Schegge di Cassandra/ OHM2013: Wireless 3G appeso ad un filo?

di M. Calamari - Infrastruttura rappezzata e nuove tecnologie che continuano a fare intrugli con il vecchio. E l'anello debole della catena è lì per essere spezzato

Roma – Se una delle volta che estraiamo il cellulare dalla tasca ci soffermassimo a pensare a quanto abbiamo in mano, smartphone o dumbphone che sia, lo potremmo descrivere come il punto di accesso ad una vastissima rete di servizi telefonici e telematici. In effetti è una descrizione molto generica ma del tutto esatta.
Si è parlato molto (ma non abbastanza) dei problemi di privacy ed altro legati al fatto che i cellulari, permanentemente ed in vario modo connessi alla loro rete, potevano liberamente fornire informazioni sul loro possessore a chi controllava la rete mobile (2G, 3G, 4G) e a chi controllava il controllore. Cassandra in questo ha certo fatto abbondantemente la sua parte.

Bene, anche se vi sembrerà strano al limite dell’impossibilità, specialmente alla luce del Datagate (grazie Edward ), Cassandra oggi trascurerà completamente tutto ciò e si concentrerà sull’altra metà del cielo, cioè sulla rete mobile stessa.

La finalità di ogni “Scheggia”, è quella di riassumere e rendere meno tecnologico il contenuto di uno dei divini seminari di OHM2013 , in questo caso quello tenuto da Philippe Langlois ed intitolato “Violare l’HLR: l’insicurezza delle infrastrutture delle reti mobili e critiche”. Ora, persino parecchi del 24 informatissimi lettori avranno avuto un momento di sbandamento di fronte all’ennesima sigla sconosciuta come HLR, che significa semplicemente Home Location Register .
In soldoni si tratta di un database centralizzato che contiene i dettagli di ogni abbonato autorizzato all’uso della rete mobile.
Un HLR contiene i dettagli di ogni SIM card fornita dagli operatori di telefonia mobile, perché ogni SIM contiene un identificativo univoco (IMSI), che è la chiave di ricerca che permette di recuperare nell’HRL tutti i dettagli sull’abbonato, il numero telefonico associato alla SIM, la matricola del telefonino utilizzato e vai così.

Di questi database ne esistono diversi, tutti coordinati tra loro, e la rete globale mobile è costituita da diversi tipi di apparecchiature quali NSS, HSS, MME, MSC…
Qualunque numero di cellulare esiste solo se è incluso in uno dei vari HLR sparsi in giro per il mondo e coordinati tra loro. Come in Matrix, quindi, chi controlla questo database controlla la realtà.

Ma non è questa la storia raccontata da Philippe o, almeno, ne costituisce solo lo sfondo. Infatti questo raggruppamento di database, reti di comunicazione, apparecchiature e protocolli che sta “aldilà” del nostro amato (amato!?!?!) cellulare viene visto dagli utenti come un servizio unico, ma è in realtà composto da diversi tipi di nodi specializzati, a partire da ciò che si trova dietro l’antenna di un cella fino al server di database dell’HLR ed ai sistemi di contabilizzazione degli utilizzi. La nostra storia parte dal fatto che tutti i sistemi, di tutti i provider (dicasi tutti) si trovano a funzionare su quella che a tutti gli effetti è una rete paritaria, in cui tutti i nodi sono considerati attendibili. Parliamo di qualcosa molto simile ad una LAN, ma su scala globale, su cui lavorano sia i più grandi provider, sia l’ultimo fornitore di accessi cellulari di un paese africano, del subcontinente indiano o della foresta amazzonica.

Quanto è forte una catena di trust? Come le catene vere, quanto l’anello più debole. E dopo aver superato le barriere di sicurezza del più insicuro dei provider cosa rimane per accedere ai sistemi di tutti i provider di tutto il mondo?
Nulla. Assolutamente nulla.
È sufficiente quindi individuare un exploit anche banalissimo, tipo una password debole o di default, e sei dentro la rete mobile globale con poteri illimitati: puoi ad esempio “annunciare” alla rete che il tuo cellulare “italiano” in realtà si trova in roaming in un altro paese, ricevendone telefonate e SMS.

Cassandra si trova un attimo in difficoltà perché quanto sopra sembra la (salutare) solita dose di paranoia spesso somministrata in queste righe. È tanto opportuno quanto doveroso il sottolineare che in questo caso sta semplicemente riassumendo la descrizione della realtà quale la riferisce un esperto (molto esperto) indipendente (molto indipendente) del settore.
Fatta questa doverosa precisazione, possiamo procedere: tratteggiamo un’ulteriore parte del panorama.

Le reti mobili e 3G sono formate da cataste di protocolli di comunicazione, segnalazione ed autorizzazione risalenti agli anni ’80, ed implementati da vari costruttori e gestori in maniera totalmente indipendente e molto diversa.
Poiché gli implementatori sono solitamente i fornitori chiavi in mano di apparecchiature complete, le specifiche dell’implementazione sono proprietarie e riservate, ed il modello di sicurezza utilizzato è quello della “Sicurezza tramite Segretezza”, dimostratamente falso ma anche abbondantemente usato nella storia passata e presente, essendo il naturale complemento del normale modello di business dell’industria ICT, particolarmente di quella non consumer.

Per questo chi può mettere le mani su questi bellissimi rack pieni di marchi e lucette (in fondo qualche sistemista non troppo pagato li dovrà amministrare), trova dentro di essi hardware dedicato insieme a processori standard con sistemi operativi eterogenei, in parte ridondanti ma anche no, che spesso comunicano tra di loro a livello applicativo con architetture pesanti ed un po’ azzardate, formate da blob di codice C++, Java o di scripting. Questo codice, come tanti altri prodotti dall’industria, viene accuratamente testato fino alla prima volta che funziona, e poi resta tal quale fino a quando non è necessario attaccargli qualche altro pezzo, realizzando quello che nel dialetto informatico degli anni ’80 si definiva, in senso dispregiativo, un ” kludge “.
Chi lavora nell’ICT su piattaforme che evolvono nel tempo sa che, malgrado siano testate in maniera formale ed implementino specifiche altrettanto formali, la qualità del codice che le realizza è di solito bassa, che la documentazione del codice stesso è normalmente disallineata od inesistente, che nessuno si preoccupa di mantenere la qualità del codice esistente, e che infine la tipica decisione architetturale che viene normalmente presa per apportare modifiche è quella di mantenere l’esistente, attaccandoci sopra qualche cosa in qualche modo.

E questo non e vero solo a livello di codice, ma anche di protocolli. Per aumentare le prestazioni ed i servizi, anche il mondo del 3G evolve verso protocolli più potenti, completi ed eleganti. Peccato che anche in questo caso il mantenimento dell’esistente (detto talvolta “retrocompatibilità”) la fa da padrone, e quindi ogni nuovo protocollo ammette il precedente come caso particolare, con tanti saluti ai miglioramenti della sicurezza che il nuovo protocollo permetterebbe. L’uso del “vecchio” è scoraggiato ma comunissimo, particolarmente da parte di chi, come il provider africano di cui sopra, non abbia i soldi per acquistare apparecchiature nuove, fare verifiche di sicurezza e spesso nemmeno manutenzione e configurazione.

Per coloro che avessero voglia di verificare quanto appena detto consiglierei di studiare una rappresentazione a blocchi di quello che un apparentemente semplice protocollo come il Bluetooth ha ancora sepolto nelle sue viscere, cioè il protocollo RS-232 ed i comandi AT. Poi ci si meraviglia del perché ci sono voluti anni prima di avere auricolari Bluetooth che funzionassero con qualsiasi marca di telefonini.

Le due massime “funziona, quindi non lo toccare più” ed “il provvisorio diventa permanente” hanno forgiato le reti mobili come sono adesso, non diversamente dall’informatica industriale, dallo SCADA, dai sistemi d’arma e di sicurezza.
In questa luce, e lasciandosi guidare da qualche esperienza maturata in 30 anni di ICT, quello che dice Philippe diviene assolutamente ragionevole e credibile.
La domanda che ci si potrebbe porre a questo punto è: perché le reti mobili e 3G non collassano ogni volta che uno script kiddie si stanca di guardare i cartoni in TV?

Beh, innanzitutto ogni tanto, anche se solo in parte, collassano davvero, anche se nei comunicati stampa si parla sempre di “problemi tecnici” o di “disservizi limitati”. Poi parliamo di un cracking di alto profilo, per cui non basta scaricare i programmini dai siti dell’est europeo.
Non si deve nemmeno sottovalutare l’equilibrio del terrore: da un collasso di tutta od anche solo una parte della rete tutti gli attori hanno da perdere. Ecco dove la sicurezza tramite la segretezza può in parte funzionare: dove tutti i grandi attori hanno solo da perdere.

Ma per quanto? Quanto si può contare su un’infrastruttura del genere in caso di attacco ben finanziato o di guerra informatica? L’ENISA ha provato a dare un’idea dell’affidabilità del sistema con il suo report annuale , ma è comunque difficile dare una risposta abbastanza pessimistica ma che non sia solo un’opinione.
Volendo sintetizzare, non si tratta di incompetenza, cattiveria o incoscienza, ma principalmente del fatto che a tutti i livelli della produzione di software, dall’elettronica di consumo fino ai sistemi gestionali di una grandissima azienda, si vende quello che l’acquirente vuole, e sono le funzionalità di base che pagano, dalle suonerie e SMS fino al numero di connessioni servite da una cella, non una sicurezza infrastrutturale collaudata e dimostrabile.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • mattia mattia scrive:
    xbox one
    Salve avevo sentito parlare di un serviziodi cinema on demand su xbox one, sono tutte dicerie o no?( prezzo? )
    • embe scrive:
      Re: xbox one
      - Scritto da: mattia mattia
      Salve avevo sentito parlare di un serviziodi
      cinema on demand su xbox one, sono tutte dicerie
      o no?( prezzo?
      )Di certo c'è solo una cosa: si faran pagar caro.News parlano di 100$ l'anno per XboxMusic (oltre al costo dell'xbox live gold). Per quel che riguarda i film avere xbox live gold ti permetterà di accedere solo al menù dei "pay per view"... poi se vuoi guardare il film lo paghi a parte... (come oggi insomma)
  • maxsix scrive:
    E ouya?
    Così, per sapere....
    • Alfonso Maruccia scrive:
      Re: E ouya?
      A parte che non c'entra, per quanto mi riguarda Ouya non è una console di videogiochi ma l'ennesimo gadget Android pensato per vendere pubblicità travestita da "app" ludiche.
      • Sg@bbio scrive:
        Re: E ouya?
        - Scritto da: Alfonso Maruccia
        A parte che non c'entra, per quanto mi riguarda
        Ouya non è una console di videogiochi ma
        l'ennesimo gadget Android pensato per vendere
        pubblicità travestita da "app"
        ludiche.La Ouya è una console videoludica che usa come base software andorid, dispone pure di un repositorio dei giochi tutto suo e non si basa su google play... dio mio Maruccia, di videogiochi non ci capisci molto.
        • prova123 scrive:
          Re: E ouya?
          http://www.androidworld.it/2013/07/23/le-vendite-di-giochi-su-ouya-non-decollano-i-produttori-corrono-ai-ripari-173173/
      • maxsix scrive:
        Re: E ouya?
        - Scritto da: Alfonso Maruccia
        A parte che non c'entra, per quanto mi riguarda
        Ouya non è una console di videogiochi ma
        l'ennesimo gadget Android pensato per vendere
        pubblicità travestita da "app"
        ludiche.Quindi mi stai dicendo che per te Ouya è un inutile aggeggio atto a fermare le porte [cit.]Lo sai che ti potresti attirare gli strali cantinari per 7 anni?Tipo la rogna, o la sfiga, chiamala come ti pare.
    • nome e cognome scrive:
      Re: E ouya?
      - Scritto da: maxsix
      Così, per sapere....Ferma le porte che è un piacere.
      • collione scrive:
        Re: E ouya?
        - Scritto da: nome e cognome
        Ferma le porte che è un piacere.purtroppo soffre molto la concorrenza di wincagotto in questo settore (rotfl)
        • maxsix scrive:
          Re: E ouya?
          - Scritto da: collione
          - Scritto da: nome e cognome


          Ferma le porte che è un piacere.

          purtroppo soffre molto la concorrenza di
          wincagotto in questo settore
          (rotfl)Non mi risulta esistere una console con wincagotto su.O meglio, non con il wincagotto che pensi tu.
  • prova123 scrive:
    Allora non hanno capito nulla ...
    da quanto è sucXXXXX. Xbox One, una console destinata all'intrattenimento mainstream prima ancora che al videoludo vero e proprio. PS4 si integrerà con il servizio di streaming videoludico Twitch.tv, ha svelato Sony, un servizio nato su PC e ora destinato a diventare lo standard di fatto per il voyeurismo giocoso visto che anche Xbox One è "della partita" - letteralmente, in questo caso. Chi compra una console vuole giocare a giochi migliori di quelli per PC come qualità grafica e di struttura del gioco, dell'intrattenimento mainstream non sa che farsene e se non se sono accorti oggi esistono i Tablet che hanno occupato questo settore.
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...
      A dire il vero, la Sony sta cercando di rispondere a certe esistenze videoludiche, una di queste è lo streaming e i filmati delle partite caricate su siti come youtube, per fare questo solitamente si deve prendere del HW apposito per filmare i giochi su console.
    • Zucca Vuota scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...
      Restando ai giochi, come fa un tablet a reggere il confronto con una console collegata ad un impianto audio video con un display da 42" o superiore e con un audio surround? E se vuoi giocare con gli amici una sera?
      • prova123 scrive:
        Re: Allora non hanno capito nulla ...
        Per giocare a "latenza zero" con gli amici la sera ti trovi insieme a casa di qualcuno, switcher, patatitine e golosità varie e ti devasti al massimo della velocità e del divertimento. Ma questo avveniva già più di vent'anni fa... Il gioco multiplayer è un modo di giocare più antico di quanto pensiate. :)
    • embe scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...

      dell'intrattenimento
      mainstream non sa che farsene e se non se sono
      accorti oggi esistono i Tablet che hanno occupato
      questo
      settore.Mica sempre vero... Io la tv come extender del media center del pc me la godo assai, sia per questione di pollici che di impianto audio collegato, altro che tablet.E per ora riesco a gestirla molto medio come extender appunto tramite xbox rispetto alle funzioni standard del DLNASpero migliorino ancora da questo punto di vista nella xbox one
      • maxsix scrive:
        Re: Allora non hanno capito nulla ...
        - Scritto da: embe

        dell'intrattenimento

        mainstream non sa che farsene e se non se
        sono

        accorti oggi esistono i Tablet che hanno
        occupato

        questo

        settore.

        Mica sempre vero...
        Io la tv come extender del media center del pc me
        la godo assai, sia per questione di pollici che
        di impianto audio collegato, altro che
        tablet.
        E per ora riesco a gestirla molto medio come
        extender appunto tramite xbox rispetto alle
        funzioni standard del
        DLNA
        Spero migliorino ancora da questo punto di vista
        nella xbox
        onePS3 media server e hai risolto tutto.Con qualunque cosa
    • Sgarbi scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...
      - Scritto da: prova123
      da quanto è sucXXXXX.

      <i
      Xbox One, una console destinata
      all'intrattenimento mainstream prima ancora che
      al videoludo vero e
      proprio. </i


      <i
      PS4 si integrerà con il servizio di streaming
      videoludico Twitch.tv, ha svelato Sony, un
      servizio nato su PC e ora destinato a diventare
      lo standard di fatto per il voyeurismo giocoso
      visto che anche Xbox One è "della partita" -
      letteralmente, in questo
      caso. </i


      Chi compra una console vuole giocare a giochi
      migliori di quelli per PC come qualità grafica e
      di struttura del gioco, dell'intrattenimento
      mainstream non sa che farsene e se non se sono
      accorti oggi esistono i Tablet che hanno occupato
      questo
      settore.In realtà, se ci pensi bene, queste console possono servire ben altri scopi oltre che al semplice videogiocare.Pensa al semplice fatto che sono dei lettori blu-ray...già un aggeggio in meno da mettere nel salotto (premesso che per me i blu-ray sono il passato, ma oggi questo ci rifilano...).Pensa anche alla Apple Tv e simili...queste console le possono soppiantare in pieno, possono fungere anche da stazione multimediale per fare streaming video da PC/Tablet/Smartphone. Non è proprio una XXXXXXX: compri una console e in più hai anche tante altre funzioni.
    • ndr scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...

      e se non se sono
      accorti oggi esistono i Tablet che hanno occupato
      questo
      settore.Ma quali tablet e tablet........alla fine i tablet sono degli smartphone obesi per smanettare con le app, generalmente quelle per bimbiminkia o bambini: la gente li usa soprattutto per farci giocare il gatto o il figlioletto e postare il video su youtube, oppure al posto degli e-reader (ridicolo), oppure per mostrare agli amici (cui non frega un *zzo) la foto della cena del giorno precedente o l'autoscatto delle gambe in spiaggia, o semplicemente per dire "io ce l'ho più grosso (almeno questo)".Ma i migliori son quelli che li puntano in aria e girano a far foto (comodissimo, magari esistessero delle fotocamere compatte...) come se stessero impennando mentre impugnano il volamnte di una magica auto invisibile... Il tablet in ambito domestico serve solo a fare in maniera più scomoda e ridicola ciò che altri oggetti più piccoli, economici ed efficienti sanno già fare meglio da anni. Un classico bisogno indotto dal mercato.
      • tony blake scrive:
        Re: Allora non hanno capito nulla ...

        Ma quali tablet e tablet........alla fine i
        tablet sono degli smartphone obesi per smanettare
        con le app, generalmente quelle per bimbiminkia o
        bambini: la gente li usa soprattutto per farci
        giocare il gatto o il figlioletto e postare il
        video su youtube, oppure al posto degli e-reader
        (ridicolo), oppure per mostrare agli amici (cui
        non frega un *zzo) la foto della cena del giorno
        precedente o l'autoscatto delle gambe in
        spiaggia, o semplicemente per dire "io ce l'ho
        più grosso (almeno
        questo)".
        Ma i migliori son quelli che li puntano in aria e
        girano a far foto (comodissimo, magari
        esistessero delle fotocamere compatte...) come se
        stessero impennando mentre impugnano il volamnte
        di una magica auto invisibile...


        Il tablet in ambito domestico serve solo a fare
        in maniera più scomoda e ridicola ciò che altri
        oggetti più piccoli, economici ed efficienti
        sanno già fare meglio da anni. Un classico
        bisogno indotto dal
        mercato.personalmente, trovo che un tablet sia uno strumento utile ed efficiente, ma naturalmente dipende tutto dalle circostanze.uso un asus nexus 7, che per essere un tablet ha dimensioni contenute, ed un prezzo anch'esso ridotto. non lo uso per scattare foto, o per vantarmi con gli amici, o per altre scemenze: lo uso quando mi serve.potrei fare infiniti esempi, ma penso che uno possa bastare: sono all'università, ho bisogno di scaricare e leggere un documento, o fare delle brevi ricerche. devo usare il cellulare, con schermo piccolo per rovinarmi la vista? no. devo usare il computer, ingombrante, che da un punto di vista energetico richiede notevoli risorse, solo per quei 5-10 minuti? no. ed ecco che subentra il tablet: piccolo, leggero, e utile al mio scopo.devo passare ad un collega un file, tramite una chiavetta usb. ho necessità di un pc? no, mi basta il tablet.lo trovi ridicolo come ereader? personalmente lo trovo molto utile, considerando che, rispetto ad altri ereader con inchiostro elettronico, è molto più veloce.quindi, capisco che magari hai degli amici con ipads grandi quanto una casa, per i quali ogni occasione è buona per sbatterti sotto il naso il loro tablet, ma non sfogare la tua rabbia facendo commenti sballati e infondati.il tuo commento è sballato perché un tablet non è un "bisogno dettato dal mercato", al più è una comodità. quindi, anziché usare 20 oggetti, più piccoli ed efficienti, ne uso solo uno.è infondato perché da come parli pare che non hai mai avuto un tablet, forse perché non ti è utile, e proprio per questo motivo il tuo ragionamento sballa di nuovo: se per te non è utile, non necessariamente è inutile al resto dell'umanità.un consiglio, quindi, per il prossimo commento: se un oggetto per te è troppo "mainstream" non criticarlo a priori, non uscirtene fuori con frasi mistiche sul mercato (perché bada che il mercato si basa su domanda e offerta), e possibilmente (se la mia ipotesi precedente è corretta) dì pure ai tuoi amici che non te ne frega niente delle loro foto.
        • Bomber Giorgio scrive:
          Re: Allora non hanno capito nulla ...
          - Scritto da: tony blake

          Ma quali tablet e tablet........alla fine i

          tablet sono degli smartphone obesi per
          smanettare

          con le app, generalmente quelle per
          bimbiminkia
          o

          bambini: la gente li usa soprattutto per
          farci

          giocare il gatto o il figlioletto e postare
          il

          video su youtube, oppure al posto degli
          e-reader

          (ridicolo), oppure per mostrare agli amici
          (cui

          non frega un *zzo) la foto della cena del
          giorno

          precedente o l'autoscatto delle gambe in

          spiaggia, o semplicemente per dire "io ce
          l'ho

          più grosso (almeno

          questo)".

          Ma i migliori son quelli che li puntano in
          aria
          e

          girano a far foto (comodissimo, magari

          esistessero delle fotocamere compatte...)
          come
          se

          stessero impennando mentre impugnano il
          volamnte

          di una magica auto invisibile...





          Il tablet in ambito domestico serve solo a
          fare

          in maniera più scomoda e ridicola ciò che
          altri

          oggetti più piccoli, economici ed efficienti

          sanno già fare meglio da anni. Un classico

          bisogno indotto dal

          mercato.

          personalmente, trovo che un tablet sia uno
          strumento utile ed efficiente, ma naturalmente
          dipende tutto dalle
          circostanze.
          uso un asus nexus 7, che per essere un tablet ha
          dimensioni contenute, ed un prezzo anch'esso
          ridotto. non lo uso per scattare foto, o per
          vantarmi con gli amici, o per altre scemenze: lo
          uso quando mi
          serve.
          potrei fare infiniti esempi, ma penso che uno
          possa bastare: sono all'università, ho bisogno di
          scaricare e leggere un documento, o fare delle
          brevi ricerche. devo usare il cellulare, con
          schermo piccolo per rovinarmi la vista? no. devo
          usare il computer, ingombrante, che da un punto
          di vista energetico richiede notevoli risorse,
          solo per quei 5-10 minuti? no. ed ecco che
          subentra il tablet: piccolo, leggero, e utile al
          mio
          scopo.
          devo passare ad un collega un file, tramite una
          chiavetta usb. ho necessità di un pc? no, mi
          basta il
          tablet.
          lo trovi ridicolo come ereader? personalmente lo
          trovo molto utile, considerando che, rispetto ad
          altri ereader con inchiostro elettronico, è molto
          più
          veloce.

          quindi, capisco che magari hai degli amici con
          ipads grandi quanto una casa, per i quali ogni
          occasione è buona per sbatterti sotto il naso il
          loro tablet, ma non sfogare la tua rabbia facendo
          commenti sballati e
          infondati.
          il tuo commento è sballato perché un tablet non è
          un "bisogno dettato dal mercato", al più è una
          comodità. quindi, anziché usare 20 oggetti, più
          piccoli ed efficienti, ne uso solo
          uno.
          è infondato perché da come parli pare che non hai
          mai avuto un tablet, forse perché non ti è utile,
          e proprio per questo motivo il tuo ragionamento
          sballa di nuovo: se per te non è utile, non
          necessariamente è inutile al resto
          dell'umanità.
          un consiglio, quindi, per il prossimo commento:
          se un oggetto per te è troppo "mainstream" non
          criticarlo a priori, non uscirtene fuori con
          frasi mistiche sul mercato (perché bada che il
          mercato si basa su domanda e offerta), e
          possibilmente (se la mia ipotesi precedente è
          corretta) dì pure ai tuoi amici che non te ne
          frega niente delle loro
          foto.Infatti se leggi bene il suo commento è ben specificato: in ambito domestico. Non all'università o in ufficio. :)
          • tony blake scrive:
            Re: Allora non hanno capito nulla ...
            "Il tablet in ambito domestico serve solo a fare in maniera più scomoda e ridicola ciò che altri oggetti più piccoli, economici ed efficienti sanno già fare meglio da anni. Un classico bisogno indotto dal mercato."se mi dici che xbox, playstation e televisori sono più piccoli ed economici di un tablet, allora dimmi che tablet hai visto in giro...sarà ben specificato, ma in base a quello che ha scritto pare che si riferisca più che altro ad un uso "generico" di un tablet, che comprende anche le foto (che come ha scritto, si fanno in giro), vedere video, condividerli eccetera.per quanto riguarda l'argomento principale, ovvero intrattenimento domestico, sono dell'opinione che i tablet non hanno ancora raggiunto i livelli delle console (per ovvi motivi dimensionali e di prestazioni), quindi se una sera mi va di giocare accendo l'xbox e via; ma per vedere film, o video su youtube, non posso negare che le mie abitudini siano cambiate: piuttosto che accendere il pc per collegarmi ad internet mi basta usare il tablet, che è certamente più a portata di mano.
    • Izio01 scrive:
      Re: Allora non hanno capito nulla ...
      - Scritto da: prova123

      Chi compra una console vuole giocare a giochi
      migliori di quelli per PC come qualità grafica e
      di struttura del gioco, Campa cavallo, se va bene ci riesci per i primi mesi dopo l'uscita della console, e a questo giro forse non ci riesci proprio (però vedremo). ;)
      dell'intrattenimento
      mainstream non sa che farsene e se non se sono
      accorti oggi esistono i Tablet che hanno occupato
      questo
      settore.
      • saverio_ve scrive:
        Re: Allora non hanno capito nulla ...
        a parità di prezzo?
        • Izio01 scrive:
          Re: Allora non hanno capito nulla ...
          - Scritto da: saverio_ve
          a parità di prezzo?Assolutamente no, mai detto questo.Io da entusiasta ho un computer parecchio veloce e acXXXXXriato. Un computer di medio livello va comunque parecchio più di una console, ma sicuramente lo paghi di più.Va detto che con un computer fai più cose e poi in parte recuperi il costo dell'hardware su quello dei giochi; va detto anche che una console va con la TV che è più grande del monitor e quindi può dare più soddisfazione. Io scelgo entrambe le piattaforme e risolvo il problema, ma se parliamo di "giochi migliori di quelli per PC come qualità grafica e di struttura del gioco", non stiamo in ogni caso parlando di costi. Parla di "giochi comunque belli pagando relativamente poco l'hardware" e non avrò nulla da eccepire :)
          • saverio_ve scrive:
            Re: Allora non hanno capito nulla ...
            Io ti posso dare ragione che un gioco su un pc superacXXXXXriato supera la qualità di una console. Ma il costo è notevolmente superiore perché anche a parità di hardware le console sono più ottimizzate e rendono di più.Paghi di più, hai di più! Poi ci sarebbe da fare una disamina sui tipi di gioco che sono diversi, e li va a gusti.Sul discorso che il pc "fa più cose" non ti salvi ;) , perché il costo smodato di una macchina da gioco è solo per il gioco non certo per le cose in più.Personalmente scelgo di giocare con la console anche se ho un pc potente, perché non ho voglia di passare altro tempo davanti al pc, non voglio sbattermi tra driver e configurazioni. Per me il gioco è intrattenimento puro, come un film, quindi "divano, schiaccia il pulsante e gioca".Ma ovviamente è un mio gusto personale.
          • Izio01 scrive:
            Re: Allora non hanno capito nulla ...
            - Scritto da: saverio_ve
            Personalmente scelgo di giocare con la console
            anche se ho un pc potente, perché non ho voglia
            di passare altro tempo davanti al pc, non voglio
            sbattermi tra driver e configurazioni. Per me il
            gioco è intrattenimento puro, come un film,
            quindi "divano, schiaccia il pulsante e
            gioca".
            Ma ovviamente è un mio gusto personale.Infatti, va a gusti. Ad esempio, io ho passato una quantità esagerata di ore su Dragon's Dogma Dark Arisen, che su PC non c'è, finché non mi sono accorto che facevo grinding come nel tipico MMOG, allora ho smesso. Della console non apprezzavo i lunghi tempi di caricamento, il dover mirare con il controller e il continuo tearing dello schermo, dovuto alla disabilitazione del VSync, però il gioco me lo sono goduto comunque. Dove c'è la possibilità di scegliere la piattaforma, però, solitamente scelgo PC. Va detto che per me il divano è molto scomodo mentre la sedia anatomica è una benedizione.L'importante è non rimpiangere i soldi spesi per l'una o l'altra piattaforma, per il resto ognuno fa quello che preferisce ;)
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