano largamente condivise sarebbe una prima conclusione di un processo di ridefinizione dei diritti e dei doveri che sottendono alla nostra vita sociale.Ed allora avremo utilizzato la forza della Rete per migliorare l'esistenza di ciascuno di noi.doct.alfridus-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 16.42-----------------------------------------------------------
    • Alessandrox scrive:
      Re: Concordo?
      Devo dire che il piu' delle volte, quando ho concluso una discussione articolata su un tema importante, ho esaurito tutto il mio tempo libero a disposizione e devo ributtarmi sul lavoro...Come si fa a trasportare l' esperienza in rete nella vita reale se manca il tempo materiale?A collegarci e scrivere e' un attimo ma organizzarsi "fuori" e' piu' complesso. Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita' di agire collettivamente in modo coordinato ed organizzato nella vita reale, tendiamo troppo a delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo mediamente piu' che all' estero perche' gran parte del nostro lavoro serve per mantenere alto il PIL per pagare il "debito pubblico".
      • alfridus scrive:
        Re: Concordo?
        - Scritto da: Alessandrox

        Devo dire che il piu' delle volte, quando ho
        concluso una discussione articolata su un tema
        importante, ho esaurito tutto il mio tempo libero
        a disposizione e devo ributtarmi sul
        lavoro...Se le cose stanno così... ti ringrazio del tuo tempo!
        Come si fa a trasportare l' esperienza in rete
        nella vita reale se manca il tempo
        materiale?...La Rete E' UN LUOGO REALE -virtuale non significa che non esiste!
        A collegarci e scrivere e' un attimo ma
        organizzarsi "fuori" e' piu' complesso.
        Mettiamo che ti invii un SMS per invitarti ad una pizza: è complesso?
        Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita'
        di agire collettivamente in modo coordinato ed
        organizzato nella vita reale, vuoi dire che siamo troppo 'individualisti'? Certo: siamo socievoli, ma non sociali; bel guaio!
        tendiamo troppo a
        delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo
        mediamente piu' che all' estero perche' gran
        parte del nostro lavoro serve per mantenere alto
        il PIL per pagare il "debito
        pubblico".scusami, ma mi sfugge qualcosa: il lavoro in IT mantiene alto il PIL? ed il PIL alto 'paga' il debito pubblico?!Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare concretamente una modalità di protesta?doct.alfridus
        • Alessandrox scrive:
          Re: Concordo?
          +soldi da dare al fisco (da mettere nella voragine del debito). In ogni caso queste sono le indicazioni e i suggerimenti della commissione UE e della BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera intervistato da F.Fazio.
          Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare
          concretamente una modalità di
          protesta?+PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al lavoro = -tempo libero.Un po' schematico ma se ci rifletti bene e' cosi'.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 17.22-----------------------------------------------------------
          • alfridus scrive:
            Re: Concordo?
            +soldi da dare al fisco (da mettere nella voragine del debito). In ogni caso queste sono le indicazioni e i suggerimenti della commissione UE e della BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera intervistato da F.Fazio.Oddio! la UE e la BCE, con M.M. e addirittura Fazio! era quasi meglio l'oracolo di Delfi, coi vapori sulfurei!

            Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare concretamente una modalità di protesta?
            +PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al lavoro = -tempo libero. Un po' schematico ma se ci rifletti bene e' cosi'.Certo, come no.Allora, lasciamo il mondo come si trova? cioè anche un po' peggio di come l'abbiamo trovato?Uhmmmm... e ti sta bene?doct.alfridus
          • Alessandrox scrive:
            Re: Concordo?
            +soldi da
            dare al fisco (da mettere nella voragine del
            debito). In ogni caso queste sono le indicazioni
            e i suggerimenti della commissione UE e della
            BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera
            intervistato da
            F.Fazio.
            Oddio! la UE e la BCE, con M.M. e addirittura
            Fazio! era quasi meglio l'oracolo di Delfi, coi
            vapori
            sulfurei!Eh, questo passa il convento...


            Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare
            concretamente una modalità di
            protesta?

            +PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al
            lavoro = -tempo libero. Un po' schematico ma se
            ci rifletti bene e'
            cosi'.
            Certo, come no.
            Allora, lasciamo il mondo come si trova? cioè
            anche un po' peggio di come l'abbiamo
            trovato?
            Uhmmmm... e ti sta bene?No certo, osservavo solo che questo modello di societa' ci fa' sgobbare tanto per riempire una voragine con dei cucchiaini... e ci toglie parecchio tempo utile per .... tutelarci da chi e' gia' pagato per farlo. Se non e' il colmo dell' assurdo questo....Quindi: si occorrerebbe organizzarsi dentro e fuori dalla rete... con il tempo che avanza.
          • alfridus scrive:
            Re: Concordo?
            Vedi, Alessandox -e gli altri amici che sento leggerci mentre discutiamo pianamente-, ho un po' di anni in più: il tempo mi passa veloce, perchè ne ho meno a disposizione. E così, mi capita di dormire veramente poco, e le mie giornate si allungano sempre più nella notte.Il tempo mi manca, forse per questa ragione inizio ad avere fretta, a 'spingere' con più decisione.C'è stato, nella mia vita, chi si è lamentato con me di essere nato troppo tardi, e si rammaricava di non esser nato due secoli fa, in un'epoca in cui ipotizzava che la sua vita sarebbe scorsa in modo più conforme ai propri desideri...Io, al contrario, sono curioso; sono sempre stato curioso, e lo sono ancora, di vedere come la vita si evolverà dopo di me. E vorrei quasi sopravanzarla nel suo divenire, per spiare il futuro.Questo non si può fare; ma si può tentare di plasmare il domani come lo si vorrebbe, attraverso le nostre scelte e le nostre azioni di oggi. E continuo a credere che valga la pena di tentarlo.Ora... Sai quanti Forums sono ospitati su PI? Quasi un mezzo migliaio, non si riesce a contarli, lo script java che ne regge l'indice non è sufficientemente solido: possiamo aprire un forum permanente qui, giusto per contarci, potremmo chiedere di aprire tanti sotto-forum quanti sono gli argomenti che si vorranno affrontare, discutere strategie e modalità di azione, coordinarci... Insomma, cercare di far succedere qualcosa.Ho sempre distinto gli umani in due gruppi: coloro cui accadono delle cose, e coloro che le cose le fanno accadere, ed ho sempre preferito appartenere al secondo gruppo.Puoi essere della partita; se vuoi.doct.alfridus
    • MeX scrive:
      Re: Concordo?
      volevo solo darti il benvenuto sul Forum... è raro leggere messaggi così articolati e intelligenti!Spero di leggerti spesso!
      • alfridus scrive:
        Re: Concordo?
        Grazie, MeX.Puoi iniziare subito: segui le battute scambiate con Alessandox, con le quali abbiamo cercato di approfondire un po' il discorso del Fare, più che del Dire...Incrociamo le dita, ed auguriamoci buona fortuna!doct.alfridus
  • Anonimo scrive:
    i clubs legati a Grillo
    in questo senso i clubs legati a Beppe Grillo sono molto più seri di tante altre fumose e volatili partecipazioni... come i forum, le petizioni online... Quelli "di Grillo" usano la rete, ma si trovano di persona.Poi se vanno a pizza e birra non lo so, ma magari qualcosa fanno.Come quelli dei quali parlava Naomi Klein in "No Logo" ... chiunque usi la rete come gli organizzatori di un rave-party alla fine raggiunge in risultato fisico, le persone ci sono, si vedono (vengono viste), si incontrano, si parlano davvero e davvero parlano agli altri .E' un po' come il telefono... ci si telefona, ma per vedersi.
  • Anonimo scrive:
    bleuarch!!! "profittevole"
    sarà che l'ho sentito dire sempre al nano... ma la frase "utilizzo commerciale tranquillo e profittevole della piattaforma." mi ha dato un po' di nausea; non so a voi.Però sono frasi come questa (lontano dall'intenzione dell'autore, in questo caso) che mi fanno pensare che profitto e "il bene comune" proprio non c'entrano niente l'uno con l'altro.Questa è una cosa buona. Funziona. Serve.IL commercio non è felice? si fotta.Applausi, sipario.
    • Anonimo scrive:
      Re: bleuarch!!! "profittevole"

      Però sono frasi come questa (lontano
      dall'intenzione dell'autore, in questo caso) che
      mi fanno pensare che profitto e "il bene comune"
      proprio non c'entrano niente l'uno con
      l'altro.
      Ma siccome il Mercato è l'unico padrone del mondo, il "bene comune" diventa il "bene della maggioranza degli azionisti". E' così adesso, e rimarrà così, che ti piaccia o no.
      IL commercio non è felice?

      si fotta.
      Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io, migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in confronto agli immensi introiti di cui si parla. Siamo carne da macello. Get over it.
      • Anonimo scrive:
        Re: bleuarch!!! "profittevole"

        Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io,
        migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in
        confronto agli immensi introiti di cui si parla.
        Siamo carne da macello. Get over
        it.E tu ne sei felice che stia tutto così? Contento te... ma forse non tutti la pensano così
      • Funz scrive:
        Re: bleuarch!!! "profittevole"


        Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io,
        migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in
        confronto agli immensi introiti di cui si parla.
        Siamo carne da macello. Get over
        it.milioni di persone connesse in questo istante alle reti P2P sono ben piu' di qualcosa, per non parlare degli scambi via ipod o HDD portatili.Per fermare tutto cio' dovranno cancellare un bel po' di liberta' personali ai cittadini, quindi sara' una bella lotta, e credo (spero vivamente) che le major e il tuo commercio vadano via dal culo prima di vincerla.
    • Anonimo scrive:
      Re: bleuarch!!! "profittevole"
      Quella frase non è rivolta ai netzen, ma agli imprenditori, non ha nulla a che fare con il bene comune :)Attenzione alle parole dei politici
  • MeX scrive:
    corteo vituale e chat erotiche...
    ...allora... dai... non parliamo di "rivolte web"... si sta parlando di una sequenza numerica per guardare a sbafo DVD di film... nella vita REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0 assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su IRC e si masturba in webcam... ma non potete chiamarlo "SESSO" :)
    • Anonimo scrive:
      Re: corteo vituale e chat erotiche...
      - Scritto da: MeX
      ...allora... dai... non parliamo di "rivolte
      web"... si sta parlando di una sequenza numerica
      per guardare a sbafo DVD di film... nella vita
      REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0
      assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su IRC
      e si masturba in webcam... ma non potete
      chiamarlo "SESSO"
      :)Penso che la rete regali tantissimmo, il "numerino" e un fatto che si carica di significati, e credo che senza quelli che trovano i numerini, internet sarebbe un supermercato con guardiani ad ogni corsia, telecamere e sensori, con tariffe accessibili solo a pochi...Gli usi che poi si fanno della rete sono soggettivi, e non si può in ogni caso, rimproverare gli altri per gli usi che ne fanno partendo dalla propria morale
      • MeX scrive:
        Re: corteo vituale e chat erotiche...
        - Scritto da:

        - Scritto da: MeX

        ...allora... dai... non parliamo di "rivolte

        web"... si sta parlando di una sequenza numerica

        per guardare a sbafo DVD di film... nella vita

        REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0

        assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su
        IRC

        e si masturba in webcam... ma non potete

        chiamarlo "SESSO"

        :)


        Penso che la rete regali tantissimmo, il
        "numerino" e un fatto che si carica di
        significati, e credo che senza quelli che trovano
        i numerini, internet sarebbe un supermercato con
        guardiani ad ogni corsia, telecamere e sensori,
        con tariffe accessibili solo a
        pochi...
        Gli usi che poi si fanno della rete sono
        soggettivi, e non si può in ogni caso,
        rimproverare gli altri per gli usi che ne fanno
        partendo dalla propria morale
        guarda che io non ho dato giudizi morali sulla masturbazione su IRC, ho solo detto di non chiamarlo sesso, e chiedo di non chiamare "manifestazione" una serie di post pappagallo sparsi qui e li... già di valori ce ne sono pochi... se poi gli anacquiamo così...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 15.22-----------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: corteo vituale e chat erotiche...
          Scusami, ma l'ho intermpretato come una sorta di rimprovero."Non puoi sentirti povero se gli altri non sono ricchi"
          • Anonimo scrive:
            Re: corteo vituale e chat erotiche...

            "Non puoi sentirti povero se gli altri non sono
            ricchi"La citazione giusta è: "Non puoi sentirti povero se gli altri sono ricchi." (Lupin III)
          • Anonimo scrive:
            Re: corteo vituale e chat erotiche...


            "Non puoi sentirti povero se gli altri non sono

            ricchi"

            La citazione giusta è: "Non puoi sentirti povero
            se gli altri sono ricchi." (Lupin
            III)"Ti sentirai povero comunque se gli altri erano ricchi e io ti ho fregato il bottino." (Fujiko Mine).
  • giacomo.mason scrive:
    Conoscenze e appartenenze
    Il fatto è che c'è uno scarto tra i meccansimi di creazione di conoscenza e quelli di prodizione di istanze di appartenenza: la conoscenza è difficile da creare e molto facile da replicare, e questo la rende così adatta a circolare in RetePutroppo i meccensimi di produzione di consenso e di aggregazione intorno a istanze non seguono questa logica: la conoscenza non è appartenenza.A volte magari confondiamo i due piani e ci sembra tutto facile, ma se guardiamo meglio sono due oggetti diversi nel mondo sociale.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 09.11-----------------------------------------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Conoscenze e appartenenze
      - Scritto da: giacomo.mason
      Il fatto è che c'è uno scarto tra i meccansimi di
      creazione di conoscenza e quelli di prodizione di
      istanze di appartenenza: la conoscenza è
      difficile da creare e molto facile da replicare,Non è una verità oggettiva...anzi
      e questo la rende così adatta a circolare in
      Rete
      E meno male
      Putroppo i meccensimi di produzione di consenso e
      di aggregazione intorno a istanze non seguono
      questa logica: la conoscenza non è
      appartenenza
      La conoscenza non è una proprietà
      A volte magari confondiamo i due piani e ci
      sembra tutto facile, ma se guardiamo meglio sono
      due oggetti diversi nel mondo
      sociale.
      Nel mondo sociale di chi vorrebbe che le due cose fossero ben divise...
  • Anonimo scrive:
    60 milioni?
    La copertina di business week è stata smentita ai tempi dei dinosauri. Non ha mai fatto tutti quei soldi nemmeno lontamante.
  • Anonimo scrive:
    Lucio Dalla ... la SIAE fatta persona
    Lucio Dalla, è uno degli autori italiani che più incassa dalla SIAE in Italia, maiale, per cui, caro punto informatico, meglio sarebbe NON citarlo quando si parla di libertà in rete!
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