Se il provider è tutore del copyright

Ha ammesso di andare oltre le aspettative dell'industria. Ora pratica la dottrina Sarkozy
Ha ammesso di andare oltre le aspettative dell'industria. Ora pratica la dottrina Sarkozy

Si comportava come un braccio armato dei detentori dei diritti, agiva brandendo le condizioni del contratto, disconnetteva gli assegnatari degli indirizzi IP che violassero il diritto d’autore isolando dalla rete tutti coloro che si abbeverassero alla connettività dell’intestatario dell’abbonamento. Ora il provider britannico ha ammorbidito le proprie policy: concederà ai netizen la possibilità di sbagliare due volte. Alla terza violazione, la disconnessione.

Le condizioni d’uso del servizio sono legge per Karoo, ISP che serve 90mila utenti nell’area di Hull: il contratto prevede che i cittadini della rete non possano abusare della connettività per violare il diritto d’autore. Colti a infrangere le condizioni d’uso e la legge, il provider avrebbe potuto comminare la disconnessione immediata. Per tornare ad approfittare della propria connessione i netizen sarebbero stati invitati a fare ammenda, a promettere di non persistere nel comportamento e a pagare una somma per riallacciare la connessione. Nessun avvertimento, nessun processo, nessuna motivazione ufficiale se non quella di proteggere i propri utenti, privandoli del libero arbitrio.

Karoo, la cui policy è stata messa in luce da dei servizi di BBC, ha ora promesso di dimostrarsi più tollerante nei confronti dei propri abbonati e di tutti coloro che approfittano della connettività da loro messa a disposizione. Lascerà che sbaglino tre volte prima di far calare la ghigliottina: “È evidente che siamo andati oltre le aspettative dei detentori dei diritti, dei media e degli utenti – ammette l’ISP in una nota – abbiamo cambiato le nostre policy per allinearci all’approccio standard dell’industria, continuando a prendere sul serio la questione della violazione del copyright e delle attività illegali online”.

Non è dato sapere per quale motivo il provider abbia messo in campo questo tipo di pratica, quando nel Regno Unito già fermentano degli accordi con l’industria dei contenuti per arginare lo scambio illegale di materiale protetto da copyright. È vero però che l’industria ha spesso imbracciato il contratto che gli ISP stipulano con gli utenti come una leva per far valere i propri diritti: il provider australiano iiNet è stato accusato dai rappresentanti locali degli studios di complicità nella violazione del diritto d’autore. Per non aver contribuito a prevenire le violazioni. ( G.B. )

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29 07 2009
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