SCO: senza paura e senza ricerca

di Eben Moglen (tradotto da Emmanuele Somma) - Il punto della situazione sulle rivendicazioni di SCO su Linux, sulle prove che dovrebbero sostenerle e sulla legge americana, che ne impone la presentazione


Roma – (note in calce) – C’è una definizione tradizionale di azzeccagarbugli: è un avvocato che, quando la legge è contro di lui, se la prende con le prove, e quando le prove sono contro di lui, se la prende con la legge, e quando sia le prove che la legge sono contro di lui, prende a pugni il tavolo . I continui tentativi di SCO Group di accrescere il proprio valore di mercato a spese degli sviluppatori del software libero, dei propri distributori e degli utenti attraverso esotiche teorie legali e presunzioni di prove senza sostanza, mostra che questo vecchio modo di dire ha ancora qualche valore.

Solo le prove
SCO continua a proclamare in pubblico che nella causa contro IBM potrà dimostrare che il kernel Linux del sistema operativo libero viola il copyright SCO sul codice sorgente di Unix SysV. Ma nell’unica occasione in cui SCO ha pubblicamente mostrato qualche esempio di codice di Linux che millantava fosse copiato da Unix SysV, la sua dimostrazione le si è ritorta contro, mostrando piuttosto la vera faccia della propria noncuranza verso le leggi sul copyright, ma ancor di più la propria sciatteria nella ricerca delle prove.

Il 18 Agosto 2003 in un evento pubblico a Las Vegas, il CEO di SCO, Darl McBride, ha offerto una presentazione con alcuni esempi che secondo lui dimostravano la violazione dei diritti della propria azienda dovuti alla copia letterale di codice sorgente preso da Unix Sys V e inserito in Linux. Dopo solo poche ore la comunità del software libero e dell’open source aveva già analizzato quella che avrebbe dovuto essere la prova principe di SCO: quanto risultò non fu certo incoraggiante per gli investitori e per tutti gli altri che speravano che SCO sapesse almeno quello di cui parlava (1).

A Las Vegas McBride ha offerto due esempi che sosteneva fossero copiati da Sys V. Il primo implementa il firewall “Berkley Packet Filter” (BPF). Effettivamente anche il kernel di Linux contiene una implementazione del BPF, ma è un lavoro originale realizzato dallo sviluppatore Linux Jay Schulist. SCO non può pretendere nessuna proprietà nella implementazione iniziale del BPF che, come dice il nome era in origine una parte dello Unix BSD di Berkley, e che è stata copiata, in modo perfettamente legale, all’interno di Unix Sys V di SCO.
Poichè le implementazioni BPF in SysV e Linux hanno un antenato intellettuale in comune ed eseguono la stessa funzione, il programma di ricerca delle somiglianze utilizzato da SCO sulle due basi di codice sorgente ha restituito questo apparente esempio di copia. Ma SCO non ha fatto sostanziali ricerche per verificare che il lavoro di cui stavano recriminando la violazione non fosse il proprio (probabilmente poichè a suo tempo “per disattenzione” era stata rimossa l’originale nota di copyright).

Solo appena meno dubbio era il secondo esempio di McBride. McBride ha mostrato qualche decina di linee di codice prese dalla allocazione di memoria di “Linux” erano identiche al codice di Unix Sys V. Di nuovo, comunque, è successo che SCO si è basata sulla ricerca di somiglianze nel codice sorgente senza accertarsi della vera storia e dello stato del copyright del lavoro di cui reclamavano la proprietà e la violazione. Il sorgente C mostrato nella presentazione era stato per la prima volta incorporato in Unix Version 3 e fu scritto nel 1973, però discende da una precedente versione pubblicata da Donald Knuth nel suo classico “The Art of Computer Programming” nel 1968.

Inoltre AT&T aveva già reclamato la proprietà di questo codice, insieme ad altre porzioni del suo OS Unix, nella famosa causa BSD contro l’Università della California, e gli fu allora negata una ingiunzione preliminare sulla base del fatto che non avrebbe mai potuto verosimilmente sostenere tale violazione, poiché essa stessa aveva già in precedenza reso pubblico questo codice senza apporvi una nota di copyright e quindi, per la legge sul copyright pre-1976 negli Stati Uniti, era come se avesse rilasciato il codice nel pubblico dominio.

Nel 2002, il predecessore di SCO, Caldera, ha rilasciato di nuovo tale codice ma questa volta imponendovi una licenza che ne permetteva la libera copia e la redistribuzione. A quel punto la Silicon Graphics Inc. (SGI) ha usato il codice in una variante del programma Linux realizzata per una serie di computer basati su architettura a 64 bit chiamata “Trillium” che la SGI avrebbe dovuto vendere ma non che alla fine non ha mai distribuito. Nell’incorporare il codice, SGI ha violato i termini della licenza di Caldera solo per aver inopportunamente rimosso la nota di copyright della Caldera, ma tale nota era comunque errata.

Quindi il secondo esempio, quello che SCO supponeva fosse una copia senza permesso, innanzitutto era già nel pubblico dominio, e successivamente la stessa SCO l’aveva persino rilasciato sotto una licenza di software libero dopo avervi erroneamente imposto sopra un proprio copyright. SGI ha solo complicato le cose rimuovendo impropriamente l’errata nota di copyright.

Ma chiediamoci quanti sono i PC e o i server basati su architettura Intel nel mondo contengono questo codice problematico? Zero. Nessuna versione del programma Linux per le architetture Intel lo ha mai contenuto. E neppure alcun hardware SGI per cui questo codice fu scritto è mai stato venduto. HP, che vende i server a 64-bit Itanium, ha rimosso il codice dal ramo IA-64 dell’albero di codice di Linux, perché era tecnicamente ridondante.

Purtroppo la ricerca di SCO non è andata oltre la scoperta di una supposta istanza della “copia” senza chiedersi se SCO avesse alcun diritto su quello che era stato copiato e certamente senza fornire al proprio pubblico nessuna indicazione che il “Linux” di cui stava parlando era una variante per computer rari da cui il codice che sosteneva violare i diritti di SCO era in realtà già stato rimosso da HP.

Ciò che gli esempi di Las Vegas hanno veramente dimostrato è che mantenendo segrete in modo artefatto queste supposte violazioni, SCO le ha irresponsabilmente gonfiate.

Cosí, pur essendosi scelta le prove da mostrare in pubblico, le prove stesse le si sono ritorte contro, non ci è sembrato quindi strano che SCO ad Agosto se la sia presa con la legge. Ma neppure la legge sta dalla loro parte.


Truccare la legge
La situazione legale di SCO contiene un’intrinseca contraddizione.

Nelle lettere che ha spedito ai grandi utenti aziendali di software libero e nelle posizioni pubbliche in cui pretende dagli utenti delle versioni recenti del kernel comprino licenze, SCO avanza la pretesa che il programma Linux contenga materiale di cui detiene il copyright. Ma ha anche avanzato richieste di violazione di segreti commerciali contro la IBM , sostenendo che IBM ha contribuito al kernel Linux con materiale coperto da licenze di non divulgazione o altri contratti. SCO ha però anche distribuito Linux sotto GPL e lo continua a fare. Ha quindi essa stessa pubblicato i propri supposti segreti commerciali e il proprio materiale sotto copyright, sotto una licenza che dà ad ognuno il permesso di copiare, modificare e ridistribuire.

Se la GPL significa ciò che dice, SCO perderà la causa che riguarda i propri segreti industriali contro IBM e non potrà far alcun danno o creare problemi agli utenti del kernel Unix.

Ma se la GPL non fosse un permesso di copyright efficace e valido, che cosa avrebbe potuto dare a SCO il diritto di distribuire tutto il lavoro protetto dal copyright che hanno realizzato i contributori di Linux, e anche tutti gli autori di ogni altro software sotto copyright che attualmente SCO pretende di distribuire per merito della GPL?

La controquerela che IBM ha mosso contro SCO solleva proprio questo problema rispetto ai contributi di IBM al kernel Linux. Secondo la sezione 6 della GPL, nessun ridistributore della GPL può aggiungere alcuna clausola alla licenza; SCO ha invece richiesto che chi usa il kernel Linux debba comprare una nuova licenza addizionale da SCO, e conformarsi ad obblighi addizionali.

Ma nella GPL alla sezione 4 si dice esplicitamente che chi viola la licenza perde automaticamente il diritto di distribuire il lavoro di cui sta violando le regole. A ragione IBM quindi sostiene che SCO non ha alcun permesso di distribuire il kernel e poichè lo sta ancora facendo non solo sta violando i copyright di IBM ma anche quelli di tutti i contributori del kernel. Quindi a meno che SCO non riesca a provare che la GPL è una forma valida di permesso e che lei non ha mai violato questi termini del permesso, perderà sulle controrichieste e sarà querelabile per danni non solo da IBM ma anche da tutti i contributori al kernel.

Le controquerela di IBM ha messo SCO all’angolo per quanto riguarda la GPL. Non solo le prove ma anche la legge è adesso fondamentalmente contro la posizione sempre più disperata di SCO.

SCO e il suo predecessore, Caldera, hanno beneficiato enormemente della protezione della GPL. Ad esempio è solo grazie alla GPL che SCO è stata in grado di usare il lavoro prezioso dei progettisti dei compilatori e degli implementatori di tutto il mondo che hanno reso il compilatore GCC della Free Software Foundation il principale compilatore cross-platform. Le applicazioni di clienti SCO girano su Unix Sys V solo per merito del GCC, a cui la SCO stessa ha contribuito con modifiche specifiche al proprio sistema. Modifiche di cui ha assegnato il copyright alla Free Software Foundation. Caldera e SCO non avrebbero mai potuto mettere in vendita un prodotto come sistema operativo usabile senza il contributo della comunità del software libero. SCO fu felice di ricevere questi benefici ma oggi ha immoralmente richiesto di venir meno ai propri obblighi. La legge non permette a SCO di avere la botte piena e la moglie ubriaca.

E cosí adesso è arrivato il momento per SCO e i suoi legali di prendersela con il tavolo. La risposta di SCO alla controquerela di IBM si è sostanziata in una quantità di assurdi attacchi alla GPL, ai suoi utenti, ai suoi autori, alla Free Software Foundation. La GPL, sostiene la risposta di SCO alla querela di IBM, viola non solo lo statuto federale ma anche la costituzione degli Stati Uniti. La SCO ovviamente non si degna di farci capire come sia possibile che, solo dando ad altri il permesso di copiare, modificare e redistribuire il proprio lavoro, un titolare di un copyright privato possa violare la costituzione degli Stati Uniti.

Le teorie legali non sono segrete; se i legali di SCO hanno qualcosa da offrire in supporto a questo nuova affermazione dovrebbero farcela conoscere. Non è mai esistito caso, nella pur lunga storia del copyright degli Stati Uniti, in cui si ritrova questa ridicola concezione di una licenza di copyright incostituzionale. Nessun avvocato nella mia ragionevolmente ampia conoscenza prende per seria questa idea balzana, quale che sia la sua visione della GPL.

Dopo aver fallito con le prove, e fallito con la legge, dopo aver sollevato nient’altro che una risata di derisione da parte del tavolo preso a pugni, anche il proverbiale azzeccagarbugli non sa più a che santo votarsi.

Che cosa vedremo prossimamente dalla SCO? Un attacco all’arbitro? (*)

Copyright © Eben Moglen, 2003. La copia letterale di questo articolo è permessa con ogni mezzo, purchè questa nota sia mantenuta. L’originale è disponibile qui

Per la traduzione: © Emmanuele Somma, 2003. La copia letterale della presente traduzione è permesse in ogni mezzo, purchè questa nota sia mantenuta. La versione aggiornata è disponibile presso www.exedre.org/sconfnr

Eben Moglen è professore di diritto alla Columbia University Law School, e lavora, senza compenso, come Consigliere Generale della Free Software Foundation.

Note:
(1) La più completa pubblicazione sulla presentazione SCO tenuta a Las Vegas è stata scritta da Bruce Perens è disponibile su http://www.perens.com/SCO/SCOSlideShow.html .

(*) Nota del Traduttore: Intraducibile gioco di parole cinematografico tra “An attack on the empire” (un attacco all’Impero) che rimanda alla vasta tradizione SCI-FI/Star_Wars viva nell’etica hacker, e il riportato “An attack on the umpire”, che significa letteralmente un attacco all’arbitro o giudice.

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  • Anonimo scrive:
    alice sat
    salve mi chiamo daniele ho una domanda da porre ai signori di telecom italia: perche con alice sat devo pagare il canone + il costo di collegamento mentre chi si trova in una zona coperta dall adsl paga solamente il canone e puo navigare 24 su 24 ? con questa differenza mi sento un cliente di categoria inferiore insomma nn e colpa mia se la zona nn e coperta e nn ritengo giusto dover pagare la conessione oltre al canone fissate anche per un canone fisso con navigazione 24 ore su 24
  • Anonimo scrive:
    adsl telecom e mail tin.it
    altro che se l'abbonamento della mail è ha pagamento i problemi sono risolti!!!Adsl telecom, mail e dominio con contratto a pagamento tin it dominio, utilizzo di outlook express e la posta che funziona quando vuole (solo in uscita)!!!!!!!Ore al telefono con tecnici tin.it che alla fine presi da disperazione mi fanno sostituire il server di uscita con quello generico fornito da telecom (mail.tuttopmi.it).....e ora tutto funziona!!!!
  • Anonimo scrive:
    Ecco il perchè...
    In questo caso il problema non è di Telecom Italia, ma del service provider che fornisce il servizio di posta.Infatti è uso comune che chi concede il servizio e-mail consenta di scaricare sul proprio PC la posta qualunque sia il carrier che dà l'accesso ad Internet, ma per inviarla, utilizzando ad es. Outlook, Eudora, Netscape o altro equivalente è necessario aver sottoscritto un contratto con il service provider e pagare a lui il traffico per il trasporto dei dati. Questo accade perchè altrimenti il service provider non incamererebbe alcun profitto pur concedendo un servizio.Ad esempio: se io avessi una casella e-mail con Tiscali non potrei inviare posta se la telefonata la faccio utilizzando la connettività di Tin.it (e viceversa), perchè in questo caso Tin.it incamererebbe l'importo della telefonata, mentre Tiscali (che gestirebbe l'onere del traffico sui suoi mail-server) non ne guadagnerebbe nulla.Allo scopo di impedire ciò i service provider installano un firewall che impedisce il traffico e-mail in uscita non proveniente dalla propria rete di interconnessione.Questo discorso non si applica se si utilizza l'interfaccia webmail, cioè quella che si gestisce tramite Explorer, Netscape o altro browser: infatti in questo caso è sempre possibile inviare e ricevere posta.Non si applica altresì se il contratto stipulato con il service provider che fornisce il servizio e-mail è a pagamento (per esempio Tin.it Special ma non Tin.it Free): da questo si evince la logica...Deduco che il signore in questione voglia utilizzare la sua mail sottoscritta tramite Tin.it Free raggiungendola con il servizio ADSL di Telecom Italia. Vi assicuro che se il suo abbonamento con Tin.it fosse un qualsiasi abbonamento a pagamento non avrebbe questo genere di problemi.Quindi non credo che la responsabilità di tutto ciò debba attribuirsi a Telecom Italia.Saluti a tutti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il perchè...
      mi pare proprio che hai detto un sacco di sciocchezze :(
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il perchè...
        perchè secondo te ha detto sciocchezze?O lo spieghi o è meglio evitare certi commenti inutili!p.s. io ho casella e-mail virgilio e adsl tiscali.in outlook basta mettere nella casellina smtp l'smtp del proprio provider:chi è abbonato con tin.it metterà out.tin.it o out.virgilio.it, con telecom non so, con tiscali smtp.tiscali.it
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco il perchè...
      ma ti sei bevuto il cervello?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco il perchè...
        perchè secondo te ha detto sciocchezze?O lo spieghi o è meglio evitare certi commenti inutili!p.s. io ho casella e-mail virgilio e adsl tiscali.in outlook basta mettere nella casellina smtp l'smtp del proprio provider:chi è abbonato con tin.it metterà out.tin.it o out.virgilio.it, con telecom non so, con tiscali smtp.tiscali.it
    • Azael scrive:
      Re: Ecco il perchè...
      :s :D
  • Anonimo scrive:
    RFC822
    Ma telecom ha mai sentito parlare dell' RFC822?
    • Anonimo scrive:
      Re: RFC822
      - Scritto da: Anonimo
      Ma telecom ha mai sentito parlare dell'
      RFC822?Non so loro, ma io no! Che è?
      • Anonimo scrive:
        Re: RFC822
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Ma telecom ha mai sentito parlare dell'

        RFC822?

        Non so loro, ma io no! Che è?http://www.rfc822.com/
        • Anonimo scrive:
          Re: RFC822
          ma allora quando affermo che nelle TLC ci lavorano i migliori zucconi ignoranti non sono il solo a pensarlo.Meno male che almeno, in mezzo a tanti post-cut_and_delete ogni tanto si trova gente che sa di cosa parla.p.s.fatevi e.mail con tiscali...è l'unica dei grossi che ancora lascia pssare tutto.ciaoooo
        • Anonimo scrive:
          Re: RFC822
          Prima che me lo sciroppo passeranno 20 anni.:|Fai un riassuntino :p
  • Anonimo scrive:
    Finalmente :D
    Forse questo aiutera' a ridurre lo spam :DCerto che quando si vende l'ADSL flat, non si ha interesse che il cliente rimanga collegato e utilizzi la banda passante allora... via tutti i servizi a comiciare dall'email.Se invece il provider ha interesse che l'utente rimanga collegato perche' paga il tempo di connessione allora ben venga il servizio di email... magari ben farcito di spam per far si che ritirare la posta sia un operazione mooooooolto lenta.:D :D :DE si la banda passante, la manutenzione, l'assistenza, le tasse ecc.. costano e l'utente in qualche modo deve pagare almeno quel tanto che serve per starci dento. :'(
  • Mijato scrive:
    UNA LEGGEREZZA DI P.I. (...)
    meravigliodei criteri che hanno portato alla pubblicazione di questa lettera che pur non avendo le opportune basi tecniche, cavalca l'onda della protesta contro Telecom e la sua scelta (alla quale NON HA dato seguito) di bloccare il proprio smtp ai domini residenti sui propri server.L'unica cosa che ha fatto Telecom, per il momento, è quella di obbligare gli utenti business (SMART e PMI e NON ALICE!!) ad autenticarsi ai seguenti server smtp: tuttopmi.it e 191.it pur lasciando liberi gli utenti di utilizzare mail appartenenti ad altri domini e prospettando in un futuro indefinito la mossa di cui sopra (cioè riservare l'uso del server smtp ai domini residenti) contro la quale, però, si sono già mosse le associazioni di provider Aiip e Assoprovider.Alice non ha problemi di sorta: lo confermo da utente ALICE a casa e SMART 5 in ufficio. Sono due cose diverse.Il problema del lettore, dunque, ha altre radici ed il problema di P.I. è quello di non lasciarsi trasportare dal sensazionalismo e pubblicare le vere proteste (che senz'altro avete ricevuto, io stesso - a suo tempo - vi scrissi in mail), supportate da dati di fatto corretti e verificati. Informarsi meglio era possibile, un dovere anche verso noi lettori, il cui livello tecnico, avrete capito, è elevato.
  • Anonimo scrive:
    L'altro ieri sera prob, ieri tutto ok
    Il problema si e' manifestato lunedi' sera. Martedi' funzionava tutto a quanto pare.Ho telefonato all'assistenza tecnica 803380 e mi ha risposto una sarda cialtrona ed arrogante che mi ha detto in malo modo che non danno nessuna assistenza su indirizzi email che non gli appartengono, non c'e' stato verso di spiegarle che usavo il loro mailserver smtp, si rifiutano di dirti alcunche'. Che schifo di gente. Loro dei call center ma soprattutto telecom italia. L'adsl non e' la mia se no col cavolo che mi abbonato a questi qua.
  • Anonimo scrive:
    Problema inesistente.
    Ho avuto lo stesso problema per.......3 minuti.Poi ho letto sul sito "apposito" che l'SMTP di tin.it è cambiato da "smtp.tin.it" a "mail.tin.it". E la posta posso spedirla con qualunque account.......Ci voleva tanto?
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema inesistente.
      - Scritto da: Anonimo
      Ho avuto lo stesso problema per.......3
      minuti.
      Poi ho letto sul sito "apposito" che l'SMTP
      di tin.it è cambiato da "smtp.tin.it" a
      "mail.tin.it". E la posta posso spedirla con
      qualunque account.......
      Ci voleva tanto?----

      Mi spiegate da dove vi siete tolti smtp.tin.it? Non e' MAI ESISTITO!!!il server di posta in uscita usati da tin da 7 anni a questa parte sono: mail.tin.it ( abbonamenti pay - adsl con indirizzo mail @tin.it )mail.clubnet.tin.it ( abbonamenti free con indirizzo mail @tin.it )out.virgilio.it ( abbonamenti free / pay - adsl ) con indirizzo @virgilio.it.
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema inesistente.
      Basta mettere il server SMTP corretto......io ho 4 account di posta, 2 miei,2 della moglie più quello della ditta, e su tutti ho inserito il server SMTP della Telecom......Ricevo e spedisco tutto!!"La disinformazione crea caos"Roberto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema inesistente.
      Ma perche' la gente crede di essere sempre sapientona?? Se non sai niente taci! Io usavo mail.tin.it anche prima e il problema e' iniziato tra le 20:30 e le 21 e si e' protratto oltre mezzanotte.Se non sai niente di quello di cui parli e' meglio se eviti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema inesistente.
        se tu non dici è un po' dura, se poi non vuoi sapere le opinioni degli altri fai a meno di venire a paingere qui ed usa la carta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema inesistente.
      Innanzitutto non si sta parlando di tin.it ma di telecom italia....Tin.it ha le sue offerte ADSL distinte da quelle di telecom.....Il tuo messaggio, lasciatelo dire, è molto presuntuoso e fuorviante.Per far funzionare l'smtp con ADSL telecom bisogna configurare correttamente l'autentificazione al server SMTP, detto questo è probabile che abbia ancora dei problemi.Dico questo perchè ho già fatto questa configurazione a decine di miei clienti che usano ADSL telecom con inidirizzi email forniti da me e funziona tutto perfettamente. Il controllo dell'indirizzo mittente non viene eseguito su una sessione ESMTP utenticata...Le informazioni ESMTP variano a seconda del tipo di abbonamento, bisogna controllare bene sul documento che il tecnico telecom DEVE avervi lasciato quando è venuto ad installarvi l'ADSL.Detto questo ciao a tutti
  • Anonimo scrive:
    io non ho alcun problema..
    come descritto sul sito già menzionato nei commentihttp://info.flexmail.it/è sufficiente configurare il proprio client di posta per autenticarsi via SMTP, usando come username tuaemail@tin.it e come password la stessa password della posta elettronica, che sono entrambe diverse da quelle di connessione dell'adsl.Che io sappia, tutte le versioni di alice includono la casella di posta..almeno la mia ce l'ha, ma ho l'adsl da diversi anni ormai..
    • Anonimo scrive:
      Re: io non ho alcun problema..
      - Scritto da: Anonimo
      come descritto sul sito già menzionato nei
      commenti

      http://info.flexmail.it/

      è sufficiente configurare il proprio client
      di posta per autenticarsi via SMTP, usando
      come username tuaemail@tin.it e come
      password la stessa password della posta
      elettronica, che sono entrambe diverse da
      quelle di connessione dell'adsl.
      Che io sappia, tutte le versioni di alice
      includono la casella di posta..almeno la mia
      ce l'ha, ma ho l'adsl da diversi anni
      ormai..----

      L'autenticazione sull' smtp e' stato disattivato. Adesso chi ha, ad esempio, una casella free con tin.it ma si connette con un abbonamento pay o adsl anche tin.it la posta non gliela spedisce. Cio' significa che se non ti colleghi con un abbonamento free quella casella non la puoi usare per spedire mail se utilizzi un client di posta, ma solo utilizzandola tramite webmail.
    • Anonimo scrive:
      Re: io non ho alcun problema..
      No no, ho provato anche quello, spedizione email con autenticazione, eudora 6, e non c'e' stato verso. Il mio mittente qualcosa@softhome.net veniva rigettato dal mailserver di tin.
      • Anonimo scrive:
        Re: io non ho alcun problema..
        - Scritto da: Anonimo
        No no, ho provato anche quello, spedizione
        email con autenticazione, eudora 6, e non
        c'e' stato verso. Il mio mittente
        qualcosa@softhome.net veniva rigettato dal
        mailserver di tin.Uso Alice ADSL ed Eudora 6 con autenticazione. Funziona tutto anche usando un From qualcosa@tin.it di un abbonamento free oppure un From qualcosa@supereva.itSpedisco e ricevo. ;)Speriamo duri:D
  • lullaby scrive:
    Mai usato un account tin.it
    pur avendo Alice,anzi io ho la BBB, piu' vechia di Alice, ed ho sempre inviato mail da tutti i client che uso.
  • Anonimo scrive:
    forse ho capito male ma x me tutto ok
    io forse avrò capito male, ma non mi pare così strano quello che lamenti.io ho alice adsl 256 e mi funziona tutto.invio dappertutto e uso sempre SMTP di tin.it ; ovviamente te lo devi configurare come si deve (la stessa cosa potrebbe succederti di dover fare sul posto di lavoro, ad esempio, se hai un altro provider e vuoi _mandare_ mail con libero.it, per fare un esempio).Ovviamente l'UTENTE/PW deve essere quello con cui fai la connessione, lo stesso con cui configuri la mail @tin.it o @virgilio.it; poi nel return-to e nel from, metti quello che ti pare.*MA* tu mi dici che tin non ti da accesso al server smtp. MI giunge strano, ma supponiamo anche che sia vero (se ti dicono che non te lo danno, perchè mai dovresti pretenderlo? hai sottoscritto un contratto che lo prevedeva, quindi non c'è motivo di lamentarsi); usa un altro SMTP, qual'è il problema?Ce ne sono di svariati altri e il "trucco" è il medesimo. Se puoi spedire le mail, puoi spedire tutte le mail che vuoi.Ti consiglio il servizio di poste.it, tra l'altro, gratuito e fra i migliori.Ma la stessa cosa puoi fare con email.it e con infinito.it (leggi nelle pagine di questo magazine che loro non limitano l'accesso come ha fatto libero, ad esempio) e con chissà quanti altri Secondo me non hai capito come fare forse svariati altri.E probabilmente tin.it non intende spiegarlo dato che si sovraccarica il loro server (nel caso in cui almeno UNA mailbox ti sia permessa).:-)Credo che il problema sia risolvibile eccome.Una volta capito come fare, l'invio è molto meno problematico della ricezione, da parte di un provider che sembra "ostile agli altri provider".Lo dimostra il fatto che se libero non ti vuol più far scaricare, non riesci (battaglia di trucchi a parte) ... mentre per inviare non c'è nessun problema (invio con qualsiasi mail).Ciao ciao!
    • Anonimo scrive:
      Re: forse ho capito male ma x me tutto ok
      Hai capito malehttp://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=497482
      • Anonimo scrive:
        Re: forse ho capito male ma x me tutto ok
        - Scritto da: Anonimo
        Hai capito male

        http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?midNo sei tu che hai capito male: lui ti ha dato una soluzione che funziona. Cambiare non il campo "from" ma il campo "reply-to".Inoltre Telecom fa molto bene ha impedirti di usare indirizzi alternativi nel campo "From", dovrebbero farlo tutti per impedire lo spam.Se il tuo servizio di posta alternativo a quello di telecom non ti permette di spedire posta via il loro server SNMP mediante autenticazione, lamentati con chi ti fornisce quel servizio incompleto.
  • Anonimo scrive:
    Un server smtp in locale?
    Ce ne e' uno integrato in Windows (2000 ed XP), oppure su sourceforge ce ne sono a sacchi. Lo installi, lo configuri e metti "localhost" come server in uscita sul tuo client di posta preferito. Funziona. Provare per credere.
    • MaurizioB scrive:
      Re: Un server smtp in locale?
      - Scritto da: Anonimo
      Ce ne e' uno integrato in Windows (2000 ed
      XP), oppure su sourceforge ce ne sono a
      sacchi. Lo installi, lo configuri e metti
      "localhost" come server in uscita sul tuo
      client di posta preferito. Funziona. Provare
      per credere.Lo so benissimo che ci sono, ma non vedo perché io devo appesantirmi il sistema per delle modifiche contrattuali che loro effettuano senza chiedermi nulla...Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: Un server smtp in locale?
        Facci vedeer il punto del contratto dove ti dicono che puoi fare relay di posta con i loro server.
    • matteo.moro scrive:
      Re: Un server smtp in locale?


      Ce ne e' uno integrato in Windows (2000 ed
      XP), oppure su sourceforge ce ne sono a
      sacchi. Lo installi, lo configuri e metti
      "localhost" come server in uscita sul tuo
      client di posta preferito. Funziona. Provare
      per credere.
      Per funzionare funziona, ma ci sono provider (ad esempio libero/wind e yahoo.it) che, per questioni di antispam, non accettano e-mail provenienti da ip dinamici. In questo modo, installando un server smtp locale sarai impossibilitato a inviare mail a indirizzi @libero.it (ad esempio), se non istruendo l'smtp locale in modo che rediriga tutta la posta verso il server smtp del tuo provider. in questo modo però si ripropone il problema presentato nell'articolo. :-)ciao.TeO:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Un server smtp in locale?
        - Scritto da: matteo.moro



        Ce ne e' uno integrato in Windows (2000 ed

        XP), oppure su sourceforge ce ne sono a

        sacchi. Lo installi, lo configuri e metti

        "localhost" come server in uscita sul tuo

        client di posta preferito. Funziona.
        Provare

        per credere.


        Per funzionare funziona, ma ci sono provider
        (ad esempio libero/wind e yahoo.it) che, per
        questioni di antispam, non accettano e-mail
        provenienti da ip dinamici. In questo modo,
        installando un server smtp locale sarai
        impossibilitato a inviare mail a indirizzi
        @libero.it (ad esempio), se non istruendo
        l'smtp locale in modo che rediriga tutta la
        posta verso il server smtp del tuo provider.
        in questo modo però si ripropone il problema
        presentato nell'articolo. :-)

        ciao.
        TeO:-)qualcuno pul spiegare passo passo sia come mettere su questo server SMTP, sia come configurarlo per questo "trucco" ?o perlomeno postate un link con queste istruzioni! :(devo attivare IIS e dentro c'è SMTP?o che?
        • matteo.moro scrive:
          Re: Un server smtp in locale?


          qualcuno pul spiegare passo passo sia come
          mettere su questo server SMTP, sia come
          configurarlo per questo "trucco" ?
          Per windows proprio non saprei, cmq dei passi abbastanza generici potrebbero essere:1) cerca/scegli un programma che funzioni come demone smtp;2) installalo;3) configuralo in modo che vi si possa accedere (se lo vuoi usare solo per inviare posta verso l'esterno) o fare relay (se lo vuoi usare anche per la posta in ingresso verso un tuo dominio) solo dalla tua rete interna, questo per evitare di diventare un "open relay" (=tutto il mondo, spammer compresi, può usare il tuo server per inviare posta);4) configurarlo in modo che usi il server smtp del tuo provider come "relay host". Questo passo è necessario solo se non vuoi rischiare di incorrere nel problema delle black-list da parte dei provider destinatari della tua posta, ma non risolve il problema esposto nell'articolo.Su quale programma usare sotto windows non ti so suggerire niente (io personalmente uso debian+postfix), idem per la configurazione, che dipende dal programma stesso. In ogni caso ti posso consigliare di dare una letta all'RFC#821 (http://www.faqs.org/rfcs/rfc821.html ), che non fa mai male e spiega come funziona il protocollo smtp.ciao.TeO:-)==================================Modificato dall'autore il 10/12/2003 1.18.08
    • Anonimo scrive:
      Re: Un server smtp in locale?
      - Scritto da: Anonimo

      Ce ne e' uno integrato in Windows (2000 ed
      XP), oppure su sourceforge ce ne sono a
      sacchi. Lo installi, lo configuri e metti
      "localhost" come server in uscita sul tuo
      client di posta preferito. Funziona. Provare
      per credere.posso sapere dove sta, in win2000 pro??mi serve! devo poter mandare mail da un programma che non mi da la possibilità di autenticarmi! :(per favore dammi due dritte, mi serve davvero!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Un server smtp in locale?
      La cosa in se' funziona.Il problema è che ormai la maggioranza dei mail server specialmente quelli dei provider più grandi "controllano" chi sei.Mi spiego meglio.Tu arrivi e gli dici "Ciao" sono mail.quellodicasamia.itL'Smtp server controlla:1)se esiste il dominio quellodicasamia.it2)se nel DNS di quellodicasamia.it c'è un record MX che corrisponde all'IP che stai usando.Se non c'è non ti da' relay.Perciò un server SMTP locale ormai serve a poco..e tra un po' non servirà più a nulla.
  • Lucrezia scrive:
    Se nn ti va la posta....
    Bè, se hai l'account di Alice e la posta di libero fa le bizze, basta scaricare Liberopop, oramai arrivato alla versione stabile 0.0.16 e che funziona alla grande.Basta seguire le istruzioni sul sito e avviarlo prima di aprire il client di posta elettronica. funziona sia con win che con linux, cosa si vuol di più? :)
    • MaurizioB scrive:
      Re: Se nn ti va la posta....
      - Scritto da: Lucrezia
      Bè, se hai l'account di Alice e la posta di
      libero fa le bizze, basta scaricare
      Liberopop, oramai arrivato alla versione
      stabile 0.0.16 e che funziona alla grande.
      Basta seguire le istruzioni sul sito e
      avviarlo prima di aprire il client di posta
      elettronica. funziona sia con win che con
      linux, cosa si vuol di più? :)A quanto ne so questi programmi si limitano ad accedere al pop per scaricare la posta, il problema in questione è l'invio...Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Se nn ti va la posta....
      - Scritto da: Lucrezia
      Bè, se hai l'account di Alice e la posta di
      libero fa le bizze, basta scaricare
      Liberopop, oramai arrivato alla versione
      stabile 0.0.16 e che funziona alla grande.
      Basta seguire le istruzioni sul sito e
      avviarlo prima di aprire il client di posta
      elettronica. funziona sia con win che con
      linux, cosa si vuol di più? :)che qualcuno ascolti, per esempio.Maurizio B non è l'ultimo deficiente che frequenta PI ... infatti ha parlato di SMTP!e soprattutto del server smtp di tin it, non di "LEGGERE LA POSTA DI LIBERO"comunque secondo me questa volta anche il maurizio ha preso un granchio.basta autenticarsi con l'utente di tin it e scrivere con la mail che ti pare, come ben sanno gli spammer.per questo puoi scrivere da parte di bill.gates@microsoft.com anche se hai solo libero o jumpy
      • Anonimo scrive:
        Re: Se nn ti va la posta....
        - Scritto da: Anonimo
        per questo puoi scrivere da parte di
        bill.gates@microsoft.com anche se hai solo
        libero o jumpyè prio questo non hai capito.Se io uso Alice ADSL è normale che come smtp devo impostare quello di Tin, non posso certo usare mail.libero.it o quello di qualsiasi altro provider a meno che non usi la sua connessione, e fin qui non ci piove.Però se io uso Alice di Tin NON è detto che quando scrivo un messaggio voglia usare la casella e-mail mio-nome@tin.it quella cioè che Tin mi ha fornito con l'abbonamento, vorrei poter usare ad esemio mio-nome@supereva.it non vedo perchè non potrei farlo.......pago Alice di Tin posso usare il loro SMTP ma adesso SOLO se il mittente abbia nel campo "e-mail da" la acsella e-mail fornita con l'abbonamento....in pratica se ho 10 account con altri provider dovrei spedire la posta o dai loro rispettivi web-mail o attraverso un smtp su cui ho il controllo........
        • Anonimo scrive:
          Re: Se nn ti va la posta....

          vorrei poter usare ad esemio
          mio-nome@supereva.it non vedo perchè non
          potrei farlo.......pago Alice di Tin posso
          usare il loro SMTP ma adesso SOLO se il
          mittente abbia nel campo "e-mail da" la
          acsella e-mail fornita con
          l'abbonamento....in pratica se ho 10 account
          con altri provider dovrei spedire la posta o
          dai loro rispettivi web-mail o attraverso un
          smtp su cui ho il controllo........Se vuoi spedire posta come ...@supereva.it lo puoi fare tranquillamente, impostando l'smtp server di supereva. Non vedo perche' TIN debba spedire posta di altri ... non e' mica babbo natale!Presumo che il "ricorso formale" citato dalla redazione non sia nemmeno stato preso in considerazione da Telecom.Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Se nn ti va la posta....
          - Scritto da: Anonimo
          [...]
          Però se io uso Alice di Tin NON è detto che
          quando scrivo un messaggio voglia usare la
          casella e-mail mio-nome@tin.it quella cioè
          che Tin mi ha fornito con l'abbonamento,
          vorrei poter usare ad esemio
          mio-nome@supereva.it non vedo perchè non
          potrei farlo.......pago Alice di Tin posso
          usare il loro SMTP ma adesso SOLO se il
          mittente abbia nel campo "e-mail da" [...]Ciao,scusa, ma questo non mi risulta proprio, io ho un abbonamento ADSL TIN, ma invio tranquillamente anche dall'altro mio account con NGI, addirittura configurando anche l'autenticazione del server SMTP di TIN. Prima, invece, se nel programma di posta inserivo l'autenticazione SMTP non me lo permetteva.Boh! Chi ci capisce! :( Saluti,Betty
      • MaurizioB scrive:
        Re: Se nn ti va la posta....
        - Scritto da: Anonimo
        che qualcuno ascolti, per esempio.
        Maurizio B non è l'ultimo deficiente che
        frequenta PI ... :D
        comunque secondo me questa volta anche il
        maurizio ha preso un granchio.
        basta autenticarsi con l'utente di tin it e
        scrivere con la mail che ti pare, come ben
        sanno gli spammer.

        per questo puoi scrivere da parte di
        bill.gates@microsoft.com anche se hai solo
        libero o jumpyIl problema fondamentale è che non mi era concesso nemmeno accedere con i dati dell'autenticazione...Cmq, a scanso d'equivoci, ora sembra funzionare di nuovo... Che ca**o sta succedendo?Saluti
    • rmarco scrive:
      Re: Se nn ti va la posta....
      oppure ti monti un server di posta in localese usi linux, non hai che l' imbarazzo della sceltase usi win puoi provare postcastserver(.com se vuoi vedere) gratuito e facileovviamente uscirai con il tuo ipe ovviamente ti servira' un indirizzo validoma potra' essere qualsiasi indirizzo anche su un server in Alaska
  • DPY scrive:
    Cosa c'entra Alice con Smart?
    Il discorso filerebbe, se non fosse che info.flexmail.it si riferisce al server di posta mail.191.it che deve essere utilizzato dagli utenti delle linee Smart di Telecom, mentre almeno fino a pochi giorni fa gli utenti di Alice potevano spedire almeno da un server di nome 'out.aliceposta.it'. Inoltre non mi risulta che i contratti Alice vengano forniti senza caselle di posta elettronica, quindi la possibilità che debba essere usato un SMTP di un altro provider non può sussistere. Per la cronaca i due server sono su IP completamente diversi.Detto così ho l'impressione che si sia fatta un po' di confusione, sicuramente sarebbe stato meglio specificare con precsione quale server ha rifiutato l'invio.
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