Roku 2, Internet TV con cui giocare

Il decoder punta ad estendere la sua offerta di contenuti dai video ai giochi, puntando a conquistare il mercato in espansione dei set box per la TV Internet a suon di Angry Birds. Riuscirà dove gli altri per il momento non brillano?

Roma – Roku, il set-top-box nato principalmente per permettere la fruizione dei contenuti Internet sul televisore di casa, ha presentato la sua seconda generazione, più piccola della precedente e con opzioni aggiuntive tra cui un controller con accelerometro e casual game integrati .

Roku 2 arriva sul mercato con tre versioni : una HD (con risoluzione massima dei video play back di 720p) da 60 dollari, una XD (risoluzione 1080p) da 80 e la XD da 100 che integra il nuovo controller.

Roku arriverà a 250 canali, a cui integra gallerie di film e filmati on demand in streaming tra cui quelli di Netflix, AOL, i canali pay-TV di Epix, Amazon Instant Video, Hulu Plus e Pandora (radio). Ha inoltre aggiunto servizi di sottotitoli e un sistema di controllo remoto (nella versione in vendita a 100 dollari), simile al Wiimote e dotato di accelerometro e connessione Bluetooth: può essere impiegato anche per giocare ai titoli che arriveranno con la piattaforma, a iniziare da Angry Birds che sarà contenuto gratuitamente. Roku starebbe inoltre per stringere accordi simili con Namco per Pac-Mac e Galaga.

Al contrario di Apple TV, che non ha adottato la strada delle applicazioni, Roku sembra andare dunque nella direzione di un’offerta che vada oltre alla visione di contenuti online: in quest’ottica, non potendo puntare come Apple all’integrazione con tablet e smartphone, ha deciso di spingere sui giochi, anche se in questo modo rischia di andare a scontrarsi con il mercato delle console. In generale la promessa è quella di estendere notevolmente l’offerta di giochi entro la stagione natalizia.

Inoltre, come ormai sembra imprescindibile , Roku arriva con “Facebook incorporato”. Roku, in ogni caso, rappresenta una delle strade con cui arriveranno sugli scaffali i decoder per la visione sul televisore dei contenuti online: secondo gli analisti entro la fine dell’anno il 25 per cento delle case statunitensi avranno connessioni Internet attraverso TV e decoder, ed entro il 2012 la percentuale potrebbe addirittura essere superiore al 50.

Claudio Tamburrino

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  • markov00 scrive:
    da datacenter a datacenter
    Quindi se ho ben capito si spostano da un datacenter ad un altro...buttano tutti quei sistemi per occupare altri sistemi nel cloud andranno comunque ad impattare sui costi energetici degli attuali datacenter cloud, che occupano anch'essi interi "campi da calcio", e che probabilmente per le esigenze dell'amministrazione dovranno essere ampliati.Di certo risparmieranno, ma che dire di quello che buttano? perchè non riconvertirlo come fanno di solito? magari in un sistema cloud loro dell'amministrazione, sai quanto risparmerebbero? e potrebbero anche rivendere parte della loro infrastruttura
    • Maestro Miyagi scrive:
      Re: da datacenter a datacenter
      Già, e, soprattutto, quanto saranno "sicuri" quei dati in mano a dei gestori privati e che uso ne faranno??
  • Funz scrive:
    Mi piacerebbe sapere
    Quanti datacenter hanno le nostre PA? Quanto ci costano? Quanto si potrebbe risparmiare razionalizzando ed eliminando il magnamagna che al 100% di sicurezza posso affermare che c'é?
    • Crone Logan scrive:
      Re: Mi piacerebbe sapere
      non credo che lo sperpero dei soldi sia dovuto ai datacenter, tra le altre cose in gestione outsourcing..
    • bubba scrive:
      Re: Mi piacerebbe sapere
      - Scritto da: Funz
      Quanti datacenter hanno le nostre PA? Quanto ci
      costano? Quanto si potrebbe risparmiare
      razionalizzando ed eliminando il magnamagna che
      al 100% di sicurezza posso affermare che
      c'é?basta solo che NON FACCIANO come la proposta americana, per "razionalizzare"! Cavare tonnellate di datacenter, per ficcarli tutti in the cloud (in mano a contractor privati quasi certamente) E' da matti.
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