Scuola meridionale, scuola digitale

Sono più di 25 milioni gli euro che il Governo sta per iniettare nel sistema scolastico del Mezzogiorno, per computer, strumenti multimediali, edutainment, nuovi servizi. I dettagli
Sono più di 25 milioni gli euro che il Governo sta per iniettare nel sistema scolastico del Mezzogiorno, per computer, strumenti multimediali, edutainment, nuovi servizi. I dettagli


Roma – Una solida iniezione di denaro per spingere sul fronte tecnologico potrebbe trasportare gli istituti scolastici del mezzogiorno, i docenti, gli studenti e le famiglie in una nuova situazione, fatta di computer, multimedialità, edutainment e persino risparmio sulle spese scolastiche.

A sostenerlo è il ministro all’Innovazione Lucio Stanca che ha ieri annunciato uno stanziamento da 25,9 milioni di euro approvato dal CIPE e interamente dedicato a quelli che il suo dipartimento definisce “rivoluzionari servizi didattico-informativi digitali ed interattivi a banda larga nel Mezzogiorno”. Il tutto sotto il nome di Progetto Scuola Digitale (“Interventi per lo sviluppo di servizi avanzati nelle scuole delle Regioni del Sud”).

Secondo il dipartimento di Stanca con il nuovo progetto “nascerà un modo nuovo di studiare”. Sfruttando un più facile accesso agli strumenti digitali, contenuti e prodotti improntati all’interattività , hanno spiegato al Dipartimento, ogni elemento della didattica potrà essere “contestualizzato nelle materie umanistiche , con approfondimenti collegati nel tempo (storia), nello spazio (geografia) e nel sociale (analisi culturale, complessiva ed economica); ma ancora di più nelle discipline che richiedono esercizio e verifica, come matematica ed algebra, chimica e fisica , e lo studio delle lingue, fino a spingersi alle materie artistiche e musicali. Ma potrà anche essere adattato alle esigenze culturali locali, al livello formativo, al profilo sociale ed ai suoi interessi nel territorio di ciascuna classe”. L’idea è quella della messa a punto di nuovi strumenti didattici da veicolare anche via banda larga .

Uno schemino approntato dal Dipartimento indica quali dovrebbero essere i vantaggi per i diversi soggetti derivanti dal progettone scolastico.

Ai docenti , “pur nel rispetto della loro piena autonomia nella definizione dei percorsi educativi”, verranno messi a disposizione nuovi strumenti didattici, figli di quell’interattività e multimedialità di cui sopra.

Agli studenti e alle loro famiglie verranno proposte nuove formule di apprendimento, ad esempio quelle basate sull’incontro tra studio e gioco (edutainment). Ma altri vantaggi le famiglie le avrebbero nelle spese da sostenere per le risorse didattiche necessarie alla propria prole: i nuovi contenuti potrebbero essere acquistati non più all’inizio dell’anno scolastico ma nel corso dell’anno stesso, e certi contenuti acquistati solo se necessario.

A cascata tutto questo rappresenterà, secondo i promotori del progetto, un’opportunità anche per le imprese , che potranno lavorare sulla domanda pubblica di un mercato dei contenuti organizzato e tutelato, così viene detto, anche dallo sviluppo di sistemi di protezione dei contenuti DRM (Digital Rights Management) oltreché dall’individuazione delle esigenze specifiche degli studenti.

L’iniziativa sarà realizzata sul piano pratico da Innovazione Italia , la società braccio operativo del Ministro, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e le Regioni interessate.


Secondo i dati forniti dal dipartimento all’Innovazione, tutto questo si inserisce in un quadro di elevata diffusione dei PC nelle scuole , una tesi da tempo sostenuta dal Governo e che Stanca ha motivato snocciolando i numeri dello scorso luglio.

Il Ministro ha parlato di 534.454 computer installati, ovvero un PC ogni 10 studenti; reti locali attive nel 62,6 per cento degli istituti; 9mila parabole per la ricezione della Tv satellitare; accesso ISDN o broad band nell’85,3 per cento delle scuole; sito web scolastico per il 51,4 per cento degli istituti mentre il 58,8 per cento delle scuole usa l’email per la didattica e per le comunicazioni. Il tutto condito da 23.325 laboratori di informatica attivi nelle scuole del paese.

Di seguito le dichiarazioni del ministro Lucio Stanca relative al progetto:

“È il primo esempio di implementazione della Strategia di Larga banda voluta dal Governo”. “Prima abbiamo costruito le autostrade telematiche ed ora cominciamo a delineare i nuovi contenuti che le devono percorrere”.

“Il Progetto Scuola si propone di estendere l’uso delle tecnologie nei percorsi didattici attraverso lo sviluppo e l’utilizzo di contenuti multimediali di qualità, stimolando nuove forme di didattica interattiva. Gli insegnanti saranno gli attori fondamentali del processo di produzione ed utilizzo degli stessi contenuti e potranno adattare alle proprie esigenze materiali didattici flessibili e modificabili, rafforzando in tal modo i principi dell’autonomia scolastica”.

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11 10 2004
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