Sarà più facile registrare i domini.it?

Lo chiedono i mantainer che invitano il Registro Italiano a spingere sulla riforma e fare in modo che registrare un .it sia facile quanto registrare un .com

Roma – In una nota diffusa nelle scorse ore i mantainer dell’ Associazione Hosters e Registrars hanno chiesto al Registro Italiano di accelerare sulle riforme nei processi di registrazione per “allinearsi – spiegano – agli standard internazionali”.

A detta dell’associazione, l’attuale procedura di registrazione dei domini.it è infatti lunga e complicata, rispetto per esempio a quella dei domini.com,.net o.org. Il che rappresenta uno svantaggio per chi intende registrare un dominio.it e per i mantainer coi quali i clienti si interfacciano.

Secondo AHR, i clienti che si lamentano per le lungaggini nella registrazione dei domini italiani spesso e volentieri ritengono i mantainer, e non il Registro, responsabile delle procedure burocratiche o dei ritardi che segnalano.

“Il timore – sottolinea AHR – è che il recente rilascio della nuova versione del regolamento per la registrazione e la manutenzione dei nomi a dominio it tramite sistema Asincrono venga utilizzato dal Registro Italiano a giustificazione di ulteriori ritardi nell’implementazione di un nuovo sistema di registrazione Sincrono , a tutto svantaggio degli assegnatari dei domini.it.”

Nella nota, AHR sottolinea come l’accelerazione sia possibile in quanto “il nuovo regolamento ha reso oggi la struttura dati del Registro perfettamente compatibile con un sistema di registrazione Sincrono con protocollo EPP, il quale consentirebbe all’utenza di ottenere la registrazione dei nomi a dominio “.it” in tempo reale”. Un po’ come già avviene per la registrazione dei domini internazionali.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • mik.fp scrive:
    Spettro radio e capacità trasmissiva
    A me l'articolo è piaciuto perchè finalmente qualcuno ha trattato l'argomento dal punto di vista giuridico e in modo abbordabile per tutti. Però:1) Le teorie dei commons non si fondano sull'economia del dono. Ritenerle tali è il peccato capitale di chiunque le osserva superficialmente. Anche la parola "free" è in effetti fuorviante; perchè significa sia "libero" che "gratuito", ma nessuno dei sostenitori dei commons parlano mai di free beers (e ancor meno le auspicano), parlano piuttosto di free speech. Forse solo Stallman, nonostante scriva il contrario, ogni tanto confonde le due cose... ma credo sia fisiologico confondersi visto il confine tra bene fisico e informazione reso impalpabile dalla mercificazione della conoscenza...2) Coase, illuminato d'eccellenza, parlava ahimè nel 1959 dove la trasmissione radio era totalmente analogica. Era tutto analogico... il premio Nobel per il transistor è del '56... ma il passaggio al digitale cambia TUTTO... e vista la portata dei cambiamenti il diritto non può semplicemente adeguarsi, occorrono invece riforme profonde e anche l'injecting di qualche nuovo brandello di filosofia.3) il giurista, se nessuno scienziato gliela fa notare, non prende in considerazione nè la differenza tra mezzo trasmissivo e capacità trasmissiva, nè ha in mente il concetto di "riuso spaziale". Non c'è ovviamente responsabilità in questo: ad ognuno il suo lavoro... solo che qui per uscirne con stile noi tecnici e voi giuristi dobbiamo assolutamente collaborare!La prima lacuna porta ad ignorare il fatto che lasciando l'uso libero delle frequenze (dove per libero non intendo non normato, ma normato per forzarne l'uso collaborativo e armonico piuttosto che per definire i criteri di assegnazione di proprietà e/o concessione), si ottiene capacità trasmissiva in quantità di vari ordini di grandezza superiore. E questo è grave. Perchè lo spettro radio è utile, e quindi ha rilevanza giuridica, in funzione della capacità trasmissiva che riesce a sviluppare... ovvero a quanta informazione riesce a trasportare... non come entità a se. Il bene da tutelare in regime di concessione è la capacità trasmissiva, non lo spettro radio.La seconda lacuna, la non padronanza del concetto di riuso spaziale, lo porta a pensare che si debba dare priorità ad alcune zone (quelle dove il digital divide crea addirittura assenza di diritti riconosciuti dalla costituzione) su altre... ma questo non ha senso nell'ottica di assegnazione o meno delle frequenze (come da oggetto dell'articolo). 4) Invece mi sembra molto intelligente continuare a battere sull'idea che chiunque prenda in concessione la risorsa pubblica deve essere obbligato a raggiungere obiettivi definiti in modo netto e collocati nel tempo, pena la restituzione della risorsa pubblica... bravo! Perchè l'aumento della capacità trasmissiva generale (della società) credo sia più importante delle capacità lucrative del singolo... bisogna dare possibilità, ma anche non sprecarle aspettando all'infinito che il singolo le metta a frutto! (e soprattutto evitando che qualcuno se ne impossessi solo per evitare che qualcun altro sviluppi quelle possibilità)In definitiva se l'uso *libero* (ancora: no caotico, ma collaborativo) delle frequenze porta a maggiore capacità trasmissiva (il bene rilevante) ... è anti-economico regolare lo spettro vivisezionandolo per poterlo assegnare in regime di licenza individuale. Oltretutto con l'assegnazione: (a) si tagliano fuori i privati, ai quali è estremamente utile, (b) per quanto si possa tendere alla pluralità, essendo lo spettro radio limitato per l'eternità (al contrario della capacità trasmissiva che cresce ad ogni giro di boa della tecnologia), il numero di beneficiari dello spettro sarà sempre limitato... mentre invece fare una normativa basata sulla ratio di "spettro libero e capacità assegnata"... beh... non occorreranno riforme per un bel pezzo :)ciaoMichele Favara Pedarsi
    • Anonimo scrive:
      Re: Spettro radio e capacità trasmissiva
      ringrazio le interessanti osservazionidi Michele Favara Pedarsi, su questa rivista e sulle liste.In effetti le mie riflessioni sul wi max sono state stimolate dalla lettura del suo articolo sull'open spectrum i cui principi, sia chiaro,io condivido, dal punto di vista ideale, integralmente.La diversità rispetto a Michele risiede senz'altro nel timore, che il sottoscritto ha, degli effetti pericolosi per la concorrenza e per i cittadini di una regolamentazione "distratta" o mancante.Ma si sa questa è la deformazione professionale di noi giuristi ;)ciaofulvio sarzana
      • mik.fp scrive:
        Re: Spettro radio e capacità trasmissiva
        Fulvio, grazie a te di essere intervenuto sull'argomento perchè in questa vicenda (e un po' in tutto questo periodo transitorio da società industriale a società dell'informazione) è evidente che nessun tecnologo, nessun giurista, nessun economista, possono risolvere individualmente i crucci che ha la nostra società. Per lo meno non possono risolverli in modo elegante e proficuo.Io ho notato che a livello governativo ci sono persone in gamba (sia i consulenti IT sia i giuristi, di cui i ministri si sono circondati), e che stanno lavorando sodo. Però senza la nostra partecipazione non avranno la forza di "fare la cosa giusta". Perchè la pressione delle entità commerciali è fuori controllo... per lo meno io non vorrei essere in quella pentola a pressione... credo che in quelle condizioni il coraggio di qualsiasi singolo ne esca annichilito...Pertanto continuiamo a sviscerare la cosa noi che siamo qui fuori a controllare la fiamma, che a forza di sbatterci il grugno stanno venendo fuori idee portentose! Io in questi mesi mi sono fatto un post-it virtuale dove ho appuntato tutte le buone idee che ho letto e dopo giugno (la data oramai probabile del rilascio delle frequenze) le manderò alla redazione per chiederne la pubblicazione... spero vivamente che sarà una celebrazione dell'operato del governo, altrimenti ci faranno (e ci faremo tutti, come popolo) una gran figura di ...ciaoMichele- Scritto da:
        ringrazio le interessanti osservazioni
        di Michele Favara Pedarsi, su questa rivista e
        sulle
        liste.
        In effetti le mie riflessioni sul wi max sono
        state stimolate dalla lettura del suo articolo
        sull'open spectrum i cui principi, sia
        chiaro,
        io condivido, dal punto di vista ideale,
        integralmente.
        La diversità rispetto a Michele risiede
        senz'altro nel timore, che il sottoscritto ha,
        degli effetti pericolosi per la concorrenza e per
        i cittadini di una regolamentazione "distratta"
        o
        mancante.
        Ma si sa questa è la deformazione professionale
        di noi giuristi
        ;)

        ciao
        fulvio sarzana
  • Anonimo scrive:
    Perché non tornare alla monarchia?
    Così il re potrebbe assegnare direttamente le frequenze (e tutto quanto economicamente utile) direttamente ai propri vassalli, senza ulteriori perdite di tempo.Col vantaggio che la si farebbe finita con questa storia degli enti pubblici che fanno solo intrallazzi, senza mai preoccuparsi dell'effettivo interesse dei cittadini.Al proposito, su PI di oggi 14 marzo c'è un interessante articolo sulle ignobili attività della Regione Piemonte che vuole estendere il servizio a larga banda a tutti(con regolare gara aperta a tutte le aziende.Che inutile spreco, basta leggere un commento a quella notizia dove si evidenziano i miracolosi risultati della gestione adsl affidata nelle capaci mani di Telecom.....
  • Anonimo scrive:
    Per l'autore dell'articolo.

    Omissis... territorio, obbligandolo, in fase di
    esecuzione dell'accordo, a coprire effettivamente
    quella zona, pena la risoluzione del contratto
    stipulato con eventuale attribuzione della quota
    di spettro a chi sia effettivamente in grado di
    coprire la zona digital-divisa.
    Questa scelta può essere esplicitata sia nel bando
    di gara, che attuata nel corso dell'esecuzione del
    contratto ed è prevista dal nuovo Codice degli
    Appalti ...OmissisIn linea di massima sarei daccordo con lei. Il problema pero' in Italia e' dei soliti noti. L'appalto lo vincerebbe senz'altro Telecom (o TELECOZZ come oramai lo iniziano a chiamare utenti infuriati), che imporrebbe ulteriori balzelli a destra e manco, azzoppando il servizio con limitazioni assurde (vedi il caso adsl che non decolla, mentre in Francia iniziano a sperimentare linee da 100mbps contro le nostre ridicole 20mbps di telecom che promette voip iptv e chi piu' ne ha piu' ne metta. Senza ontare che poi danno una banda garantita di 20kbps. Da ridere). Le sanzioni? Verso telecom sen'altro inesistenti, perche' altrimenti metterebbero un sacco di gente in mezzo ad una strada. E' la solita storia del cane che si morde la coda. Quando poi c'e' gente senza scrupoli a capo di queste aziende che bada solo al profitto, anche a scapito dei clienti che hanno diritto ad avere i servizi che pagano, beh, mi consenta E' UN VERO SCHIFO. Il Tronchetto ha acquiistato sia telecom che tim non mettendo un centesimo di propria tasca, ed adesso dopo essersi fregato tutto il possibile, aumentera' nuovamente il canone ed altro, perche' non contento. Il canone per cosa poi, quando la rete non e' di sua proprieta' ma dell'utente che l'ha pagata con il denaro delle proprie tasse quando era un'azienda pubblica?Io rimango scettico.Cordiali saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per l'autore dell'articolo.
      - Scritto da:

      Omissis... territorio, obbligandolo, in fase di

      esecuzione dell'accordo, a coprire
      effettivamente


      quella zona, pena la risoluzione del contratto

      stipulato con eventuale attribuzione della quota

      di spettro a chi sia effettivamente in grado di

      coprire la zona digital-divisa.


      Questa scelta può essere esplicitata sia nel
      bando


      di gara, che attuata nel corso dell'esecuzione
      del


      contratto ed è prevista dal nuovo Codice degli

      Appalti ...Omissis

      In linea di massima sarei daccordo con lei. Il
      problema pero' in Italia e' dei soliti noti.
      L'appalto lo vincerebbe senz'altro Telecom (o
      TELECOZZ come oramai lo iniziano a chiamare
      utenti infuriati), che imporrebbe ulteriori
      balzelli a destra e manco, azzoppando il servizio
      con limitazioni assurde (vedi il caso adsl che
      non decolla, mentre in Francia iniziano a
      sperimentare linee da 100mbps contro le nostre
      ridicole 20mbps di telecom che promette voip iptv
      e chi piu' ne ha piu' ne metta. Senza ontare che
      poi danno una banda garantita di 20kbps. Da
      ridere). Le sanzioni? Verso telecom sen'altro
      inesistenti, perche' altrimenti metterebbero un
      sacco di gente in mezzo ad una strada. E' la
      solita storia del cane che si morde la coda.
      Quando poi c'e' gente senza scrupoli a capo di
      queste aziende che bada solo al profitto, anche a
      scapito dei clienti che hanno diritto ad avere i
      servizi che pagano, beh, mi consenta E' UN VERO
      SCHIFO. Il Tronchetto ha acquiistato sia telecom
      che tim non mettendo un centesimo di propria
      tasca, ed adesso dopo essersi fregato tutto il
      possibile, aumentera' nuovamente il canone ed
      altro, perche' non contento. Il canone per cosa
      poi, quando la rete non e' di sua proprieta' ma
      dell'utente che l'ha pagata con il denaro delle
      proprie tasse quando era un'azienda
      pubblica?
      Io rimango scettico.
      Cordiali saluti.quoto in tutto e per tutto
  • MeX scrive:
    ci sono frasi lunghe un KM! e poi...
    "se qualcuno "usa" delle radiofrequenze, ciò significa che queste sono intrinsecamente "utili" e dunque "economicamente valutabili""Io "uso" gli amici, ciò significa che questi sono intrinsecamente "utili" e dunque "economicamente valutabili".... quanto costa l'amicizia?
    • Anonimo scrive:
      Re: ci sono frasi lunghe un KM! e poi...
      - Scritto da: MeX
      "se qualcuno "usa" delle radiofrequenze, ciò
      significa che queste sono intrinsecamente "utili"
      e dunque "economicamente
      valutabili""

      Io "uso" gli amici, ciò significa che questi sono
      intrinsecamente "utili" e dunque "economicamente
      valutabili".... quanto costa
      l'amicizia?
      L'obiezione apparentemente è corretta MeX, però all'atto pratico non centra una mazza! Nell'articolo si parla di un bene, non di persone!Bisogna fare attenzione quando si parla con i giuristi, vivono in un mondo di definizioni tutte loro ... e definizioni estremamente corrette!E sono così lunghi perchè sono costretti dalla loro professione ad essere precisi con le parole...
Chiudi i commenti