SCO: la GPL non reggerà in tribunale

SCO ha risposto alle accuse di IBM con un comunicato in cui spara ancora contro la licenza GPL, a suo dire incapace di superare il test del tribunale


Lindon (USA) – Ieri SCO Group ha pubblicato sul proprio sito l’ennesimo comunicato relativo alla battaglia legale contro IBM. Il documento è stato scritto in risposta alla recente controdenuncia con cui IBM ha accusato SCO di aver violato la licenza GPL e, come conseguenza, di aver infranto certi suoi copyright.

SCO ha ribattuto che “è IBM, non SCO, ad aver portato la GPL nella controversia legale fra le due aziende”.

SCO, che alla fine di agosto aveva pesantemente attaccato il modello di sviluppo Open Source, mette ora a fuoco la mira contro il caposaldo del Free Software, la licenza GPL , definita dall’azienda “una creazione della Free Software Foundation per soppiantare le attuali leggi statunitensi sul copyright”.

“La GPL (…) – si legge nel comunicato di SCO – è una base precaria su cui costruire un caso legale. Al contrario, SCO continua a basare le proprie rivendicazioni legali sulle ben salde leggi degli Stati Uniti relative a contratti e copyright”.

SCO è convinta che la GPL, una volta in tribunale, si squaglierà come neve al sole.

“La GPL – continua il comunicato di SCO – non ha mai affrontato un vero test legale, e SCO crede che dinanzi ad una corte non starà in piedi. Siamo fiduciosi che SCO vincerà la battaglia legale che IBM ha cominciato ora sulla GPL. Difendendo così strenuamente la controversa GPL, IBM sta anche difendendo un discutibile schema di licenza attraverso cui può evitare di fornire l’indennizzo del software ai propri clienti. Noi continuiamo a raccomandare ad IBM di fornire un indennizzo legale per i propri clienti di Linux”.

Come riportato ieri , IBM ha criticato la recente mossa di HP schierandosi decisamente contro ogni forma di garanzia che preveda il risarcimento delle spese legali affrontate da un suo cliente in un’eventuale causa con SCO.

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  • Mariobusy scrive:
    Contro ISP truffaldini: regole precise !
    Necessitano ormai regole precise e severe anchecontro le truffe di alcuni providers.Ormai è noto: molte sono le delusioni dei clienti dei vari providers, piccoli o grandi che siano.L'unica arma di difesa che hanno in mano gli utenti delusi sarebbe quella di adire le vie legali, ma per poche centinaia di euro nessuno si cimenta in quest'impresa come prevedono bene tutti i principali gestori.
  • s. scrive:
    Le regole servono ma sono inutili
    Esiste un codice della strada e le regole in esso contenute sono per la salvaguardia degli utenti della strada stessa.Molti le rispettano, sia per convincimento personale sia per timore di contravvenzioni.Molti invece se ne strafottono, creando rischio per sè e per gli altri.Sulla strada ci sono gli agenti deputati al controllo e alla repressione delle infrazioni. Non riescono a colpire tutti i trasgressori, ma si limitano a beccare chi in quel momento trasgredisce.Internet non è molto differente.Molti usano i servizi della rete in maniera appropriata e rispettosa (per intendersi: "non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te").Altri, non so se tanti o pochi, di questo rispetto se ne strafottono (proprio come gli automobilisti che passano col rosso o che vanno ai 100 in centro al paese) e, per me che mi ritengo rispettoso degli altri, meriterebbero una punizione.In questo senso le regole servono.Il problema è definire quali debbano essere queste regole e, soprattutto, come fare per farle rispettare senza che ciò si trasformi in censura o in limitazione delle funzionalità del sistema.Il rischio è che queste regole vengano inventate da qualcuno che non abbia dimestichezza con la rete e che quindi diventino regole dannose e quindi inutili.Io rimango comunque del mio parere:siccome stiamo parlando di persone che usano un sistema di comunicazione, chi sbaglia è la persona e non il sistema.Chi sbaglia deve essere represso perchè è uno stronzo, ma non toccate la libertà degli altri che stronzi non sono.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le regole servono ma sono inutili
      - Scritto da: s.
      Esiste un codice della strada e le regole in
      esso contenute sono per la salvaguardia
      degli utenti della strada stessa.
      Molti le rispettano, sia per convincimento
      personale sia per timore di contravvenzioni.
      Molti invece se ne strafottono, creando
      rischio per sè e per gli altri.
      Sulla strada ci sono gli agenti deputati al
      controllo e alla repressione delle
      infrazioni.
      Non riescono a colpire tutti i trasgressori,
      ma si limitano a beccare chi in quel momento
      trasgredisce.

      Internet non è molto differente.
      Molti usano i servizi della rete in maniera
      appropriata e rispettosa (per intendersi:
      "non fare agli altri ciò che non vorresti
      sia fatto a te").
      Altri, non so se tanti o pochi, di questo
      rispetto se ne strafottono (proprio come gli
      automobilisti che passano col rosso o che
      vanno ai 100 in centro al paese) e, per me
      che mi ritengo rispettoso degli altri,
      meriterebbero una punizione.

      In questo senso le regole servono.

      Il problema è definire quali debbano essere
      queste regole e, soprattutto, come fare per
      farle rispettare senza che ciò si trasformi
      in censura o in limitazione delle
      funzionalità del sistema.

      Il rischio è che queste regole vengano
      inventate da qualcuno che non abbia
      dimestichezza con la rete e che quindi
      diventino regole dannose e quindi inutili.

      Io rimango comunque del mio parere:
      siccome stiamo parlando di persone che usano
      un sistema di comunicazione, chi sbaglia è
      la persona e non il sistema.

      Chi sbaglia deve essere represso perchè è
      uno stronzo, ma non toccate la libertà degliUna domanda sola chi e' che decide "chi sbaglia"? e con quale "mandato"? da chi e' democraticamente (le regole sono tali anche per i controllori) controllato il "censore"?...Fatti qualche domandina in piu' vedrai che avrai forse piu' dubbi e meno certezze .. ma in compenso avrai anche una visione piu' reale del mondo! ;-)
      altri che stronzi non sono.ah si? chi dice se sono stronzi tu?e come pensi di "punirli"?

  • Anonimo scrive:
    le regole
    le regole del gioco in questi anni le hanno volute imporre quelli che se lo potevano permettere a colpi di migliaia di euro
    • Anonimo scrive:
      Re: le regole
      - Scritto da: Anonimo
      le regole del gioco in questi anni le hanno
      volute imporre quelli che se lo potevano
      permettere a colpi di migliaia di eurohai ragionee nessuno ha avuto nulla da dire tranne in pochissimi casi ecclatanti
  • Anonimo scrive:
    SARA' DURA...
    Anche gli americani hanno tentato di dettare regole per Internet ma e' andata male.La mia proposta... sconcertante.Internet libera ed anarchica con sottoreti protette e regolate da regole diverse.Non tutti amiano le stesse regole.
    • Anonimo scrive:
      Re: SARA' DURA...
      indubbiamente sarà dura ma trovo altrettanto duro il fatto che si siano riempite aule di tribunali con cause di ogni tipo legate ad internet
  • Anonimo scrive:
    fissare delle regole
    internet potrebbe essere paragonato ad un grosso aereo dove in tanti sono saliti, qualcuno ha trovato degli ottimi posti altri si sono accontentatifissare adesso delle regole non è impresa facile, ma sono anche parecchi quelli che vengono gettati dall'aereo in volo basandosi su delle leggi che con internet non hanno nulla a che fare ma che vengono ugualmente applicate
    • Anonimo scrive:
      Re: fissare delle regole
      - Scritto da: Anonimo
      internet potrebbe essere paragonato ad un
      grosso aereo dove in tanti sono saliti,
      qualcuno ha trovato degli ottimi posti altri
      si sono accontentati
      fissare adesso delle regole non è impresa
      facile, ma sono anche parecchi quelli che
      vengono gettati dall'aereo in volo basandosi
      su delle leggi che con internet non hanno
      nulla a che fare ma che vengono ugualmente
      applicatequelli gettati e quelli seduti sono gettati e seduti per leggi che appunto non hanno nulla che vedere con Internet, sono leggi che ci sono o ci sarebbero comunque (ad esempio la diffamazione rimane diffamazione su internet come con altri mezzi) non esiste in realta' NESSUNA specificita' di Internet tutti possono stare sull'aereo o essere buttati giu' ma non certo da regole "internet" che non solo non esistono ma non sarebbero neppure tecnicamente applicabili."Purtroppo" per i fautori delle brache regolamentari la realta' e' questa piaccia oppure no e in definitiva i "pareri" e le "opinioni" al riguardo non solo non possono cambiare la realta' ma si sono dimostrati e continueranno a dimostrarsi assolutamente irrilevanti.Un esempio per tutti e' il "famoso" caso Armani.In italia e' stato regolamentato in un modo (che nulla a che fare con internet) e in canada al suo opposto (anche qui nulla a che vedere con internet).Mi pare un esempio eclattante della "non specificita'" di internet e della totale inefficacia di norme direttamente riguardanti internet in se (nessuno e' in grado di garantirne il rispetto sulla scala che internet ha).Persino in ambito nazionale diventa difficile e a volte impossibile regolamentare senza mettere a rischio principi giuridici altrove affermati (costituzione, codice civile e penale ecc..).Un esempio?Qualcuno mi sa dire la differenza tra lo scambio di informazioni tra due punti connessi con telefono (libero per diritto costituzionale) e lo scambio (ugualmente libero per diritto costituzionale) tra due punti Internet?Il punto e' che ho tali scambi violano leggi altrimenti vigenti e costituiscono di per se' reati (a prescindere dal mezzo) oppure sono ammessi ed ammissibili qualunque sia la loro forma.L'unica realistica possibilita' e' che il corpus giuridico dipenda dai principi generali (del resto quando mai si e' visto un corpus giuridico degno di questo nome dipendere realmente dalle "tecnologie"?)
      • Anonimo scrive:
        Re: fissare delle regole
        Un esempio per tutti e' il "famoso" caso Armani. In italia e' stato regolamentato in un modo (che nulla a che fare con internet) e in canada al suo opposto (anche qui nulla a che vedere con internet). Mi pare un esempio eclattante della "non specificita'" di internet e della totale inefficacia di norme direttamente riguardanti internet in se (nessuno e' in grado di garantirne il rispetto sulla scala che internet ha). Persino in ambito nazionale diventa difficile e a volte impossibile regolamentare senza mettere a rischio principi giuridici altrove affermati (costituzione, codice civile e penale ecc..). In questo esempio che hai riproposto del quale ai molti (io compreso) è rimasto un dubbio su come sia finita la questione, sembra che qualcuno abbia pagato le conseguenze di questa assoluta mancanza di regole.
        • Anonimo scrive:
          Re: fissare delle regole
          - Scritto da: Anonimo
          Un esempio per tutti e' il "famoso" caso
          Armani.
          In italia e' stato regolamentato in un modo
          (che nulla a che fare con internet) e in
          canada al suo opposto (anche qui nulla a che
          vedere con internet).
          Mi pare un esempio eclattante della "non
          specificita'" di internet e della totale
          inefficacia di norme direttamente
          riguardanti internet in se (nessuno e' in
          grado di garantirne il rispetto sulla scala
          che internet ha).
          Persino in ambito nazionale diventa
          difficile e a volte impossibile
          regolamentare senza mettere a rischio
          principi giuridici altrove affermati
          (costituzione, codice civile e penale
          ecc..).

          In questo esempio che hai riproposto del
          quale ai molti (io compreso) è rimasto un
          dubbio su come sia finita la questione,
          sembra che qualcuno abbia pagato le
          conseguenze di questa assoluta mancanza di
          regole.Stilista, timbrista, legge marchi, tribunale di bergamo, i verdi, sen.cortiana e il parlamento, ma il tutto sembra svanito in un bolla di sapone.
          • Anonimo scrive:
            Re: fissare delle regole
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Un esempio per tutti e' il "famoso" caso

            Armani.

            In italia e' stato regolamentato in un
            modo

            (che nulla a che fare con internet) e in

            canada al suo opposto (anche qui nulla a
            che

            vedere con internet).

            Mi pare un esempio eclattante della "non

            specificita'" di internet e della totale

            inefficacia di norme direttamente

            riguardanti internet in se (nessuno e' in

            grado di garantirne il rispetto sulla
            scala

            che internet ha).

            Persino in ambito nazionale diventa

            difficile e a volte impossibile

            regolamentare senza mettere a rischio

            principi giuridici altrove affermati

            (costituzione, codice civile e penale

            ecc..).



            In questo esempio che hai riproposto del

            quale ai molti (io compreso) è rimasto un

            dubbio su come sia finita la questione,

            sembra che qualcuno abbia pagato le

            conseguenze di questa assoluta mancanza di

            regole.Niente affatto la regola applicata non riguarda internet ma la legge sui marchi (ammesso che fosse valida la interpretazione data dal giudice) tale regola non ha trovato nessun "recepimento" su internet (dato che in canada un altro giudice ha interpretato all'opposto).La "sentenza" pretende di avere una efficacia che non puo' in nessun modo avere (ad esempio in afganistan o alle fiji)..Le regole ci sono ma non riguardano (ne possono farlo) Internet.La realta' e quella che e' e non puo' certo essere smentita dalla mia o tua opinione e tantomeno dalle "brache" della sentenza di un giudice "incompetente" (nel senso giuridico del termine) a regolamentare alcunche' "worldwide"...

            Stilista, timbrista, legge marchi, tribunale
            di bergamo, i verdi, sen.cortiana e il
            parlamento, ma il tutto sembra svanito in un
            bolla di sapone.
          • Anonimo scrive:
            Re: fissare delle regole
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo

            Un esempio per tutti e' il "famoso" caso

            Armani.

            In italia e' stato regolamentato in un
            modo

            (che nulla a che fare con internet) e in

            canada al suo opposto (anche qui nulla a
            che

            vedere con internet).

            Mi pare un esempio eclattante della "non

            specificita'" di internet e della totale

            inefficacia di norme direttamente

            riguardanti internet in se (nessuno e' in

            grado di garantirne il rispetto sulla
            scala

            che internet ha).

            Persino in ambito nazionale diventa

            difficile e a volte impossibile

            regolamentare senza mettere a rischio

            principi giuridici altrove affermati

            (costituzione, codice civile e penale

            ecc..).



            In questo esempio che hai riproposto del

            quale ai molti (io compreso) è rimasto un

            dubbio su come sia finita la questione,

            sembra che qualcuno abbia pagato le

            conseguenze di questa assoluta mancanza di

            regole.Niente affatto la regola applicata non riguarda internet ma la legge sui marchi (ammesso che fosse valida la interpretazione data dal giudice) tale regola non ha trovato nessun "recepimento" su internet (dato che in canada un altro giudice ha interpretato all'opposto).La "sentenza" pretende di avere una efficacia che non puo' in nessun modo avere (ad esempio in afganistan o alle fiji)..Le regole ci sono ma non riguardano (ne possono farlo) Internet.La realta' e quella che e' e non puo' certo essere smentita dalla mia o tua opinione e tantomeno dalle "brache" della sentenza di un giudice "incompetente" (nel senso giuridico del termine) a regolamentare alcunche' "worldwide"...

            Stilista, timbrista, legge marchi, tribunale
            di bergamo, i verdi, sen.cortiana e il
            parlamento, ma il tutto sembra svanito in un
            bolla di sapone.
          • Anonimo scrive:
            Re: fissare delle regole


            Stilista, timbrista, legge marchi,
            tribunale

            di bergamo, i verdi, sen.cortiana e il

            parlamento, ma il tutto sembra svanito in
            un

            bolla di sapone.In effetti la vicenda ha fatto molto rumore, molti commenti, molte opinioni, ma in effetti in pochi penso abbiano compreso come sia finita, se sia finita o cos'altro????
          • Anonimo scrive:
            Re: fissare delle regole
            - Scritto da: Anonimo


            Stilista, timbrista, legge marchi,

            tribunale


            di bergamo, i verdi, sen.cortiana e il


            parlamento, ma il tutto sembra svanito
            in

            un


            bolla di sapone.

            In effetti la vicenda ha fatto molto rumore,
            molti commenti, molte opinioni, ma in
            effetti in pochi penso abbiano compreso come
            sia finita, se sia finita o cos'altro????siamo in italia, ti stupisci????
  • Anonimo scrive:
    Libertà non è anarchia
    Stabilire un codice di condotta non significa necessariamente imbavagliare la Rete, o coloro che attraverso la Rete si esprimono. Senza regole non esiste vivere civile, e la Rete sta diventando sempre più incivile. Non capisco le perplessità dell'autore dell'articolo. Questo stesso forum ha una policy: se vado fuori tema o scrivo frasi offensive vengo "ammonito". Gli stessi utenti di Internet si sentono parte di una comunità, e il primo codice di comportamento a nascere e a diffondersi è stato la Netiquette, che ogni cittadino della Rete dovrebbe rispettare per poter continuare a far parte della comunità nel pieno rispetto degli altri. Il garante ha il dovere di ribadire che per poter garantire la libertà a tutti non bisogna rischiare di degenerare nell'anarchia.salutisilvia
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà non è anarchia
      internet E' anarchia in quanto e' "stupida" e' un mezzo il resto lo fanno e lo decidono gli "endpoints" cioe' i computer connessi.In parole povere internet e' tanto "anarchica" quanto lo vogliono essere i suoi "attori" gli unici che possono oppure no porsi dei limiti.Il resto sono pure chiacchere!- Scritto da: Anonimo
      Stabilire un codice di condotta non
      significa necessariamente imbavagliare la
      Rete, o coloro che attraverso la Rete si
      esprimono. Senza regole non esiste vivere
      civile, e la Rete sta diventando sempre più
      incivile.
      Non capisco le perplessità dell'autore
      dell'articolo. Questo stesso forum ha una
      policy: se vado fuori tema o scrivo frasi
      offensive vengo "ammonito". Gli stessi
      utenti di Internet si sentono parte di una
      comunità, e il primo codice di comportamento
      a nascere e a diffondersi è stato la
      Netiquette, che ogni cittadino della Rete
      dovrebbe rispettare per poter continuare a
      far parte della comunità nel pieno rispetto
      degli altri. Il garante ha il dovere di
      ribadire che per
      poter garantire la libertà a tutti non
      bisogna rischiare di degenerare
      nell'anarchia.

      saluti

      silvia
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà non è anarchia
      Io sposo in pieno il tuo "rigore civico", e sono contrario all'anarchia (basta vedere le strade: come si circolerebbe se non ci fossero regole?).Il problema però è nel modo con cui vengono fatte queste regole.Fino a che le regole le fanno i nostri padri della costituzione, gente che ha visto morire le persone che gli stavano attorno e distruggere i posti dove sono cresciuti, possiamo aspettarci dei capolavori. Quando invece a farle sono persone che non hanno la cultura e l'esperienza necessaria, diventano assurde.Allora io ti dico: meglio regole sbagliate o nessuna regola?Penso che anche Paolo De Andreis condivida con noi la necessità di regole atte a prevenire l'anarchia... ma condivido il suo timore a sentir parlare di regole, e le parole del ministro ci danno ragione. E non solo le parole, ma anche i fatti: legge sull'editoria, sul wi-fi, tassazione sui cd, brevetti software, etc, etc, etc.Sono tutte regole dell'era digitale la cui esistenza è necessaria ma SBAGLIATE fino al midollo.Mi piacerebbe sapere quanti di quelli che si nascondono dietro la definizione di "legislatore" vivano la rete invece di limitarsi ad usare una mailbox e saltuariamente visitare 5-10 siti mirati.Beh, se le regole devono farle questi signori qui... meglio l'anarchia... almeno nell'anarchia ci sono i delinquenti, ma anche tante persone come me e te che rispettano e fanno rispettare la netiquette, le regole antispam e qualsiasi altra cosa ci giri intorno...ciaoMichele- Scritto da: Anonimo
      Stabilire un codice di condotta non
      significa necessariamente imbavagliare la
      Rete, o coloro che attraverso la Rete si
      esprimono. Senza regole non esiste vivere
      civile, e la Rete sta diventando sempre più
      incivile.
      Non capisco le perplessità dell'autore
      dell'articolo. Questo stesso forum ha una
      policy: se vado fuori tema o scrivo frasi
      offensive vengo "ammonito". Gli stessi
      utenti di Internet si sentono parte di una
      comunità, e il primo codice di comportamento
      a nascere e a diffondersi è stato la
      Netiquette, che ogni cittadino della Rete
      dovrebbe rispettare per poter continuare a
      far parte della comunità nel pieno rispetto
      degli altri. Il garante ha il dovere di
      ribadire che per
      poter garantire la libertà a tutti non
      bisogna rischiare di degenerare
      nell'anarchia.

      saluti

      silvia
  • kensan scrive:
    Concordo
    Concordo sui pregiudizi nelle frasi di Stanca, concordo con la fiducia verso Rodotà e concordo con de Andreis nella difficoltà di fare mia la volontà regolamentante del garante.Da alcuni mesi mi sto occupando di SPEWS e ho scritto pure un articolo sul mio sito, mi chiedo se in questo particolare caso, le leggi o forse semplicemente la netiquette che il garante ha in mente salvino una black List come quella del spam prevenction early warning system.Per esempio l'anonimato di cost'oro (si scrive così?), la libertà di mettere chiunque nella BL e quindi problemi contigui alla diffamazione, la loro discrezionalità nel delistare ISP di qual si voglia grandezza e importanza compresi servizi pubblici, servizi statali e magari anche ospedali.Le leggi del garante potranno mai garantire a spews un futuro in Italia? Con tutta franchezza penso che Rodotà sia invischiato nel suo sistema e che non abbia per questo abbastanza capacità di vedere oltre il sistema politico ed economico che rappresenta. Sistema che è terribilmente limitante e nell'internet globalizzata è un'idea stavagante. Temo che spews funzioni per internet mentre le idee di Rodotà non serviranno a internet, in quanto realtà estranea alle logiche politico-economiche del nostro piccolo e chiuso in se stesso paese.
    • Mariobusy scrive:
      Re: Concordo e aggiungo...
      - Scritto da: kensan
      Concordo sui pregiudizi nelle frasi di
      Stanca, concordo con la fiducia verso Rodotà
      e concordo con de Andreis nella difficoltà
      di fare mia la volontà regolamentante del
      garante.concordo anch'io con queste parole di De Andreis:"L'esperienza, dunque, ci insegna a diffidare delle regole e delle norme e ci spinge invece a batterci perché certi affronti alla dignità di noi tutti si esauriscano al più presto. Detto ciò, è certamente preferibile e auspicabile che, se regole si fanno, queste siano prodotte da una mente lucida che mastica la materia. Che quel Codice o altre norme possano costituire davvero una pur indispensabile grande muraglia è invece una speranza che sono incapace di far mia"Non ho alcuna fiducia nè riguardo Stanca, nè riguardo Rodotà!Occorrerebbe più che altro regolamentare il mercato dei carrier nazionali prima che questi altri campi di secondaria importanza. Bisogna eliminare il monopolio Telecom Italia da una parte e dall'altra creare una carta dei Servizi per gli utenti che garantisca standard minimi qualitativie soprattutto Definire il Concetto di Banda Largacome hanno già da tempo chiarito gli inglesi!
  • Anonimo scrive:
    "regolare" i regolatori
    Francamente sono stufo di tutto questo can can sulle regole per il presunto "selvaggio west" elettronico.Internet e' qualcosa che non solo non necessita di regole (quando mai le ha avute?) ma non ha per sua natura la possibilta' di accettarne.Fino a che governi e "regolamentatori" non se ne renderanno conto continueremo ad assister a questo assurdo balletto destinato comunque a portare (piaccia o no) al fallimento di queste pretese.A qualcuno e' sfuggito (o forse fa finta di non vedere) che internet ha una natura "particolare" e questa natura "particolare" e' costituita da 2 elementi base:1) internet e' la piu' stupida delle reti.Ovvero non esiste una sola funzione (connessione tra punti remoti tramite pacchetti a parte) che sia "realmente fornita da internet".Non ci sono "valori aggiunti" sulla rete ne' nulla che vi possa somigliare.. si tratta di puro e semplice protocollo la sua funzione non e' quella di dare "servizi" ma semplicemente di dare "connettivita'"... qui si ferma e non va oltre.2) Proprio perche' e solo rete "stupida" (priva di servizi) la sua reale natura e' quella Peer to Peer.La funzione di rete si limita a connettere i punti "terminali" della rete i quali "decidono" applicativamente come "parlarsi" (http, irc, smtp, o qualunque altro "protocollo applicativo" le "applicazioni" vogliano usare compreso uno "inventato ad hoc".L'idea di un mondo internet basato su "server e client" e' oltre che sbagliata totalmente falsa nata dal fatto che molti utenti usano sistemi (windows) con un numero di applicazioni generalmente "limitato" o "autolimitato".E' facile verificare invece che nei sistemi di "derivazione" unix (es. Linux o BSD) sono presenti tutte le funzioni (protocolli apllicativi e applicazioni) comunemente intese come "servizi" server di posta, web, routing, DNS, e qualunque altra "applicazione" che viene comunemente spacciata per "servizio".Persino la necessita' di passare attraverso un "provider" per connettersi e' totalmente artificiosa (un provider non e' nulla di piu' che un computer connesso alla rete (altri computer) che condivide la connessione con altri che condividono la connessione ... che condividono la connessione... e cosi' via (all'infinito).Internet non ha quindi un "centro" o un punto (o punti) reali di controllo internet e' "periferia" e solo questo!Questo rimane vero qualunque sia il "pensiero" dei nostri "regolamentatori"....Credo sia ora che chi usa la rete e la conosce sul serio cominci a spiegare questi "banali fatti" a chi ci governa e contemporaneamente spieghi che non solo non e' possibile regolare internet (tecnicamente e praticamente) come non e' possibile regolare quello che due persone si dicono al telefono ma anche che (comunque) le "regole" o sono accettate e condivise (in questo caso si applicano per convenzione, come nel caso ICANN-IANA) oppure semplicemente non esistono.Comincino loro a capire questa semplice e incotrovertibile regola!
  • Crazy scrive:
    Una Privacy Fasulla
    Ciao a Tutti,io ho apprezzato tante cose fatte da Rodota` ma altrettante mi hanno dato fastidio.Lui e` sempre li` che lotta per la Privacy.Io ad esempio, come gia` sapete, non mi faccio problemi quando sono in luogo pubblico, per quanto mi riguarda, possono mettermi Telecamere ovunque, Piazza, Vicoli, in Spiaggia, insomma, non mi fa nessun problema, tanto ci sono gia` tutti che mi possono vedere, quindi, picche, nessun problema per le Telecamere in Pubblico, ma in casa o nel mio giardino, assolutamente no.Eppure, Rodota` ha tanto lottato per le Telecamere per strada e ci ha lasciato mettere delle spie in tutte le case.Ad esempio, quando parlo al Telefono, mi sento in un luogo pubblico, so che la Telefonata puo` essere ascoltata da "Persone Autorizzate", ma gia` questo mi secca, quando parlo al Telefono, sono a Casa, oppure sono in pubblico al Cellulare, ma non si sente il mio interlocutore, insomma, mi piacerebbe poter parlare al Telefono di qualunque cosa senza dover tener presente che al nominare di certe parole, Puf, la chiamata viene subito registrata.Lo stesso vale per Internet, adesso va a finire che intercettano chi fa peering, ci leggono le E-MAIL ed i Messaggi in Chat perche` magari abbiamo nominato chissa` che Terrorista, ecco, insomma, quando parlo al Telefono o navigo in Internet vorrei essere libero da qualunque preoccupazione.Capisco se uno e` un Criminale o un Ex Criminale, lo metto tranquillamente sotto controllo, ma cio` che hanno detto negli Stati Uniti, e cioe` che dopo gli attentati dell'11 Settembre, tutte le E-MAIL che contengono certe parole vengono visionate, ecco, li` mi sa che la Privacy e` andata a farsi friggere da un bel pezzo, altro che pensare alle Telecamere in Pubblico, possono anche mettere i Microfoni in Pubblico per quanto mi riguarda, ma quando sono a Casa al Telefono, al Cellulare o in Internet voglio poter dire, che ne so "Ho trovato un Terrorista e abbiamo ammazzato un po' di persone per insegnarmi a sparare bene..." ecco, queste cose, non le si puo` dire perche`, come anche questo messaggio, probabilmente verra` registrato e visionato.Naturalmente in questo contesto, non da nessun problema, ma l'idea mi secca alquanto, ripeto, per me, da anni ormai, Parlare al Telefono o navigare in internet da la stessa sensazione di essere in Pubblico, altro che Telecamere in piazza, questo per me e` molto peggio.Io sono un po' stufo di sentire sempre tutti brontolare delle Telecamere in pubblico quando poi so che a Casa sono preso molto peggio che l'avere qualche Telecamera puntata mentre passeggio.DISTINTI SALUTI
    • Crazy scrive:
      Re: Una Privacy Fasulla
      Scusate, non so come, ma per sbaglio ho Postato 2 volte...
    • Anonimo scrive:
      Re: Una Privacy Fasulla
      Hai pienamente ragione, la prima privacy di cui ci dobbiamo preoccupare e` quella di casa nostra che tanto in luogo pubblico la privacy non potra` mai essere totale.Vogliamo essere liberi almeno in casa!
    • Anonimo scrive:
      Re: Una Privacy Fasulla
      Si, diciamo pure che hai anche ragione, ma spesso i criminali li beccano grazie ad intercettazioni telefoniche, quindi, dobbiamo preoccuparci di tutti cio` che possiamo.Io problemi con la legge non ne ho e parlare al telefono sapendo di essere ascoltato non mi rompe quanto la telecamera che mi segue lungo il mio cammino per la citta`.
      • Crazy scrive:
        Re: Una Privacy Fasulla
        Ma stai scherzando?Tu chiedei la Privacy dove non potra` mai esistere, e cioe` in luogo pubblico e poi lasci che possano ascoltarti le Telefonate, leggersi le tue E-MAIL ed SMS, insomma, non essere solo nemmeno nell'unico luogo dove avresti tutti i diritti di esserlo, a Casa Tua!E poi non vorresti essere visto quando sei in un luogo pubblico? Ma ti rendi conto che non e` possibile, se elimini le telecamere, comuqnue sia, ci sono tutte le persone attorno a te, a Casa invece non dovrebbe poorsi nemmeno il problema, a Casa fai quello che vuoi, ovviamente senza fare del male ad altri.Forse e` meglio che pensi bene a cio` che hai scritto, non mi sembra che stia in piedi.
  • marcocavicchioli scrive:
    regole
    volenti o nolenti le (poche) regole ci sono già. solo che sono di tipo "tecnologico" e non politico. se l'idea di Rodotà fosse quella di incentivare lo sviluppo di nuove "regole tecnologiche" (vedi il nuovo protocollo IP6 per la trasmissione dati su internet) non ci sarebbe alcuna novità (visto che ci si sta già lavorando), ma se non altro l'idea sarebbe sensata ed utile. se invece il suo pensiero va nella direzione di tentare di imbrigliare la Rete con più o meno stretti nodi "politici" prima di tutto non se ne caverà un ragno dal buco (come al solito, vedi le cause contro i sistemi P2P) ed in secondo luogo si verrà a scavare un sempre più profondo divario tra la realtà delle cose (Internet così com'à e come è stata progettata) e l'immaginario collettivo di chi non sa ma vorrebbe comandare. è come se si tentasse di convincere un bambino appena nato a non piangere facendo un decreto legge e poi arrabbiandosi perchè il pargoletto non lo rispetta... in questo modo che razza di credibilità rimarrebbe al genitore in questione?
    • kensan scrive:
      Re: regole
      - Scritto da: marcocavicchioli
      ... in questo modo
      che razza di credibilità rimarrebbe al
      genitore in questione?Mi pare che qua ci siano dei genitori non degli di questo nome e i politici sono di questa taglia.Concordo.
  • Anonimo scrive:
    Penso che ....
    ...la Rete sia uno dei pochi poosti dove il mero concetto di "anarchia" possa avere luogo, senza danneggiare nessuno.Dopo le regole alla Rete, quelle ai Pensieri.
    • Anonimo scrive:
      Re: Penso che ....
      a me mi fanno un baffo le regole !
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso che ....
        - Scritto da: Anonimo
        a me mi fanno un baffo le regole !Sei un hacker?
        • Anonimo scrive:
          Re: Penso che ....
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          a me mi fanno un baffo le regole !

          Sei un hacker?beh, modestamente me la cavicchio ...:)se vuoi una piccola prova spediscimi una mail (anche vuota) a kim_basinger@loveable.com:)
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso che ....

        a me mi fanno un baffo le regole !Soprattutto quelle della grammatica :-)No flame! Sto solo scherzando! :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Penso che ....
      QUando ti diffameranno pubblicamente su un sito perfettamente indexato da google o pubblicheranno il tuo numero di telefono in una rubrica per incontri di sesso gay allora capirai che l'anarchia e' una stronzata, sempre comunque e ovunque.
      • kensan scrive:
        Re: Penso che ....
        - Scritto da: Anonimo
        QUando ti diffameranno pubblicamente su un
        sito perfettamente indexato da google o
        pubblicheranno il tuo numero di telefono in
        una rubrica per incontri di sesso gay allora
        capirai che l'anarchia e' una stronzata,
        sempre comunque e ovunque.^_^ Carino questo FUD, ma certo che chi naviga in Internet, chi frequenta siti che diffamano, siti gay, o altri siti che sono la diversità di internet, allora ha capito diverse cose della vita e quindi anche della rete. Sicuramente avrà capito che il paternalismo che la nostra società ci propina in TV, nelle leggi che ci trattano come bambini irresponsabili, nei valori universali che vengono ripetuti fino alla nausea, sono solo uno specchietto per le allodole. Basta accendere internet e crolla tutto, crollano le regole paternaliste, crollano i valori universali, crolla l'ordine ma... tutto funziona bene lo stesso per chi si addentra nella cultura della rete. Per questo dico che il tuo è FUD. Meglio una realtà difficile che ci faccia crescere che mille realtà protettive che ci lascino bambini...Ciao e non me ne volere...:)
      • Anonimo scrive:
        Re: Penso che ....
        - Scritto da: Anonimo
        QUando ti diffameranno pubblicamente su un
        sito perfettamente indexato da google o
        pubblicheranno il tuo numero di telefono in
        una rubrica per incontri di sesso gay allora
        capirai che l'anarchia e' una stronzata,
        sempre comunque e ovunque.La diffamazione e' un reato di per se non c'e' affatto bisogno di una regola per Internet.Sarebbe come se non si facesse una legge contro il furto in generale ma piuttosto una per il furto fatto usando le chivi false, una contro il furto usando il grimaldello, una contro il furto usando mezzi elettronici e via dicendo.I reati rimangono reati e le cose lecite rimangono lecite rete o non rete.Comincia tu a darti una "regolata" invece di cadere in queste facili e scorrette trappolette.
  • Anonimo scrive:
    L'illustratrore è un genio!!
    L'immagine è fantasticamente geniale.ma dategli un premio
    • Anonimo scrive:
      Re: L'illustratrore è un genio!!
      ah ecco..è Luca schiavoni..l'avevo dimenticato.Beh ditegli che è veramente bravissimo.Vorrei le sue immagini su qualche bel quotidiano a tiratura nazionale al posto della solita vignetta ....
      • Anonimo scrive:
        Re: L'illustratrore è un genio!!
        - Scritto da: Anonimo
        ah ecco..è Luca schiavoni..l'avevo
        dimenticato.Ma non esistono regole che tutelano gli autori originali delle immagini modificate e riproposte quotidianamente su questo caltanet2?
    • Luca Schiavoni scrive:
      Re: L'illustratrore è un genio!!
      - Scritto da: Anonimo
      L'immagine è fantasticamente geniale.
      ma dategli un premioil mio premio e' lavorare in PI dal 1996 e far parte del suo "team" di lavoro sparso per l italia... ;)grazie, ho letto ora (ero fuori!) LucaS
      • Elwood_ scrive:
        Re: L'illustratrore è un genio!!
        - Scritto da: LucaSchiavoni

        - Scritto da: Anonimo

        L'immagine è fantasticamente geniale.

        ma dategli un premio

        il mio premio e' lavorare in PI dal 1996 e
        far parte del suo "team" di lavoro sparso
        per l italia...
        ;)

        grazie, ho letto ora (ero fuori!)

        LucaSma confermo al cento per cento!!! a Schiavoni dovrebbero dargli un premio... Luca sei un grande
  • hulio scrive:
    non e' questione di fiducia
    si puo' anche avere fiducia in rodota' (che lavora bene) ma il problema non e' lui, e' il contesto: non c'e' norma che tenga a freno il mercato
    • Anonimo scrive:
      Re: non e' questione di fiducia
      - Scritto da: Hulio
      si puo' anche avere fiducia in rodota' (che
      lavora bene) ma il problema non e' lui, e'
      il contesto: non c'e' norma che tenga a
      freno il mercatoPiu' che altro ogni regola puo' essere cambiata ad ogni giro di vento
      • Emilio scrive:
        Re: non e' questione di fiducia

        Piu' che altro ogni regola puo' essere
        cambiata ad ogni giro di ventoBeh in realta' qualsiasi cosa puo' cambiare.... quel che dico e' che comunque le regole gia' ci stanno
  • Anonimo scrive:
    Meglio regole buone che niente regole
    Dissento all'ottimo intervento, perche' le regole si possono migliorare ma il far west, invece, gia' sappiamo che non paga
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci sono degli studi a proposito
      - Scritto da: Anonimo
      Dissento all'ottimo intervento, perche' le
      regole si possono migliorare ma il far west,
      invece, gia' sappiamo che non pagaio preferisco il far west so che e' cosi' e mi regolo di conseguenza, e nessuno mi ha mai "sparato".internet non e' nata per "pagare" qualcuno, sono sologli spot della tv che te lo fanno credere, e fidati che,anche quando paghera' .. non sarai tu singolo a riceverema i "big" .
      • Anonimo scrive:
        Re: Ci sono degli studi a proposito
        Le regole, se ben fatte, garantiscono i piccoli contro lo strapotere dei potenti. ln Internet, le regole ci sono state e sono state determinate da una "netiquette" e dal codice che di fatto determinava cosa si poteva e non fare (vedi di Lessig "Code and other laws of cyberspace" e "The Future of Ideas: The Fate of the Commons in a Connected World"); oggi questo non e' sufficiente e un insieme di regole e' necesssario per preservare una risorsa comune dell'umanita' comune che potrebbe essere distrutta per il profitto di pochi. Pensate allo spam , o si mettono regole (preferisco leggi e sanzioni antispam piuttosto che regole fatte tramite il codice es. iniziativa trusted computing M$) , o l'e-mail non potra' mai piu' essere una risorsa usata come nel passato. Il punto e' chi fa le regole e quale e' il coinvolgimento della comunita'.Francesco Nachira
        • Anonimo scrive:
          Re: Ci sono degli studi a proposito

          ln
          Internet, le regole ci sono state e sono
          state determinate da una "netiquette" e dal
          codice che di fatto determinava cosa si
          poteva e non fare (vedi di Lessig "Code and
          other laws of cyberspace" e "The Future of
          Ideas: The Fate of the Commons in a
          Connected World"); appunto, credo che la questione sia se andare oltre o no. e non credo che sia una buona idea visto quello che normalmente producono le nuove leggi
    • Anonimo scrive:
      Meglio niente regole che regole ingiuste
      Salve a tutti,Ecco che nuovamente all'orrizzonte si schierano i nostri "carissimi amici" dotati di regolare licenza di censori ed indottrinatori di ignoranza.Dunque ragioniamo, e' piu' giusta la liberta' di pensiero e di espressione o una monitorizzazione ed indottrinamento del pensiero stesso?Se per assurdo dovessi scegliere per la seconda opportunita' da me elencata, mi sapreste spiegare quale "superiore" organo di amministrazione e governo sarebbe in grado di giudicare quali siano i pensieri consoni alla societa' e quali invece dannosi (perche' devianti)?Ci sono nazioni in cui tale scelta (fra i pensieri considerati normali e quelli devianti) e' stata condotta secondo termini e dottrine religiose, altri in modo invece assolutamente ateo e NON religiosi con le conseguenze note alla storia moderna. (Una regola sbagliata rimane tale qualunque sia la fonte della stessa... la storia insegna...)A proposito di nazioni in cui vi sono regole che hanno come fonti dottrine religiose lo sapevate che cio' e' realta' per diversi stati componenti gli USA in cui vi sono leggi che regolamentano i comportamenti sessuali delle persone (per alcuni stati addirittura fra i coniugi)... Mi sembra realmente pazzesco ed assurdo... (Proprio un bell'esempio di difensori della liberta', ma in fondo la statua con la fiaccola posta a New York l'hanno fatta i francesi...)Meditate gente, meditate...
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