Schmidt: la censura iraniana è un rischio

Il CEO di Google si esprime sulla delicata vicenda iraniana consigliando al governo asiatico di non proseguire sulla strada della censura
Il CEO di Google si esprime sulla delicata vicenda iraniana consigliando al governo asiatico di non proseguire sulla strada della censura

Mentre alcune reti P2P si attivano in maniera prodiga per non lasciare che vengano insabbiate le notizie relative alle tragiche e sanguinose proteste iraniane, Google fa sentire la propria voce auspicando che il governo del paese asiatico abbandoni la sua politica di censura. Ad esprimere il parere del colosso del web è il CEO Schmidt in persona, secondo il quale azioni di repressione del libero pensiero sarebbero solo e semplicemente un vero e proprio pericolo per chi le compie.

Intervistato durante un incontro in occasione del Cannes Lions International Advertising Festival , il CEO dell’azienda statunitense si è detto speranzoso di vedere la fine del bavaglio mediatico che ha colpito il paese asiatico all’indomani delle discusse elezioni, portando le autorità ad oscurare i maggiori organi di informazione.

Un’azione che, stando al parere di Schmidt, sarebbe del tutto sconveniente: parlando di regimi dediti alla censura, il dirigente di BigG spiega che l’azienda ha “sempre cercato di spiegare che il blocco della libertà di parola e delle comunicazioni può portare a conseguenze da non sottovalutare”, ammonendo chi non sembra risposto a cedere sulle proprie posizioni “di farlo a proprio rischio e pericolo”. In tal caso, chiarisce Schmidt, per pericolo si intende la reazione degli utenti, che in seguito ad atteggiamenti simili potrebbero tentare il tutto per tutto, dal momento che “i cittadini non possono essere tenuti all’oscuro di questo tipo di strategie”.

Del resto, il web non sembra disposto a stare a guardare con le mani in mano: dall’inizio della protesta in molti si sono offerti di propagare la libera circolazione delle informazioni utilizzando canali a larga risonanza come blog e social network, camuffandosi tra i netizen iraniani per evitare che questi vengano identificati dalle autorità locali.

A questo va ad aggiungersi la presa di posizione fatta dal team di LimeWire, noto client di file sharing che ha di recente invitato i propri utenti a condividere in maniera attiva le informazioni provenienti dall’Iran, utilizzando la propria rete P2P. In particolare, agli utenti viene chiesto di scaricare un archivio di 110MB circa, contenente diversi file video provenienti dal paese asiatico, con l’esplicita richiesta di decomprimere e condividere tutto con l’intera community.

Molto forte e sentita la motivazione del gesto, spiegato in maniera chiara ed esaustiva: “Il Governo iraniano ha limitato il libero flusso delle informazioni all’alba delle elezioni presidenziali” si legge in una nota di LimeWire. “Mentre non prendiamo posizione in merito alle elezioni stesse, crediamo fortemente in Internet e nella libertà di informazione”.

Vincenzo Gentile

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

29 06 2009
Link copiato negli appunti