Samsung Syncmaster 930BF

Il monitor da videogamer, ad un prezzo senza rivali

Molti anni sono trascorsi dall’introduzione dei monitor LCD, e se il mercato spinge evidentemente verso questa direzione, con un numero crescente di offerte nei supermercati, negozi e centri commerciali, non si può dire che i vecchi possessori di CRT siano ancora convinti del salto.

Ormai i prezzi non sono più proibitivi come un tempo, dunque qual è il fattore che frena ancora molti utenti nel passaggio da CRT a LCD? Uno di questi è generalmente la resa cromatica, ma c’è da considerare anche uno dei fattori che frena maggiormente i cosiddetti “gamer”: la risoluzione fissa. Un LCD infatti nasce con una risoluzione natia, che non è assolutamente possibile superare. Al contrario, utilizzando cioè una risoluzione inferiore a quella per cui è stato progettato, lo schermo utilizza dei filtri di interpolazione , che ne peggiorano visibilmente la qualità.

Fatte queste premesse, la vera “croce” che affligge i videogiocatori è una in particolare: il tempo di risposta dello schermo. Più è alto questo valore, maggiore è la persistenza delle immagini su schermo, e l’effetto scia tanto temuto ne è conseguenza. Il Samsung 930 BF nasce come monitor per giocatori, grazie ad un pannello con tempi di risposta dichiarati da 4ms. In virtù di una tecnologia denominata Overdrive è possibile caricare i pixel con un voltaggio superiore a quello necessario, per ottenere un miglioramento sensibile specialmente nei cambiamenti in scala di grigio ( grey to grey ). Ciò si traduce in migliori tempi di risposta, fattore che rende questo monitor particolarmente appetibile per i giocatori, anche e soprattutto per il costo particolarmente contenuto.

Il monitor è dotato di ingresso DVI e VGA, ed all’interno della confezione è compreso anche il cavo DVI per utilizzarlo con schede video dotate di questa connessione.

Test e conclusioni
Foto del prototipo Tom’s Hardware ha inserito il monitor Samsung 930BF in una comparativa, disponibile anche in italiano. Design e dotazione sono senza infamia e senza lode, nel senso che pur non spiccando per le forme o per la costruzione, il monitor resta sobrio e piacevole. Non sono presenti nè altoparlanti nè hub USB, piuttosto diffusi sui display LCD, mentre il doppio collegamento VGA e DVI resta un vantaggio innegabile.

Dai test Tom’s evidenzia un ottimo comportamento nella gestione dei colori e nella latenza, mentre il monitor resta sconsigliabile per la visione di film a causa del numero di rumori presenti durante la visione dell’immagine. L’angolo di visibilità resta accettabile.

Anche Nordic Hardware ha recensito il monitor Samsung 930BF, e dai test di gaming sembra proprio che Samsung abbia centrato l’obiettivo di creare un monitor per giocatori. Dello stesso parere Techspot .

In conclusione, considerando che in Europa il prezzo si aggira intorno ai 360 euro IVA inclusa, si può dire che si tratta del monitor ideale per un giocatore che vuole abbandonare il vecchio monitor CRT. I consumi degli LCD sono nettamente inferiori, e molti utenti sono stati attratti da questo modello grazie ai costi contenuti e alle caratteristiche offerte.

È in corso una discussione sul Samsung 930 BF nel forum di Hardware Upgrade al seguente LINK .

Giovanni Fedele

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  • Giacks3d scrive:
    La soluzione meno peggio
    Probabilemte una gestione internazionele dell'onu sarebbe preferibile ma questo solo se l'onu fosse un organismo democratico che difende i diritti umani. Vorrei fare qualche esempio per farvi capire cosa è adesso l'onu:Tutte le dittature sono ammesse a sedere all'assemble generale mentre Taiwan che è una democrazia è esclusa perchè non riconosciuta dalla cina. L'anno scorso(non sò se tuttora) la commissione sui diritti umani è stata presietura dalla Libia !!!Nell'assemblea generale le dittature sono sempre riuscite a impedire che nella definizione di genocidio fosse inserito l'omicidio per motivi politici e i paesi islamici sono sempre riusciti a impedire che sia data una definizione univoca di cosa è terrorismo e cosa no.Tra questo organismo e gli Stati Uniti scelgo gli USA.Avranno i loro interessi da difendere ma è più probabile che facciano meno danno loro dell'onu. Non vorrei senno che tra 5 anni mi trovo la cina(o l'iran...) a presiedere la commissione che gestisce intenet.Fino a prova contraria l'ICANN è stato amminiustrato bene dagli usa, cosa è stato amministrato bene dall'ONU?
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione meno peggio

      amministrato bene dall'ONU?"Oil for food"... guarda quanta gente ci ha fatto i soldoni. Me la immagino già un ICANN ONU, con funzionari strapagati per fare nulla - come già avviene ora nell'ONU e nelle varie agenzie, vedi UNICEF, UNESCO (chi ricorda i corsi di ballo per i dipendenti, o qualcosa di simile, e altre maniere per buttar via soldi?), suddivisi per aree, tot europei, tot africani, tot asiatici, tot americani, ecc. ecc., e impegnati a trovare qualche modo per farsi corrompere e arrotondare il lauto stipendio.
  • Anonimo scrive:
    Internet e USA
    Trovo grottesco il fatto che a chiedere l'apertura di un processo di democratizzazione di internet siano paesi come la Cina.Trovo grottesco che il summit in questione si sia tenuto in un paese che sbatte in cella i blogger e gli oppositori in genere.Internet nasce in america ed è normale che gli organismi che la governano e la controllano siano basati in quel paese. Non sono filoamericano, ma in questo caso sono fermamente convinto che il controllo statunitense su Internet sia al momento la migliore garanzia di un servizio quanto più possibile democratico.
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet e USA
      completamente d'accordo, da quello che so ICANN è un'organismo tecnico che tutto sommato ha poco a che vedere con le libertà di espressione e molto di più a vedere con know how tecnico che negli Stati Uniti non manca. Se paesi illiberali come Cina o Cuba si lamentano è più che altro perchè questo know how è naturalmente anche un grosso business dal quale sono tagliati fuori. Tutto ciò detto da una persona molto critica nei confronti degli USA.
      • AnyFile scrive:
        Re: Internet e USA
        Concordo, tanto piu' che la censura ed il controllo (di solito) non viene fatta a livello di ICANN o di root DNS, tanto e' vero che un sacco di paesi riescono a farla e che le autorita' governativa usa sarebbero comunque in grado di controllare la rete anche senza il tramite dell'ICANNil problema di fiondo e' che non si riuscirebbe a creare comunque un'organizzazione internazionaleTutte le organizzazioni internazionali hanno seri problemi. Basti guardare l'ONU. Tutte le sue organizzazioni anziche' essere organizzazioni internazionali sono organizzazioni in cui le decisioni sono prese dai vari governi e poi presentate all'organismo ONU che le approva o meno in base all'importanza degli stati che li appoggiano
        • Anonimo scrive:
          Re: Internet
          USA
          - Scritto da: AnyFile
          Tutte le organizzazioni anziche' essere
          internazionali sono organizzazioni in cui le
          decisioni sono prese dai vari governi e poi
          presentate all'organismo ONU che le approva o
          meno in base all'importanza degli stati che li
          appoggianoma qui si tocca soprattutto professionalità e libertà di espressione, non l'economia e politica, quindi dovrebbe esserci più margine di manovra........soprattutto se si opera via newsgroup
  • bit01 scrive:
    Si intratterrà soltanto in discussioni..
    ..."Come spesso accade in questi frangenti internazionali, in cui gli sforzi dei delegati di decine di paesi sono protesi a non trasformare il Summit in un buco nell'acqua, il nuovo organismo non avrà poteri decisionali di sorta ma dovrà limitarsi a proporre, esaminare, valutare. Per dirla con gli ambasciatori americani: "non avrà poteri di supervisione e si intratterrà soltanto in discussioni..."Insomma si dice, se ho capito bene: per non farci la solita figura da poveri emarginati meglio creare un nuovo organismo assolutamente inutile, senza potere decisionale, tanto per sperperare qualche altro soldo dei contribuenti europei... beh ma se fossi stata io l'America l'avrei firmato e timbrato due, tre volte altrochè.Continuo:..."Secondo il senatore dei Verdi Cortiana:...si è chiuso l'accordo per avviare il processo di internazionalizzazione e democratizzazione di internet, questione al centro della discussione degli ultimi mesi. Concretamente si è deciso di istituire un Forum Globale sotto l'egida dell'ONU, un Forum che contenga istituzioni, società civile e imprese, simile al recente WGIG..."A parte che mandare un senatore dei Verdi a parlare di *unificazione* e *democratizzazione* di internet mi sembra già un controsenso, poi come alla solita maniera qui la demagogia prende il sopravvento: si cerca cioè da un clamoroso fallimento e da una assoluta inutilità dell'evento di trasformare gli insuccessi in grandi progetti futuri... Ogni volta che gli USA sentono parlare di ONU si sganascano dal ridere (pure nei loro film la prendono in giro)... ci sarà un perchè...Ritorno ad essere d'accordo con max59 che ha postato appena prima di me: di internet e della rete se ne parla NELLA rete e non in inutili e dispendiosi summit a porte chiuse. Qui si parla davvero del futuro dei nostri figli, lo abbiamo ormai capito che si va verso una digitalizzazione sempre più massiccia della vita delle persone e questo processo deve essere LIBERO.
    • vb scrive:
      Re: Si intratterrà soltanto in discussio
      La mancanza di un potere vincolante non è nè segno di inutilità, nè di debolezza. Al contrario, tutte le strutture fondamentali della rete si basano sull'autorevolezza, non sull'autorità: neanche l'IETF è formalmente vincolante, eppure i suoi standard sono utilizzati da tutta la rete, perchè vengono creati con un processo aperto e partecipato e perchè funzionano bene. E' proprio su questo modello che si è scelto di creare una struttura non dotata di potere vincolante: se arriverà a conclusioni intelligenti si conquisterà da sola un ruolo, se no si spegnerà nel nulla, e giustamente.L'ultima nota è sul Summit: pur con tutti i problemi di libertà di espressione che ho raccontato sia su PI che nel mio blog, il Summit non è affatto chiuso! Ci sono 22'000 persone qui, di cui la metà vengono dalla società civile e dalle associazioni non governative, e presentano progetti di volontariato e necessità di nuovi diritti e nuove opportunità. Almeno per certe cose, questo è uno dei maggiori punti di contatto e di fertilizzazione di idee che abbia mai visto.
      • bit01 scrive:
        Re: Si intratterrà soltanto in discussio
        - Scritto da: vb
        La mancanza di un potere vincolante non è nè
        segno di inutilità, nè di debolezza. Al
        contrario, tutte le strutture fondamentali della
        rete si basano sull'autorevolezza, non
        sull'autorità: neanche l'IETF è formalmente
        vincolante, eppure i suoi standard sono
        utilizzati da tutta la rete, perchè vengono
        creati con un processo aperto e partecipato e
        perchè funzionano bene. E' proprio su questo
        modello che si è scelto di creare una struttura
        non dotata di potere vincolante: se arriverà a
        conclusioni intelligenti si conquisterà da sola
        un ruolo, se no si spegnerà nel nulla, e
        giustamente."...gli USA hanno operato in trincea per difendere, e lo hanno fatto con successo, il pieno controllo su ICANN e sulle sue attribuzioni di controllo..."Quello che mi fa paura è questo controllo che gli USA hanno su organismi atti a gestire in "autorevolezza" la rete. La creazione di questa struttura che *potrebbe* arrivare a conclusioni intelligenti mi sembra un pò un Davide contro un Golia. Poi io mi faccio la mia idea da dietro un monitor e quindi non vivo realmente l'atmosfera e la successione di eventi che hanno portato a questa decisione.C'è comunque scritto nell'articolo che per "non trasformare il Summit in un buco nell'acqua" si è cercato per lo meno di strappare una firma all'America per "un accordo ad ampio raggio sulla gestione della rete". Mi rimane da sperare che questo raggio si stringa il più presto possibile.In due parole: l'America ha le mani in pasta in molte (troppe) cose: dalle armi ad internet e in molte di queste ha autorità decisionale. Questo pur essendo, oggi, una nazione con una filosofia discutibile e sempre meno apprezzata. Non è a mio avviso una bella cosa.
        L'ultima nota è sul Summit: pur con tutti i
        problemi di libertà di espressione che ho
        raccontato sia su PI che nel mio blog, il Summit
        non è affatto chiuso! Ci sono 22'000 persone qui,
        di cui la metà vengono dalla società civile e
        dalle associazioni non governative, e presentano
        progetti di volontariato e necessità di nuovi
        diritti e nuove opportunità. Almeno per certe
        cose, questo è uno dei maggiori punti di contatto
        e di fertilizzazione di idee che abbia mai visto.Questa è una gran bella cosa. Ma pensa che bello se invece di muovere 22000 persone in un paese come la Tunisia per venire accolti in qualche modo e rendersi conto di essere all'antipodo della libertà di espressione ricercata nello sviluppo della rete, si muovessero il doppio delle persone online in una virtuale ma quanto mai reale società evoluta che esprime le sue necessità nella vera libertà di espressione.E' vero pure che l'esperienza che stai vivendo (pur con le sue scomodità!) a contatto diretto con altre persone è qualcosa di impagabile che dalla tastiera di un computer non si prova. Questo non posso affatto dimenticarmelo. Ciao.
      • gimuz scrive:
        Re: Si intratterrà soltanto in discussio
        IETF non ha nulla a che vedere con quello che è stato creato, nè con l'ONU.IETF è una community di tecnici alternativi, anticonvenzionali e scavezzacollo.L'ONU è comandato da un consesso che si chiama "Consiglio di sicurezza" (già il nome fa paura) e dove siedono un rappresentante della Repubblica Popolare Cinese e uno della Federazione Russa con potere di veto.ne vogliamo parlare?
        • AnyFile scrive:
          Re: Si intratterrà soltanto in discussio
          Questi incontri politici dove ci sono i politici non hanno mai prodotto alcunche'se si confronta la produttivita' dei congressi tra politici (dove tra l'altro non fanno altro che firmare accordi preparati da altri, tecnici) e la produttivita' di incontri tra tecnici, la cosa e' sorprendente.dimenticavo ... in genere quelli politici costano molto molto di piu' (e li pagano i cittidani con le tasse)
  • gimuz scrive:
    Niente è cambiato?
    Non concordo con il taglio di fondo dell'articolo. Provo a spiegarmi: perchè secondo voi oggi l'ICANN controlla Internet (nel senso deteriore del termine)? Siamo sicuri che creare un organismo intergovernativo sotto l'egida ONU serva veramente? Le mie riserve sono opposte alle vostre: sono i governi che finora hanno tentato di controllare Internet (nel senso deteriore) e il caso Yahoo-Cina non mi sembra sia stato causato da ICANN, ma dal governo cinese, che all'ONU ha un certo potere.Permettere a questa ONU (peraltro molto debole) di mettere i piedi nel piatto di Internet è o inutile o al più pericoloso.Mi sembra che stiamo commettendo un grosso errore (e lo commette a mio avviso anche Cortiana): stiamo spostando su Internet il tema dei diritti e così facendo agiamo sui sintomi anzichè sul male.Se il mondo trabocca di governi autoritari che ledono i diritti individuali non è problema di Internet. Anzi, Internet come naturale spazio di libertà favorisce l'emersione di questi problemi.Internet deve difendersi dai governi perchè altrimenti saranno i governi a volersi difendere da Internet. Cominciando dagli USA, dove si combatte la battaglia perchè l'ICANN e i veri difensori della libertà non siano soggiogati dagli esportatori di democrazia!g.
    • vb scrive:
      Re: Niente è cambiato?
      Ciao,tutto bene nell'evitare un controllo governativo ossessivo, ma vorrei farti notare che gli americani non stanno certo combattendo una "battaglia per la libertà", stanno cercando di mantenere il loro controllo sulla rete - sia diretto che, molto più subdolamente, basato sul controllo assoluto del loro settore privato nei vari mercati legati a Internet e su altri strumenti come la proprietà intellettuale - per difendere i propri interessi nazionali.I problemi delle Nazioni Unite sono noti, ma proprio per questo il Summit non ha affatto deciso per la creazione di organismi intergovernativi in ambito ONU, piuttosto ha deciso di aprire dei processi aperti a tutti, inclusi gli utenti della rete. Poi, se funzioneranno o no, se saranno davvero aperti o no... lo scopriremo solo vivendo!
      • gimuz scrive:
        Re: Niente è cambiato?
        - Scritto da: vb
        Ciao,
        tutto bene nell'evitare un controllo governativo
        ossessivo, Non vorrei evitare un controllo governativo ossessivo. Vorrei evitare un controllo governativo in qualunque forma esso avvenga. Ossessivo o no.
        ma vorrei farti notare che gli
        americani non stanno certo combattendo una
        "battaglia per la libertà", stanno cercando di
        mantenere il loro controllo sulla rete - sia
        diretto che, molto più subdolamente, basato sul
        controllo assoluto del loro settore privato nei
        vari mercati legati a Internet e su altri
        strumenti come la proprietà intellettuale - per
        difendere i propri interessi nazionali.Parlare degli americani in modo generalizzante sarebbe come dire "gli italiani" e pensare che dentro questo insieme ci stiamo tutti. Io e Berlusconi. Mi vengono i brividi.Io non volevo certo dire che gli americani combattono per la libertà, ma che l'ICANN, nel suo piccolo, lo fa. Pensare che Vint Cerf, che dell'ICANN è Chairman, e Bush agiscano all'unisono è come dire che Vittorio Agnoletto e Francesco Cossiga, essendo entrambi italiani, fanno le stesse cose.
        I problemi delle Nazioni Unite sono noti, ma
        proprio per questo il Summit non ha affatto
        deciso per la creazione di organismi
        intergovernativi in ambito ONU, piuttosto ha
        deciso di aprire dei processi aperti a tutti,
        inclusi gli utenti della rete. Poi, se
        funzioneranno o no, se saranno davvero aperti o
        no... lo scopriremo solo vivendo!Non voglio perdermi in una distinzione terminologica, ma se le mie informazioni sono esatte ieri è stata ufficialmente creata una cosa che si chiama Internet Governance Forum. Mi sembra qualcosa di più di un insieme di processi. Non tanto per il termine Forum, ma per il termine Governance, che da come capisco io è parente (quanto stretto lo vedremo) di controllo.g.
        • AnyFile scrive:
          Re: Niente è cambiato?
          - Scritto da: gimuz
          Io non volevo certo dire che gli americani
          combattono per la libertà, ma che l'ICANN, nel
          suo piccolo, lo fa. Pensare che Vint Cerf, che
          dell'ICANN è Chairman, e Bush agiscano
          all'unisono è come dire che Vittorio Agnoletto e
          Francesco Cossiga, essendo entrambi italiani,
          fanno le stesse cose.
          Pero' visto che l'ICANN e' un'organizzazione governativa immagino che un qualsiasi giorno (anche domani) qualcuno del governo possa alzarsi e cambiare chi e' il chairman e il direttivo e cambiare il suo modo di agire.Forse la questione piu' corretta di vedere la cosa e' che la rete internet attualemnte e' statunitene (compreso il fatto, e pertanto va dato a loro il merito, che siano stati loro ad inventarla)per fare un paragone, pero' il web e l'html, non e' ne' inglese ne' del cern
          • gimuz scrive:
            Re: Niente è cambiato?
            L'ICANN non è un organismo governativo. E' una società privata a carattere internazionale, senza fine di lucro. Ha con il governo americano accordi di natura commerciale che l'hanno delegata alla gestione tecnica dei domini.Il Governo americano, come purtroppo abbiamo visto negli ultimi tempi, non è tuttavia solito chiedere molti pareri prima di compiere i suoi atti e quindi dubito che se volesse mettere in scacco l'ICANN si farebbe scrupoli in questo senso.Il punto è un altro: finora l'ICANN ha funzionato e nel limite della ragionevolezza il governo americano non ha disturbato la rete. Perchè vogliamo consegnargliela tramite l'ONU?
  • Anonimo scrive:
    in rete per la rete
    come da titolo, mi sembra il modo più coerente per il prossimo summit sia creare un apposito newsgroup senza interferenze e disservizia parte la incoerente scelta di un Paese non liberale per una conferenza sulla libertà di espressione, ritengo che ormai a riunirsi fisicamente sia solo un esporsi a disagi, se non ad intimidazioni, come nei fatti è successo==================================Modificato dall'autore il 17/11/2005 8.58.23
    • AnyFile scrive:
      Re: in rete per la rete
      - Scritto da: max59
      a parte la incoerente scelta di un Paese non
      liberale per una conferenza sulla libertà di
      espressione,Quali altre possibilita' c'erano?Farla in Svizzera? (gia' fatto la prima parte che si e' svolta un paio di anni fa e' stata fatta in Svizzera)farli in altri stati liberali? (niente battute, please)Ignorare che esistono altri stati che non tutelano le liberta' a tal punto da non coniderarle neppure nell'elenco dei paesi quando si decide dove fare la conferenza?e poi mi pare che anche in altri paesi (che si AUTO-definiscono liberali) siano state proibite le manifestazioni in concomitanza di summit.Perlomeno avendo scelto un paese problematico, si parla di questo problema.Ovvimanente il probelma e' che ci siano stati che non consentono le liberta', non dove si faccia il summit (fintanto che questo sia libero)
      • Anonimo scrive:
        Re: in rete per la rete
        - Scritto da: AnyFile

        - Scritto da: max59


        a parte la incoerente scelta di un Paese non

        liberale per una conferenza sulla libertà di

        espressione,


        Quali altre possibilita' c'erano?ognuno a casa sua usando un newsgroupusando sia la bacheca per interventi pubblici che la posta privata per accordi personali, come in tutti i forum di codesto pianeta...==================================Modificato dall'autore il 17/11/2005 14.08.40
        • AnyFile scrive:
          Re: in rete per la rete
          - Scritto da: max59
          - Scritto da: AnyFile


          Quali altre possibilita' c'erano?

          ognuno a casa sua usando un newsgroup
          usando sia la bacheca per interventi pubblici che
          la posta privata per accordi personali, come in
          tutti i forum di codesto pianeta...
          Peccato che si tratta ancora di un congresso tradizionale, e per questo, come vuole tradizione, ci vanno persone nominate dai ministri, a fare gli interessi propri anziche' quelli della gente.A fare conferenze via internet non ci sono ancora arrivati ... forse perche' cosi' perderebbero la scusa per una vacanza pagata dai contribuenti.
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