Scova un bug a 15 anni. Arrestato

Accade in una scuola dello stato di New York. Curiosità e perizia non pagano: possono invece costare l'accusa di aver commesso un crimine punito con il carcere
Accade in una scuola dello stato di New York. Curiosità e perizia non pagano: possono invece costare l'accusa di aver commesso un crimine punito con il carcere

Un’esercitazione nel laboratorio di informatica è valsa l’arresto ad un 15enne con uno spiccato senso di responsabilità e passione per le sfide: ha individuato una falla nel sistema informatico scolastico, l’ha segnalata con troppa baldanza al preside ed è stato accusato di cracking.

La Shenendehowa High School dello stato di New York è il luogo del delitto: il giovane studente, immerso in una sessione di laboratorio, ha guadagnato l’accesso ad un database che conteneva record relativi agli autisti degli autobus della zona. Era ospitato sui server della scuola, aggiornati di recente. Ha ottenuto informazioni relative a 250 dipendenti dell’azienda di trasporti locali, le targhe dei mezzi che guidano, il loro codice della previdenza sociale. Pare gli sia bastato inserire la propria password e frugare sui server, un’operazione che, ammettono le autorità, sarebbe riuscita a studenti, docenti e personale amministrativo dotato di password di accesso, di buona volontà e di un’infarinatura di competenze informatiche.

Il 15enne si è sentito evidentemente investito del senso di responsabilità: “alle 13 circa di martedì – spiegano dalla scuola – il nostro dirigente scolastico ha ricevuto una email in cui il mittente lo informava di aver guadagnato l’accesso a dati personali relativi agli autisti degli autobus”. Il dirigente Donald Flynt ha tempestivamente allertato le forze dell’ordine: quella che doveva essere l’orgogliosa segnalazione di un bug che avrebbe potutto mettere a rischio i dati personali di 250 persone è stata interpretata come una minaccia . Uno studente , la firma con cui l’imberbe bug hunter aveva inoltrato la segnalazione, è stato rintracciato nel giro di un paio di giorni: giovedì è stato tratto in arresto .

Sono tre le accuse che pendono sul suo capo: accesso illecito a un sistema informatico, possesso illecito di informazioni per l’identificazione personale e furto di identità. Comparirà davanti al tribunale minorile per dare conto delle sue azioni: per ora sta scontando una sospensione dalle attività scolastiche, se fosse stato maggiorenne avrebbe rischiato il carcere .

Nel frattempo i tecnici della scuola si industriavano per tappare la falla e per temperare l’apprensione degli autisti: hanno rimediato all’errore di configurazione che ha aperto una breccia nel sistema per “una settimana o due”. Non si sono profusi in alcun complimento nei confronti della curiosità e del senso di responsabilità del giovane. Nonostante gli investigatori abbiano assicurato che il ragazzo non aveva intenzione di mettere in atto alcuna malefatta , il sovrintendente della Shenendehowa High School punta il dito contro il bug bunter: “ha usato la sua genialità in maniera sbagliata”. In rete ferve il dissenso nei confronti dell’atteggiamento delle autorità scolastiche, pronte a scagliarsi contro un ragazzino responsabile di aver denunciato le inadempienze di coloro che dovrebbero occuparsi della sicurezza.

Gaia Bottà

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27 10 2008
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