Robot da guerra anche in Italia

L'Aeronautica militare ha adottato i nuovi velivoli per missioni di ricognizione. Andranno in Iraq. Ma in tutto il mondo aumentano i robot con finalità militari
L'Aeronautica militare ha adottato i nuovi velivoli per missioni di ricognizione. Andranno in Iraq. Ma in tutto il mondo aumentano i robot con finalità militari

Roma – In Italia sono già attivi da alcune settimane i primi esemplari di UAV, sigla che sta per Unmanned Aerial Vehicle, ossia per velivoli che volano senza bisogno di un pilota umano. Ad affermarlo è una nota del ministero della Difesa .

Stando alla nota, l’Italia è il primo dei paesi europei a dotarsi dei nuovi gioiellini della tecnologia americana, prodotti e venduti dalla General Atomic Aeronautical Systems , società che fa parte di un colosso statunitense che è tra i più importanti fornitori dell’amministrazione americana.

Il Ministero sostiene che il primo velivolo pilotato grazie a sofisticati sistemi tecnologici capaci di sostituire in toto la presenza umana è il Predator , nome suggestivo e decisamente aggressivo che definisce un aereo pensato più che altro per attività di ricognizione.

Il Predator Si tratta di un aereo che viene impiegato dal ricostituito 28esimo Gruppo Velivoli Teleguidati dell’Aeronautica. Alla fine di dicembre, specifica il Ministero, è stato eseguito un primo volo sulla base pugliese di Amendola.

“Il programma Predator – spiega il Ministero – prevede una componente velivoli, una stazione di controllo a terra, l’assistenza tecnica iniziale ed i corsi di addestramento basico per il personale navigante, gli operatori di sistema ed i tecnici della manutenzione. Nello scorso anno, infatti, personale militare ha preso parte ad un programma di addestramento specifico negli Stati Uniti”.

Alla prima missione operativa non manca molto, in quanto i Predator italiani saranno inviati in Iraq per supportare le attività del contingente italiano impegnato a tenere sotto controllo una vasta area del paese. La loro operatività è anche garantita dai passi avanti della relativa normativa.

Va detto ad ogni modo che in tutto il Mondo avanzano rapidamente le ricerche per sviluppare sofisticati robot dalle capacità belliche comandati da remoto. In Israele è partito il programma che qualcuno ha chiamato Terminator , in Australia si lavora su robot capaci di sostituire i soldati entro dieci anni. Negli USA l’anno prossimo l’esercito si doterà del robot “Talon” (vedi foto qui sotto) che può muoversi da sé e che disporrà di una mitraglietta che però, assicurano i generali, sarà controllata a distanza da un soldato in carne ed ossa.

Talon Sempre negli USA vengono sperimentati in queste settimane i primi robocopter . L’Università di Berkeley prima di Natale ha condotto con successo i test del suo “Berkeley Aerial Robot”, per gli amici BEAR, che può essere gestito da remoto (via radio) ed avere comunque numerose finalità civili ( qui il sito dedicato).

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12 01 2005
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