La SEC mette KO i tweet di Floyd Mayweather

Il pugile Floyd Mayweather Jr e il produttore DJ Khaled sono stati sanzionati dall SEC per aver indebitamente promosso alcune criptovalute.

Un colpo al pugile e uno all’influencer, mandando entrambi KO: la Security and Exchange Commission è entrata a gamba tesa su un caso che mette assieme due derive pericolose, ossia la promozione indebita di ICO (per generare entusiasmo attorno agli investimenti in nuove criptovalute) ed al tempo stesso l’assolvimento non dichiarato del ruolo di influencer.

I due protagonisti del caso sono due nomi estremamente noti negli Stati Uniti, ma il caso vale come precedente in tutto il mondo poiché esemplare sotto ogni aspetto: il pugile Floyd Mayweather Jr (atleta di grande fama e recentemente al centro delle scene mondiali per la seguitissima disfida contro McGregor) ed il produttore musicale Khaled Khaled (“DJ Khaled”, personaggio di grande fama online anche al di fuori dei suoi successi musicali) sono stati sanzionati per aver promosso alcune Initial Coin Offerings (ICO) senza aver dichiarato in alcun modo il proprio ruolo in questo affare.

Perché di affare si trattava: dietro specifico pagamento, i due personaggi (scelti in modo estremamente mirato, poiché entrambi legati a doppio filo con il gusto per il denaro, il lusso e l’influencer marketing) avevano esplicitamente dichiarato il proprio supporto ad alcune ICO, certificando tramite i propri canali social di essere pronti ad investire e tirandosi appresso gli investimenti dei propri fans. Nel mirino, in particolare, due pagamenti provenienti dalla Centra Tech: 100 mila dollari per Mayweather e 50 mila per DJ Khaled.

“You can call me Floyd Crypto Mayweather from now”

@FloydMayweather su Twitter (7,85 milioni di follower)

La SEC ha presentato ai due un conto estremamente salato, pagato dai responsabili senza batter ciglio: 614.775 dollari per il pugile e 152.725 dollari per il produttore, oltre ad un divieto triennale su specifiche promozioni per entrambi. L’accusa (senza appello alcuno da parte dei diretti interessati) è quella di aver usato la propria posizione di “influencer” per promuovere ICO, drenare denaro dagli investitori e far passare la cosa come “naturale”, senza esplicitare la natura promozionale (e quindi chiaramente mistificatrice) del rapporto con la Centra Tech. Se il caso è venuto a galla, gran parte della responsabilità è proprio della Centra Tech, le cui ICO sono state dichiarate irregolari già nel mese di aprile: le indagini hanno evidentemente portato a galla l’intero meccanismo ed il rumoroso coinvolgimento dei due “big”.

Steven Peikin, Enforcement Division Co-Director della SEC, lancia un monito che ha valore ben oltre i confini USA: gli utenti non si lascino abbindolare dagli endorsement di personaggi noti, poiché dietro messaggi apparentemente disinteressati si celano spesso schemi promozionali del tutto organizzati, fasulli e costruiti a seguito di lauti pagamenti. Serve scetticismo, a maggior ragione se il tutto è correlato al mondo delle criptovalute. Serve consapevolezza, soprattutto se il messaggio arriva dai social media. Serve senso critico, soprattutto se si mette mano al portafoglio.

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