Sappe: sì all'e-braccialetto

Per molti detenuti potrebbe rappresentare un'alternativa al carcere
Per molti detenuti potrebbe rappresentare un'alternativa al carcere

Trova consenso tra le file della polizia penitenziaria l’iniziativa del ministro Alfano contro il sovraffollamento, in particolare nell’individuazione del braccialetto elettronico come misura di riduzione del problema. Ne ha parlato in queste ore Donato Capece, alla guida del sindacato delle guardie carcerarie.

Secondo Capece, infatti, “è necessario ricostrure il sistema carcerario”: se da un lato i soggetti pericolosi devono rimanere confinati, molti reati “che non manifestano pericolosità sociale” dovrebbero consentire l’impiego dei detenuti in attività extra-carcerarie, sottoponendoli anche al controllo del braccialetto elettronico.

“Una nuova politica della pena, che preveda un ripensamento organico del carcere e dell’istituzione penitenziaria con al centro un nuovo ruolo professionale ed operativo della polizia penitenziaria, adottando anche procedure di controllo mediante dispositivi tecnici come il braccialetto elettronico – ha spiegato il segretario del Sappe, il sindacato di settore -, è necessaria e indifferibile”.

Il braccialetto elettronico, come noto, si avvale di diversi sistemi integrati di localizzazione, tecnologie atte a verificare gli spostamenti del soggetto e a limitare la possibilità di accesso del condannato ad aree o località che gli sono precluse.

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02 09 2008
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